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Domus Project















Building step by step of a medieval palace in scale 1:50

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  • Costruzione 194: Camino in pietra
    Probabilmente l'elemento più caratteristico del salone della Domus è il grande camino che collocherò addossato alla parete interna della stanza, dietro la quale si trova il cucinino con l'altro caminetto più piccolo. Anticamente la stanza principale della casa prendeva proprio il nome di caminata per via della presenza del camino, diventando quindi il centro vitale dell'abitazione, soprattutto nei mesi freddi durante i quali l'uso di altre parti della casa (come ad esempio il loggiato) doveva essere molto limitato.Dopo aver preso in esame varie opzioni circa il materiale da usare per la mia riproduzione in scala, decido di utilizzare lo stesso marmo grigio già tagliato per il lavello della cucina.I riferimenti visivi sono varie foto trovate in rete. Qui accanto pubblico alcune di quelle che hanno maggiormente influito sul risultato finale del lavoro. La base in ardesia era già stata tagliata da tempo, ma forse in futuro verrà sostituita da un pezzo dello stesso marmo grigio. Me ne occuperò comunque durante la posa del pavimento, ancora incompleto.La struttura del camino sarà composta di varie parti che andranno tagliate e assemblate prima o dopo la lavorazione, a seconda dei casi. I piedritti saranno lavorati separatamente, mentre le mensole, l'architrave e la cornice verranno rifiniti dopo l'assemblaggio per facilitare la corrispondenza delle modanature e degli incastri.Gli studi ai quali mi attengo al momento del taglio sono semplici bozzetti non in scala. Le proporzioni non sono quindi vincolanti ma servono solo a darmi un'idea dell'effetto desiderato.Tenendo conto delle misure della base, procedo al taglio dei vari segmenti e su di essi disegno le linee degli incastri, che nel caso dell'unione mensole-architrave presentano un profilo piuttosto complesso dedotto direttamente dall'osservazione di un antico camino in vendita su internet (e del quale erano visibili online diverse foto dei componenti smontati).Dopo le lunghe operazioni di taglio (effettuate con il disco diamantato del Dremel e poi con alcune frese cilindriche o a punta), posso provare a comporre i pezzi finora ottenuti per verificare che le proporzioni siano corrette.Una volta incollati i primi tre elementi (mensole e architrave) realizzo una prima rastrematura per impostare i due livelli principali sui quali verranno incise successivamente le modanature.I solchi, effettuati con l'aiuto di un listello di marmo usato come guida, saranno i punti di partenza per l'incisione delle curve concave o convesse.Queste vegono realizzate con diverse frese o con l'uso delle lime manuali, il cui uso è comunque piuttosto limitato per la durezza del materiale.Conclusa la lavorazione di questo primo blocco, applico qualche goccia di colla e vi unisco i segmenti della cornice superiore...Poi, nell'attesa che la colla si asciughi, mi dedico alla lavorazione dei piedritti.I due parallelepipedi vengono inizialmente incisi per delimitare le diverse aree. Elimino i vuoti grossolanamente per poi passare alle rifiiture con una punta più precisa.L'elemento più complesso da scolpire è ovviamente la falsa colonna, che decido comunque di lasciare un po' più spessa rispetto ai riferimenti per evitare il rischio di rottura.La parte superiore del piedritto viene poi "foderata" con sottili strisce di marmo verde (serpentino?). E' lo stesso materiale che in parte sto utilizzando per il pavimento, lucidato a specchio su un lato.Questo inizialmente non era previsto, ma rappresenta un arricchimento decorativo che dà una nota di colore al camino, altrimenti interamente grigio.La colla intanto si è solidificata e la cornice adesso è perfettamente unita all'architrave e alle mensole.Passo a rifinire le modanature superiori e poi posso incollare anche i piedritti.Adesso tutti i pezzi sono al loro posto. L'interno del camino si adatta al vano aperto nella parete e che in alto si stringerà convertendosi nella canna fumaria murata.Prima del montaggio definitivo chiuderò le fessure rimaste con un po' di boiacca di cemento, ed il gioco è fatto. Quest'anno l'inverno non farà più così paura...MATERIALI:ardesia, marmo grigio, marmo verde, colla STRUMENTI:tenaglie, pinzette, matita, carta abrasiva, seghetto, righello, Dremel con disco e frese diamantateMISURE (in cm):da verificarePDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos194", "title" : "Costruzione 194: Camino in pietra", "permalink" : "" };
    Wednesday 24th of June 2015 01:25:00 PM
  • [ENG] Construction 58: Vault filling and underground walls
    The illustration to the left, taken from the book "Histoire d'une maison" by Viollet-le-Duc and freely colored by me, reproduces exactly the state of the Domus at this stage of the work. You can see the brick vaults of the basement, completed and framed by the stone walls.After growing the walls till the ground level, the builders are now filling the vaults and preparing the base for the ground floor.This is how the back side of the Domus looked like after completing the wall grid, the walls still empty on the inside:And here, immediately after the filling of the cavity with gravel and cement:This wide square area divided by a cross formed by the underground arches and the stone walls, will be the base for the main loggia. Here will be set the doors of the storehouse and the big pointed arch, a key element of the facade.To fill the vaults I'll use small gravel and the remains of a cement pack that left me unsatisfied due to its low strenght. Its only purpose here will be to serve as a base for the ground floor, so I dare to use it again.When this first pouring is dry, I cover it with a thick coat of cement (now the good one), obtainig a smoother surface over which I can lay the tiles of the floor.To be honest, I'm not doing all this alone. I'm assisted by two workers who finish levelling the surface while I keep the concrete wet spraying water over it. I was concerned about a possible moisture infiltration that would compromise the resistance of the vaults (as the das clay is not water proof), but fortunately nothing happened. I poured over the vaults a coat of glue to reinforce them and this eventually created an addictional protection against moisture.When the two little men will be over with their assignment, we must wait for the concrete to dry and then we'll start working on the floor of the main loggia...MATERIALS:quick-drying cement, gravel, pebbles, slate, vinyl glueTOOLS:palette knife, putty knife, Mario and LuigiSIZE (in cm):inner perimeter of the loggia 13,8 x 13,4 - walls thickness 2,5PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos058-en", "title" : "[ENG] Construction 58: Vault filling and underground walls", "permalink" : "" };
    Monday 22nd of June 2015 06:48:00 PM
  • [ENG] Construction 57: Main door (3) - the studs
    It's now time to verify the effectiveness of my idea to give the door a real "studded" look.While I was searching for something useful inside every drawer (not only mine), I happened to find a box of common head pins. I immediatly realized that those pins could do the trick. Size and shape were perfect, only the color didn't suit: I needed something darker, more similar to the iron parts of my door, these shiny pins would had been a wrong note. I had to make them darker in some way.The use of a marker was discarded (not long-lasting and of uncertain effect with light reflections), so I thought... "Maybe I can burn them!".So here we are. Will it work? Let's make a test...Yes! Here are the first studs just burnt:I make another simple test on a discarded plank to be sure about the final effect. Nailing a cut head into the plank I can see that the wood doesn't split and it looks convincing enough. Now I can go on with the real work.I just need the heads, so there aren't enough pins to finish both shutters. I must buy a new box and the new pins seem harder to darken with fire, but the difference is barely visible.I start placing the studs along three vertical lines, then flanked by two more inner lines on part of the planking. Possibly I'll put more pins to cover all the surface, but I'll try not to overload the door.In the meantime, on the outside face of the small door I place a ring as a knocker (another pin has been placed under the ring after taking these pictures).The main door is now ready to be mounted on its hinges. To be precise, it would be ready if the hinges would had been placed into the wall, but that's not it.I must thicken the wall a few millimeters on the inside for the hinges to fit. The space I planned there is not enough and the hinges need to be well inserted into the stones to be stronger. After this operation I can finally test the functionality of the door and both shutters fit perfectly.As the walls keep growing I'll place the middle and upper hinges, definitively fasten the door in its position. From that moment on it will be impossible to anyone not expressly invited to get inside the Domus.Don't worry, if you introduce yourself as a friend of mine, no door will cut your path!MATERIALS:head pinsTOOLS:tweezers, pincers, fire SIZE (in mm):Lenght of the "studs": 2Heads diameter: 1,5PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos057-eng", "title" : "Construction 57: Main door (3) - the studs", "permalink" : "" };
    Saturday 13th of June 2015 09:07:00 AM
  • [ESP] Construcción 43: El gato negro (1)
    Ahora que el sótano está cerrado y la despensa para mi queda ya inalcanzable, resulta realmente complicado evitar que visitadores indeseados se acerquen a las reservas de alimentos.Desde que coloqué las ánforas en su sitio, se convirtieron en el objetivo principal de las ratas, que en algunas ocasiones casi consiguieron tumbar una de ellas derramando el contenido sobre el suelo (a pesar de que estén cerradas con cola).Por supuesto los eché, pero hay uno que no quiere rendirse y cada vez que miro la cantina lo encuentro ahí moviéndose furtivamente entre las sombras. Pude tomarle esta foto a escondidas desde la ventana:Ahora bien, yo tengo muchas más cosas por hacer que no vigilar la bodega noche y día para protegerla de las ratas, así decidí solucionar el problema con un remedio simple y natural, muy indicado para una domus medieval: ¡un gato!Un gran felino hambriento que vaya vigilando por mi incluso cuando los trabajadores no están y que auyente a los roedores de la cantina. Tras una breve búsqueda me dí cuenta de que es realmente difícil encontrar a un gato del tamaño correcto. Los que ví por ahí, metidos en la Domus podrían parecer osos...Luego, de un callejón salió este gatito blanco y negro, y agitando ante sus narices una anchoa robada en la pescadería de al lado, conseguí que me siguiera hasta los subterráneos. Sin embargo aquí me dí cuenta de que aquellas manchas de pelo blanco le hacían demasiado visible también en la oscuridad, y las ratas son demasiado listas para descuidar de estos detalles. Con un rotulador negro aporté así unos pequeños cambios a mi mascota antes de dejarla a sus deberes. Por si no se presentara ningún roedor, puse en un rincón una taza con un poco de pan y leche. El gatito no parece apreciarla mucho, pero si tuviera que pasar hambre estoy seguro de que me lo agradecerá.Aquí está, en varias fotos que le hice mientras vigilaba atento la bodega...Bueno, para los curiosos: la taza (ø3mm) es en realidad la mitad de una baya encontrada en el campo...PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos043-es", "title" : "Construcción 43: El gato negro (1)", "permalink" : "" };
    Monday 1st of June 2015 09:19:00 PM
  • [ESP] Construcción 42: Escalera de ladrillos (4) y cierre de la cantina
    Lo que vais a leer será el último post dedicado a la construcción de los ambientes subterráneos. Después de un año y medio desde el comienzo de la obra ha llegado el momento de colocar las bóvedas y dar por terminadas la bodega, la despensa, la celda y todo lo que se encuentra en este sótano.Las bóvedas y los arcos que cubren parte de los ambientes están ya montados y listos para ser colocados de forma definitiva. La otra mitad se encuentra todavía dividida en tres partes debido a su forma compleja, y la primera tarea de esta última fase del trabajo será la de juntar las piezas en un único bloque.Es una operación que ya he efectuado con la primera mitad, así que no voy a explicarlo todo en los detalles. El único problema podría estar representado por uno de los arcos de piedra que ya está pegado a los pilares, por lo tanto los posibles retoques tendrán que ser efectuados después del montaje. Los subterráneos de la Domus basicamente están organizados en dos ambientes principales: uno más estrecho y alargado que desde la escalera y la cisterna lleva hasta una abertura lateral rodeando la celda del calabozo; Otro más amplio y regular, cubierto por seis bóvedas de arista que apoyan sobre dos cortas columnas de piedra y que incluye la bodega y la despensa. Al fondo de esta sala se abre un pequeño pasillo enbovedado cerrado por una cancela de hierro, mientras en el lado opuesto, inmediatamente debajo de la bóveda, se encuentra la ventana arqueada y protegida por vallas.Además de estos ambientes, hay otro espacio ocupado por el aljibe (que también podría ser una nevera) y por la escalera que sube a la planta baja, ambos cubiertos por bóvedas de cañón.Precisamente la cubierta de la escalera aún necesita de algún pequeño arreglo antes de ser terminada. De hecho aquí hay un problema: los ladrillos de los que está formado el arco de la puerta, construida en las primeras fases de la obra, no encajan perfectamente con los de la bóveda. Ésto no podría (o no debería) ocurrir en una obra real, donde la bóveda estaría construida directamente en el lugar. Yo, al revés, la he ido construyendo a parte para seguir trabajando de forma más cómoda en la escalera, y evidentemente los nuevos ladrillos tenían un tamaño ligeramente diferente.Una vez detectado el problema y analizadas las posibles soluciones, me tomo una buena "licencia poética" y pego las dos piezas directamente con el das, aprovechando de la temporal ausencia del jefe...Pero antes que el material se seque por completo, vuelvo a remover la bóveda. La escalera aún no está terminada y todavía deberá ser pulida, rellenadas las juntas y barnizada, así que la bóveda, aunque esté lista, deberá quedar removible por un tiempo.La vuelvo a poner en su sitio cuando el das ya está seco y procedo al pulido interno del arco para eliminar las sobras de material y restaurar el perfil del arco.Para proteger la escalera del polvo la forro con un recorte de papel de cocina, presionando un poco para que coja la forma de la escalera y no se mueva. Una vez más estoy ensuciando de polvo las zonas ya terminadas, y me tocará volver a dejarlos bien limpios.Cuando esté trabajando en los pisos superiores tendré que estudiar un sistema para evitar que el polvo se cuele en la cantina, ya que una vez cerrada sería imposible limpiarla bien. Por ahora resuelvo usando la aspiradora eléctrica, aparatosa y ruidosa pero eficaz.Acabadas las operaciones de limpieza, estoy preparado para cerrar la primera mitad del sótano. Las bóvedas recién montadas las instalaré en un segundo momento, tras haber dado el último toque a la escalera.En los puntos de apoyo de los arcos echo un poco de masilla. Hasta ahora sólo la había usado en las estructuras de hormigón por su consistencia, que permite rellenar huecos y dar más resistencia a todo el conjunto.Así que esta vez ya no hay marcha atrás, una vez colocadas las bóvedas, no se pueden volver a despegar.Último toque: un poco de cola blanca para sellar el perímetro de las bóvedas, y luego reposo durante un par de días bajo unos 4 kilos de peso.PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos042-es", "title" : "Construcción 42: Escalera de ladrillos (4) y cierre de la cantina", "permalink" : "" };
    Sunday 31st of May 2015 09:04:00 PM
  • [ESP] Construcción 41: Iluminación eléctrica de la cantina
    Como decía en el anterior post, uno de los primeros cambios aportados a los subterráneos antes del cierre definitivo de las bóvedas, es la sustitución de las antorchas. Desde hace tiempo estaba barajando la posibilidad de realizar una verdadera instalación eléctrica que me permitiera iluminar el interior como si las antorchas estuvieran encendidas.En principio me pareció una tarea muy difícil de realizar, ya que me obligaría a actuar no sólo sobre las antorchas instaladas, sino también sobre las paredes y las estructuras de hormigón, con consiguiente producción de polvo (la prisión y la despensa ya están acabadas y decoradas).Además me harían falta unas bombillas de tamaño muy diminuto para no estropear la estética de los ambientes.Ya era la mitad de diciembre y estábamos en época navideña, así que no era difícil encontrar las típicas bombillitas de colores intermitentes que se suelen colocar en las ventanas y en los balcones. Sin embargo éstas no eran lo que yo quería, necesitaba algo más discreto que pudiera imitar la llama de una antorcha.La iluminación de los belenes, a veces muy bien conseguida, era lo que tenía que mirar. ¡Lástima que yo de este tema no conociera nada de nada!Tras averiguar por internet que existían toda una serie de micro-lámparas y leds expresamente diseñados para los pesebres, decidí echar un vistazo a una tienda en la cual ya había comprado algunos accesorios (que veremos más adelante) y que está especializada en miniaturas artísticas, casas de muñecas y todo lo necesario para el belén. Se encuentra en el interior de la alcaicería de Granada, o sea lo que en època medieval era el bazár de la ciudad. Aún mantiene el aspecto típico de un suq árabe, aunque ya no tiene nada de antiguo, siendo principalmente una atracción para turistas en busca de souvenirs (aquí la página web de la tienda).Convencido por su pequeño tamaño, compré 4 leds de 4mm.El dueño de la tienda me explicó gentilmente como instalarlos, ya que me vio un poco perdido, y fui aliviado al enterarme que no me hacían falta temporizadores, reductores u otros aparatos. Las bombillas, que incluyen una micro-resistencia y un tramo de cable, se conectan directamente a la línea eléctrica a través de una bornera y un simple interruptor, y su luz está estudiada expresamente para imitar la de las antorchas en los belenes. ¿Qué más podía pedir?Lo más complicado era la puesta en obra en la Domus. Quería instalar las lámparas de manera que su luz quedase inmediatamente por encima de las antorchas, y para hacer ésto necesitaba atravesar el muro de cemento.Otro problema estaba representado por el acceso a las bombillas, que deberían ser alcanzables para ser removidas en caso de avería o mal funcionamiento. El primer agujero lo abrí con el Dremel encima de la antorcha que se encuentra tras las dos columnas y no presentó problemas, ya que aquel muro era lo que quedaba de la primera estructura de hormigón, sustituida casi por entero por su baja calidad.A pesar de su consistencia resultó fácil de taladrar y el polvo salió todo al exterior evitando posibles desastres.Una vez verificado que el agujero era suficientemente amplio para permitir el paso de la lámpara, conecté los cables a la toma de la luz y efectué una primera prueba de encendido en la total oscuridad. El efecto general me gustó, aunque la bombilla que sale de la pared no me convencía demasiado.Entonces me acordé de un tutorial encontrado en la red cuando estaba buscando informaciones sobre la iluminación de los pesebres. Es un método simple para construir antorchas de pared usando micro-leds del tipo que yo tenía. Hacerlas de esta forma significaba eliminar las que ya estaban montadas, pero el resultado podía merecer la pena, así que decidí intentarlo...Esta vez me tocaba trabajar en las antorchas puestas en la parte trasera de la cantina, y la perforación de los muros, como sospechaba, era bastante más difícil. Será suficiente decir que en un momento dado aparté el Dremel y seguí trabajando con el taladro de verdad, el que uso para los muros de casa.Al asomar de la broca en el lado interno de la pared, algunos ladrillos cayeron de su sitio, pero por suerte el taladro tiene control de velocidad y eso me permitió evitar daños mayores. El polvo, sin embargo, no pude evitarlo.Debajo de la bombilla inserté la pequeña pieza metálica de la vieja antorcha (a la cual ensanché el agujero central) y volví a montarlo todo, arreglando como pude los desperfectos en la pared. El resultado lo pueden ver a continuación. En un primer momento coloqué también una de las otras antorchas en posición horizontal. Esto porqué, junto con la primera, es la de más difícil alcance desde el exterior.Sin embargo resulta extraño que las dos bombillas estén colocadas de forma diferente, así que al final monté las dos en la misma posición, con la única diferencia que la más lejana del fondo no está agarrada a la pared con cola.En caso de sustitución será necesario remover los soportes, sacar el plato metálico y recuperar la bombilla tirando del cable.En los dos laterales que en el futuro hospedarán el subsuelo de las calles, los cables alcanzarán el borde exterior pasando por tubos de plástico que deberían permitir su extracción sin demasiados problemas. Por esta razón la única bombilla que mantendrá la posición horizontal por encima de la antorcha será la primera.En aquel caso sería imposible insertar un tubo al nivel correcto, ya que por debajo de la calle principal discurrirá... No, bueno, no adelantemos demasiado, por hoy ya es suficiente. Aquí van las últimas fotos: Y ahora ya sí que la construcción del subterráneo está terminada. Es hora de colocar las bóvedas y de empezar a subir...PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos041-es", "title" : "Construcción 41: Iluminación eléctrica de la cantina", "permalink" : "" };
    Friday 29th of May 2015 08:10:00 PM
  • Costruzione 193: Il cucinino (1) - camino e lavabo in marmo
    Come ho già mostrato, al piano nobile della Domus sarà presente un vano di servizio destinato ad uso cucina. Non si tratta della cucina vera e propria, che sarà situata ad un piano più alto, ma di una sorta di anticamera per le vivande destinate ai commensali riuniti nel salone principale.Potrebbe rendersi necessario riscaldare i cibi, lavarli, oppure dare gli ultimi ritocchi alle portate prima di presentarle in sala. Per questo motivo il cucinino è dotato di un camino a legna e di un piccolo lavabo.Il camino si trova in posizione d'angolo, addossato alla parete che separa il vano di servizio dalla stanza principale e che sul lato opposto ospita il grande camino del salone. Nonostante questa vicinanza, le due canne fumarie procederanno ben distinte, per unirsi (forse) in prossimità del solaio.Il camino della cucina è ovviamente di dimensioni nettamente inferiori a quello del salone e non presenta particolari decorazioni se non nella forma leggermente ricurva dell'unico piedritto visibile (sul lato sinistro è la parete in mattoni a fungere da appoggio per l'architrave).Innalzando il tramezzo in mattoni inserisco già uno degli stipiti in pietra della porticina d'accesso per la saletta d'angolo. Uso molti diminutivi per descrivere questi ambienti perché in effetti si tratta di vani piuttosto piccoli. Nonostante questo saranno perfettamente funzionali ai loro scopi e presentano una notevole altezza tra pavimento e solaio, motivo per cui il cucinino sarà diviso in altezza da un soppalco interno accessibile tramite una scala a pioli. Ma per ora non voglio "spoilerare" troppo su quello che sarà l'aspetto definitivo della stanza, perciò torniamo con i piedi per terra (o meglio, sul pavimento in cotto).Raggiunta l'altezza sufficiente, inserisco la mensola destra e l'architrave del camino, che già incomincia ad avere un aspetto più riconoscibile. Anche il muro interno va crescendo poco a poco, in questo caso con i soliti blocchi di ardesia. Questi vengono sostituiti da pietre più dure solo in corrispondenza del perimetro della torre, tramite la quale un'altra porta darà accesso alla cucina sul lato opposto a quella della saletta.Lo spazio libero tra questa seconda porta e la finestra verrà occupato dal lavabo.Come già detto, niente acqua corrente nel XIV secolo, ma solo un ripiano in pietra con un bacile forato al centro per la raccolta dei liquidi, che verranno poi evacuati con l'uso di un secchio, probabilmente dalla stessa finestra. Ora acquista decisamente più senso la presenza del canale di scolo nel vicolo sottostante, vero?La realizzazione del lavabo inizia in sordina come una semplice prova. Volevo testare la possibilità di lavorare il marmo grigio con le nuove mini-frese acquistate per il Dremel, e quando mi sono reso conto che stavo completando il pezzo al primo colpo, la struttura principale era già quasi finita senza che avessi scattato neppure una foto!La naturalezza con cui ho potuto realizzare questo elemento è data probabilmente dal fatto che ne ho sempre visto uno simile a casa mia. L'edificio è stato costruito negli anni '20 quando ancora gli appartamenti erano dotati di lavandino in marmo, cucina in muratura e vasca da bagno in ghisa "di serie".Una volta bagnato il colore si scurisce, e nella foto in alto a destra il lavello è ancora bagnato, creando un effetto molto realistico. Con una pennellata di smalto per unghie potrei rendere rendere quest'effetto permanente.C'è da dire che per una casa medievale il suo aspetto è forse un po' moderno, soprattutto per via della forma squadrata, ma si sa che nella costruzione della Domus sono state usate conoscenze e tecniche all'avanguardia per l'epoca...In corrispondenza con il lavandino, al quale ho poi aggiunto tre "piedini" anch'essi in marmo grigio, la parete presenterà una scaffalatura in pietra (che in queste immagini è ancora del tutto provvisoria). Accanto, il vano finestra permette di ampliare un po' lo spazio utile all'interno della stanza.Il cucinino va prendendo forma lentamente, ma ancora mancano molti elementi, come ad esempio il coperchio della botola, le porte, il muro perimetrale con la finestra... bisogna che i costruttori si diano da fare, altrimenti si va avanti a pade e acqua. Forza, sfaticati!MATERIALI:ardesia, mattoni, marmo grigio, colla biancaSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, Dremel con frese diamantate e disco da taglioMISURE (in cm):lavandino: 2,2 x 1,2 x 0,8;gambe: altezza 0,7; spessore 0,25.PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos193", "title" : "Costruzione 193: Il cucinino (1) - camino e lavabo in marmo", "permalink" : "" };
    Monday 25th of May 2015 09:05:00 AM
  • Costruzione 192: Cornice marcapiano (piano nobile)
    Le domus medievali genovesi, sia in pietra che in mattoni, sono caratterizzate dalla presenza di alcuni elementi comuni. Uno di questi è la cornice marcapiano, che corre sulla facciata esterna in corrispondenza del solaio dei diversi piani.Nella maggior parte dei casi, questo elemento è ormai scomparso alla vista, o per lo meno è poco leggibile. In epoca rinascimentale, infatti, quando la moda edilizia imponeva facciate intonacate e riccamente affrescate, tutti gli elementi in aggetto che potevano essere d'intralcio a questo tipo di decorazione sono stati livellati.Inoltre, spesso la ristrutturazione è stata così radicale che il livello dei piani interni ormai non corrispondeva più alle cornici né tantomeno alle finestre, che furono regolarizzate secondo forme più moderne.In alcuni casi i moderni restauri hanno eliminato gli intonaci le cui decorazioni erano ormai illeggibili, riportando alla luce questi elementi "nascosti".Io mi sono già occupato delle cornici nel caso del piano ammezzato, la cui sporgenza funge contemporaneamente da base per le arcate del portico ed è visibile anche sotto il falso loggiato della facciata interna.Ora che ho completato la schiera di archetti pensili e sto iniziando a lavorare al piano nobile, è il momento di posare la lunga cornice che attraverserà le due facciate esterne per tutta la loro ampiezza (tranne la torre) e che svolgerà anche il ruolo di davanzale in corrispondenza delle finestre colonnate.Il materiale è lo stesso di tutta la muratura, ovvero l'ardesia, che sostituisce nel mio modello il calcare marnoso o "pietra di promontorio" di cui ho già ampiamente parlato. Anche nel caso della facciata in mattoni che dà sul vicolo laterale, la cornice è costituita da listelli in pietra.Qui il bordo esterno sporge di un paio di millimetri ed è arrotondato lungo lo spigolo inferiore.Il resto della cornice ha una modanatura più elaborata, presentando oltre al bordo arrotondato, anche una leggera rastrematura nella parte bassa.I pezzi sono prima tagliati con il seghetto ed affiancati fino a coprire tutta la superficie...Poi, una volta verificate le misure e prefezionati gli incastri, completo la lavorazione del bordo con le lime manuali.A questo punto posso incollare definitivamente tutti i segmenti e completare la cornice.Probabilmente il risultato sarebbe più lineare se la scanalatura fosse stata realizzata direttamente sui pezzi incollati, ma questo comporterebbe anche maggiori difficoltà e rischi per la facciata. Non è raro infatti che lavorando con le lime manuali, "scappi" qualche colpo maldestro. Inoltre in alcuni casi ho dovuto ripetere il pezzo a causa di una scheggiatura dell'ardesia, e questo mi obbligherebbe ad effettuare difficili sostituzioni di parti già incollate.Comunque, il completamento della posa si conclude senza problemi ed apre il campo alla realizzazione delle finestre, ancora in parte in fase di studio.In queste ultime foto si può vedere la cornice già finita e qualche prova di muratura a fasce dicrome sull'angolo esterno, oltre ad un accenno di stipiti per il posizionamento delle finestre.MATERIALI:ardesia, colla biancaSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, morsettoMISURE (in cm):PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos192", "title" : "Costruzione 192: Cornice marcapiano (piano nobile)", "permalink" : "" };
    Wednesday 6th of May 2015 09:30:00 AM
  • [ENG] Construction 56: Main door (2) - Hinges and bolts
    Second chapter dedicated to the construction of the front door. While in the first part I worked on the wooden frame, now it's time to add all the iron parts to complete this element of the entrance.Following the same method tested in the making of the cellar door and other iron works, I set up the pieces to put on the door: 6 hinges, each composed by a hook (walled in the jamb) and a bar with a looped end, 2 shorter hinges for the little door, 2 bolts to lock both the main and the little door , a vertical bolt to lock the right shutter and many U shaped hooks to fasten the sliding parts.At a second time I'll check for the need to insert another vertical bolt to lock the shutter to the lintel, or a wooden bolt crossing the door from one jamb to the other as a further safety measure.Of course this is not a castle's door, but due to the peculiar organization of the city in private enclaves and the belligerency of the rival clans, it's not a bad idea to be cautious...This time I'll use vinyl glue to fix the hinges, trying to avoid bad looking smears. Unfortunately I don't succeed completely and this glue proves not to work well with iron. For the moment I go through this way, then I'll try to replace it with a stronger glue (now I'm using a contact glue), cleaning at the same time the surface of the door.Now the little door has taken place inside the left shutter and can be open independently from the main door. The bolt also is working good, sliding through the three rings inserted by force in the soft wood with a drop of glue.On the smaller door, a little metal plate imitates a keyhole. This is just a visual suggestion because the small size doesn't allow me to go beyond. On the outside, though, it presents a little slot where a micro-key could get in... (we'll see it in the next chapter).I'd like to make that key before the final delivery to the customer, a long time in the future... By now the door is almost finished, only the studs are missing. But that's another post!MATERIALS:rusty wire, a metal foil (part of the buckle of an old key chain, vinyl glueTOOLS:anvil, hammer, tweezers, pincers, clampsSIZE (in cm):main door's hinges: 2,4 (including the looped ends), little door's hinges: 2, small bolt: 2, big bolt: 3, keyhole plate: 1,1 x 0,5PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos056-en", "title" : "Construction 56: Main door (II) - Hinges and bolts", "permalink" : "" };
    Thursday 30th of April 2015 08:44:00 PM
  • Pietre famose 3/4: Genova
    Ed eccomi pronto ad inserire nella muratura della Domus qualche altra pietruzza di nobile provenienza.Dopo Ubeda e Roncole Verdi, è la volta di Genova, che finalmente apporta alla Domus un po' di materiale "autentico". Così come una bambolina voodoo va sempre accompagnata da un oggetto appartenente alla "vittima", anche la Domus in miniatura contiene al suo interno un pezzo del soggetto originale...Il primo dei due inserti di questo post è speciale per almeno due motivi: proviene da una struttura antica già esistente all'epoca in cui è ipotizzata la costruzione della Domus, ovvero la metà del XIV secolo. Inoltre, rappresenta il materiale reale con il quale sarebbe costruito l'intero edificio se fosse storicamente esistito. Si tratta della famosa pietra di promontorio che veniva estratta dalle cave situate su Capo di Faro (sulla cui punta, unico pezzo superstite di tutto il promontorio, sorge ancora la lanterna).Rispetto all'ardesia che ho usato per la costruzione del mio modello, questo calcare presenta una fondamentale differenza cromatica: non ha infatti i riflessi bluastri che mi dà l'ardesia quando la luce non è quella calda solare (anche se dalla foto qui accanto sembrerebbe il contrario). D'altra parte, però, l'ardesia è decisamente più facile da tagliare e lavorare anche in piccola scala.La pietra è stata raccolta a breve distanza dalla chiesa dei Santi Cosma e Damiano, una delle più antiche di Genova. Dietro il coro della chiesa vi è un antico passaggio voltato il cui muro in pietra va lentamente perdendo pezzi e che qualche vicino usa come posteggio coperto per la propria moto. E' stato sufficiente passare un paio di volte da quelle parti aguzzando la vista a caccia di un frammento già staccato... Non lo dico solo per difendermi da eventuali denunce, ma perché le cose sono andate proprio così!Ecco qua sotto il vicolo in uno scatto ripreso da Google street view.La seconda pietra proviene invece da un'area che si trova sempre in provincia di Genova ma che non ha nulla a che vedere con la città in sé: il monte Caucaso, un'altura dell'appennino ligure sulla cui cima sorge un piccolo rifugio al quale mi sono recato in una recente escursione.Il sentiero per raggiungerlo attraversa uno splendido bosco di faggi, che in quella giornata piovosa di tarda estate offriva uno spettacolo degno della migliore ambientazione fantasy. Mentre scrutavo tra gli alberi immersi nella nebbia, convinto che da un momento all'altro sarebbe spuntato un elfo dei boschi o qualche altro essere fatato, ho raccolto dal sentiero una pietra dalla forma piatta e regolare, pensando che avrebbe potuto apportare un tocco magico alla mia costruzione...Entrambe le pietre sono state tagliate ed inserite nel paramento esterno della torre. Quella cittadina, dalla quale ho ricavato diversi blocchi, è stata collocata proprio sopra al paletto della catena e delimita l'angolo sinistro del perimetro. Per gli spigoli della torre infatti sono sempre alla ricerca di pietre che presentino spigoli netti a 90° e superfici regolari.La pietra del Caucaso, di colore decisamente diverso, è inserita in posizione più interna, direttamente a contatto con le altre. Oltre alla provenienza geograficamente simile, questa è la ragione principale per cui ho deciso di accorpare queste due pietre in un unico post.Successivamente ho collocato altri pezzi delle stesse pietre in posizioni più elevate, avendo ancora a disposizione diversi frammenti dalla forma assai appetibile per le ragioni sopra esposte.Uno prosegue lo spigolo laterale, creando così una porzione di torre interamente genovese. Gli altri blocchi "caucasici" invece, grazie alla loro forma piatta e sottile, faranno da soglia al portoncino che si aprirà poco più in alto al centro della torre.Queste strutture comunque sono ancora in costruzione, quindi le rivedremo in dettaglio più avanti...Visto che siamo in tema, però, vorrei aggiungere a questo post un'immagine che non ha direttamente a che vedere con la Domus, ma che in qualche modo è ispirata ad essa. Si tratta di una pagina a fumetti che ho realizzato recentemente per Smack! Fiera del Fumetto di Genova che si svolgerà al porto antico i prossimi 25 e 26 aprile (dopodomani, quindi).Buona lettura e... alla prossima pietra!PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "pietre-ge", "title" : "Pietre famose 3/4: Genova", "permalink" : "" };
    Thursday 23rd of April 2015 10:25:00 PM
  • Construction 55: Main door (1) - wooden framework
    I've been studying for a while different solutions for the main door. Its construction was not imminent (the floor was still unfinished), but I wanted to figure out how it could look like, just remembering the troubles found assembling the first door.This one must have a stronger and more refined appearance, as it is the main door of the Domus and not a common door or a service passage.The width of the opening drives me since the first moment to draw a double-leaf door, with a practical smaller door cut out into one of the shutters, where a person can easily get in without opening the bigger door every single time. Of course it proves to be practical for the residents and not for me. As usual, I'm messing up things losing myself on minimal details!While the cellar door was a simple shutter with a wooden frame on a side, this time I'll need a double layer. The planks will be aligned horizontally on the outside and nailed (glued) to the inside layer, where battens are aligned vertically, as shown in one of my reference books (Manuale del recupero di Genova antica).The small door will open on the left shutter (looking from the outside) and the structure will be hanged to the wall with iron hinges.  A last detail will be represented by the visible studs on the outer battens. The use of button head rivet was a common solution at that time, so I'll need some little spikes with rounded top or something useful to give to achieve that effect...Anyway, let's start the construction of the door from the early stage: that is the plank cut. I will use a different kind of wood, tested for the first time when I made the first cistern wooden door.This operation is carried out using the cutter, with a new blade to obtain a more precise incision. Not every plank gets a perfect shape, or "not every donut gets a hole" as we say in Italy (Non tutte le ciambelle riescono col buco). Fortunately I'm not short of raw material and when I reach a good number of pieces I can select the best ones and cut them to the right size.Now I can assemble the shutters starting from the right one. The left part, harder to build due to the little door, is made at a second time, when I reached some more practice.The width of the horizontal battens is higher at the bottom of the door and it decreases in the upper part (another detail found on my manuals). Assembling the planks we must consider the "stop" between shutters, a little step where the door leaf lay in close position. It's not easy to explain with my english, but it's clearily visible in the pictures below.This way the shutters will match without leaving open splits.So I would say the carpenter's work is over (for now). Next time will be the turn of the blacksmith...MATERIALS:wood, vinyl glueTOOLS:cutter, palette knife, clampsSIZE (in cm):right shutter: 6,6 x 2 x 0,4left shutter: 6,6 x 2,3 x 0,4little door: 3,4 x 1,5PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos055-en", "title" : "Construction 55: Main door (1) - wooden framework", "permalink" : "" };
    Monday 20th of April 2015 08:52:00 AM
  • Costruzione 191: Pavimento in marmi policromi (prima parte)
    Dunque, sarebbe ora di iniziare a parlare del pavimento del salone principale (la cosiddetta "caminata"), che copre per superficie oltre metà del piano nobile.Nel momento in cui scrivo, la pavimentazione non è ancora conclusa e manca ancora tutta l'ultima fase - piuttosto delicata - di rivoltamento e fissaggio. Sì, perché anche in questo caso, come per l'acciottolato del portico, ho deciso di realizzare il pavimento a parte ed inserirlo all'interno della Domus soltanto in un secondo momento.Questo è dovuto al fatto che i materiali usati hanno spessori diversi e necessitano quindi di essere collocati su un supporto cedevole (plastilina, in questo caso) che permetta di livellarne in seguito la superficie.Ma andiamo con ordine.Prima di tutto vorrei spendere due parole sulla scelta del soggetto, che come al solito è forse un po' eccessivo per un'abitazione privata, ma che volevo molto ricco, trattandosi del principale ambiente di rappresentanza e ricevimento degli ospiti.Già dal pavimento dovrà essere ben chiaro agli invitati quale sia lo status sociale ed economico della famiglia, e a questo proposito il committente non bada a spese.Volendo realizzare un disegno più complesso della solita scacchiera, presi inizialmente in considerazione alcuni pavimenti marmorei ad intarsio di epoca medievale, chiamati oggi di stile "cosmatesco".In questo caso i limiti alle mie ambizioni sono posti non soltanto dalle dimensioni, ma anche dalla scarsa varietà di colori di cui dispongo, per cui ho realizzato alcune prove di taglio, verificando che non mi era possibile  lavorare il marmo bianco sotto una certa scala senza causarne la rottura (o meglio, lo sbriciolamento).I materiali selezionati per la composizione del pavimento sono strisce di marmo molto sottili (da 1 a 3 mm di spessore) levigate a specchio su un lato, recuperate dagli scarti di un marmista nei pressi del cimitero di Staglieno, a Genova.Dopo aver deciso di semplificare il modello, mi sono imbattuto in questa immagine che rappresenta una melusina, essere mitologico medievale. Al di là della scena, ciò che mi ha subito colpito è la pavimentazione delle stanze. In particolare quella di destra, realizzata con tre dei 4/5 colori a mia disposizione.Ecco qui alcune prove di composizione realizzate prima della posa vera e propria:Sfortunatamente la scarsa quantità di alcuni di essi non mi permetteva di coprire l'intero pavimento con quella trama precisa, ma introducendo qualche variazione cromatica e magari bordeggiando tutte le pareti con un "passepartout" verde (il colore più abbondante) avrei potuto farcela...Il lavoro effettivo inizia con la stesura di un sottile strato di plastilina sulla stessa tavoletta usata in passato per la costruzione dei mattoncini di Das. Su questa base incido con un punteruolo il perimetro del salone e le linee guida per la posa delle piastrelle, precedentemente disegnate su un foglio per stabilire le dimensioni reali dei pezzi, leggermente ridotti rispetto alle prime prove.Una volta pronta la superficie d'appoggio, trasferisco questi primi pezzi sul letto di plastilina ed incomincio il taglio delle tessere successive, alternando i riquadri principali ai triangoli chiari e scuri.Come si può vedere dalle seguenti foto, i margini dei triangoli chiari non risultano netti, a causa della granulosità del materiale. I pezzi neri, al contrario, risultano più duri al taglio ma mantengono un profilo molto più preciso.Ovviamente mi accompagna nel lavoro il Dremel con il disco diamantato, senza il quale mi sarebbe impossibile lavorare a questo elemento della Domus. La carta vetrata infatti, con il marmo ha ben poca utilità.Il lavoro prosegue in questo modo fino a quando un eccessivo uso del Dremel mi causa un fastidioso formicolio al braccio destro, facendomi temere ben altri problemi. Il sintomo, provocato evidentemente dalle vibrazioni del motore sul braccio in tensione per diverse ore consecutive, scompare con qualche giorno di riposo.La pausa forzata mi permette di accorgermi che, proseguendo taglio e posa in questo modo, finirò il marmo arancione prima del previsto, complice lo spreco di diverse tessere tagliate di dimensioni inferiori al dovuto.Si impone un'altra modifica al progetto.Approfittando della grande quantità di pezzi verdi (finora inutilizzati), decido di alternare ai riquadri arancioni altri di quel colore.Tutto sommato preferivo la composizione a tre colori, ma se voglio dare al pavimento del salone un aspetto uniforme, a questo punto la scelta è obbligata. Avanti con i riquadri arancioni e verdi, quindi!Senza contare che questa non sarà neppure l'ultima modifica: anche i triangoli bianchi rischiano di essere troppo pochi per coprire tutto il salone. Dovrò limitare il loro uso ad alcuni settori centrali del pavimento, utilizzando per tutto il resto della superficie i loro omologhi gialli. Eppure ero convinto di avere abbastanza pezzi bianchi, ma non avevo considerato che una parte di essi presenta le due facce opache, e quindi rovinerebbe l'effetto lucido del pavimento...Superato anche questo scoglio, credo di poter procedere fino in fondo senza ulteriori intoppi... ma come ho detto all'inizio, questo è un lavoro ancora in progress, quindi per vederne la fine dovrete pazientare ancora un po'... MATERIALI:marmi colorati, plastilinaSTRUMENTI:Dremel + disco diamantato, tenaglie, pinzette, matita, righello, punteruoloMISURE (in cm):riquadri interni arancioni e verdi: 1,2riquadri composti da riquadro interno + 4 triangoli: 1,7PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos191", "title" : "Costruzione 191: Pavimento in marmi policromi (prima parte)", "permalink" : "" };
    Friday 3rd of April 2015 11:26:00 PM
  • Costruzione 190: Balconata lignea (2) - pavimento del primo piano
    A che punto eravamo rimasti con la balconata in legno? Beh, lo potete vedere qui, ma riassumendo: ho posizionato le travi orizzontali e i travetti di sostegno, preparando la base di supporto per il pavimento del balcone.Adesso posso collocare anche i travetti longitudinali, unendo così tutti i pezzi in un'unica struttura.Questi travetti sono quattro ed attraversano la balconata per tutta la sua lunghezza, unendosi alla testa di altri travetti posti perpendicolarmente a formare l'angolo di 90° con la facciata adiacente.Come già detto, mi limiterò ad accennare il resto della balconata, "sezionando" i volumi nel momento in cui iniziano ad allontanarsi dalla facciata della Domus.Il primo travetto ad essere collocato è quello più esterno, che è di maggiori dimensioni e servirà da appoggio per le travi verticali. Seguono poi gli altri tre a distanze regolari uno dall'altro, due adiacenti ai bordi del corridoio e uno centrale. Sopra a questa sorta di "binari" paralleli verranno incollate le assi del pavimento, ovviamente di nuovo perpendicolari alla facciata.Prima però dedico un po' di tempo anche al perimetro murario, completando le soglie delle due aperture che si affacceranno sulla balconata. Si tratta di due arcate a sesto acuto non dotate di infissi, in quanto a questo piano la balconata sarà interamente chiusa da paratie di legno. Al limite potranno essere collocati all'interno dei tendaggi per isolare gli ambienti da eventuali spifferi.La posa del tavolato conclude le operazioni per la pavimentazione della balconata, che non sarà dotata di soletta o piastrellatura per limitarne il peso.Anche in questo caso, la struttura d'angolo è messa in risalto dalla posa delle assi, le cui teste si alternano con quelle dell'altro tratto di corridoio formando un disegno a zig-zagL'ultima tavoletta di legno chiude l'angolo interno tra le due pareti, completando così il piano di calpestio del balcone.Ora, prima di potermi occupare delle strutture verticali dovrò aspettare che le pareti raggiungano una certa altezza, e ho come l'impressione che l'attesa non sarà breve...MATERIALI:listelli di legno, ardesia, colla bianca (per la pietra), colla da contatto (per il legno)STRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, cutter, righello, livella, morsettiMISURE (in cm):lunghezza balconata: 16,8assi: 2,3 x 0,4 x 0,1sezione trave esterna: 0,4 x 0,4sezione travetti: 0,3 x 0,3PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos190", "title" : "Costruzione 190: Balconata lignea (2) - pavimento del primo piano", "permalink" : "" };
    Tuesday 10th of March 2015 10:41:00 AM
  • Construction 54: Stone bench
    Just a few lines this time to show a future piece of furniture made for the main entrance.It's a simple stone bench formed by three small blocks of slate, hand-worked with files. The pieces are then wedged in with a drop of vinyl glue.The bench is thought to be placed against the wall between the main door and the staircase. It may be useful to the guests while they're waiting for the master of the house to go down or to be received on the upper level...I have no pictures of the making as it took only a few minutes to be built, following a sudden inspiration.This brainstorm, almost a mystic vision, came to me when I was just awaken and included a small vaulted recess in  the opposite wall (a sort of built-in shelf).I push back the building of this second element till the walls grow  higher enough. For the moment I put the bench against the wall, and it's so small and lightweight that it tumbles down at every little movement...MATERIALS:Slate, vinyl glueTOOLS:Pincers, metal files (flat, rounded and squared)SIZE:Seat: 15 x 7 x 2mmLegs: 8 x 5 x 2mm PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos054-en", "title" : "Construction 54: Stone bench", "permalink" : "" };
    Thursday 5th of March 2015 11:46:00 AM
  • Construction 53: Main entrance threshold
    Now that the cobblestone floor is finished, let's go back to the main entrance.A first row of stone is placed all along the perimeter, framing up this way the checkerboard pattern of the floor.Now it's necessary to set the threshold and the doorstep. The difference in height between the floor and the street level is covered by three steps: two from the street to the loggia and one more to get into the house.In these studies you can see various sketches of the entrance and some of its elements, among which the main door and the doorstep are clearly visible.Basing on these drawings and the measuring I made on the structure, I can start cutting the stones in the appropriate shape and sizes to make them fit perfectly.The first assembly test is made without glue to confirm the precision of the cut and give the finishing touches with files and sandpaper. Then comes the final laying.Stone after stone the entrance is taking form and the parts of the treshold where the main door will be mounted are slowly springing up.To avoid the mistakes I made in the making of the first door, I'll have to insert the hinges into the jambs before the construction of the wall. Then will be possible to place the door and the walls will raise around it, blocking definitively the hinges. In this part of the perimeter is clearly outlined the threshold, built inside the front wall. It presents a step on the outside (4mm high - 20cm in full scale), while on the inside there is a 2mm step used as a jamb for the door.MATERIALS:Slate, vinyl glueTOOLS:Pincers, hacksaw, files and sandpaperSIZE (in cm):Outside step: width 4,6 - height 0,4 - depth 1,1Inside step: width 4,6 - depth 0,7 - difference in height from the outer step: 0,2Door width: 3,5 PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos053-en", "title" : "Construction 53: Main entrance threshold", "permalink" : "" };
    Tuesday 3rd of March 2015 10:49:00 AM
  • Construction 52: Cobblestone floor
    The cobblestones ("rissêu" in genoese dialect) it's an old paving technique used to decorate outer floors with colored cobbles.It's commonly used in Liguria since XIV-XV century, mainly in the parvis of churches or religious buildings, but also in public and private architecture. Prevalent colors are black and white, but there are many examples chromatically more varied. Take a look here and feast your eyes with some pictures.As it is quite a rich flooring, it could be placed before the main entrance to characterize the noble area of the house with a purely decorative touch, separating it from the commercial zone.Of course I'm talking about "my" Domus. The real medieval houses  were probably not equipped with such elements. The use of "rissêu" spread mainly in the following centuries. However, it could be an explicit and unordinary request of the customer. If he has the cash and he's determined to spend some more genovinos... As I said previously, in the building of the Domus we will not spare expense.Once decided for this technique to floor the small loggia, I must select the design of the decoration I'm going to compose. It could be merely decorative or it may represent something especial, as a sort of signature for the entire work.This second chance lures me more: I could draw my monogram with cobbles (made crossing W and M) and maybe also the date (2011).In the picture on the left you can see two modern examples of these compositions.After these observations, I realize a series of rough sketches to think things through and set the amount of black and white cobbles I'm going to use.Actually, I have to sift through the little stones picked up on the beach, selecting the appropriate ones.The challenge is harder than expected, because there are a few fully black or white stones. Furthermore, the size is varied and especially the white pieces presents different shades of white: from pure white to gray-white or slightly yellow...Anyway, in a few hours of selection with tweezers and magnifying glass, I manage to collect two little piles of cobbles for my mosaic. The third sketched subject is my favourite, the one with the date in roman numbers and the initials on white background. The white square is placed inside a bigger one, at first thought to be formed by slate sheets but now converted to cobblestones (the black stones outnumber the white ones). Now I need to develop a different method from the real making of cobblestone floors that will allow me to compose the mosaic off-site and place it once finished.The original method illustrated in the picture would force me to work inside the narrow space of the Domus. In addition to this, the small cobbles would hardly grip to the concrete base. I start making a temporary base with clay, drawing the guidelines for the laying of cobbles. The bigger stones will be inserted deeper down the clay, obtaining a regular planking level..In mosaic art this technique would take the name of "double indirect method". The tiles are placed to form the desired shape over a temporary medium (clay, adhesive paper...) to be covered afterward with gauzes and a water-soluble glue. Then the clay is removed and the mosaic can be placed in its final position. When the mortar is dry, the gauzes can be carefully removed using lukewarm water and the joints are filled with cement.In my case the temporary medium is colored modelling clay. It has the advantage to keep moldable for a long time (it doesn't dry like natural clay).A simple layer of gauze is placed over the clay, and the stones are glued one by one to form the mosaic.The gauze will remain glued to every single stone, avoiding the risk of losing parts of the floor.I start the laying from the corners, marking this way the inner square. As the cobbles present very different shapes, it results impossible to me to obtain a regular composition like in the real cobblestone floors. Some are flat and placed vertically, some others are rounded... I take care that none of the stones will result too visible breaking the homogeinity of the surface.Once this sort of frame is finished I start composing the date. The initials (W & M) are made with yellow cobbles, also found on the beach, but in a limited number.Now it's time to fill in the inner square with white stones. Once again the shapes are varied, but the final effect seems not so bad.  When the glue is dry I can finally remove the modelling clay, finding this task easier than i thought, and cut away the surplus of gauze along the border.The first stage of the floor-making is done. Now I need to prepare the ground where it will be layed.I cover the filling of the vault with a thin layer of cement, also partially spread on the back side of the mosaic, and proceed with the placing.These are critical moments: It's necessary to work quickly but without soiling the rest of the structures and avoiding the wire leaning out from the walls. Actually it already had the opportunity to taste my flesh...Moreover, the floor must result perfectly horizontal and at the same level of the stone step.It has not been caught on pictures, but after this operation I can test that the grip is still not adequate and I fix the issue with another layer of glue. Then I press gently with my putty knife and leave to dry.The day after, the resistance of the floor can be test (not walking on it, obviously) and a final layer of cement is used to fill the joints. The cobblestone mosaic is now finished. The last touch is a slight polishing with Dremel and sandpaper to give the floor a "consumed" effect, making it even more regular.Some blade of grass would be the final touch now, but maybe I'm pretending too much... MATERIALS:beach gravel, gauze, modelling clay, cement, vinyl glue, paper sheets, rulerTOOLS:tweezers, punch, putty knife, brush, Dremel, sandpaper SIZES (in cm):perimeter 5,7 x 5,7 - cobbles ± 0,2PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos052-en", "title" : "Construction 52: Cobblestone floor", "permalink" : "" };
    Thursday 26th of February 2015 12:21:00 PM
  • Costruzione 189: Pavimento del piano nobile (3) - saletta d'angolo
    Ecco svelato un altro ambiente del primo piano e la sua corrispondente pavimentazione.Questa volta si tratta di una saletta le cui due finestre si apriranno sull'angolo tra la facciata ed il vicolo laterale. In un certo senso sarà un'estensione del salone principale, dal quale verrà separata da una semplice cortina invece che da un infisso. Una porticina più piccola darà invece accesso al cucinino.Non è un ambiente molto ampio, ed il suo utilizzo potrebbe essere semplicemente quello di facilitare la preparazione delle portate prima dell'ingresso in sala, oppure quello di disporre di uno spazio più raccolto per incontri privati... quella che oggi chiameremmo "sala da té".In realtà la decisione di realizzare questo spazio intermedio tra il cucinino e il salone nasce dall'esigenza di mantenere l'aspetto "nobile" dei finestroni d'angolo, che sarebbero poco consoni ad un ambiente di servizio come la cucina (che inizialmente avrebbe dovuto occupare tutta l'area soprastante il magazzino).Il primo problema nasce quando mi rendo conto che il tramezzo che divide le due stanze, non potendo invadere lo spazio della botola, va ad interferire con la finestra laterale. Questo mi porta a ridurre le dimensioni delle due finestre, per mantenere la vista d'angolo il più possibile equilibrata. Ma delle finestre parlerem più avanti....Per quanto riguarda il pavimento, decido anche qui per una via di mezzo tra la pavimentazione in cotto del cucinino e quella in marmi policromi del salone: comporrò una semplice scacchiera in marmo e ardesia, con quadrati pià ampi rispetto a quelli dei due ingressi e disposti ortogonalmente alle pareti.Sulla stessa base in cemento che ricopre le volte del magazzino, traccio le linee guida a matita ed inizio a posare le prime piastrelle, tagliate con il seghetto manuale (quelle in ardesia) e con il disco diamantato del Dremel (quelle in marmo).Poi mi rendo conto che l'attuale pavimento risulterebbe a un livello più basso rispetto a quello del salone, obbligandomi a collocare uno scalino tra i due ambienti. Rimuovo quindi tutti i pezzi (ancora non incollati) e realizzo una nuova soletta in cemento sulla quale riprendo la posa, questa volta fissando definitivamete ogni singolo pezzo con una goccia di colla vinilica.A posa ultimata inserisco anche lo scalino sull'uscio del cucinino. Qui la differenza di livello rimane evidente, ma trattandosi di un ambiente diverso chiuso da una porta, non rappresenta un problema. Certo, bisognerà fare attenzione a dove si mettono i piedi, soprattutto quando portando i vassoi con il cibo...Per finire il lavoro, do una leggera passata alla superficie con la carta abrasiva a grana fine ed invito il committente a testare il pavimento con i suoi stessi piedi.Interpretando i suoi grugniti come un segnale positivo (ormai ho imparato a riconoscere le sue espressioni e distinguo i mugugni d'approvazione da quelli di protesta), direi che posso ritenermi soddisfatto. "Se non c'è altro, messere, io per oggi avrei finito..."MATERIALI:ardesia, marmo bianco, colla vinilicaSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, Dremel, paletta, matita, righello, spatolaMISURE (in cm):piastrelle: 1 x 1 x 0,2perimetro: 6,4 x 4,7PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos189", "title" : "Costruzione 189: Pavimento del piano nobile (3) - saletta d'angolo", "permalink" : "" };
    Tuesday 17th of February 2015 12:01:00 PM
  • Construction 51: Cellar door
    Considering that the cat is safely locked in his cage, I can finally resume the construction of the ground floor.After the placing of the stone jambs in the entrance wall, the last remaining element to finish the making of the basement is the wooden door on top of the staircase.This is the first door I'm going to build. Every time I deal with a new element I look for information material and, when necessary, carry out some previous tests. There will be no tests this time, only some hint read on one of my books, and a few pictures found on the web.The raw material will be a wooden slat previously put aside for the purposeThe access to the basement is reserved to the residents of the Domus and to the servants, so it's a simple and small sized door. However it opens to the main entrance,  a transit room for all guests and family, so it must look decent and quite robust too.Some pictures taken by a tourist inside the guardhouse of the Palazzo Ducale in Genoa come to help me. Perhaps those doors look too massive, but they're not so far from what I want to achieve.In my case I decide to build a simple door, where the vertical planks are framed on the inside and fixed to three horizontal planks. Two iron hinges will fasten the door to the wall, allowing its movement. The door will open outward turning right to left, and will be closed by a deadbolt.I didn't take many pictures of this first experiece (I'll try to illustrate all the process with the building of the front door), but you can see the final result here below. The planks are glued with vinyl glue; The iron pieces are made using old wire segments forged cold and inserted into the planks without any glue. Some of them are been made many times, until I reached the desired result. The main challenge is to place the hinges in such a position to allow the optimal movement of the door, without the unsightly split between the wall and the door itself when it's closed. To avoid that, I need to insert the hinges well deep into the stone jamb.It's hard to explain all this with words (twice as hard doing it in english), but it's even more difficult to put it into practice. The main problem is precisely the insertion of the hinges, something that will drive me to dismantle a part of the wall replacing the pieces broken when I was trying to drill the stone.A useful tip: to avoid dust from falling down to the basement, I filled the stairwell with wadding, which I'll remove at the end of the operation.If something I learned after the building of this door (probably the first of a long series of doors to come) is that the hinges must be fastened while the wall is still under construction and not at a second time like in real buildings. Drilling the wall when the jamb is fixed in its place is a task too hard to do because of the small size of my model. Even more in this case, as it was impossible to work on both sides due to the vaulted staircase. The door remained unfinished during some time, while the construction of the floor and the walls were going on. Still need to complete some details, like the replacing of a plank on the door frame, lost during the assembly... but here you have a couple of pictures of the hinged door: MATERIALS:wood, iron wire,slateTOOLS:cutter, ruler, pincers, anvil, hammer, vinyl glue, Dremel + diamond point (stone cutting)SIZE (in cm):height: 3,6width: 2thickness: 0,2PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos51-en", "title" : "Construction 51: Cellar door", "permalink" : "" };
    Sunday 8th of February 2015 11:05:00 PM
  • Construction 50: The Black Cat (4) - into the cage
    Excuse me if I dwell on this cat issue, but while it's still open I can't go on with my work. The builders waste their time going after the cat and trying to prevent another escape... moreover, the commitment and his wife could be here at any moment, and I hope this does not happen until we accomplished what we pledged after their last visit!I must use the materials at my disposal to build a cage where the cat can be locked in, and to make it safer I'll set it between the tower's base walls. I'm not working there right now, even if I placed the first lines of stones. I'm hoping honestly that the poor animal (I heard somebody called him Cagliostro) will not be yammering too much and that the commitments will act soon, whatever they have in their mind!To build the cage I'll use some thin wooden strips made from a disposable bowl of a vegan take-away (!). I cut them with my cutter weaving a sort of grid, glued on two sides to a harder stick. The resulting structure is rather flexible, so (although with a little effort) I can bend it to a "U" shape to insert it into the ditch between the stones. Meanwhile I attracted there the cat with a cup of milk. To be sure he couldn't escape during the assemby of the cage, I layed a drop of glue under his butt, as you can see in the picture below.Then the wooden grid has been sealed with two big stones on both ends and now the kitten is really trapped.And speaking of the devil...A few minutes after the closing of the cage, here is the customer entering the site! Fortunately this time he left his harpy wife at home and the conversation has a more quiet tone.His embarassment for what happened the last time we met is evident and although he tries to display his authority, he's nothing but the mouthpiece of his wife. His presence here today is a further proof.As he sees the cat in the cage he seems to relax, commending me for my good work and ignoring completely the new structures under construction.The idea of placing the cage between the tower walls seems to anticipate an expressed request of his wife. The woman, a very devout christian and faithful follower of the Church's precepts, seems to be in contact with a spanish frail called Guarniero Samater, who warned her many times against the power and the tricks of the feline race, especially the black cats. Those, in his words, would be "emissaries of the devil", and their presence in a home or town would announce every kind of tragedies.It seems to me a nonsense and a very counter-productive thing. The part the cat plays in a domestic environment is all but negative and I take the liberty to point it out to him, although not exactly with those words. He seems to think like me, but he's determined to fully play his role of loyal dog and can't dare himself to contradict the witch.To make a long story short: the cat must remain locked and waiting for further orders of the frail. Yes, because he's in Italy these days to meet the pope, and on his way back he'll stop by in Genoa for a few days, hosted by the lords in their old palace. During his visit he'll drop in to see the Domus with his following to give it his blessing and drive the bad spirits out.I think that day I'll go for a walk.MATERIALS:a thin wooden bowl, wooden sticks, vinyl glue, a dry bean (for the milk bowl), stoneTOOLS:cutter, palette knife (to lay the glue)SIZE (in cm):strips: width 0,2 - thickness ± 0,1ditch: ± 4 x 2 PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos50-en", "title" : "Construction 50: The Black Cat (4) - into the cage", "permalink" : "" };
    Friday 6th of February 2015 10:43:00 AM
  • Costruzione 188: Pavimento del piano nobile (2) - il cucinino
    Iniziamo ad occuparci della pavimentazione del piano nobile, che presenterà diverse soluzioni a seconda dei vani e del loro uso. In questo primo post vedremo delinearsi il pavimento di quello che denominerò il "cucinino". Non si tratta della cucina vera e propria (che si troverà invece al terzo piano insieme alle stanze della servitù), ma di una stanza di servizio adiacente al salone principale e destinata alla preparazione delle portate, al riscaldamento dei cibi, ecc...La stanza sarà dotata di un camino e di un lavabo in pietra, oltre che di un soppalco in legno che sfrutterà il sottotetto per lo stoccaggio di materiali (spezie, utensili, legna da ardere...). La parte di edificio che sovrasta l'ingresso e il magazzino, infatti, ha un'altezza minore rispetto al volume principale, e termina con il primo piano. La pavimentazione sarà realizzata in cotto, con semplici piastrelle quadrate.Quello nel disegno è uno studio della suddetta stanza. La prospettiva è piuttosto falsata in quanto la profondità è eccessiva, ma le caratteristiche sono quelle appena descritte.Avevamo lasciato quest'area subito dopo la chiusura del magazzino, quindi ancora con l'estradosso delle volte in bella vista. Per prima cosa bisognerà ricoprirle e creare la base sulla quale verrà posato il pavimento.Avrei preferito eseguire il rinfianco delle volte con un gattaiolato in mattoni per limitarne il peso, ma lo spazio molto ridotto mi ha portato infine ad una riempitura in cemento.Il risultato è una superficie liscia sulla quale potrò collocare le piastrelle molto più comodamente.Al centro spicca l'apertura della botola, che chiudo provvisoriamente con un tappo di gomma. Se vi cadesse dentro polvere o qualche scoria, probabilmente non riuscirei più a tirarla fuori!Una volta asciugato il cemento inizio a delineare il perimetro della stanza, che non coinciderà con il fronte dell'edificio ma resterà in posizione più arretrata occupando poco più della metà dell'area. Lo spazio restante verrà utilizzato come saletta alle dipendenze del salone principale e trattandosi di un vano "nobile" e non di servizio, presenterà una pavimentazione diversa.L'unica finestra di cui sarà dotata la stanza si affaccerà sul vicolo laterale.Nell'immagine in alto a destra si nota già parte del caminetto, ricavato nella stessa parete che sull'altro lato ospiterà il grande camino del salone. Questo però lo vedremo meglio più avanti (anche perché ci sto ancora lavorando). Accanto al camino ho collocato anche i primi mattoni del tramezzo che separa il cucinino dalla saletta d'angolo, lasciando lo spazio sufficiente per la porticina che darà accesso alla stanza di servizio.Ma torniamo al nostro pavimento.Le piastrelle vengono ricavate a partire da un mattone vero (e anche piuttosto antico) affettato con la sega dentata. Sono di forma quadrata e misurano poco meno di un centimetro per lato, per uno spessore di 1 millimetro e mezzo.La posa inizia dall'angolo adiacente il camino, ritagliando poi con le piastrelle il profilo della botola. A questa applico una cornice provvisoria per preservare la battuta d'appoggio dello sportello. Lo spazio è poco, e la posizione centrale della botola mi obbliga a far sì che la superficie dell'anta venga a trovarsi allo stesso livello del pavimento e sia tranquillamente calpestabile.Il resto della posa non presenta grandi difficoltà, se non quello di tagliare le piastrelle tutte della stessa misura. In realtà non è cosa da poco: realizzando i pezzi uno alla volta è facile dare una grattatina di troppo sulla carta vetrata, ottenendo piastrelle di dimensioni leggermente inferiori a quelle volute.In questi casi non vi è rimedio possibile, bisogna scartare il pezzo e tagliare un'altra "fetta" di mattone. Per fortuna la materia prima non manca...Completata la posa, ecco la superficie del cucinino interamente piastrellata e pronta per essere calpestata dagli indaffarati passi dei servitori e delle cuoche mentre, prima dell'arrivo degli invitati, danno gli ultimi ritocchi alle portate per il gran banchetto inaugurale della Domus (i lettori di questo blog sono tutti invitati).Per uniformare la superficie vi passo leggermente la carta vetrata a grana fine. Infine, una mano di smalto trasparente sarà utile per scurire le piastrelle e proteggerle al contempo dalla polvere, ma questo lo farò più avanti prima di collocare il lavabo e gli altri elementi dell'arredamento...MATERIALI:ardesia, mattone, legno, colla biancaSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, limeMISURE (in cm):piastrelle: 0,9 x 0,9 x 0,15vano cucinino: 6,4 x 7,6PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos188", "title" : "Costruzione 188: Pavimento del piano nobile (2) - il cucinino", "permalink" : "" };
    Saturday 24th of January 2015 11:34:00 AM
  • The black cat (3): Escape attempt
    After the events related in the last post through the words of our master builder, it was clearily necessary to do something about the cat in order to avoid the anger of our commitments (especially the pious and hateful lady).I was working then on the floor of the small loggia, a highly demanding task. Moreover, as I told, I didn't intend to do anything personally, delegating everything to the master builder or someone on his behalf. That was the agreement since the beginning, with the exception of a single case: if the internal matters reach the outside world, then my intervention is required. A few days passed without knowing anything about the cat. I asked the builder for some news, but he confirmed he hadn't seen the cat neither since the day of the visit. it seemed gone."He'll be back" I thought, remembering how he liked to hide himself into the cavity between the walls or in dark corners, looking almost invisible due to the dust. Then a doubt caught me: what if he was trapped in a wall and I accidentally concreted him? On the bottom of the cavity often remain some pieces of slate and stones I cover with cement without bothering much...The mystery thightened and the doubt gripped me. Furthermore, such matter started worrying me seriously, because I didn't know what to say to the commitments if they asked me. I know the lady had nothing good in mind for the poor feline, but my due was simply to close him in a cage and look forward for further instructions, and I had to do it as soon as possible.I looked for him everywhere: in the cellar, in the underground tunnel, in the guardhouse, between walls and vaults under construction... nothing. The call to drink a cup of milk was worthless too. I extended the search to the "outer world": under the table, all over the floor, under my tools, among the bricks and the stones... nothing again.I thought he was lost. There was a last trump to play, even if it was a dirty game. After Christmas holidays, (days of full working on the construction site), I tried to give back to my living room a decent look,  putting every tool in its place and cleaning the table from dust and wastes. Could the cat took advantage of all that mess to melt into the stones and escape from the site on board the dustpan?In that case I had to open the garbage bag, closed a few days before and parked on the terrace in wait for a willing person to bring it downstairs. Fortunately I always separate domestic wastes so it takes some days to fill a bag of garbage and the same time to throw it to the trash can. Thumbs up for the laziness!Equipped with patience, obstination and a palette, I poured the bag over the terrace floor. At a first scan I didn't see anything intersting. Only orange skins, eggshells, a rotten pomegranate, used paper tissues and more foulness I don't want to name here. I decided then to look to every single piece separately, dividing the "already seen" objects from the "still to see" ones with my palette. At the end of this operation I still had found nothing, but I started a new scan in the opposite direction, concentrating on a spot where I had seen the stones and the slate dust. I "felt" something in there, even if my eyes were not seeing it still.And finally, there it is! Melt into the cofee dregs and the pomegranate seeds, the mice was still, hoping to keep unseen.I'm sorry, my dear. Now I've got you and you cant't fuck me over! After this big scavenge adventure, I moved back everything to the bag and bathed the cat to bring him back to the Domus.Now I must put him in a safe place, but the bars of the guardhouse are too wide. I need to work out something and I have to do it quick...PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cat3-eng", "title" : "The black cat (3): Escape attempt", "permalink" : "" };
    Friday 23rd of January 2015 11:35:00 AM
  • Construction 49: Closing of the stairwell
    The brick staircase between the basement and the ground level has been one of the early element I faced with, describing its construction along 6 posts. This is the last of them. Here we'll see the final closing of the last basement vault and the laying of the barrel vault on top of the above-mentioned staircase.If you're new here, take a look at the previous chapters: 1 (construction of the concrete base and placing of the bricks); 2 (extension of the staircase); 3 (construction of the vault and first varnishing); 4 (finishing touches on the vault); 5 (completion). I'll show you now the varnishing of steps and walls, the grouting and varnishing of the vault and the completion of the joints with more Das clay. Actually my pictures will speak more than words, as the operation is neither more nor less than I already did for the rest of the vaults (see previous posts).I left the last vault open until now to get more liberty of action while working on the staircase. I'd like to wait a little bit more to glue it, at least until the door at the top has been fixed, but while it's still open I can't go on with the perimetral stone walls nor with the tower, which base is right over there.So the moment arrived to give the last touches to the staircase and to go ahead with its closing.And that's done!But... what is that cane work in the last picture?Here is one of the main problems I find editing my posts for the blog: approaching the construction of different elements with a certain order, possibly chronological, while actually I'm working on the whole structure at the same time. For example, I already wrote a post about the entrance floor, but here you can still see it unfinished. In the same way, a mysterious wicker grid appears there... but I'll still not say anything about it.This could rather generate more expectancy in my readers, isn't it?MATERIALS:das clay, cement (grout), vinyl glue, transparent varnishTOOLS:brush, palette knifePDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos049-eng", "title" : "Construction 49: Closing of the stairwell", "permalink" : "" };
    Tuesday 20th of January 2015 10:54:00 AM
  • The black cat (2): An unexpected visit
    You've already seen the cat I released in the cellar and the good task he's carrying out to defend my pantry from the rats... Well, to all appearance my idea has not been appreciated by the customer's wife, a very devoted and superstitious person, and here below I'll relate you a note that the master builder sent to inform me about the last incidents: "My noble Lord, it's important to me, as your humble servant, to inform You about some recent events that I think might merit your attention.A few days ago, the Customer and his Spouse appeared unexpectedly at the construction site, and with the view of the cat she had a sort of conniption. Between high screams and quotes from the Gospels, she tried finally to hit the animal throwing stones and chasing him with a stake.Then, realizing she was unable to catch the animal, she demanded the backing of her husband who, in turn, looked like a tiny twig, incapable to resist to such a fury.I didn't understand the reason for a similar hostility to the felines, especially the black ones. She babbled something about pagan idols and the Devil's emissaries, blessing herself repeatedly with the Cross of Our Lord as if simply pronunciating his name she could burn into the eternal fire of damnation. What a hellish crone!...Even the saggine brooms used by the workers to clean the entrance floor, aroused her anger. I still remember her words: "The obstinate cleaning of humans and things is a symptom of vanity and represents a mortal sin, as well as it allows the evil spirits to enter our homes!"And then blessing again and whispering prayers in latin...Now it's clear to me the reason of the vile smell the lady carries on her. Free from sin, but also from the weekly bath!In the meanwhile her husband, clearly mortified by all that row in front of the workers, managed to get the promise out of me that I'd get rid of the cat very soon. My efforts to explain the high benefits of his presence were useless. I know he thinks as I do and all this issue is a lack of common sense, but as You know, my Lord, we both are tied to our permanent commitments: some of us with his noble Spouse and some others with the labor Contract. That's why in the end I buckled under the last request that I'm going to describe.Before they returned to their hearth, our Beautiful Lords remained standing aside and muttering excitedly. The husband with his expansive gesture displayed his authority, but when he finally talked to me, I realized he yelded before the will of his crone wife."Let the feline be alive, but closed in a safe place and well feed until new orders." he said.In good faith, my Precious Lord, I can easily foresee the sad fate of that poor creature. If this is the pledge we must pay to make the works go on, we'll pay it for sure with no delay or regrets.So be it, then! Let's get rid of the cat and let's everybody see for himself the awful consecuences of such a fool decision!Waiting to know the final will of the crone, I give my homage to Your Immense Lordship" Your Ever-Faithful and Humble BuilderI.M.What more can I say? I don't want to stick my nose into such a thorny matter, so I can just observe what's going on around the construction of my Domus.We'll see then how this story will go on. Whatever happens, in the end, it happened ages ago and we can't do anything to prevent it...PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cat2-eng", "title" : "The black cat (2): An unexpected visit", "permalink" : "" };
    Saturday 17th of January 2015 10:45:00 PM
  • Construction 48: Stone steps and base of the pillars
    Once the perimetral walls have reached the street level, it's time to start building the facade. More exactly, I need to prepare the pieces for the two steps staircase that gives access to the loggia.I cant't use my pincers here because pieces are too big and the cut must be clear. I'll use the Dremel tool, obviously working outdoors.Steps are formed by wide slabs which also serve as a frame for the floor and isolate the different areas of the loggia. The blocks between them are forming the base of every pillar, reinforced by a wire frame structure in its core.Before gluing the pieces I provisionally lay the blocks to check up their size.Placing them side by side I feel a sort of deja-vu: I can see myself as a child while I'm playing with my Lego bricks. After all, the context is not so different... A little smoothing here and there, and the stones fit perfectly. Then, before the curious look of the cat (he's always going around the site) I go ahead with the final laying.The facade of the palace, on which project I worked  for months, is finally starting to take form. Looking at the structure, I try to visualize with my mind the rest of the loggia as if it were complete... who knows how much time will pass before I can see it really done...For the moment, I am just a step ahead. (Actually, two steps!)MATERIALS:slate, vinyl glueTOOLS:Dremel tool + diamond wheel, table clamp, sandpaperSIZE (in cm):steps: height 0,4 - width (bigger arch) 13,2 - (smaller arch) 5,7pillars: width (from left to right) 2,5 / 2,3 / 2,4 - depth 2,5 PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos048-eng", "title" : "Construction 48: Stone steps and base of the pillars", "permalink" : "" };
    Wednesday 14th of January 2015 07:27:00 PM
  • Construction 47: Main entrance tiled floor
    The stone frame of the cellar door is finished and the perimeter of the main entrance is now clearly visible. It's time to fill the underlying vault and flatten the surface to start building the floor.In ancient times, the filling was made recycling waste materials from the same construction or somewhere else and combining them with mortar. As it hadn't a load-bearing function, it was important that this filling were lighter than the rest of the structure. It was frequently composed of amphoras and pottery to fill up wide areas alternating empty spaces to the solid materials. In my case, I make the filling mixture with cement and beach pebbles. They're well rounded, so it will be easier  to get a smooth surface.Now I can start to lay the floor. It will be made of black and white squared tiles like in a chessboard, but aligned diagonally with respect to the walls.I bought the tiles, made of ceramic material, in a miniature store (the same where I bought the neon lamps or the amphoras). They're made expressly for dollhouse makers and nativity scenes.The dusty look of the package and the price in spanish pesetas below the actual label seem to indicate that the item itself is a museum piece. Searching on the web I've found nothing about the model or its producer, something really strange for a product currently on the market in the USA.The copyright date (1988) could be a telltale sign of the time the package passed in that store...Clearly the size of the tiles doesn't fit with the Domus (see sizes at the bottom of the post), but I can solve the problem cutting every tile in 4 equal parts. In scale 1:50, every piece would be now about 25x25 centimeters (almost 10 inches).After a simple test, I draw a pencil grid on the cement surface, now perfectly dry. The grid will help me to lay the tiles along parallel lines, avoiding unwanted irregularities.Cutting and placing the tiles it's a matter of patience and precision. I'll be carrying it on for some days, alternating it with the construction of other elements that I'll show you at a later time.When the composition is finished, I fill the triangle-shaped holes along the borders with custom cut tiles. Next step is the polishing of the surface to smooth the corners and give to the floor an almost consumed look.After that, I can consider the entrance floor finished. Perhaps it could be varnished?... Grouted with cement? We'll see...MATERIALS:miniature tiles, cement + pebbles, vinyl glueTOOLS:pencil, square, rope, palette knife, hook, tweezers, pincers, sandpaperSIZES (in cm):room perimeter 5,7 x 5,7 - tiles 0,5 x 0,5 x 0,2 PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos047-en", "title" : "Construction 47: Main entrance tiled floor", "permalink" : "" };
    Saturday 10th of January 2015 12:58:00 PM

Domus Project Stats

Daily Unique PVs Total PVs Unique In Total In Unique Out Total Out
Average 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0
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July 03 0 0 0 0 0 0
July 02 0 0 0 0 0 0
July 01 0 0 0 0 0 0
June 30 0 0 0 0 0 0
June 29 0 0 0 0 0 0
June 28 0 0 0 0 0 0
June 27 0 0 0 0 0 0
June 26 0 0 0 0 0 0
Highest 123 1,443 2 2 8 9
Weekly Unique PVs Total PVs Unique In Total In Unique Out Total Out
Average 0.0 0.0 0.1 0.1 0.0 0.0
This Week 0 0 0 0 0 0
Last Week 0 0 0 0 0 0
Week 25 0 0 0 0 0 0
Week 24 0 0 0 0 0 0
Week 23 0 0 1 1 0 0
Week 22 0 0 0 0 0 0
Week 21 0 0 0 0 0 0
Week 20 0 0 0 0 0 0
Week 19 0 0 0 0 0 0
Week 18 0 0 0 0 0 0
Highest 606 2,987 3 4 9 10
Monthly Unique PVs Total PVs Unique In Total In Unique Out Total Out
Average 0.0 0.0 1.9 1.9 3.4 3.8
This Month 0 0 0 0 0 0
Last Month 0 0 1 1 0 0
May 15 0 0 4 4 3 5
April 15 0 0 2 2 9 10
March 15 0 0 0 0 0 0
February 15 0 0 4 4 6 6
January 15 0 0 1 1 3 3
December 14 0 0 2 2 6 7
November 14 0 0 0 0 0 0
October 14 0 0 5 5 7 7
Highest 2,288 8,937 6 7 12 12
Unique PVs Total PVs Unique In Total In Unique Out Total Out
Overall 26,050 74,922 101 105 115 121