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Domus Project















Building step by step of a medieval palace in scale 1:50

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  • Costruzione 172: Solaio del piano nobile (3) - Cassettoni del loggiato
    Mentre il solaio di copertura del fondaco ha una struttura semplice fatta di travi, travetti e tavole, quella del loggiato presenta all'intradosso una decorazione più ricca, volta a valorizzare questo ambiente che ricopre un ruolo non solo pratico, ma anche di rappresentanza. Molti "riti" famigliari, infatti, vengono celebrati sotto il portico, soprattutto nella bella stagione, e una decorazione efficace può fare la differenza con amici e parenti invitati. Nella prima parte abbiamo visto la posa della trave rompitratta, delle mensole in pietra e dei travetti. Adesso è la volta del tavolato, che va a chiudere tutti gli spazi fra i travetti dando già l'illusione che il solaio sia terminato.Questo però non è che l'inizio, visto che la fase più lunga (e se vogliamo anche un po' noiosa) del lavoro sarà il taglio e il montaggio dei pezzi che compongono i cassettoni.Prima di tutto bisogna tagliare gli altri travetti (più piccoli dei precedenti) e collocarli a distanza regolare uno dall'altro (1 cm) fino a formare una griglia quadrata. Ora, all'interno di ogni quadrato dovrà essere inserito un elemento decorativo. Se iniziassi adesso il lavoro, forse opterei per delle tavole quadrate dipinte con elementi floreali, magari usando colori diversi o alternando cassettoni "pieni" e "vuoti".Si dà il caso però, che questa parte del lavoro sia stata progettata fin dall'inizio sulla base di alcuni pezzi acquistati anni fa in un negozio di accessori per bigiotteria. In uno dei primi post del blog accennavo all'acquisto di questi materiali, che per tutto questo tempo sono rimasti in un cassetto in attesa del loro utilizzo.L'idea era quella di inserire un intero rosettone in ogni singolo riquadro, ma all'epoca non avevo bene in mente quale fosse la scala del modello e le dimensioni dei cassettoni si sono rivelate ben diverse. Ogni pezzo infatti copre la superficie di quattro riquadri.Questo inizialmente sembra un problema insormontabile, ma visto il disegno simmetrico dei pezzi e le proporzioni quasi perfette di 1/4, provo a tagliare ogni rosone in quattro parti uguali, da collocarsi in quattro diversi cassettoni, pur mantenendo un unico centro per la composizione del disegno.Ho detto che le proporzioni erano QUASI perfette... difatti, ogni elemento va un po' limato su tutti e quattro i lati prima di poter essere inserito al suo posto. E' questa la parte noiosa del lavoro cui mi riferivo prima. Fortunatamente, trattandosi di un lavoro piuttosto meccanico che non produce troppa polvere, può essere svolto ovunque, e si presta ad essere portato avanti poco per volta (magari anche dopo cena guardando un film).Una volta che la composizione dei pezzi è conclusa, do una bella verniciata con smalto trasparente per proteggere il legno e rinforzare il tutto.Lascio asciugare per un paio di giorni già in posizione, per evitare che il pezzo si deformi e non coincida più con il perimetro murario.In queste foto lo smalto è ancora fresco e manca qualche pezzo di muro che collocherò solo al momento della chiusura, ma l'aspetto del loggiato è già quello definitivo.MATERIALI:legno, elementi metallici, colla da contatto, smalto trasparenteSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, righello, pennelloMISURE (in cm):cassettoni: 1 x 1;sezione travetti: 0,3 x 0,3;sezione travetti piccoli: 0,2 x 0,2;sezione trave rompitratta: 0,7 x 0,7.PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos172", "title" : "Costruzione 172: Solaio del piano nobile (3) - Cassettoni del loggiato", "permalink" : "" };
    Thursday 17th of April 2014 05:10:00 AM
  • Costruzione 171: Solaio del piano nobile (2) - travettatura e tavolato
    Per quanto riguarda il solaio del piano nobile, eravamo rimasti alla travettatura del loggiato, realizzata su mensole in pietra sporgenti dalle pareti parallele alla facciata.Qui a lato potete vedere la griglia completa in controluce.Ora resta da compiere la stessa operazione sul perimetro del fondaco, dove però i travetti verranno immorsati direttamente nei muri senza l'uso delle mensole. Se da una parte, quindi, la resistenza del solaio si vedrà ridotta a causa della loro assenza, dall'altra compenserò riducendo anche la distanza fra i travetti (da 1 cm a 8 mm).Nella travettatura del loggiato, infatti, avevo bisogno di uno spazio maggiore per la decorazione a "cassettoni" (che descriverò in un altro post).I travetti vengono inizialmente posati tra il muro frontale del fondaco e il muro di spina, dopo averlo leggermente rialzato con lastre di ardesia per raggiungere la stessa altezza di quelli perimetrali.Poi, una striscia di nastro adesivo applicata con molta attenzione per non alterare la posizione dei travetti, mi aiuterà a fissare le prime tavole evitando che questi si muovano.A colla asciutta posso rimuovere lo scotch e proseguire la posa del tavolato. Le tavole sono tagliate a distanze regolari, mai superiori agli 8 centimetri, e la giuntura tra una tavola e la successiva coincide sempre con uno dei travetti d'appoggio.Sopra il vano porta dell'accesso esterno al fondaco, il profilo delle pareti crea una rientranza che in un primo momento pensavo di chiudere con un arco in muratura. Poi però ho innalzato le pareti fino al soffitto e a questo punto copro il tutto con il solaio, semplicemente aggiungendo un travetto più corto.Il solaio della zona che va dal muro di spina al limite posteriore della Domus (alla quale manca la parete di fondo) poggerà su una grossa trave sorretta da doppie mensole in pietra, analogamente a quanto fatto per il piano sottostante.  Terminata la travettatura, passo a coprire tutto il piano con le tavole, verificando nel contempo l'orizzontalità delle superfici. L'intera area di fondaco e loggiato, infatti, sarà occupata al primo piano dal grande salone, e dovrà risultare perfettamente uniforme.Dal punto di vista dei materiali qualche differenza tra una zona e l'altra c'è, in quanto il legno delle assi è di diversa qualità. Nel negozio di bricolage in cui mi rifornisco avevano esaurito i listelli da me acquistati tempo prima, e nonostante un nuovo ordine fatto con largo anticipo, il materiale non è arrivato. Sembra che il distributore non sia molto affidabile, e per evitare futuri problemi ho fatto incetta di quanto restava in negozio, anche se a questo punto mi tocca usare legni diversi.Comunque non è un grosso problema, visto che il pavimento del primo piano sarà lastricato con marmi colorati (eh eh) e le tavole resteranno visibili soltanto dal basso.Mentre la struttura del loggiato resterà rimovibile per poter essere decorata nella parte inferiore, il solaio del fondaco può già essere collocato definitivamente, inglobando le teste dei travetti nei muri perimetrali e coprendo lo spazio lasciato dal muro di spina.La superficie interna è stata precedentemente verniciata con smalto per legno, ma mi rendo conto soltanto adesso di non aver scattato nessuna foto dal basso. Lo vedremo più avanti!Le tavole inserite di taglio che appaiono nell'ultima foto non sono un elemento costruttivo canonico, ma mi serviranno da guida per realizzare una soletta uniforme con il cemento, su cui poi andrà posato il pavimento vero e proprio...MATERIALI:legno, colla da contatto, smalto trasparenteSTRUMENTI:pinzette, carta abrasiva, seghetto, cutter, lime, pennello, nastro adesivoMISURE (in cm):trave: 0,8 x 0,8 x 14travetti: 0,3 x 0,3 x 7-9tavole: 0,15 x 0,4 x 8(max)altezza del fondaco (dal pavimento ai travetti): 10,3PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos171", "title" : "Costruzione 171: Solaio del piano nobile (2) - travettatura e tavolato", "permalink" : "" };
    Tuesday 8th of April 2014 06:51:00 AM
  • Costruzione 170: Parapetto in legno (2) e completamento dell'argano
    Torno ad occuparmi dell'argano e del parapetto, elementi di completamento del fondaco.Il parapetto lo lo avevo già dato per finito, ma come spesso succede, si è insinuato pian piano il dubbio che in fondo avrei potuto fare di meglio.Fermo restando che si può sempre fare di meglio e che al secondo tentativo ll'esperienza acquisita facilita il lavoro, in questo caso si tratta soltanto di un piccolo intervento che mantiene quasi inalterata la struttura precedente. Rimuoverò la corda e i gancetti ai quali è fissata, per delimitare anche questo lato del vano scala con una balaustra in legno.Il risultato finale convince decisamente di più e dà uniformità a tutto l'ambiente.La botte è un accessorio per modellismo navale che ho sistemato lì provvisoriamente, a modo di tavolo. Quando il fondaco sarà definitivamente chiuso mi occuperò anche di altri dettagli d'arredo che per il momento ho tralasciato.Per quanto riguarda invece l'argano, è arrivato il momento di realizzare l'ultimo pezzo ancora mancante.Il muro ha ormai ricoperto l'arcata della nicchia all'interno della quale si trova il rocchetto dell'argano, e sulla sua verticale sporge una mensola in pietra sormontata da due aperture.Qui verranno immorsate le travi del braccio con la carrucola sulla quale scorrerà la corda.L'elemento più delicato è rappresentato proprio dalla carrucola, per via delle dimensioni ridottissime.La rotella è realizzata in legno, e viene fissata alla trave con un segmento di spillo (annerito sul fuoco), che ne permetterà il movimento. Le due travi, invece, sono tagliate ad incastro, in modo che il sostegno obliquo, sottoposto al peso del carico, non scorra lungo il braccio orizzontale alterando l'angolo che questo forma con la parete. Per rinforzare maggiormente la struttura, colloco due fasce in ferro attorno alla traversa orizzontaleIl pezzo ora è pronto per essere inserito nella muratura, alla quale verrà fissato definitivamente con una goccia di colla. La corda verrà parzialmente srotolata dal rocchetto e fatta passare attraverso la fessura della carrucola, scorrendo così sulla sua rotella.Per il momento mi limiterò a provare il funzionamento dell'attrezzo con le dita e a bloccare la corda avvolgendola al gancio che ho inserito su un sostegno del rocchetto. In futuro aggiungerò alla sua estremità un peso (magari una botte simile a quella delle prime foto) che possa venire calato fino alla  cantina.Una vista dall'alto del fondaco e del pavimento con i due portelli della botola:E un'ultima immagine ripresa dal lato posteriore della Domus. La balaustra della scala è ancora alla prima versione, ma sono visibili i travetti del solaio in costruzione:MATERIALI:legno, ferro battuto, spillo, colla da contatto, colla biancaSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, cutter MISURE (in cm):PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos170", "title" : "Costruzione 170: Parapetto in legno (2) e completamento dell'argano", "permalink" : "" };
    Wednesday 26th of March 2014 07:10:00 AM
  • Pietre famose 1 - Iglesia de San Pablo (Úbeda)
    Dopo la caduta dell'impero romano, diverse popolazioni barbare si spartirono i suoi vasti territori ormai privi di un controllo centrale. Alcune di queste appartenevano al popolo dei Vandali, che per un breve periodo si stabilirono nel sud della penisola iberica, per poi ritirarsi in Africa e lasciare il posto ai Visigoti. Una teoria vuole che il termine "Andalusia" significhi proprio "terra dei vandali". In realtà sembra che questo non sia corretto, e l'origine del nome è un po' più complessa. Sia come sia, di questi personaggi che tra le altre cose si dedicarono al saccheggio di Roma nel 455 d.C. (da qui il moderno significato di "vandalo"), ne circolano ancora parecchi. Uno di questi si aggira tuttora per le terre andaluse, alla ricerca di pietre per costruire la sua Domus.Insomma, se non avete ancora capito di chi sto parlando, non sarò io a dirvelo. L'idea su cui si basa questa nuova serie di post è l'inserimento all'interno della struttura (principalmente della torre) di pietre per così dire "famose". Ovvero, provenienti da edifici e luoghi storici reali.Tranquilli, non mi permetterei mai di distruggere il patrimonio artistico, e in tal caso non lo scriverei certo sul blog. Cercherò sempre di recuperare minuscoli frammenti di materiale dai depositi ai piedi dei monumenti o comunque da parti già sul punto di cadere alle quali darò solo un piccolo aiutino.Ogni giorno calpestiamo frammenti di storia senza rendercene conto. Ogni pietra accumula in sé memorie che noi non siamo in grado di leggere, se non assemblandole in forme a noi riconoscibili.Allora quelle pietre acquistano un nome e di colpo diventano visibili. In questo senso queste pietre sono "famose", ed ognuna di esse avrà qualcosa da raccontare.Il primo pezzo di questa collezione proviene dalla chiesa di San Pablo di Úbeda (Jaen), uno degli edifici più antichi della città spagnola, che dietro il suo aspetto gotico rinascimentale conserva ancora parte della struttura romanica di epoca visigota.La chiesa ha subito diverse vicissitudini, come tutti gli edifici antichi, convertendosi in moschea sotto la dominazione musulmana e subendo un grave incendio nel 1368 durante scontri civili tra diverse fazioni cristiane.Particolari sono le mensole in pietra che raffigurano Salomè danzante, appartenenti all'edificio primitivo.Ma veniamo all'uso pratico. Dalla piccola pietra, ottenuta su permesso dello stesso Santo durante un breve colloquio (vedi foto a lato), viene successivamente ricavato un blocco di forma regolare con l'uso del seghetto. Si tratta di una calcarenite piuttosto friabile, quindi di facile lavorazione.Il pezzo così modificato viene inserito nel paramento esterno della torre in costruzione, amalgamandosi bene alla muratura nonostante il suo diverso colore.Nella foto sotto, molto più recente, lo si trova in basso a destra. In quello scatto in realtà sono presenti diversi elementi di nobili origini, ma ne parlerò più avanti.Altre pietre famose attendono di essere collocate, e la prossima verrà dall'Italia...MATERIALI:calcarenite dorataMISURE (in cm):1,8 x 0,8 x (1)PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "ubeda", "title" : "Pietre famose 1 - Iglesia de San Pablo (Úbeda)", "permalink" : "" };
    Monday 17th of March 2014 07:47:00 AM
  • Costruzione 169: Il magazzino - muratura e portello di carico
    Abbiamo visto il magazzino per l'ultima volta in occasione del montaggio della finestra, che al momento risulta ancora l'unica terminata.La costruzione da allora è andata avanti su altri fronti, completando il perimetro murario del loggiato e dotando il magazzino di una porticina non accessibile dall'esterno, ma che avrà la funzione di facilitare il movimento delle merci senza per forza passare dal fondaco.La muratura in pietra all'interno del magazzino raggiunge soltanto metà dell'altezza complessiva del locale, fungendo da base per le volte in mattoni (che sono attualmente in costruzione).Sui lati si aprono invece i vani delle porte e delle finestre, coperti da altrettante arcate.Anche gli stipiti della porta d'accesso vanno crescendo, ma quelli li vedremo meglio più avanti. Ora concentriamoci sul portello e sulla struttura in ferro che reggerà la carrucola.Due piccoli fori a metà altezza mi permettono l'inserimento di un paio di occhielli in ferro, nei quali si innestano i bracci di sostegno verticali.Immediatamente sotto l'architrave, invece, si collocano i fori per il bloccaggio dei bracci superiori, uniti ai primi tramite una terminazione ad anello.L'ultimo tratto dei bracci verticali viene poi modellato per alloggiare la barra orizzontale, dotata in seguito di un anello e ritorta ad un'estremità per bloccarne i movimenti.Nell'immagine in basso a destra si può vedere l'effetto (quasi) finale della struttura con la posa provvisoria del solaio, ancora incompleto.Per quanto riguarda l'infisso di chiusura, questa volta non si tratta di una vera e propria porta, ma di un doppio tavolato che verrà bloccato dall'interno con una spranga alloggiata nel muro.Quando il portello non è in uso, sarà sufficiente inserire la spranga nei fori del vano porta per impedire eventuali visite non autorizzate.Il montaggio della carrucola (realizzata con segmenti di fil di ferro ribattuti) ed il fissaggio dell'architrave, segnano infine il completamento del portello di carico.Si tratta solo di un dettaglio, ma rappresenta un altro passo verso la chiusura del piano ammezzato...MATERIALI:ardesia, filo di ferro, colla biancaSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, Dremel, fuoco (per annerire il ferro)MISURE (in cm):ampiezza vano porta (interno): 3; (esterno): 2altezza vano porta: 3,4spessore muro (esterno): 1; (vano interno): 1,4 altezza della soglia dal pavimento del loggiato: 15tavolato: 2 x 4 x 0,2lunghezza spranga: 3,6PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos169", "title" : "Costruzione 169: Il magazzino - muratura e portello di carico", "permalink" : "" };
    Wednesday 5th of March 2014 07:23:00 AM
  • Costruzione 168: Falso loggiato (2) - archetti di scarico e mensole in pietra
    E' arrivato il momento di vedere conclusa la costruzione del muro esterno del fondaco, con la porta di accesso al cortile e il falso loggiato.Per chi avesse bisogno di un veloce ripasso, qui si trova la prima parte del lavoro e qui la costruzione della monofora situata al centro del loggiato stesso. Gli unici elementi ancora mancanti, oltre alla metà superiore delle colonnine, sono gli archetti di scarico.Per procedere alla loro composizione, disegno in dimensioni reali il prospetto del loggiato, che servirà come modello per dare forma ad ogni singolo pezzo.E' molto importante che i tre archetti risultino perfettamente uguali ed allineati orizzontalmente. Una minima asimmetria rovinerebbe l'effetto finale.La tecnica costruttiva da me utilizzata è una semplificazione di quella reale. Nella realtà i cunei che compongono gli archetti dovrebbero risultare più profondi ed essere immorsati per almeno metà della loro lunghezza all'interno del muro. In questo modo svolgerebbero al meglio il loro ruolo di distribuzione del carico e sarebbero più fortemente ancorati alla parete.Mi prendo questa licenza poetica per agevolare un po' il lavoro, anche se l'aspetto esteriore del loggiato non ne risentirà.Una volta tagliati tutti i pezzi ed assemblati gli archetti con la colla, effettuo alcune prove di posizionamento che mi convincono a ridurre l'altezza complessiva del loggiato.Non ho immagini di questa fase del lavoro, ma come si può osservare anche dalla sovrapposizione degli archetti sul disegno a matita, la curvatura dell'arco centrale stona con quella della finestra sottostante. La struttura risulterebbe molto più armoniosa se le due circonferenze avessero lo stesso centro, o per lo meno se l'archetto superiore scendesse fino a combaciare con quello della monofora, coprendo i corsi orizzontali del muro.A questo punto le colonne risulterebbero più basse e non vi sarebbe motivo di realizzarle in due segmenti separati. Le rimuovo per l'ennesima volta e passo a realizzare un unico lungo cilindro in pietra artificiale, che poi taglierò in due parti uguali e al quale aggiungerò due piccoli capitelli dello stesso materiale.Ecco qui le colonne e gli archetti in posizione: Per proseguire la costruzione del muro colloco alcuni conci adeguatamente sagomati nello spazio tra gli archetti, iniziando così il lavoro di rinfianco. A questo punto, però, mi rendo conto che l'abbassamento complessivo del loggiato rimette in gioco un'idea precedentemente scartata: la costruzione di una balconata in legno a livello del piano nobile.Una struttura di questo tipo, per essere stabile, dev'essere saldamente ancorata alla muratura, che andrà quindi progettata appositamente. Nel mio caso avevo rinunciato a costruire la balconata, anche se a malincuore, a causa dello spazio troppo esiguo tra gli archetti del loggiato ed il solaio del primo piano. Questo infatti non mi avrebbe permesso l'installazione delle mensole per le travi di sostegno, che coincidevano con la base degli archetti.Mi riproposi un suo utilizzo per il secondo piano, come si può vedere da questo studio prospettico.Ora però tutto cambia. Forse le travi non avranno la lunghezza di quelle del disegno, ma l'aggetto del balcone è comunque piuttosto limitato e l'altezza è sufficiente ai miei scopi.Rimuovo quindi alcuni conci attorno all'arco della porta laterale per poter inserire i sostegni lungo tutta la facciata del cortile. Le mensole in pietra (sei in totale) saranno equidistanti tra loro e si collocheranno a metà altezza tra gli archetti del loggiato.Con il completamento del rinfianco dei tre archi termina la costruzione del falso loggiato, salvo poi le rifiniture di rito con il cemento e qualche piccola limatura qua e là.Il paramento esterno ora può proseguire e raggiungere finalmente il livello di quello interno. Ciò mi permetterà di procedere al riempimento del muro e ad effettuare alcune prove di posa delle travi per meglio visualizzare la futura balconata...MATERIALI:ardesia, pietra artificiale, colla bianca, listelli di legnoSTRUMENTI:carta, matita, righello, tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, Dremel, livella, tanta pazienzaMISURE (in cm):luce archi: 2,3altezza cunei: 0,6spessore cunei: 0,4altezza complessiva colonne: 4,8mensole: 0,4 x 0,4 x 0,5 (sporgenza esterna)PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos168", "title" : "Costruzione 168: Falso loggiato (2) - archetti di scarico e mensole in pietra", "permalink" : "" };
    Thursday 27th of February 2014 06:26:00 PM
  • Costruzione 167: Ingresso laterale - arcate vano scala e portone (1)
    Dunque... ultimamente mi risulta un po' difficile selezionare le foto per il blog portando avanti ogni volta un singolo elemento della costruzione. Il cantiere è attivo su tutti i fronti e vorrei procedere con un certo ordine.In questo post mi concentrerò sullo sviluppo dell'ingresso laterale, del quale abbiamo visto (ormai parecchio tempo fa) la posa del pavimento, il prolungamento delle scale e la costruzione della porta di accesso al fondaco (ancora senza infisso).Le altre aperture che si affacciano sul vano d'ingresso (come si vede dallo studio qui accanto) sono il portone che dà sul vicolo laterale e le due rampe di scale che conducono rispettivamente verso il magazzino (e poi il piano nobile) e l'ingresso principale.Le arcate in questo caso hanno già l'aspetto definitivo che verrà poi ripreso nella costruzione, mentre il portone all'epoca non era ancora stato studiato nei dettagli e risulta appena abbozzato.Iniziamo quindi dagli archi, che hanno la stessa luce di quelli realizzati finora a copertura della scala, con la differenza che questa volta le due arcate andranno a formare un unico pezzo per coprire le soglie di entrambe le rampe.La moneta da 2 euro utilizzata per tutti i precedenti archi torna doppiamente utile, (forse) per l'ultima volta. Per il momento non la spenderò ancora...Il muro sovrastante i due archi riprende il perimetro della torre e per dare continuità alla struttura verrà realizzato con le stesse pietre del paramento esterno, così come fatto all'interno del fondaco.I giunti tra le pietre verranno poi riempiti con il cemento, ma di questo mi occuperò solo alla fine della posa prima della costruzione del solaio.Ora volgiamo la nostra attenzione alla parete esterna, sulla quale dovrà aprirsi il portone.Questa parte della costruzione la si è vista molto poco finora. Sarà quindi necessario un piccolo ripasso.La foto qui accanto si riferisce alla soglia appena costruita, quando ancora mancava tutto il sottosuolo del vicolo e la scalinata esterna. Alla sua sinistra è visibile una rientranza nel muro, che costituisce il primo elemento di un canale di scolo interno alla parete e che proseguirà fino ai piani superiori.Mano a mano che la costruzione avanza, gli stipiti crescono in altezza e si va delineando il profilo del portone, mentre il canale prosegue il suo percorso all'interno del muro.Raggiunta l'altezza idonea per la posa dell'architrave, la costruzione del portone si ferma temporaneamente. Prima di proseguire voglio avere le idee più chiare sulla forma che dovrà avere la struttura e sull'altezza definitiva della parete. Nel frattempo decido che le ante del portone non saranno munite di gangheri e bandelle, ma ruoteranno sui montanti come quella esterna del fondaco.Dopo aver preso in considerazione diverse tipologie di archi, architravi e portoni, decido di fare un piccolo esperimento, inserendo un elemento di riuso proveniente dall'architettura romana.L'architrave potrebbe essere costituito infatti da un'antica cornice in stile ionico, recuperata durante gli scavi assieme alla colonna in marmo.Per la lavorazione di questo elemento userò le punte diamantate del Dremel su un blocco di pietra artificiale.Visto nel dettaglio, il fregio risulta un po' irregolare in alcuni punti, ma da lontano fa la sua figura. Bisogna anche pensare che è rimasto interrato per più di mille anni...Una volta completata la cornice e posizionata nel muro, mi rendo conto che l'ampiezza del portone è eccessiva per poter essere coperta da un unico blocco. In tutti i casi in cui ho potuto osservare una cornice antica riutilizzata in questo modo erano presenti delle mensole ai lati per ridurre il carico sul pezzo ed evitarne la rottura (ad esempio qui e qui).L'inserimento delle mensole mi costringe ad intervenire nuovamente sugli stipiti, e a riconsiderare l'altezza di tutto il vano d'ingresso. L'arcata superiore del portone dovrà coincidere sulla facciata esterna con gli archetti di scarico e la cornice marcapiano, senza contare il problema della scala in pietra che, allontanandosi il piano superiore, rischia di risultare troppo ripida o di eccedere in lunghezza.Insomma, è tutto collegato ed ogni piccola modifica necessita un adeguamento dell'intera struttura...Le mensole sono realizzate in ardesia e lavorate con lime manuali e Dremel per ottenere una piccola modanatura.Una volta collocate andranno ad arricchire ulteriormente il portone che, nonostante si trovi in un vicolo stretto e presumibilmente poco illuminato, darà ben l'idea della ricchezza della Domus e dei suoi proprietari.Anche a chi, come in questo caso, vi entrerà dall'ingresso secondario.(continua...)MATERIALI:ardesia, pietra artificiale, colla biancaSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, Dremel con punte e disco diamantato, livella a bolla, righello, limeMISURE (in cm):Arcate scalaluce: 2,5Portone ingressoampiezza: 3altezza soglia-architrave: 6,4 altezza scalini: 0,6 (x3)sporgenza mensole: 0,5altezza mensole: 0,6profondità mensole: 0,6altezza architrave: 0,8canale di scolo: 0,6 x 0,6PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos167", "title" : "Costruzione 167: Ingresso laterale - arcate vano scala e portone (1)", "permalink" : "" };
    Thursday 13th of February 2014 12:24:00 PM
  • Construction 45: Stone walls (part 2)
    Once the laying of stones along the perimetral walls is completed, I can start working on the inner structure. Before that, though, it'll be necessary to extend the reinforcing frame to the upper walls and floor.With more wire I connect the ending of the lower segments, cropping up from the vaults, to form a network on the whole surface. Then I prolong the vertical wires placed inside the bearing walls and pillars.More wire gets out from the outer walls to hold the soil over which the public alley will lay.In the meanwhile, the perimeter walls keep growing up, reaching now the third row of stones from the ground-line.From now on the new ashlars will be part of the visible structure of the Domus.On the inside, instead, we're still under the ground level. The floor of the loggia lays two steps higher than the street, and one more step, placed before the main door, will give access to the ground floor ambiances.The twin walls I'm building stone on stone are called "muri a sacco" (double skin walls with a core of rubble masonry). They're composed by two parallel ashlars walls, filled by irregularily shaped stones and mortar.It's an ancient building technique, used commonly all along the Middle Ages. At that time the walls of a house were always load-bearing structures with no iron beams or reinforcing rods.  In this case the inner part of the wall will be filled with concrete and gravel or pebbles picked up on the beach, while the joints between wires (for example at the base of pillars) will be reinforced with glue. The resulting structure should be earthquake-proof.While building the walls, I proceed also with the covering of the cistern vault and the delineating of the main entrance. The wall frame of the floor is still unfinished, but to complete the wall network I still need to close the last basement vault. In turn, it can't be placed permanently until the staircase's vault is finished too!So, the next step will be the finishing of the brick staircase and the door at its top... PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos045-en", "title" : "Construction 45: Stone walls (part 2)", "permalink" : "" };
    Wednesday 12th of February 2014 10:12:00 AM
  • Construction 44: Stone walls (part 1)
    A new stage is starting. The basement closed, now it's time to make the Domus grow on to reach the ground-line.As I told, from now on I'll give up the concrete structures to proceed the construction in a more appropriate way for a medieval house, although I'll keep reinforcing the walls with wire. Not long ago, while I was still working on the cellar vaults, I started placing some blocks to build the stone walls. It was just a test, because I didn't decide how I'd go on. It was at the base of the tower, where on the ground floor will be placed the door that gives access to the staircase and the basement.The tower will be different from the rest of the building, even for the material used.As I still was uncertain about what kind of stone I'd employ for its construction, I took into account the using of concrete bricks like those visible in the guardhouse, which apparently belong to the same structure.Unfortunately the bricks prove to be too friable, and their look is quite far from the real stones used to build genoese medieval towers.But this test was not valid due to another reason: the position of the blocks was incorrect because it coincided with the concrete structure but not with the inner perimeter.I'll try to be clearer: To make the walls grow on in all their thickness, stones had to be aligned with the underlying walls, partially overlapping the vaults (as you can see in the right picture, taken from a Viollet-le-Duc book). That was impossible while I was still working on the cellar, so I postponed the operation to when the vaults were permanently fixed.That is now. In the meantime I finally found the material to build my tower (see here), so nothing can prevent me now from starting the construction.The first stones to be placed are those at the base of the tower, flanked by the slate blocks which will form the rest of the walls (at least in the lower parts of the house).The employment of such carefully squared blocks for an underground (and hidden) wall would be meaningless in a real building, also because of its costs. Probably it would be made using irregularily shaped ashlars with a lot of mortar.I've got no lack of material or problems with costs, so I'll use those "noble" blocks for the whole structure.Actually, I'm using slate as a substitute for the "promontorio" stone, a local kind of grey limestone used in genoese construction. It's harder to work than slate and it doesn't come in bars, so I opted for slate instead.Simoultaneously to the walls, there are other tasks I have to deal with: The completion of the brick staircase (it finally reaches the ground floor with a last stone step), and the closing of the second part of the vaults (except for the one closer to the stairs, temporarily removed).Next step will be the completion of the stone frame along the bearing walls. There will lay the pillars, columns and walls of the upper levels of the Domus.But that is topic for future posts and we'll see it while the construction will slowly go on... PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos044-en", "title" : "Construction 44: Stone walls (part 1)", "permalink" : "" };
    Wednesday 12th of February 2014 07:09:00 AM
  • Costruzione 166: Parapetto in legno e botola dell'argano
    Rieccomi ancora nel fondaco, questa volta per occuparmi della costruzione di due elementi collegati alla pavimentazione del piano ammezzato e rimandati fino ad ora per questioni di praticità.Il primo riguarda la scala in legno che unisce i due livelli del fondaco, che ancora mancava di una ringhiera di protezione.Il secondo invece appartiene alla struttura dell'argano, di cui vedremo il completamento in uno dei prossimi post.Il pavimento in legno del fondaco è stato protetto finora da una pellicola trasparente che ne ha evitato in gran parte l'impolveramento, ma che mi impediva di mettere mano a questi dettagli tutto sommato minori. Ora che le pareti hanno raggiunto il livello del solaio superiore, le grandi cascate di polvere che si riversavano all'interno del fondaco durante la levigatura delle pietre non dovrebbero più ripresentarsi. E' giunto quindi il momento di dare al fondaco un aspetto più abitabile.Per prima cosa, mettiamo in sicurezza la scala.Unendo alcuni listelli di legno, creo un piccolo parapetto che delimiterà una parte dell'apertura sul pavimento del piano ammezzato, evitando cadute accidentali ai più distratti.Il legno è lo stesso usato per i travetti del solaio, mentre i "chiodi" sono in realtà capocchie di spillo annerite sul fuoco, ma non hanno una vera e propria funzione strutturale, essendo il tutto tenuto insieme dalla colla.Un secondo lato sarà delimitato da una semplice corda, fissata al parapetto e ad un secondo paletto tramite elementi metallici (gancetti per orecchini), già utilizzati come sostegno per le torce del loggiato.Giunto in visita al centiere, il committente (che evidentemente non ha altro da fare) sembra apprezzare il lavoro svolto, quindi do questa parte per conclusa e... Come dice? Ah, vorrebbe una corda a modo di corrimano lungo tutta la lunghezza della scala? Sì, in effetti ho già inserito un anello nella parete proprio a questo scopo, ma manca ancora un aggancio al piano inferiore. Vedrò di sistemare la cosa al più presto, non si preoccupi! (E io che speravo non se ne accorgesse!)Ecco. Ora, mentre il signore si guarda un po' intorno, passiamo ad occuparci del secondo elemento di questo post: la botola dell'argano.Inizialmente pensavo di lasciare aperta la porzione di solaio antistante l'argano, delimitandola con un parapetto tipo quello appena visto o con una semplice corda. Poi però mi sono reso conto che si tratterebbe di un grosso spreco di spazio, che può invece essere utilizzato quando l'argano non è in funzione.Ho pensato quindi a due portelli rimovibili dotati di maniglie che, quando chiusi, permettano l'estensione del piano calpestabile a tutta la superficie della botola.Per permettere l'incastro dei portelli nel pavimento, dovevo in primo luogo creare una battuta d'appoggio, scalettando i due lati più lunghi del perimetro. Operazione portata a termine con righello, cutter e tantissima attenzione per non danneggiare la struttura del solaio.Poi, una volta eseguite le opportune misurazioni, passo alla costruzione dei portelli iniziando l'assemblaggio dei telai.Su una prima cornice (che include la battuta delle ante), monto un secondo riquadro (corrispondente alla superficie inferiore delle ante) rinforzato da traverse diagonali.Poi è la volta delle tavole, che decido di disporre perpendicolarmente rispetto al tavolato del pavimento. Questo non solo per rendere più evidente la presenza della botola, ma anche per dare più resistenza alle ante, che verranno aperte appunto in senso longitudinale.A questo scopo, ognuna delle ante sarà dotata di anelli in ferro che ne faciliteranno il sollevamento. Un paio di uomini con buone braccia dovrebbero essere sufficienti per eseguire l'operazione.Per la realizzazione degli anelli, nessuna novità di sorta: il solito filo di ferro arrotolato con le pinze e ribattuto a martello per la forgiatura dei ganci.I fori nel legno invece sono fatti con la punta più piccola del Dremel.Ecco fatto! Ora si può camminare tranquillamente per il fondaco senza temere di cadere ad ogni passo.Vediamo se il signore della casa è soddisfatto o ha qualcosa da ridire..."Bello, bravo!"Grazie, messere."Ma... l'argano non funziona ancora?"Ehm... manca il braccio superiore. Devo montarlo e fissarlo alla muratura."E cosa aspetti?"...MATERIALI:legno, colla da contatto, spago, filo di ferro, gancetti per orecchiniSTRUMENTI:tenaglie, pinze, pinzette, carta abrasiva, seghetto, cutter, righello, Dremel, martelloMISURE (in cm):perimetro botola: 7,6 x 4,4scalettatura battuta: 0,2sezione listelli parapetto: 0,3larghezza parapetto: 2,7PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos166", "title" : "Costruzione 166: Parapetto in legno e botola dell'argano", "permalink" : "" };
    Thursday 23rd of January 2014 05:47:00 AM
  • Construction 43: The black cat (part 1)
    Now that the cellar is definitely closed and the pantry is unreachable, it looks really hard to avoid unwanted guests from approaching my provisions.Since I put the amphoras in their corner, the pantry'd been rushed by rats. They almost succeeded in taking the lid off one of them, pouring out its contents to the floor (although they've been previously glued).Obviously I chased them away, but one of them is especially harassing. Every time I look to the cellar I find him there, plotting in shadows. I took this picture from behind the barred window, where he could not see me:Now, as you can understand, I have better thing to do than guard the pantry to prevent rats from raiding it down. So I decided to remedy in a simple and natural way that suits perfectly in a medieval house: a cat!A huge and hungry cat, who's guarding the construction site even when the builders are not there, keeping away those filthy beasts from the cellar.Finding an animal of the right size it's not a simple task: some of them, at the Domus scale, would look like bears rather than cats...Suddenly, this nice spotted young cat came out from an alley and waving a fresh anchovy in front of him, I managed to bring him to the Domus. Here I realized that the white spots are too visible even in the dark of the cellar, and I know those rats are so smart... so I apported some minor change to my pet using a black marker. And now he's ready for his job. I placed a bowl with milk in a corner, just in case the rodents were too busy raiding someone other's pantry... He doesn't seem to like it much, but he still needs to familiarize with these new surroundings.Here are some other pictures of the cat guarding the cellar... Ah, just for the curious readers: the bowl (ø3mm) is actually a pod from an unspecified wild plant...PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos043-en", "title" : "Construction 43: The black cat (part 1)", "permalink" : "" };
    Saturday 18th of January 2014 03:02:00 PM
  • Construction 42: Brick staircase (4) and closing of the basement
    This is the last post about the making of the basement. More than one year passed since I started my project and now it's time to place the vaults and complete the construction of the cellar, the pantry, the guardhouse and any other structure on that level.Some of the vaults and arches are ready to be permanently assembled. The rest of the ceiling is formed by three separate pieces due to the complexity of its shape. The first step in this stage of the work will be the joining of the vaults in a single piece.It's not a new operation for the reader of this blog, so I'll not explain it again in full details. The only difference is about the first stone arch, already glued to the pillars. Any adjustment there, will must wait until the placement of the vaults.The basement of the Domus is essentially organized in two spaces: one, narrow and longer and the other wider and regular. The first one reach the guardhouse from the staircase and the cistern, while the second is covered by six cross vaults placed on two columns and includes both the cellar and the pantry. In a corner of the room, a barrel vaulted gallery leads to a gate, while at the opposite side (above the pantry) a grated window allow a little daylight to reach the interiors.Another corner is took by the cistern (but it might be an ice house) and by the stairs to the ground floor, both covered by barrel vaults.The cover of the staircase still needs some adjustment to be finished. Here is a problem to solve: the brick arch over the door, built earlier, doesn't match exactly with the vault. It could not happen in a real construction, where the vault is built directly over the walls, but I built it separately to keep working on the staircase, and bricks were differently shaped.Once noticed the problem and analyzed any achievable solutions, I decide to take a "poetic licence", joining pieces directly with Das (luckily the master builder was absent).Before the material completely dry, I remove the vault. The staircase is still unfinished and needs to be polished, grouted and varnished. So the ceiling, although completed, must remain removable for a little while yet.I can place it again when Das is dry to smooth the inside surface of the arch, removing surplus and restoring its shape.I cover the steps with a tinfoil to protect the staircase from dust. The basement is getting dirty once again and I'll have to clean it carefully.When I'll be working on the upper floors it'll be necessary to apply some expedient to avoid dust from entering the cellar, very hard to clean once it's closed.For now I work it out with my vacuum cleaner, big and noisy but effective.At the end of cleaning operations, I'm ready to close the first part of the cellar. The fresh-glued vaults will be placed at a later time, after the stairwell is finished.Where the arches rest on the capitals, a mastic glue will make the structure stronger. I used that glue on concrete structure only till now, because of its solidity. It allowed me to join separate pieces filling empty spaces and giving strenght to the ensemble.So this time there's no way back. The vaults, once glued, will be permanently settled. Last touch: a little more white glue to seal the perimeter. And then, at rest for a couple of days under a 4Kg weight (about 8.8lb).PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos042-en", "title" : "Construction 42: Brick staircase (4) and closing of the basement", "permalink" : "" };
    Sunday 5th of January 2014 05:42:00 AM
  • Costruzione 165: Solaio del piano nobile (1) - perimetro loggia e travettatura
    In questo post inizierò ad occuparmi della costruzione del solaio del piano nobile.Resta ancora molto da fare prima di poter dare per terminato il piano ammezzato, ma il completamento del perimetro murario della loggia e del rinfianco dell'arcata principale mi dà la possibilità di testare in anticipo il posizionamento dei diversi elementi. In questo modo posso verificare le altezze di mensole, travi e travetti perché coincidano con il livello prestabilito del pavimento e con gli archetti pensili che seguiranno il piano lungo la facciata esterna.La trave principale (rompitratta), che divide l'ampio loggiato in due parti uguali, poggia sui muri laterali tramite doppia mensola. Questa è formata da un primo blocco aggettante in pietra, sormontato poi da una seconda mensola in legno di uguale spessore.Di seguito, altre immagini relative al completamento del perimetro murario, scattate a qualche tempo di distanza (dopo la pausa estiva).L'unico tratto di muratura ancora incompleta riguarda un'apertura, diciamo così, di "servizio": uno sportello che metterà in comunicazione il magazzino con il loggiato per la movimentazione delle merci tramite una piccola puleggia. Sulla trave principale poggeranno ortogonalmente tutti i travetti, ad una distanza di circa 1cm uno dall'altro (in scala, una cinquantina di centimetri). Questi andranno ad inserirsi nei muri di facciata, supportati da altrettante mensoline in pietra.Avrei potuto inserire i travetti direttamente nel muro o collocare lungo la parete una trave d'appoggio (dormiente), metodo più spesso usato in area genovese. In questo caso però la presenza delle mensole risulta più scenografica, inoltre avrò modo di sperimentare diverse soluzioni per i solai dei piani superiori, tra cui appunto l'uso dei dormienti.La posa di questi travetti e delle mensole, ovviamente, necessita di un continuo uso della livella per la verifica dell'orizzontalità. Questa è resa più difficile dal fatto che il ripiano su cui poggia attualmente la Domus non è perfettamente orizzontale e se non vi porrò rimedio rischia di crearmi dei problemi.L'intera struttura del solaio è tenuta insieme dalla colla, ma non è ancora fissata ai muri. Questo mi permetterà di rimuoverla per lavorare più agevolmente al completamento degli ambienti e all'intradosso dello stesso solaio, che come vedremo risulterà riccamente decorato...MATERIALI:ardesia, colla bianca, legno, colla da contattoSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, lime, cutterMISURE (in cm):luce loggia: 13,2 x 13,2trave: 15,7 x 0,7 x 0,7travetti: 6,8 x 0,3 x 0,3altezza della trave dal suolo: 18,5distanza fra i travetti: 1PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos165", "title" : "Costruzione 165: Solaio del piano nobile (1) - perimetro loggia e travettatura", "permalink" : "" };
    Saturday 28th of December 2013 07:17:00 AM
  • Costruzione 164: Porte del fondaco (piano ammezzato) (2)
    Dopo aver visto la costruzione dei due accessi al fondaco, concentriamoci su quello esterna e vediamone il completamento con il montaggio degli infissi.L'aspetto esterno della porta appare già quasi completato, mentre all'interno mancano ancora alcuni elementi quali le asole per il bloccaggio delle ante e l'arco sovrastante.Iniziamo con le asole, che vengono posizionate sulla verticale dei due fori già presenti ai lati della soglia e all'interno delle quali si inseriranno i montanti in legno, appositamente arrotondati alle due estremità per agevolarne la rotazione.La costruzione procede in modo discontinuo. Per un certo periodo mi concentro sullo sviluppo di altri elementi, rimandando il montaggio degli infissi ad un secondo momento. A differenza di quanto fatto però con altre porte (inclusa quella che dà sull'ingresso secondario), la presenza delle asole e di questo tipo di infissi non mi permetterà di completare il perimetro murario fino a quando le ante non saranno state posizionate.Questo fa sì che il vano porta resti decisamente indietro rispetto al resto delle strutture, che hanno già raggiunto il livello del solaio.Quando ormai non mi è più possibile rimandarne il completamento, decido finalmente di dedicare qualche ora di lavoro alla costruzione degli infissi.Il telaio è composto dagli stessi listelli usati per i travetti del solaio, ed è ricoperto sul lato esterno da un tavolato orizzontale. All'interno invece resterà visibile la griglia formata da montanti e traverse.Il posizionamento delle tavole, più corte sull'anta destra e leggermente sporgenti su quella sinistra, forma la battuta, che viene poi rifinita con la lima per apparire perfettamente retta e squadrata.Qui di seguito, una verifica previa al posizionamento delle asole mi permette di comprovare la correttezza delle misure e correggere battenti e muratura là dove necessario.A questo punto è la volta degli elementi metallici, che andranno a completare l'aspetto di questo portone. L'anta sinistra verrà decorata esternamente con una fila di chiodi a vista (capocchie di spillo, annerite sulla fiamma come già visto qui), mentre sulla destra collocherò un batacchio a forma di anello, al quale manca ancora il chiodo sottostante.Sul lato interno invece, l'unico sistema di bloccaggio sarà rappresentato da una spranga (detta anche ferromorto) fissata alla parete tramite un anello e che in posizione di chiusura andrà ad inserirsi in un'asola posta sull'anta destra. In questo modo entrambe le ante risulteranno bloccate dall'interno.Adesso che gli infissi sono completati posso finalmente collocare le asole e l'archetto, costruito già da tempo, e procedere con la muratura...MATERIALI:ardesia, legno, colla bianca, colla da contatto, filo di ferro, spilliSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, Dremel, lime, cutter, martelloMISURE (in cm):telaio: 6 x 3,3sporgenza montanti: ±0,4spessore travetti: 0,3spessore tavole: 0,1arcoluce: (estradosso 4,7 - intradosso 3,4)altezza intradosso 1,4PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos164", "title" : "Costruzione 164: Porte del fondaco (piano ammezzato) (2)", "permalink" : "" };
    Thursday 19th of December 2013 06:14:00 AM
  • Costruzione 163: Arcate del fondaco e muro di spina
    Completato l'assemblaggio della colonna, è giunto il momento di costruire il muro di spina del fondaco.I due archi in mattoni che faranno da ponte tra la colonna centrale e le due pareti laterali verranno realizzati separatamente per poi essere montati in un unico pezzo, un po' come fatto con archi e volte durante la copertura dei sotterranei.Ecco come si presenta il fondaco prima dell'inizio dei lavori:La base della colonna non è ancora fissata al pavimento e resterà mobile fino al montaggio dell'intero pezzo. Ai lati invece sono già pronti gli scassi nei quali andrà ad inserirsi il muro di spina.Di seguito, l'assemblaggio delle due arcate su un supporto in cartone appositamente realizzato:I due archi vengono poi uniti al centro da una prima fila di mattoni, che ne costituiranno il rinfianco per quasi tutta la loro altezza. L'interno della muratura a sacco viene adeguatamente rinforzato con la colla, così come l'estradosso degli archi, tutto sommato piuttosto fragile.A questo punto (forse un po' tardivamente) mi rendo conto di non avere ancora le idee chiarissime sull'orditura del solaio. In particolare non ho ancora deciso se inserire una trave ortogonale alla facciata oppure posare soltanto una fitta travettatura usando come appoggio lo stesso muro di spina.La prima opzione mi creerebbe qualche problema di stabilità, dato che la mancanza della parete di fondo priverebbe la trave di uno dei suoi punti d'appoggio. Ciò potrebbe risolversi con l'inserimento di una trave più bassa a farle da sostegno, ma questo ridurrebbe la visibilità degli interni e toglierebbe protagonismo alle arcate. Inoltre in questo modo la successiva travettatura risulterebbe parallela alla facciata, riducendo l'effetto scenografico dato dalla prospettiva di chi osserva l'interno dal retro della Domus.Dopo queste considerazioni, quindi, scelgo la seconda ipotesi, non prima però di aver effettuato una prova in cui la trave principale attraversa il muro al centro delle arcate (vedi foto in alto a destra). L'appoggio è fornito da una mensola in pietra inserita a posteriori nel paramento in mattoni.Questa fase verrà rettificata eliminando la parte in aggetto della mensola, di cui resterà visibile un blocco quadrato al centro del muro.Il vertice della muratura viene completato da un corso di blocchi in pietra che oltre a regolarizzarne l'andamento, serviranno da appoggio per i travetti in legno del solaio.Il resto del processo ricalca la stessa sequenza già vista in tutte le strutture in mattoni: carteggiatura, boiaccatura, verniciatura / sporcatura e levigatura.Durante la lavorazione, a causa dell'umidità indotta dalla vernice, una delle arcate si spezza, ma viene successivamente restaurata e rimessa in posizione.Il pezzo così ottenuto è finalmente posizionato tra le due pareti e la colonna centrale, che (adesso sì) è incollata in modo definitivo alla sua base.Nell'ultima immagine appare il fondaco già quasi terminato, arricchito di un elemento (la ringhiera) di cui parlerò più avanti, prima del completamento e della posa del solaio.MATERIALI:ardesia, das, colla bianca, cemento, smalto trasparente, STRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, brunitoio, livellaMISURE (in cm):muro di spina: lunghezza 13,2 - spessore 1,5 - altezza dall'imposta 3,7;luce arcate: 5,8 (sx), 6 (dx); altezza arcate: 2,8PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos163", "title" : "Costruzione 163: Arcate del fondaco e muro di spina", "permalink" : "" };
    Tuesday 3rd of December 2013 05:36:00 AM
  • Construction 41: Electric lighting
    As I told in the previous post, one of the last improvements made to the basement before the closing of the vaults it's the substitution of the wall torches. Since a while I was thinking about the installation of an electrical system wich allowed me to light the basement as if the torches were really burning.At first it seemed to me a hard work to do, because it would have forced me to operate not only on torches but on concrete walls as well, producing more dust (the jail and the pantry were already finished).Moreover, I needed very small bulbs to keep intact the look of my miniature cellar.It was the middle of December (already Christmas time), an easy time to find colored bulbs with blinking lights at every corner, but that was not what I was looking for. I needed something more discrete and similar to a burning torch.Maybe the lights used to decorate nativity scenes, so peculiar in southern Europe, could do the best on my Domus. After verifying on the internet the existance of many kind of micro-bulbs especifically created for crèches, I've tried to look in a shop where I already bought some items (we'll see it in a later post). They're specialized in artistic miniatures, doll houses and all the stuff you need to build a Nativity scene. It's situated in Granada (Spain) inside the old alcaiceria, the bazaar of the medieval town, which preserves the ancient arabic look, although actually nothing there is older than a century. Here you can find the online shop.I bought 4 neon lights with 4mm bulbs.The storekeeper taught me kindly how to install them, and I was pleased to find that I don't need any timer, reducer or more contraption. Each bulb includes a little resistance and a short cable, so I can directly plug them to the main electrical system through a switch and a terminal block (mammut).Its light is made to imitate torches, so... It couldn't be better than this!The harder work to do was the integration of the bulbs inside the Domus. I want to place the lights immediately above the torches and to do this I need to drill the walls, something not easy to do at this point.Another issue to resolve is the accessibility of the bulbs: I need to remove them in case of failure or desease.I drill the first hole above the torch placed behind the columns. This prove itself to be an easy job, because that wall is the only survivor of the first concrete structure, almost totally removed after testing its low quality.It appears solid, but it's easy to drill and dust comes out on the outside avoiding potential disasters inside the cellar.The hole is wide enough to allow the insertion of a bulb, so I can connect all cables and carry out a first lighting test. I like the effect, even if that bulb raising from the wall is not exactly a fine work.But this reminds me to a tutorial found on the internet when I was looking for crèche's lights. It's a simple way to make wall torches using micro-bulbs like mine. Following this method would mean the replacing of all the torches I already made, but the result could be worthwhile...I will operate this thime on the torches placed on the opposite side of the besement, and the drilling (as I suspected) it's really harder than on the previous wall. Suffice to say that I need to put aside the Dremel and keep working with the "real" drill.When the drill bit comes out from the wall, some bricks fall down on the inside, but fortunally I can avoid greater damages slowing down the rotation speed.What I just can't stop is dust!I put the bulb inside the cup of the old torch (the hole enlarged) and reassemble the new torch, repairing the broken bricks with glue. Here is how it looks. To remove every torch will be necessary to draw the nails from the walls, take out the cup and pull the cable from the outside.The basement will be surrounded on two sides by the subsoil, and the cables will reach the outer surface passing through small pipes to allow their removal. For that reason, the first bulb will finally keep its horizontal position over the old torch. It would be impossible to place there a pipe at the right angle because of the underground river... but it's very soon to talk about it and I'm revealing too much!Here are more pictures: Now the building of the basement is really finished. It's time to close the vaults and start growing up...PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos041-en", "title" : "Construction 41: Electric lighting ", "permalink" : "" };
    Monday 2nd of December 2013 04:45:00 AM
  • Costruzione 162: Finestre del fondaco (4) - arcate e tendaggi
    Dopo la costruzione degli oculi e dei battenti in legno, per completare la struttura delle due bifore del fodaco non mancano che gli archetti di scarico dei due vani finestra ed il montaggio delle tende.Una volta raggiunto il livello d'imposta con un'ultima fila di mattoncini, procedo alla posa degli archi su un supporto in cartone costruito su misura e che tornerà utile per entrambe le finestre.Prima di poter fissare definitivamente gli archi, però, dovrò occuparmi dei tendaggi. Immediatamente sotto la base delle arcate, due barre in ferro attraverseranno il vano finestra da parte a parte, inserendosi in apposite scanalature praticate nel muro. A queste barre saranno appese le tende, che quando non necessarie vi restaranno arrotolate e pronte all'uso.Questo tipo di tendaggi era usato prevalentemente nei mesi invernali per proteggere gli ambienti interni dal freddo e dal vento e consisteva spesso in speciali tele "cerate". Per quanto riguarda la loro tipologia ero indeciso tra tende a cortina, magari con due teli posti ai lati della finestra, oppure un'unica tenda a pannello riavvolgibile al bastone.Ho scelto la seconda per semplicità e perché lascia le finestre più libere e visibili.La tela, scelta per la sua sottigliezza, è stata ricavata da una vecchia federa, tagliata in strisce delle stesse dimensioni del vano finestra. Il tessuto andava poi trattato in qualche modo per dargli un aspetto più grezzo e modificarne il colore, troppo chiaro ed uniforme. Mentre anticamente i tessuti venivano trattati per sbiancarli, io mi trovo quindi a mettere in pratica il processo inverso, anche se il metodo usato per la tintura è decisamente un paradosso temporale, visto che all'epoca il caffè non era ancora giunto in Europa...Comunque, dopo un breve bagno in un avanzo di caffè un po' allungato, la tela assume un colore molto più conveniente ed è pronta ad essere montata.Uno dei due estremi viene fissato alla barra con la colla, mentre un paio di spaghetti manterranno entrambe le tende arrotolate.Qui di seguito, alcune immagini dei tendaggi in posizione, con i battenti chiusi e aperti. Nel secondo caso le tende lasciano filtrare un po' di luce all'interno proteggendo il fondaco dal vento.Nella stanza si respira un gradevole aroma di caffè ed il signore della casa ne sembra entusiasta, mentre si dedica a dare l'ultima sistemata ai tendaggi. Vorrebbe a tutti i costi stabilire una rotta commerciale per importare questa preziosa mercanzia con la sua flotta. Ovviamente gli rispondo di no, è ancora troppo presto. Se la sua famiglia superer la prossima epidemia di peste nera, forse potranno occuparsene i suoi trisnipoti...Nel frattempo, restituisco un po' di brillantezza ai battenti in legno con una mano di smalto trasparente. Questo lavoro era stato rimandato fino al completamento delle finestre e direi che ormai ci siamo...A questo punto posso incollare gli archi di scarico, bloccando così i bastoni delle tende.Con il rinfianco delle arcate e l'innalzamento del muro, le finestre del fondaco assumono il loro aspetto definitivo.MATERIALI:ardesia, ferro, tela, spago, colla bianca, caffè, smalto trasparenteSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, forbici, morsetto, lime, pennelloMISURE (in cm): (da verificare)PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos162", "title" : "Costruzione 162: Finestre del fondaco (4) - arcate e tendaggi", "permalink" : "" };
    Thursday 14th of November 2013 06:42:00 AM
  • Costruzione 161: Colonna del fondaco (piano ammezzato)
    Già ne davo un'anteprima nel precedente post e chi mi segue su Facebook avrà potuto vedere anche di più, ma è giunto ormai il momento di seguire nei dettagli la costruzione della colonna centrale del fondaco.Si tratta in pratica della continuazione della colonna sottostante, che dopo aver fatto da sostegno alle travi del solaio, arriverà a sostenere le arcate del muro di spina sul quale poggeranno i travetti ed il pavimento del primo piano.Un punto chiave quindi, che in caso di cedimento porterebbe con sé tutto il piano ammezzato del fondaco e buona parte del primo piano.Di fronte a questo ruolo fortemente portante della colonna, è evidente che il suo diametro non potrà essere molto ridotto, anche se una larghezza eccessiva andrebbe a pesare troppo sulla struttura dei piani inferiori (la linea di carico continua su uno dei pilastri del sotterraneo).Anche dal punto di vista estetico, questa volta opterò per una forma semplice e funzionale, modificando l'idea di partenza fino ad eliminare del tutto un elemento caratteristico quale il capitello.In tutti gli studi mostrati sinora, la colonna appariva sormontata da un capitello più o meno elaborato. Il materiale del capitello doveva essere il marmo bianco, mentre il fusto presentava varie opzioni: a bande bianche e nere proseguendo la bicromia del piano terra, in un unico blocco di marmo o in segmenti cilindrici di ardesia.Sulla decisione finale ha pesato l'osservazione di un locale commerciale sito in via Prè, a Genova. Il piano terra dell'edificio doveva avere una funzione molto simile a quella della Domus, quindi mi è sembrato corretto riprenderne integralmente l'aspetto, anche se con l'aggiunta di una base un po' più elaborata (per non rendermi le cose troppo semplici).Tengo a precisare che la foto a lato non è mia (l'ho recuperata non so dove su internet), ma anche se so bene dove si trova l'edificio in questione, dopo aver visto lo sguardo incazzoso del negoziante, mi guardo bene dall'andare a disturbarlo!Comunque, prima di scegliere il modello definitivo, avevo già completato la lavorazione di un primo fusto in marmo, che pur se ben riuscito non mi sembrava molto adatto allo scopo. Lo terrò da parte nel caso dovesse tornarmi utile in seguito. Ecco qui qualche scatto:La costruzione della colonna definitiva inizia invece con il taglio di 5 segmenti (poi diventeranno 6) di dimensioni simili. Il sesto viene aggiunto successivamente per rimediare all'assenza del capitello, il cui blocco marmoreo era comunque già pronto.Dopo aver unito i vari pezzi con la colla e lasciato asciugare per bene, riduco i quattro spigoli con la ruota diamantata del Dremel e proseguo l'arrotondamento del fusto sfregandolo sulla carta vetrata.Il movimento viene effettuato nel senso della lunghezza, ma l'ultima "grattatina" la do in senso ortogonale per lasciare sulla pietra le striature orizzontali che si vedono nelle foto in basso.Per quanto riguarda la base, per semplicità realizzerò in due pezzi ciò che in realtà sarebbe costituito da un unico blocco.Ai piedi del fusto emergeranno quattro spuntoni che andranno ad appoggiarsi sulla piattaforma quadrata sottostante. In molti casi queste sporgenze prendono la forma di animali o altre figure, io mi accontenterò di quattro semplici "unghie".La lavorazione procede per gradi. Prima do forma ai volumi principali con la ruota diamantata...Poi procedo con la punta usata anche di piatto per rifinire le superfici curve... Infine do forma alle quattro unghie.La base quadrata dovrebbe essere il pezzo più semplice da realizzare, ma per posizionarlo sulla testa della colonna inferiore senza che siano visibili fessure, mi vedo costretto a realizzare un incastro come nei mattoncini del "Lego". Scavando al di sotto del pezzo, questo si adatterà perfettamente al profilo del precedente, di ampiezza nettamente inferiore, ed eviterà che la base della colonna appaia sollevata rispetto alle assi del pavimento.Ultimo elemento: una mensola quadrata e dai bordi arrotondati nella parte inferiore, che sarà il punto d'unione tra la colonna e le arcate in mattoni.I giunti tra i vari pezzi verranno poi riempiti con la boiacca di cemento, dando così maggiore uniformità alla colonna e l'impressione che la base sia composta da un unico blocco.MATERIALI:ardesia, colla biancaSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, DremelMISURE (in cm):(da verificare)PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos161", "title" : "Costruzione 161: Colonna del fondaco (piano ammezzato)", "permalink" : "" };
    Sunday 27th of October 2013 04:28:00 AM
  • Costruzione 160: Muratura del fondaco - mensole a muro e chiusura del vano finestra
    In questo centosessantesimo capitolo dedicato alla costruzione della Domus mi occuperò dello sviluppo di vari elementi relativi alla muratura del fondaco che non ho avuto modo di approfondire in altri post.In particolare vedremo meglio il prospetto interno della parete che dà sul cortile e che abbiamo osservato l'ultima volta durante la costruzione della monofora.Sul lato opposto della stanza si va delineando invece il perimetro interno della torre (di cui quindi parlerò in un post dedicato esclusivamente ad essa).Una delle strutture che interrompono l'uniformità della parete, ben visibile nello studio preliminare in alto, è un'ampio scasso nel muro diviso orizzontalmente da ripiani in legno (nel disegno erano ipotizzati in pietra).Le tavole sono fissate a travetti che si inseriscono direttamente nella parete, mentre in alto chiudono la rientranza due mensole in pietra e un architrave.La forma definitiva di questa sorta di libreria sarà piuttosto differente rispetto allo studio, eseguito senza misurazioni precise. Proprio la mancanza di un progetto ben definito provocherà successive modifiche alla struttura una volta completata.La verifica delle altezze per la costruzione del solaio mi obbligherà infatti a ribassare l'architrave, che viene a trovarsi esattamente sotto l'imposta di uno degli archi di sostegno, in un punto quindi di forte carico.Contemporaneamente mi occupo di un altro degli elementi che ancora mancavano all'appello: l'arcata di chiusura del vano che ospita il meccanismo dell'argano. L'arco ribassato viene costruito su un supporto in cartone ritagliato seguendo il profilo della nicchia. Le linee diagonali mi creano qualche problema nel dare forma ai cunei laterali, ma infine l'arco viene realizzato e fissato alla muratura.Lo spazio che resta tra l'estradosso dell'arcata e la travettatura del solaio è appena sufficiente all'inserimento dei bracci in legno che sosterranno la carrucola (vedi studio). Inizialmente pensavo che l'altezza di questo ambiente sarebbe stata maggiore, e dovendo far coincidere il pavimento del primo piano con gli archetti pensili della facciata, mi è impossibile alterare le misure a mio piacimento.La mensola di sostegno è collocata al centro dell'arcata, punto di maggior resistenza della struttura.I corsi orizzontali del muro ingloberanno poi l'arcata e gli elementi in legno, raggiungendo il livello del solaio.Prima però sarà necessario apportare le opportune modifiche alla libreria perché resti spazio sufficiente per le arcate del muro di spina che unirà le due opposte pareti poggiando sulla colonna centrale.Colonna e arcate li tratterò in un altro post, mentre qui concludo con la parziale demolizione e ricostruzione della nicchia. Farò solo una piccola anteprima (attenzione: spoiler) per quanto riguarda la colonna, per dare un'idea più generale dell'ambiente in costruzione.Restano da completare alcuni elementi murari (la copertura dei vani finestra e della porta laterale, la colonna e il suddetto muro di spina) oltre a vari dettagli dell'arredo, ma l'ambiente del fondaco inizia già a rivelarsi nella sua interezza...MATERIALI:ardesia, colla bianca, cartoncinoSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, MISURE (in cm):libreria:altezza 3,8; larghezza 2,1; profondità 0,7; altezza da terra 1,9peduccio arcata:altezza 0,4; larghezza 1,8; profondità 1,4arcata vano argano:luce 6/4,5; profondità 1; spessore 0,4; altezza da terra all'imposta 6,8 e all'intradosso 7,3; mensola carrucola:altezza 0,6; larghezza 0,6; profondità 2; altezza da terra 7,7.PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos160", "title" : "Costruzione 160: Muratura del fondaco", "permalink" : "" };
    Saturday 12th of October 2013 06:36:00 AM
  • Costruzione 159: Finestre del magazzino (1)
    Con l'avanzamento dei muri perimetrali si sono andati pian piano delineando i contorni delle finestre del magazzino. In modo particolare posta sulla facciata principale, che con l'inserimento della testa leonina ha ormai raggiunto in altezza il livello degli archetti pensili.Queste finestre saranno semplici aperture rettangolari sormontate da un architrave ed attraversate verticalmente da una piccola colonna. Niente archi quindi, per illuminare un ambiente di servizio che presenta un'altezza molto ridotta rispetto agli altri locali della casa. L'idea è quella di realizzare le tre finestre uguali tra loro, ma per iniziare mi concentrerò sulla facciata.La colonnina ed i vari elementi che la compongono (in realtà soltanto un piccolo capitello, già che ho optato in seguito per l'eliminazione della base), sono realizzati in pietra artificiale come nel caso delle bifore del fondaco.L'architrave è un unico blocco di ardesia con lo spigolo esterno leggermente rientrante in corrispondenza delle aperture.Prima di poter fissare definitivamente l'architrave dovrò occuparmi della costruzione dell'infisso in legno. E qui si apre un nuovo capitolo, in cui la fantasia svolge un ruolo più evidente rispetto ad altri elementi meglio documentati dal punto di vista storico.Per quanto riguarda gli infissi, infatti, manca qualsiasi documentazione iconografica precisa su come essi fossero realizzati nell'area genovese. Le finestre giunte fino a noi non conservano i loro infissi originali che, per quanto antichi in alcuni casi, sono comunque di epoche successive al XIV° secolo.Basandosi sulla documentazione esistente in altre zone d'Italia o d'Europa, si può ipotizzare che si trattasse nella maggior parte dei casi di semplici battenti in legno privi di vetri, o addirittura di tele cerate che chiudevano la finestra dall'interno per proteggere gli ambienti dalle intemperie senza però impedire del tutto l'ingresso alla luce.Lo studio delle mie "persiane" è passato attraverso varie fasi. In origine pensavo di realizzare qualcosa di veramente semplice, limitandomi a montare delle tavole di legno rimovibili all'interno del vano finestra (vedi disegno a lato). Quattro ganci ancorati alle pareti sarebbero stati sufficienti a sorreggerle, senza la presenza di bandelle o altri sistemi di movimentazione.C'è da dire che il magazzino potrà servire anche come ripostiglio per beni deperibili e le finestre resterebbero quasi sempre chiuse, quindi non vi sarà la necessità di aprire e chiudere i battenti con regolarità.Purtroppo questo sistema mi impedirebbe del tutto di osservare l'interno della stanza a lavori ultimati...Il passo successivo è stato quello di studiare un infisso che potesse essere rimosso facilmente dall'esterno. A questo proposito, ispirandomi ad un'illustrazione di un volume di Viollet-le-Duc, ho realizzato lo studio qui a destra: due tavole basculanti, appoggiate a ganci fissati al muro esterno, permettono l'apertura parziale della finestra.All'interno, una barra in ferro sostiene il battente inferiore, mentre quello superiore è appoggiato ad un paletto laterale più corto.Nonostante ad un certo punto mi fossi deciso per questo modello (realizzando già i due fori inferiori sul muro esterno), l'ho successivamente scartato per le seguenti ragioni: Innanzi tutto il posizionamento dei battenti occulta la colonna per la cui realizzazione mi sono dato tanto da fare; in secondo luogo, si tratta di un sistema adottato in particolare nelle fortezze militari, dato che permette ai difensori di affacciarsi per offrendo al contempo protezione dai colpi e dalle frecce che potrebbero provenire dall'accampamento nemico.L'ultimo modello (che è poi quello adottato definitivamente) prevede la presenza di un telaio fisso (posto dietro la colonna) e di due battenti distinti, apribili separatamente e dotati anch'essi di paletti di sostegno in ferro.Questa soluzione mi risulta gradevole perché ricorda molto le tipiche persiane alla genovese attuali, seppure si tratti di semplici scuri senza fessure.La movimentazione e la visibilità dall'esterno possono comportare qualche piccolo problema, ma con un uncino e un po' di pazienza sarà possibile aprirle anche a magazzino chiuso.Bene, visto che ormai è deciso, passiamo al montaggio vero e proprio.Fase uno: il telaioLa prima traversa viene incollata al davanzale per tutta la sua larghezza, mentre i due montati laterali saranno fissati solo dopo essere stati forati nella parte superiore.Attraverso questi fori, presenti anche nel montante centrale (nascosto dall'esterno dalla colonnina), passerà un paletto sul quale ruoteranno gli scuri. Il paletto è in realtà ottenuto con un piccolo segmento di filo di rame invece che di ferro per via del suo diametro ridotto e della superficie più liscia.Inizialmente i paletti erano due, uno per ogni battente. Questo facilitava il montaggio dei pezzi (reso arduo dallo spazio angusto e dalle dimensioni ridotte), ma provocava che le due tavole risultassero male allineate, dando un aspetto storto a tutta la finestra.Fase due: i battentiGli sportelli sono formati ognuno da due pezzi: la tavola, che rappresenta il vero e proprio scuro, ed un piccolo listello incollato sul lato interno del battente. Tra i due pezzi, in un solco ottenuto premendo un chiodo sul legno, passa il filo di rame.Ora, siccome questa è la prima persiana che costruisco, mano a mano che procedo vengono fuori problemi ai quali in fase di progettazione non avevo pensato. Uno di questi è il fatto che, una volta collocata la traversa superiore, i battenti realizzati in questo modo non possono ruotare a causa dello spigolo retto che cozza contro il telaio!Per risolvere la situazione sarà necessario arrotondare la parte superiore esterna dei due sportelli, e magari anche la stessa traversa, come si vede nelle seguenti immagini.Ecco, ora sì che gli sportelli possono ruotare verso l'esterno e una volta collocati i paletti in ferro essere bloccati in posizione di apertura!Completato il montaggio dell'infisso, posso finalmente collocare l'architrave e proseguire la costruzione del muro, pareggiandolo con lo spigolo e la chiave dell'arcata principale del loggiato.Ecco uno zoom sulla finestra completata in orario diurno (va' a capire questi muratori, che lavorano sempre col buio!)E adesso tocca alle altre due...(continua...)MATERIALI:ardesia, colla bianca, legno, colla da contatto, filo di ferro, filo di rameSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, lime, cutter, Dremel e trapano con micro-punta per i fori.MISURE (in cm):apertura finestra: 2,2 x 1,9diametro colonna:  0,3telaio - montanti laterali: 0,3 x 0,15 x 2,2          - montante centrale: 0,3 x 0,3 x 2,2           - traverse: 0,3 x 0,15 x 1,9scuri - 1,9 x 0,65PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos159", "title" : "Costruzione 159: Finestre del magazzino (1)", "permalink" : "" };
    Monday 2nd of September 2013 12:14:00 PM
  • Costruzione 158: Testa leonina
    A Genova non è cosa rara trovare, incastonati nelle facciate dei palazzi medievali, marmi ed altri elementi decorativi "trafugati" ai nemici durante qualche battaglia ed esposti a maggior gloria delle famiglie che parteciparono all'impresa.Alcuni di questi trofei sono visibili ad esempio in palazzo Giustiniani o in piazza San Matteo. Ve ne sono altri però anche sulla facciata medievale di Palazzo San Giorgio: si tratta in questo caso di elementi appartenuti in origine al palazzo detto del Pantocratore, eretto a Costantinopoli dai veneziani e successivamente demolito dai genovesi.Due teste leonine sono state collocate ai lati della facciata, mentre una terza, di fattura diversa, si trova sopra il portone d'ingresso.La somiglianza del mio loggiato con quello del suddetto palazzo mi ha dato lo spunto per inserire anche nella facciata della Domus alcuni trofei di guerra.Il primo sarà appunto una testa molto simile a quella posta all'angolo destro di palazzo San Giorgio, mediato però nella forma da altri leoni marmorei ben più famosi e tutto sommato piuttosto simili, nonostante la diversa origine geografica e culturale. Mi riferisco a quelli che formano la fontana del visitatissimo "Patio de los Leones" all'interno dell'Alhambra di Granada.Anche quelli del palazzo veneziano sembra avessero in origine la funzione di doccioni, a giudicare dal foro centrale sul muso, ma questa è soltanto una mia deduzione. Scelto il soggetto, tocca al materiale: scarto quasi subito il vero marmo, che a queste dimensioni risulterebbe troppo fragile, e mi affido ancora una volta alla pietra artificiale.Ricavo il parallelepipedo di partenza effettuando semplici tagli con il Dremel e il disco diamantato, per poi arrotondare con le lime e la carta abrasiva la sporgenza della testa.Il resto della lavorazione viene effettuato con l'unica punta diamantata che ho a disposizione e con un semplice punteruolo. L'incisione non risulta particolarmente difficile, ma nella concentrazione del momento trascuro di documentare adeguatamente il tutto con le foto.L'immagine successiva perciò ritrae la testa già praticamente terminata, con l'aggiunta di alcune linee a matita per marcare meglio il rilievo dei dettagli e delle iscrizioni (copiate pari pari dal marmo di palazzo S.Giorgio e di cui ignoro il significato).Certo, lo zoom mostra che il livello di dettaglio della figura non è altissimo, ma se prese in considerazione le dimensioni reali del manufatto, direi che con gli strumenti a mia disposizione ho fatto quanto umanamente possibile. Nonostante questo, voglio procurarmi al più presto una punta diamantata più sottile...Ecco qui di seguito diverse immagini della testa finalmente inserita all'interno della muratura, proprio accanto alla finestra del magazzino (la cui costruzione vedremo più avanti).Vista dal basso (così come dovrebbe apparire a chi transita nel vicolo antistante la Domus) assume un aspetto piuttosto inquietante. Fossi in voi accelererei il passo, che non si sa mai...Sull'altro lato della facciata verrà installato un elemento simile, anche se non credo si tratterà ancora di un leone. Potrei forse realizzare la testa di un altro animale simbolico o uno scudo...Vedremo. Intanto per ora a fare la guardia resta lui. MATERIALI:pietra artificiale, colla biancaSTRUMENTI:pinzette, carta abrasiva, seghetto, lime, Dremel, punteruolo, matita 0.5MISURE (in cm):blocco: 1,7 x 0,8 x 0,4testa: diametro 0,8; profondità 0,7PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos158", "title" : "Costruzione 158: Testa leonina", "permalink" : "" };
    Thursday 8th of August 2013 07:38:00 AM
  • Costruzione 157: Porte del fondaco (piano ammezzato) (1)
    Mi sono già ampiamente occupato delle varie aperture del fondaco: i due grandi portoni che si affacciano sulla loggia (1,2,3,4), uno dei quali dotato di portoncino e la porta laterale (1,2,3) che comunica (in via puramente teorica) con il cortile interno della casa. Tutto ciò però riguardava il piano terreno.Adesso che ci troviamo al livello del piano ammezzato, il fondaco può entrare in comunicazione con altre zone della casa, per facilitare lo spostamento delle merci (ad esempio verso il magazzino) o l'accesso dei proprietari dagli ambienti abitativi.Sulla verticale dell'arcata che, al piano terreno, dà accesso al vano di servizio e alla legnaia, una porta si affaccerà sull'ingresso secondario, servendo quindi da accesso principale per chi provenga dagli ingressi della Domus o dal piano nobile, senza interferire con le attività che eventuelmente si stanno svolgendo al piano inferiore.Il profilo esterno di questa apertura, coronata da un arco a sesto acuto, ha un aspetto piuttosto massiccio. In particolare l'ampiezza dei cunei che formano l'arcata rimanda a strutture di tradizione diversa da quella genovese. Anche in questo caso si tratta probabilmente di una dimostrazione di eccentricità del committente...La costruzione dell'arcata necessita di un apposito supporto in cartone, che viene posizionato per il montaggio appena gli stipiti raggiungono la linea d'imposta.L'arco viene assemblato in loco, mantenendolo però separato dal resto della muratura. Successivamente viene asportato per la carteggiatura e le rifiniture, per poi torare al suo posto (stavolta incollato definitivamente) prima dell'innalzamento della parete e del rinfianco.Sul lato interno il vano porta verrà sormontato da un archetto ribassato in pietra, ad un'altezza opportuna per permettere il movimento dei battenti.Anche i gangheri in ferro per il sostegno del portone sono già collocati all'interno di apposite scanalature realizzate durante la costruzione degli stipiti.Dalla parte opposta del fondaco si aprirà un'altra porta, leggermente più stretta, che darà accesso ad una balconata esterna in legno. Sul paramento esterno sono da tempo visibili le buche per il posizionamento dei travetti.La struttura di questa porta è piuttosto particolare per via dalla posizione d'angolo e della conformazione dei muri. Una serie di arcate mi permetteranno di chiudere l'apertura ricongiungendo i diversi spigoli e riprendendo il tracciato interno del muro, mentre sul lato destro del vano una porzione di muratura resterà tronca per non interferire con la simmetricità delle arcate. In fondo una piccola mensola accanto alla porta può sempre tornare utile, no?L'archetto di scarico esterno poggia su due piccole mensole e risulta cieco. L'apertura è infatti chiusa da un architrave dello stesso materiale (e che forse in futuro verrà sostituito da un pezzo analogo in marmo).La struttura muraria del portone non è ancora completa e mancano inoltre gli infissi in legno con i loro accessori. Affacciandosi alla soglia, però, si può già godere di un nuovo scorcio del fondaco.E' visibile anche la porta che dà sull'ingresso, non ancora nascosta dalla colonna che sorgerà al centro della stanza.Si tratta comunque di un accesso privato ad uso esclusivo del personale di servizio e dei proprietari. Dall'ingresso "ufficiale" invece la vista sul fondaco è decisamente più suggestiva, come testimonia questo scatto effettuato dopo il completamento dell'arco in pietra.MATERIALI USATI:ardesia, colla bianca, cartone, colla da contatto, filo di ferroSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, forbici, limeMISURE (in cm):Porta ingressoaltezze: (stipiti) 5,5; (intradosso arco) 1; (estradosso) 1,8; (spessore max chiave) 0,8 (base architrave) 5,2;larghezze: (luce esterno) 2,4; (luce  max vano interno) 4,3; (spessore cunei reni) 0,5; (luce estradosso) 3,2; (sporgenza mensole) 0,3;profondità: (stipiti esterni) 0,8;Porta balconataaltezze: (imposta arco interno) 7,2; (estradosso arco) 3,1; (intradosso arco) 1,9; (imposta arco esterno) 4,7; (spessore chiave) 1,2;larghezze: (luce vano interno) 3,5; (luce esterno) 2,2; (spessore cunei reni) 1,2;profondità: (stipiti esterni) 1,2; (vano interno) 1;PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos157", "title" : "Costruzione 157: Porte del fondaco (piano ammezzato)", "permalink" : "" };
    Monday 29th of July 2013 11:04:00 AM
  • Costruzione 156: Arcata maggiore del portico (2) e loggiato
    Torno ad occuparmi dell'arcata principale del loggiato, questa volta per completarne la costruzione (chi si fosse perso le fasi precedenti, può trovarle a questi link: 133 e 136).La corona esterna dell'arcata, che ha continuato a crescere in altezza con la facciata, si trova ormai a pochi cunei dalla chiave, e sono piuttosto impaziente di vederla completa.Nonstante questo, cerco di non farmi prendere dalla fretta e porto avanti anche gli altri elementi di contorno del loggiato, innalzando i muri laterali e completando le finestre del fondaco.Oltre alla muratura vera e propria, anche l'armatura metallica deve continuare a crescere. Aggiungo così nuovi segmenti di filo inossidabile, inglobandone le giunture nel ripieno in ghiaia e cemento dei muri a sacco. Il risultato è una foresta di fili tesi verso l'alto in attesa di essere raggiunti dal perimetro in pietra.Con la costruzione del magazzino, la parete laterale prosegue oltre il livello del piano ammezzato, interrotta da un'unica apertura che metterà in comunicazione questo vano con il loggiato. Questa parte però la vedremo meglio nei prossimi post dedicati al magazzino stesso.Ecco ancora qualche immagine relativa all'arcata prima del suo completamento ed all'inserimento della nuova catena in ferro (la quarta).Finalmente è giunto il momento tanto atteso: la posa della chiave ed il completamento della corona esterna.Per fare in modo che la chiave risulti centrale, sono costretto a realizzare gli ultimi due cunei di misure vistosamente diverse, rinunciando così ad un disegno simmetrico. Questo non influisce più di tanto sull'aspetto generale dell'arcata, ed è una particolarità che ho riscontrato in diverse facciate del centro storico genovese (prima fra tutte quella di via dei Giustiniani portata come esempio nel primo post dedicato all'arcata maggiore del loggiato).La chiave raggiunge in altezza la linea sulla quale poggeranno gli archetti pensili, mentre la sua larghezza ne riprende esattamente l'apertura. Immagino quindi che sfrutterò questa corrispondenza per la costruzione del primo archetto.Anche in questo caso però, devo frenare la mia impazienza. Prima di poter procedere con la cornice del piano nobile sarà bene terminare le strutture del piano ammezzato e del loggiato fino al livello del solaio. Secondo le mie stime questo non sarà possibile prima della fine dell'anno (ormai sto imparando a conoscere le mie tempistiche).Il committente comunque approva (vedi foto sotto), quindi i lavori possono procedere senza ulteriori intoppi...MATERIALI:ardesia, colla biancaSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, limeMISURE (in cm):(da verificare)PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos156", "title" : "Costruzione 156: Arcata maggiore del portico (2) e loggiato", "permalink" : "" };
    Saturday 13th of July 2013 06:29:00 PM
  • Costruzione 155: Finestre del fondaco (3) - infissi e oculi
    Con la posa degli archetti di scarico, l'aspetto esteriore delle finestre può dirsi completato. Molto resta da fare sul lato interno, dove la struttura dev'essere ancora rifinita e preparata per il montaggio degli infissi.Anche da questa parte il muro ha ormai raggiunto la linea d'imposta, e la nicchia centrale è completata dal suo bell'archetto ogivale.In alcune immagini appare una "X" graffiata sul muro, a destra della nicchia. Si tratta di un promemoria per ricordarmi di limare la parete in quel punto, dove tende ad eccedere verso l'interno del fondaco. Se non corretto in tempo, il problema rischia di accentuarsi corso dopo corso e a quel punto il muro risulterebbe visibilmente storto.Durante la costruzione delle pareti ho avuto l'accortezza di lasciare aperti dei fori per l'inserimento dei ganci di sostegno, altrimenti difficili da realizzare a muro terminato.In questo caso gli infissi consisteranno in semplici battenti in legno, bloccabili in posizione di chiusura da un'asse orizzontale. Non mi dilungherò nello studio di modelli più ricercati che potranno invece trovare un miglior uso per le polifore del piano nobile. Qui si tratta ancora di un ambiente di lavoro, che poche concessioni può fare all'estetica. Ogni battente è composto da tre assi affiancate verticalmente e bloccate da bandelle in ferro che vanno ad agganciarsi ai gangheri nel muro. La parte superiore dello sportello è sagomata a forma di triangolo per meglio seguire il profilo degli archetti.Al centro, due bracci (in legno in una prima versione, in ferro in quella definitiva) fanno da sostegno alla spranga di chiusura.Il principale problema sta nel posizionare le bandelle in modo tale che il battente risulti allineato alla parete in posizione di chiusura così come quando viene ruotato di 90°. La difficoltà è data dal fatto che i gangheri non sono posti esattamente alla stessa altezza e le ante vanno adattate alla singola finestra (non sono quindi intercambiabili).Come già accennato, in un primo momento i sostegni per la spranga erano in legno, ma l'uso del ferro mi sembra decisamente più congruo e si accorda con il resto degli elementi quali gangheri e bandelle.Ecco qui il primo dei due infissi appena montato ed una panoramica esterna dopo il montaggio del secondo. Tra le due bifore è già posizionato lo scudo araldico..A questo punto mancherebbero solo le arcate di copertura interne, ma osservando le finestre dall'esterno mi rendo conto che c'è spazio sufficiente per l'inserimento di un ulteriore elemento.Al centro di ogni bifora potrebbe essere presente un piccolo oculo circolare, idealmente compreso all'interno di un'arco (qui assente) che includa gli archetti sottostanti.Non so di preciso come realizzare questi oculi, ma riesco a cavarmela per tentativi grazie all'uso del trapano e di quello stesso accessorio usato per l'arcata interna della monofora.Per prima cosa ritaglio due tessere quadrate di ardesia, che poi andrò a forare con la punta diamantata. Procedendo con molta cautela, riesco a passare la pietra da parte a parte senza danni.Il foro viene poi ampliato con l'uso di una punta da muro e del sopracitato accessorio, fino ad ottenere una leggera strombatura sulla superficie esterna dell'oculo.L'operazione viene ripetuta in modo analogo sulla seconda tessera ed in breve posso collocare i nuovi elementi sulla facciata del fondaco.La posa dei successivi corsi sul paramento esterno ingloberà lo scudo e gli oculi, portando la muratura un po' più vicina al livello del solaio, e dando al loggiato un aspetto già quasi completo...MATERIALI:ardesia, colla bianca, colla da contatto, legno, filo di ferroSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, trapano, lime, incudine e martelloMISURE (in cm):(da verificare)PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos155", "title" : "Costruzione 155: Finestre del fondaco (3) - infissi e oculi", "permalink" : "" };
    Saturday 29th of June 2013 06:57:00 AM
  • Facciamo finta che...?
    Ecco quale potrebbe essere l'aspetto della Domus una volta terminata (evviva Photoshop)...PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "2013-2020", "title" : "Facciamo finta che...?", "permalink" : "" };
    Monday 24th of June 2013 10:58:00 AM

Domus Project Stats

Daily Unique PVs Total PVs Unique In Total In Unique Out Total Out
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April 16 0 0 0 0 0 0
April 15 0 0 0 0 0 0
April 14 0 0 0 0 0 0
Highest 123 1,443 2 2 5 5
Weekly Unique PVs Total PVs Unique In Total In Unique Out Total Out
Average 0.0 0.0 0.8 0.8 0.2 0.2
This Week 0 0 1 1 1 1
Last Week 0 0 0 0 0 0
Week 15 0 0 0 0 0 0
Week 14 0 0 2 2 0 0
Week 13 0 0 1 1 0 0
Week 12 0 0 1 1 0 0
Week 11 0 0 1 1 0 0
Week 10 0 0 1 1 1 1
Week 09 0 0 0 0 0 0
Week 08 0 0 1 1 0 0
Highest 606 2,987 3 4 7 7
Monthly Unique PVs Total PVs Unique In Total In Unique Out Total Out
Average 1,108.4 3,118.7 2.9 3.0 2.8 2.8
This Month 0 0 4 4 1 1
Last Month 0 0 4 4 1 1
February 14 1,545 3,561 4 4 0 0
January 14 0 0 0 0 0 0
December 13 2,024 5,952 4 4 12 12
November 13 0 0 0 0 0 0
October 13 1,825 5,427 5 5 8 8
September 13 2,058 6,117 1 1 0 0
August 13 1,983 5,476 5 6 6 6
July 13 1,649 4,654 2 2 0 0
Highest 2,288 8,937 6 7 12 12
Unique PVs Total PVs Unique In Total In Unique Out Total Out
Overall 26,049 74,921 68 72 52 53