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Domus Project
Building step by step of a medieval palace in scale 1:50
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Recent Blog News
- Costruzione 152: Pavimento del magazzino (2)
Una volta completato il gattaiolato in mattoni e verificata l'orizzontalità della superficie d'appoggio, è il momento di passare alla pavimentazione del magazzino. La disposizione delle lastre di ardesia segue uno schema a spirale che riprende il perimetro dei due ambienti sottostanti (ovvero il loggiato piccolo e l'ingresso principale). Altre ipotesi poi scartate prevedevano il disegno di due rombi centrali o la formazione di un'unica grande spirale. Prima di procedere alla posa, dovrò definire una volta per tutte il perimetro del locale, erigendo la base dei muri interni. Nel fare questo sarà necessario tenere conto delle rientranze presenti in corrispondenza di porte e finestre. Queste ultime saranno tre, identiche tra loro: una si affaccerà sulla via principale mentre le altre due sul vicolo laterale. Sul lato del portico invece, un'apertura munita di carrucola faciliterà il movimento delle merci. L'immagine in basso rappresenta solo un'ipotesi di lavoro e molti elementi verranno successivamente modificati, ma serve comunque per dare un'idea dell'ambiente che mi appresto a costruire. Ecco quindi la posa (notturna) dei primi blocchi che incorniciano la superficie calpestabile del magazzino: Per realizzare le lastre di copertura del pavimento userò una tavoletta di ardesia molto sottile (poco più di 1 millimetro) recuperata in un laboratorio artigiano dell'entroterra ligure. In questo caso non si tratta di scarti, ma di pezzi tagliati appositamente per la creazione di piccoli quadretti decorati ad incisione o dipinti a mano. Io ne ricavo dei lunghi listelli con l'aiuto della lima usata di taglio e di un listello di ardesia a modo di guida. Il disco diamantato del Dremel infatti, nonostante la velocità di rotazione, ottiene un taglio meno preciso, oltre a sollevare troppa polvere. Le tessere così ottenute, di dimensioni simili tra loro, vengono poste una ad una sul reticolo di mattoni senza l'uso di colla, fino al completamento del disegno. Dopo qualche piccolo aggiustamento volto ad ottimizzare gli incastri, rimuovo tutti i pezzi ricostruendo il puzzle su una superficie provvisoria, facendo particolare attenzione a non alterarne l'ordine. Solo a questo punto posso procedere con la posa definitiva, preceduta dal versamento di qualche goccia di colla sul "castello" di mattoni. Ora il gattaiolato e l'estradosso delle volte sono definitivamente occultati alla vista e la superficie sotto ai nostri piedi (si fa per dire) corrisponde finalmente al piano superiore. Per completare la pavimentazione del magazzino sarà sufficiente una leggera levigatura con carta abrasiva a grana finissima, per ottenere una superficie liscia e senza graffi (nella foto in basso a destra se ne vede ancora qualcuno, ma è stato eliminato in seguito). Da qui in poi si tratterà "soltanto" di far crescere in altezza le pareti fino al livello d'imposta delle volte, completando i diversi elementi mano a mano che si presenteranno. Ad esempio gli stipiti della porta d'accesso, eretti al centro della parete dove la volta raggiungerà l'altezza massima, e l'apertura che si affaccia sul loggiato. In quest'ultima immagine, più recente, si nota come anche le tre finestre vadano prendendo forma... MATERIALI: ardesia, colla bianca STRUMENTI: tenaglie, pinzette, carta abrasiva finissima, lime MISURE (in cm): lastre rettangolari: 1,1 x 2,4 perimetro interno: 5,9 x 13,4 vani finestre: 1,5 x 3,9 vano sportello: 1,5 x 3 luce sportello: 2 luce porta: 2,4 PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos152", "title" : "Costruzione 152: Pavimento del magazzino (2)", "permalink" : "" };
Wednesday 15th of May 2013 05:23:00 AM - Costruzione 151: Riepilogo
In questo post daremo un'occhiata generale a tutta la struttura della Domus per seguire l'avanzamento delle murature e di quegli elementi che sono rimasti in secondo piano. Cominciamo dal loggiato con un paio di vecchie foto che testimoniano la sostituzione delle torce. Quelle presenti, costruite in origine per i sotterranei, vengono sostituite con gli aculei di una pianta grassa a cui ho recentemente eliminato alcune foglie. Per rendere al meglio l'effetto ne brucio l'estremità superiore. I ganci non sono ancora ben fissati alle pareti, me ne occuperò in seguito con le rifiniture. Ora ccupiamoci delle murature. Sul lato opposto del loggiato i muri crescono in altezza superando le "buche pontaie" che rimarranno comunque aperte e visibili su tutta la struttura. In questo caso non ricostruisco l'intero ponteggio come fatto qui, ma cerco comunque di disporre i fori in modo verosimile. Quando la superficie coperta dai nuovi corsi raggiunge un'altezza sufficiente mi dedico alla riempitura dei giunti con la boiacca di cemento, occupandomi anche delle arcate e della torre. Dopo la ripulitura, effettuata con una spugnetta a boiacca ancora umida e con un pennello duro quando questa è asciutta, la costruzione riprende inglobando definitivamente nella muratura tutti gli archi minori del portico. Contemporaneamente alla costruzione del gattaiolato che farà da base per il pavimento del magazzino, inserisco nelle murature altre due catene in ferro, i cui bolzoni risulteranno ben evidenti sulla facciata principale. L'altra estremità viene invece fissata alle barre filettate che formano lo "scheletro" della torre. Per quanto riguarda l'interno del fondaco, prosegue a rilento la costruzione della parete che dà sul cortile laterale. La porta situata su questo lato ha una struttura piuttosto complessa e ne ho rimandato spesso la lavorazione per dedicarmi ad altri elementi. Il falso loggiato (che corrisponde sul lato interno alla ruota dell'argano) è fermo in attesa della costruzione della monofora (anche questa rimandata a lungo). L'unica novità è rappresentata dalla posa della seconda semi-colonna. Sul lato opposto aggiungo nuovi corsi al muro in pietra della torre, affiancato dalla porta che mette in comunicazione il fondaco con l'ingresso secondario. A questo punto il giro del cantiere è completato e possiamo allontanarci osservando come nel frattempo anche l'arcata maggiore del portico abbia continuato a svilupparsi in altezza. Ancora un piccolo sforzo, il piano nobile non è poi così lontano! PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos151", "title" : "Costruzione 151: Riepilogo", "permalink" : "" };
Saturday 4th of May 2013 08:23:00 AM - Costruzione 150: Scala in pietra (4) - seconda rampa e pianerottolo
In alcune delle ultime foto pubblicate è possibile scorgere l'ingresso secondario e la struttura delle scale, che attualmente hanno superato il livello del piano ammezzato e si stanno dirigendo verso il piano nobile. Finora però non ho dedicato nessun post specifico a questo argomento, nell'attesa di accumulare sufficiente materiale. La posa dei primi scalini è immediatamente successiva alla pavimentazione dell'ingresso, quando ancora il piano terreno e il ripostiglio della legnaia sono scoperti. Mano a mano che il muro in mattoni sottostante viene completato, colloco a modo di copertura i blocchi che formano gli scalini, innalzando al tempo stesso le pareti laterali in pietra. Con l'undicesimo scalino viene raggiunto il livello del magazzino, il cui accesso principale è rappresentato proprio da questa scala. A questo punto però emerge un problema: raggiungendo il piano del magazzino con un'unica rampa retta, ogni visitaore che si trovasse a salire al piano nobile dovrebbe per forza di cose transitare per il magazzino stesso, che in questo modo resterebbe aperto e facilmente accessibile. La rampa infatti risulta troppo lunga perché ci sia lo spazio necessario a chiudere la stanza con una parete. Potrei ridurre in profondità il magazzino costruendo un muro in mattoni, ma questo andrebbe a pesare direttamente sul gattaiolato e sulla volta sottostante. Secondo la mia analisi le possibili soluzioni sono tre: 1 - Ridurre alla metà la superficie del magazzino (con notevole perdita di spazio) utilizzando il vano soprastante l'ingresso principale come semplice pianerottolo; 2 - Far curvare la scala in modo da non eccedere in lunghezza e permettere la costruzione del muro, nel quale si aprirebbe una porticina di accesso al magazzino; 3 - Ridurre la lunghezza della scala rimuovendo alcuni gradini e creare un corridoio interpiano ad un livello più basso di quello del magazzino, che sarebbe comunque raggiungibile attraverso una scaletta incassata nel muro (e chiusa dalla solita porticina). La mia scelta ricade su quest'ultima ipotesi, più coerente e di facile realizzazione. Procedo quindi alla rimozione di due scalini, posizionando già la prima lastra per il pavimento del pianerottolo. La copertura del primo tramo di scale non è ancora completata, quindi prima di proseguire con il corridoio devo realizzare altri archi in pietra (finora ne ho costruiti circa metà). Fatto questo, sull'estradosso degli archi costruisco alcuni filari in mattoni per sostenere le lastre del pavimento, in modo analogo a quanto fatto per la pavimentazione del magazzino. Sia il magazzino che il pianerottolo adesso sono pronti per la posa del pavimento, che inizierà proprio da quest'ultimo per facilitare il posizionamento degli scalini d'accesso. Al contrario di quanto abbozzato nella piantina di studio, la porta del magazzino sarà collocata al centro della parete e non a un lato. Questo perché l'altezza del vano sarà molto limitata e la porta dovrà sfruttare al meglio lo spazio concesso dalle basse volte di copertura (la cui conformazione si evidenzia già nello stesso disegno). Il proseguimento della scala invece dovrà attendere che le arcate in pietra mancanti chiudano definitivamente la prima rampa permettendo l'avanzamento in altezza della torre. MATERIALI: ardesia, das, colla bianca STRUMENTI: tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, lime PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos150", "title" : "Costruzione 150: Scala in pietra (4) - seconda rampa e pianerottolo", "permalink" : "" };
Thursday 25th of April 2013 10:50:00 AM - Costruzione 149: Finestre del fondaco (2) - archetti di scarico
Dopo la posa dei davanzali e la costruzione della prima colonnina, la muratura del fondaco ha continuato a crescere in altezza, definendo meglio il profilo delle finestre. Il muro esterno ha ormai quasi raggiunto il livello d'imposta degli archetti di scarico, quindi è il momento di realizzare la seconda colonna. Forte dell'esperienza fatta con la prima, lavoro piuttosto spedito, anche se il processo di arrotondamento del fusto è alquanto noioso. Per capirci, prendo in mano un pezzetto di carta vetrata a grana fine e vi rigiro il pezzo come se stessi temperando una matita. Quando sento che il fusto è rotondo e ha raggiunto il diametro desiderato, la colonnina è fatta! A ben guardare, questa seconda colonna risulta leggermente più grossa della precedente, ma è una differenza appena percettibile... Sul lato interno, tra le due aperture delle finestre, ho collocato una piccola nicchia. E' molto simile a quella già realizzata nell'ingresso, e anche questa sarà completata da un arco di due soli pezzi. Il lavoro più complesso di questa seconda sessione dedicata alle finestre del fondaco riguarda però la costruzione delle due coppie di archetti in pietra. Per poter realizzare forme regolari ricavo tutti i pezzi che compongono gli archetti da listelli di dimensioni uguali. I vari segmenti ottenuti dal primo taglio grossolano vengono poi lavorati uno ad uno con le lime e la carta vetrata per fargli assumere la curvatura necessaria alla formazione dell'arco. La composizione avviene su una stampa del progetto di facciata, che essendo in scala 1:1 riporta le dimensioni reali della Domus. E' tutto molto piccolo e devo ricorrere a una dose extra di pazienza per collocare i pezzi nella giusta posizione senza che gli altri si muovano. Assolutamente proibito l'uso delle dita, decisamente enormi di fornte ai piccoli cunei di ardesia. Una volta ottenuta la forma desiderata, rinforzo gli archetti con un filo di colla sull'estradosso. Prima della posa finale infatti le superfici andranno limate e se i pezzi non sono più che fissi rischio che gli archetti mi si disfino tra le dita. Ecco qui una prova di posizionamento delle prime arcate non ancora rifinite: Uno dei due fornici risulta un po' storto e andrà corretto. Per il resto, direi che ci siamo. Osservando la finestra dall'interno mi viene in mente una struttura simile e famosa che si trova sulla penisola di Portovenere, in provincia di La Spezia. Manca soltanto il mare... (provate a cercare su Google images "Portovenere bifora" e vedrete a cosa mi riferisco) La chiusura della seconda finestra avviene diverso tempo dopo la prima, ma con le stesse modalità. Nel frattempo mi dedico alle murature perimetrali di tutto l'edificio, concentrandomi sulla nuova ala del magazzino. Siccome però non voglio anticiparvi troppo, posterò soltanto quest'ultima immagine scattata dall'arcata principale del loggiato. Per chi volesse un assaggio delle ultime novità c'è sempre la pagina dedicata su Facebook, dove ogni tanto colloco anteprime ed immagini "fuori catalogo". La trovate QUI. Per tutti gli altri, appuntamento al prossimo post! MATERIALI: ardesia, pietra artificiale, colla bianca STRUMENTI: tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, Dremel MISURE (in cm): colonna: altezza (2,1), diametro (0,25) capitello: altezza (0,4), larghezza (0,35 x 0,35) altezza archetti (all'intradosso): 0,9 ampiezza archetti: 1,3 profondità archetti: 0,5 ampiezza finestra: 3 lunghezza davanzale: 4 spessore muro: 2,1 spazio tre le finestre: 3,8 PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos149", "title" : "Costruzione 149: Finestre del fondaco (2) - archetti di scarico", "permalink" : "" };
Wednesday 17th of April 2013 06:12:00 AM - Progetto: Di montagne e torri medievali (una visita inattesa)
Finora non ho speso molte parole per descrivere la progettazione della torre. Questo è dovuto in parte al fatto che, al punto in cui mi trovo, la sua struttura risulta ancora inglobata nel resto dell'edificio ed è visibile dall'esterno solo una porzione del perimetro. C'è però un'altra ragione, che ha a che vedere con la difficoltà di recuperare materiale specifico sulle torri medievali genovesi e sulla loro struttura interna. Durante le mie ricerche in biblioteca ne ho trovato pochi accenni, con immagini riguardanti quasi esclusivamente torre Embriaci e privi di descrizioni o ricostruzioni strutturali. D'altra parte le poche torri medievali rimaste a Genova risultano inaccessibili, tranne quella di palazzo Ducale, che però presenta caratteristiche molto diverse dal mio progetto. Oltre alla già citata torre Embriaci, a Genova è presente un'altra torre coeva e dalle caratteristiche molto simili, la cui esistenza è però sconosciuta ai più, sia per l'aspetto più "dimesso" a causa della mancaza di merlature, sia per la sua scarsa visibilità: la torre di palazzo Maruffi in via Canneto. Si tratta forse dell'unico esempio ancora intatto in ambito genovese di domus magna con torre annessa, anche se lo stato in cui si trova l'edificio non è dei migliori. Io la scoprii tempo fa durante una delle mie passeggiate per il centro e ne trovai tracce su internet per via di alcuni articoli che ne descrivevano il recente acquisto da parte di un privato. La torre infatti è accessibile solo tramite l'abitazione dell'ultimo piano, di cui è a tutti gli effetti un'estensione. Nessuna possibilità quindi di visitarne l'interno, se non rivolgendosi direttamente al proprietario. Spesso mi sono trovato a passarvi sotto alzando lo sguardo in cerca di qualche dettaglio rivelatore, ma a parte qualche foto scattata dal vicolo non ho mai avuto il coraggio di suonare al citofono per farmi aprire il portone. Eh sì, sono timido, e temevo di risultare pure ridicolo nel tentativo di spiegare perché ero così interessato ad entrare in casa altrui. "Ma prima o poi lo faccio davvero" pensavo... In un'occasione mi trovai anche a commentare questo mio desiderio su un blog, la cui autrice è una grande appassionata di Genova e della sua storia, e aveva avuto pensieri molto simili passando sotto la suddetta torre. Il blog si intitola "Dear Miss Fletcher" e leggendo questo suo post "gemello" potrete avere un altro punto di vista sulla nostra visita alla torre. Sì, perché se Maometto non va alla montagna, magari è la montagna a raggiungerlo (sempre che lui lo desideri con sufficiente forza). Il proverbio non recita esattamente così, ma i fatti provano che funziona lo stesso. In questo caso la montagna ha le fattezze della signora Paola, neo-proprietaria della suddetta torre, che capitando per caso sul blog di Miss Fletcher legge il mio commento e decide di rispondermi, invitando entrambi a casa sua. Ricordo ancora lo stupore che provai il mattino dopo nel leggere il suo messaggio! Al mio ritorno dalla Spagna riuscimmo a combinare un incontro e in un pomeriggio di primavera, armato di carta, penna e metro avvolgibile varcai finalmente quel portone in compagnia di Sabina (il vero nome di Miss Fletcher) e della disponibile Paola. Dai rilievi e dalle numerose foto scattate in quelle due ore (e che pubblicherò in modo più organico e completo in un prossimo post) ricavai una prima bozza della torre, realizzata la sera stessa a memoria ancora fresca. E' tutto buttato giù ad occhio e senza troppi calcoli, dato che le mie misurazioni sono per forza di cose un po' approssimative. Il risultato è comunque apprezzabile, anche per quanto riguarda il perimetro e lo spessore dei muri, che coincidono con quelli del mio progetto. In particolare ho potuto verificare che la struttura interna è in legno e non in pietra e mattoni come erroneamente scritto su qualche articolo di giornale. Soltanto le prime rampe d'accesso sono in marmo, ma sono il risultato di modifiche apportate in epoche più recenti, probabilmente in coincidenza della tamponatura del loggiato del palazzo. L'unico aspetto ancora incerto riguarda la struttura dei vari piani, che non so fino a che punto rispecchino quella originale. L'attuale travettatura ricalca quella precedente, rimossa durante il recente restauro per via del suo cattivo stato. Per decenni infatti la torre è rimasta disabitata, trasformandosi in un'enorme colombaia, piena di escrementi e umidità. Alcuni elementi però (ad esempio la posizione delle finestre o la disuguaglianza tra le altezze dei vari piani) farebbero pensare ad una diversa organizzazione interna. Quella attuale potrebbe essere il risultato di ristrutturazioni effettuate in epoche passate per rendere abitabile l'interno della torre, in origine pensata come struttura prettamente militare. La mia ipotesi è che ai tempi della sua costruzione la torre presentasse una serie di rampe in legno addossate alle pareti, che salivano a spirale verso la sommità, alternate magari a ballatoi in corrispondenza delle finestre. Al centro di questa struttura restava uno spazio vuoto utile al posizionamento di un verricello e di una corda. Qualcosa di simile quindi all'interno di torre degli Asinelli a Bologna, anche se su scala ridotta. L'approvvigionamento di eventuali armi o pietre a chi si trovava sulla cima doveva essere rapido ed efficiente, mentre l'attuale disposizione renderebbe assai difficoltoso il trasporto anche solo di un cesto di frutta. Si tratta ovviamente di semplici speculazioni, che proverò a studiare prima di procedere alla costruzione della mia Domus Tower. Comunque, quel primo disegno è servito da base per la realizzazione di uno spaccato che riprende in modo abbastanza fedele lo stato attuale della torre, azzardando un'ipotesi restitutiva del suo aspetto primitivo (il discorso delle scale è venuto solo in seguito). Al momento mi manca ancora uno studio dettagliato della merlatura e degli archetti pensili di cui probabilmente la torre era dotata e per i quali userò come modello torre Embriaci. Proprio di quest'ultima torre ho potuto scattare una foto che credo mi tornerà molto utile, dato che il punto di vista elevato riduce le deformazioni prospettiche, inevitabili osservandola dal basso. Ora l'ideale sarebbe organizzare una visitina all'interno di quella torre, che a causa delle sue travagliate vicende giudiziarie resta un gioiello intoccabile (anche se reso un po' opaco dall'incuria del tempo)... Io getto l'esca. Se la montagna si è mossa una volta, chissà che non lo faccia di nuovo? Note e ringraziamenti: Le foto incluse in questo articolo sono state scattate nel mese di maggio 2012 durante la mia visita a torre Maruffi. Grazie a Sabina per aver condiviso la mia scoperta, alla gentilissima Paola che ha acconsentito a far entrare due estranei un po' originali a casa sua e a Michele per i consigli architettonici e per essersi prestato come corriere (parte della futura torre è in quella scatola). PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "pro-torre-01", "title" : "Progetto: Di montagne e torri medievali (una visita inattesa)", "permalink" : "" };
Saturday 6th of April 2013 03:00:00 AM - Costruzione 148: Pavimento del magazzino (1) - il gattaiolato
Le volte di copertura del loggiato piccolo e dell'ingresso sono ormai fissate definitivamente ed il perimetro murario ha quasi raggiunto il livello di calpestio del piano superiore. Manca soltanto lo spessore delle lastre di ardesia che ho deciso di impiegare per questa pavimentazione. Per poterle collocare, però, avrò bisogno di creare una superficie d'appoggio che copra l'intera luce del vano. Per evitare di aggiungere un peso eccessivo che graverebbe sulle volte, decido di mettere in atto una tecnica usata spesso in area genovese per la pavimentazione dei terrazzi: la realizzazione di un vespaio in mattoni. I mattoni vengono cioè collocati sulle coperture o sull'estradosso delle volte lasciando degli spazi vuoti per limitarne il peso, fino a creare un reticolo murario che servirà da base per il pavimento. La disposizione dei mattoni varia secondo i casi, ma una delle più caratteristiche è quella detta a "castello di carte", dove mattoni posti in orizzontale si alternano ad altri collocati diagoalmente, formando una struttura in cui vuoti e pieni trovano un giusto equilibrio. I miei mattoncini si prestano poco a questo tipo di struttura, essendo decisamente più spessi di quelli reali (in proporzione, ovviamente). Il das comunque è facile da lavorare e posso ottenere mattoncini più sottili sfregandoli uno ad uno sulla carta vetrata. La posa dei mattoni inizia dalla volta dell'ingresso, lungo quattro filari paralleli sui quali dovranno cadere le giunture delle lastre di ardesia sovrastanti. Altri mattoni vengono collocati perpendicolarmente ai filari al centro della volta per dare maggiore stabilità al reticolo. Infine la superficie viene levigata con la carta abrasiva a grana fine e verificata con la livella perché risulti orizzontale. Dopo il riempimento dei muri mi occupo anche della seconda volta. Questa volta dispongo i mattoni solo orizzontalmente accantonando il castello di carte per mancanza di spazio, la volta in pietra infatti risulta leggermente più alta della precedente. In questa occasione non è neppure necessaria la posa dei mattoni di sostegno in quanto la struttura è decisamente più stabile. A questo punto il vespaio (o gattaiolato) è completato. Mancano solo le lastre in ardesia, che collocherò dopo aver definito il perimetro interno del vano, comprese le rientranze delle varie finestre e gli stipiti della porta. Nel frattempo la scala in pietra ha raggiunto il livello del pavimento e i muri continuano a salire, ma ci sono ancora un paio di cose che non tornano. Dovrò chiarirmi le idee realizzando qualche studio aggiuntivo sull'aspetto finale del magazzino, e visto che in questo post si tratta di pavimento e non d'altro, vi rimando ad un prossimo articolo! MATERIALI: das, colla bianca STRUMENTI: pinzette, carta abrasiva PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos148", "title" : "Costruzione 148: Pavimento del magazzino (1) - il gattaiolato", "permalink" : "" };
Thursday 4th of April 2013 08:04:00 AM - Costruzione 147: Catene in ferro battuto
Osservando gli edifici antichi del centro storico genovese è facile individuare molti elementi metallici che fuoriescono dalle murature in modo più o meno evidente. Si tratta delle cosiddette "catene", tiranti in ferro che in molti casi attraversano l'intera struttura con lo scopo di rafforzarne la stabilità e dei quali risultano visibili le estremità. L'uso di questi elementi divenne prassi comune a Genova a partire da un'ordinanza del 1545, che mirava ad evitare l'uso di contrafforti esterni per il sostegno delle murature (i quali avrebbero occupato ulteriormente il suolo pubblico già assai limitato) e ad evitare cedimenti nelle strutture a causa delle spinte orizzontali di archi, volte e coperture. E' probabile quindi che un edificio databile alla seconda metà del XIV° secolo come la Domus non fosse inizialmente dotato di questi elementi. D'altra parte, si sa che i committenti dell'opera sono molto avanti per il loro tempo, basti pensare al sistema di raccolta delle acque messo in opera alla base del vicolo e che per l'epoca era sicuramente avveniristico. Grazie alla loro lungimiranza, alcune catene figurano già nel progetto originario, inserite all'interno delle murature principali. I tiranti sono realizzati in ferro battuto e si compongono di due elementi: la catena, appunto (lunga asta a sezione quadrata o circolare) ed i bolzoni (o paletti capochiave), ai quali questa si allaccia tramite due occhi (asole). La posa della mia prima catena avviene subito dopo il rinfianco delle volte dell'ingresso e del loggiato piccolo. Dopo aver aperto due fori sui muri perimetrali per il passaggio del tirante, mi dedico alla costruzione del primo paletto. A questo scopo scelgo un filo di ferro dal diametro maggiore, visto che dovrò ribatterlo per dargli un aspetto più squadrato. Una delle due estremità viene assottigliata fino ad assumere una forma quasi appuntita, mentre l'altra, più grossa e scalinata, impedirà che il paletto si sfili dall'occhio della catena. La parte più difficile della posa riguarda la realizzazione delle asole. La catena infatti deve risultare della lunghezza corretta, non un millimetro di più né uno di meno. Nel mio caso ovviamente non ha una vera e propria funzione di sostegno, anche se risulta comunque ben tesa. Una curiosità che riguarda le catene è il metodo con il quale venivano posizionate. Per permettere un bloccaggio ottimale, il tirante veniva assicurato "a caldo", riscaldandolo al centro con l'uso del fuoco. Il ferro, che in questo modo si espandeva, tornava a ritirarsi durante il raffreddamento bloccando definitivamente la catena. Io ho rinunciato quasi subito a giocare col fuoco, lasciando questo dettaglio come aneddoto per i lettori del blog. Ed ecco come apparirà la mini-catena ai mini-passanti che transiteranno per il mini-vicolo: MATERIALI: filo di ferro, colla bianca STRUMENTI: tenaglie, pinzette, martello, incudine, cacciavite, morsetti MISURE (in cm): lunghezza catena: 10,7 lunghezza paletto: 2,4 PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos147", "title" : "Costruzione 147: Catene in ferro", "permalink" : "" };
Tuesday 26th of March 2013 01:13:00 PM - Costruzione 146: Chiusura dell'ingresso e rinfianco delle volte
Con questo post, un po' più breve del solito, metterò un punto finale alla costruzione dell'ingresso e del loggiato piccolo. Tanto la volta in pietra quanto quella in mattoni sono ormai completate e pronte per il montaggio. Prima della chiusura definitiva, però, effettuerò alcuni piccoli ritocchi agli interni. In primo luogo mi occupo della riempitura dei giunti con un po' di cemento diluito, per poi passare ad una veloce revisione del portone principale. Una delle bandelle infatti sembra sul punto di scollarsi, e se dovesse succedere a soffitto chiuso sarebbe un problema. Inoltre manca ancora la madonnina in legno, che fisso all'interno della nicchia con una goccia di colla, e che d'ora in poi veglierà sulla Domus e sui suoi inquilini (nel caso in cui il sacrificio del gatto nero non fosse sufficiente). Torniamo all'esterno. Una volta incollate le coperture posso iniziare il rinfianco con pietre e cemento, partendo dagli angoli e riempiendo poi le superfici sulle quali proseguirà la muratura. A cemento asciutto, infatti, inizio la posa delle pietre recuperando il perimetro murario che farà da base al locale del piano ammezzato. In questo caso si tratterà di un unico ambiente adibito a magazzino e pavimentato in pietra, ma con una particolarità costruttiva che eviterà il carico eccessivo sulle volte sottostanti. Nel momento in cui scrivo, il pavimento del magazzino è già stato completato. Prima di descriverne la costruzione però dovrò occuparmi di un altro elemento che si intravede (poco, a dire il vero) nella foto qui in alto: la mia prima catena muraria in ferro. MATERIALI: ardesia, cemento, ghiaia, colla bianca STRUMENTI: tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, spatolina, livella PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos146", "title" : "Costruzione 146: Chiusura dell'ingresso e rinfianco delle volte", "permalink" : "" };
Tuesday 19th of March 2013 07:05:00 AM - Construcción 40: Retoques de última hora
En un reciente artículo dí a entender que sería el último sobre acabados y correcciones. En realidad hasta el cierre de los subterráneos, seguí aportando cambios y retocando las estructuras ya terminadas. A continuación voy a describir estos retoques, en orden casual: La cancela (vea la construcción) Como todavía no estaba agarrada a la pared, la aparté para barnizar con más facilidad los muros. Sin embargo, al ponerla nuevamente me di cuenta de que, colocándola de esa manera, sería imposible abrirla desde el exterior. Abro entonces unos agujeros en la pared opuesta y vuelvo a montar la cancela a ese lado del túnel. No tiene mucho sentido que el cerrojo se encuentre en la cara externa, pero ahora es posible abrirlo con los dedos o con el uso de un ganchito para observar el interior del sótano. Las columnas (vea construcción y primeras modificaciones) ¡Las columnas otra vez! Tras la modificación del fuste y su "medievalización", las vuelvo a llevar al taller (despegándolas del suelo al que ya estaban agarradas). Esta vez voy a eliminar por completo la base cuadrada y a prolongar el fuste hasta el suelo. Para hacer ésto hay que actuar también sobre la pavimentación, para que no queden visibles las esquinas de la base de cemento. Las razones que me llevan a actuar este cambio son basicamente dos: la primera es una insatisfacción de fondo que estaba empezando a sentir observando la silueta de las columnas, a mi parecer demasiado gordas. La segunda es la opinión de un amigo, administrador de un foro sobre la edad media, que respondiendo a mi petición de consejos, me indicó que columnas con una base tan elaborada serían más indicadas para un pórtico o una planta noble más que para un sótano donde nadie las vería. Reduciendo el bloque inferior hasta una forma cilíndrica del mismo diámetro del fuste, no consigo solamente resolver esta incongruencia, sino que doy a la columna un aspecto más esbelto y deciso. Así que ¡gracias, Alessandro! Las bóvedas (vea el montaje) Aprovecho de los cambios a las columnas para retocar la base de apoyo de las bóvedas a los capiteles, agregando un poco de Das donde éstas no coinciden perfectamente. La cuerda Usando un pequeño cordón que sujetaba la etiqueta de un vestido, construyo una pequeña cuerda que voy a colgar en la pared al lado de los toneles. No tengo bien clara su utilidad, pero fue una petición explícita del cliente y no tengo ninguna intención de discutir por una simple cuerda. Para hacerla más rígida y oscura (el cordón era blanco) la mojo con el esmalte usado para barnizar los muros y la voy girando entre los dedos ensuciados de cola. No es una técnica muy fina, pero el resultado parece aceptable. Otra gota de cola blanca la sujetará al gancho de hierro. Cuando esté seca, la cola se volverá transparente y ya no se notará. Las antorchas (vea la construcción) ¿Las antorchas? ¿Pero no estaban ya acabadas y clavadas a las paredes? Cierto. Pero hacía un tiempo que una idea me daba vueltas en la cabeza... un poco ambiciosa para ser sincero, pero aún así... De todos modos ésto es algo que merece un post autónomo, así que hablaré del tema la próxima vez! PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos040-es", "title" : "Construcción 40: Retoques de última hora", "permalink" : "" };
Monday 18th of March 2013 07:33:00 AM - Costruzione 145: Volta a padiglione (2) - l'affrescatura
Torniamo ad occuparci della volta dell'ingresso, che come avevo anticipato sarà intonacata e dipinta. Per la realizzazione del fondo, a differenza della lunetta del portone principale per la quale avevo riciclato un frammento di vero intonaco, userò del semplice gesso in polvere. Le superfici curve infatti renderebbero impossibile l'applicazione del materiale già secco, causandone la rottura (ma questo metodo potrebbe tornare utile in futuro per la realizzazione di un curioso effetto crepatura). Mescolando il gesso con un po' d'acqua ottengo un composto cremoso cche posso stendere sulla superficie interna della volta con la spatola. Non mi preoccupo tanto delle rifiniture (che effettuerò poi con la carta vetrata), quanto della sua uniformità e di non lasciare bolle d'aria all'interno. La levigatura avviene, come già detto, con un pezzetto di carta abrasiva a grana fine, che lascia la superficie liscia e pronta per la fase successiva: l'affrescatura. La scelta del soggetto è semplice in quanto ho già un'idea piuttosto precisa di quello che voglio realizzare. L'affresco sarà visibile solo in parte dall'esterno, quindi ho bisogno di un disegno semplice e puramente decorativo. Una soluzione piuttosto comune nelle volte medievali (soprattutto di edifici religiosi) era la rappresentazione del cielo stellato, in modo spesso molto schematico con stelle equidistanti su sfondo blu. Tra i vari esempi trovati facendo qualche ricerca, mi soffermo su due in particolare, appartenenti alla cripta della cattedrale di Rieti ed alla celebre Cappella degli Scrovegni di Padova. Nel primo caso si tratta di una volta a crociera mentre nel secondo di una volta a botte, ma il disegno può essere facilmente adattato facendo coincidere le nervature con il profilo dei quattro spicchi che formano la mia volta a padiglione. Prima di affrontare il lavoro effettuo alcune prove di colore su un foglio di gesso realizzato tempo fa per testare la resistenza del materiale. Una prima prova prevede l'uso del colore rosso sulle nervature con l'aggiunta di eventuali decorazioni floreali a greca. Il contrasto però risulta eccessivo e toglie protagonismo al soggetto principale, opto quindi per un tono più chiaro che va dal giallo al marroncino. Le stelle invece vengono incise nel gesso usando un punteruolo (a sinistra) e la punta del compasso, più piccola ed affilata (a destra). Una volta deciso il soggetto definitivo, traccio a matita le linee guida e passo alla coloritura delle nervature e dei quattro spicchi. La porosità del gesso fa sì che l'acquerello si asciughi molto in fretta e questo mi permettere di procedere nella lavorazione senza lunghe attese e senza che i colori sbavino, anche quando (come nell'immagine in alto) si tratta di dipingere su un primo strato di colore. La lavorazione delle nervature viene completata con l'aggiunta di una linea marrone e di una bianca, anche in questo caso ottenuta incidendo il gesso con la lama del cutter. A questo punto tocca finalmente alle stelle, incise a distanza regolare alternando le file fino a formare una griglia uniforme. Le stelle sono tutte ad 8 punte e in ogni spicchio ne sono presenti 19 (per un totale di 76). Non so se ci sia un significato simbolico dietro a questi numeri. Lo lascerò decidere ai posteri, che sicuramente si affanneranno nella ricerca di qualche messaggio occulto riconducibile alla presenza dei templari in Italia o al nuovo romanzo di Dan Brown. Infine, ecco una prova di posizionamento della volta per avere un'idea del suo aspetto dall'interno. La foto è stata scattata inserendo (non senza difficoltà) la macchina fotografica tra i pilastri del loggiato piccolo e spalancando il portone. Ad occhio nudo la volta non sarà visibile se non con l'aiuto di uno specchietto. MATERIALI: gesso, acquerelli STRUMENTI: compasso, pennelli, spatolina, carta abrasiva MISURE (in cm): perimetro interno: 5,7 x 5,7 PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos145", "title" : "Costruzione 145: Volta a padiglione (2) - l'affrescatura", "permalink" : "" };
Thursday 7th of March 2013 11:23:00 AM - Construction 40: Last minute changes to the basement
In a recent post I wrote that it would have been the last one talking about corrections and adjustments. Actually I never stopped to improve the appearance of the basement, modifying finished parts again and again. Here are some changes I made, in casual order: The iron gate (see construction) The gate was still unfixed, so I removed it to varnish the walls simplifying the movement of the brush. When I was about to mount it again, I realized that it would have been impossible to open the bolt from the outside when the basement would be closed. So I drilled the opposite wall of the tunnel and fixed the gate to the other side. It doesn't make much sense positioning the bolt on the outside, but now I can easily open it with a hook and watch inside the cellar. The stone columns (see construction and previous changes) Yes, the columns again! After the "medievalization" of the shaft, I brought them to the workshop once again (removing the glue that fixed them to the floor). This time I decided to eliminate the whole base, extending the rounded shaft to the ground line. After that, I worked on the floor to conceal the corners of the concrete bases. Two reasons mainly brought me to make this further adjustment: A basic dissatisfaction about their stocky shape and a feedback received on an internet forum about the Middle Ages. Janus (the administrator) argued that such a rich square base would have been more indicated on a "piano nobile" or a cloister than in a subterranean room where nobody would see it. Polishing the lower part of the column to reach the diameter of the shape allows me to fix this supposed inconsistency, giving at the same time a slimmer shape to the column. Many thanks, Janus! The vaults (see assembling) I take advantage from the absence of columns to adjust the base line of the vaults, adding some material to make them fit perfectly with the capitals. The rope I made a little rope using a thick twine to decorate the wall near the barrels. I don't know exactly what it will be used for, but it was a clear instance of the customer, so I'll not start arguing with him for a simple rope. To make it stiffer and darker (twine was very clear) I soaked it in the same varnish I used on the walls and I rolled it up between my finger dirty with glue. Another drop of glue on the iron hook to attach it to the wall, and it's a done deal. Glue will soon become transparent so it will be hard to perceive. The wall torches (see the making of) Torches? Weren't them finished and fixed to the walls? True. But since a while an idea was running through my mind... a little ambitious to tell the truth, but anyway... Ok, stop now. That's a matter for a new post, so I will tell you next time! PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos040-en", "title" : "Construction 40: Last minute changes to the basement", "permalink" : "" };
Wednesday 6th of March 2013 07:38:00 AM - Costruzione 144: Le impalcature
Questa volta non descriverò la costruzione di un elemento architettonico, ma il risultato di un piccolo esperimento effettuato lo scorso dicembre. Fin dall'inizio della costruzione in pietra, avevo messo in conto la possibilità di rendere visibili sui muri le aperture lasciate dalla rimozione dei ponteggi, così come si osservano ancor oggi in molti edifici antichi. Ovviamente nella costruzione della Domus non esiste nessun ponteggio e si tratterebbe soltanto di un espediente per dare maggiore realismo alla facciata. I primi "buchi", ancora piuttosto irregolari, furono aperti sul prospetto laterale prima ancora della costruzione del sottosuolo e della crêuza. Il loro scopo era puramente decorativo e non mi feci quindi troppi problemi sulla loro collocazione, che risulta pressoché casuale. L'occasione di verificare l'effettiva utilità dei fori mi venne poi con l'innalzamento della parete laterale del loggiato. Quella parte di muratura, coincidendo idealmente con l'edificio adiacente, si offriva ad eventuali sperimentazioni senza l'interferenza di alcun elemento aggettante o decorativo. In quel caso i fori sul prospetto esterno corrispondevano ad altrettante aperture sul fronte interno, permettendo così il passaggio dei paletti orizzontali (traversi). Approfittando di alcuni segmenti avanzati dalla travettatura del fondaco e dalla scala in legno, effettuai una prima prova, di cui si può osservare il risultato nella prima foto in alto e nelle due qui sotto. La costruzione poi proseguì su altri fronti e di questo piccolo esperimento non restano che le foto, visto che anche il legno usato venne poi "riciclato" per altri elementi. Ad un certo punto però, mi resi conto che se volevo mantenere questo vezzo estetico sulle facciate, avrei dovuto studiare meglio il loro posizionamento per rendere plausibile la fantasmatica presenza delle impalcature. Quale miglior sistema per fare questo se non costruire realmente dei ponteggi mobili in legno? Sulla base di testi e immagini trovati in rete (in questa pagina ne vedete vari esempi) ho cercato di studiare una struttura che sfruttasse i fori già esistenti e le sporgenze della facciata per auto-sostenersi e permettere ai mini-muratori di lavorare agevolmente. Il risultato è una serie di foto scattate in diversi momenti della giornata ed arricchite dalla presenza di alcune figure per presepe acquistate durante un breve viaggio natalizio a Madrid. I pezzi sono stati assemblati con poca colla o semplicemente appoggiati in modo da poter essere comodamente rimossi prima di riprendere i lavori (quelli veri)... MATERIALI: legno, spago STRUMENTI: cutter, pinzette, colla da contatto, carta abrasiva PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos144", "title" : "Costruzione 144: Le impalcature", "permalink" : "" };
Wednesday 27th of February 2013 01:15:00 PM - Costruzione 143: Volta a padiglione (1)
La scatola muraria dell'ingresso è ormai completata e l'unico elemento mancante per concluderne la costruzione è la volta di copertura. Questa, a differenza di quella del loggiato, sarà realizzata in mattoni, ma seguendo un modello diverso da quello usato per le volte dei sotterranei: si tratterà infatti di una volta a padiglione. Inoltre, a costruzione ultimata, verrà arricchita da una decorazione ad affresco. Trattandosi di un vano importante come l'ingresso principale non potrà certo rimanere con mattoni a vista! Forse a questo punto vi chiederete: "Ma se poi la copri con l'intonaco, perché non costruisci la volta in un unico pezzo, invece di perdere tempo a mettere mattone su mattone?" Se mi fate questa domanda vuol dire che siete visitatori occasionali e non avete letto i precedenti 142 post del blog. In questo caso (ma solo perché siete voi) risponderò con una citazione di De André: "Per la stessa ragione del viaggio, viaggiare". Ed ora torniamo ai nostri muri. L'altezza ha raggiunto il livello prestabilito e la volta poggerà direttamente su questo perimetro, un quadrato di 5,7x5,7cm. Se avessi dovuto costruire una volta a crociera avrei potuto riutilizzare il vecchio supporto in gesso, ma dovendone realizzare uno nuovo, che oltretutto userò una sola volta, opto per la plastilina. In pochi minuti taglio un parallelepipedo corrispondente al perimetro dell'ingresso ed elimino il materiale superfluo con la lama del cutter fino ad ottenere il "negativo" della mia volta. Poi inizio la posa dei mattoni direttamente sulla muratura, mantenendo però la volta staccata dalla base per poterla successivamente rimuovere. La costruzione infatti prosegue su un'altra superficie, sulla quale posso lavorare più agevolmente. Il taglio e posizionamento dei mattoncini è decisamente più semplice rispetto alle volte costruite in precedenza. L'unico punto d'attenzione sono gli spigoli, per il resto procedo nella posa con un andamento a spirale che si conclude con l'inserimento degli ultimi pezzi sul vertice della volta. Poi cospargo l'estradosso con abbondante colla e lascio asciugare. Dopo la rimozione della plastilina posso finalmente girare la volta ed osservarla dall'interno. Il risultato mi lascia assai soddisfatto e penso sia un peccato doverla ricoprire con l'intonaco. Beh, in fondo tutte le volte sono fatte così, e poi è proprio per questo che sto documentando tutti i passaggi con tante foto. Questa diventerà una bellissima volta affrescata, ma ogni volta (dio, è impossibile evitare le ripetizioni) che la osserverò, saprò che sotto a quei colori e a quell'intonaco si nasconde tutta la struttura in mattoni, come in una volta reale! Purtroppo, dopo una prima rifinitura con la carta vetrata, mi rendo conto che l'altezza è eccessiva. Supera di quasi un centimetro quella della volta in pietra del portico, e non voglio essere costretto a creare un dislivello sul piano ammezzato per compensare questa svista. Che fare? Alla fine risolvo il problema rimuovendo due corsi di mattoni alla base della volta stessa ed uno dalla muratura dell'ingresso. Per fortuna anche le pietre sottostanti avevano già un andamento molto regolare e nessuna si rompe malamente durante l'estrazione dei pezzi. Bene. Ora, salvo ulteriori sviste, la volta dovrebbe essere pronta per l'intonacatura e... Ah, ma non è ancora il momento! Ricordate cosa ho detto prima? Godiamoci il "viaggio". Presto o tardi arriveremo... MATERIALI: ardesia, Das, colla bianca STRUMENTI: cutter, tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, lime, plastilina MISURE (in cm): perimetro ingresso: 5,7x5,7 cm altezza alla base d'imposta: altezza massima all'intradosso: PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos143", "title" : "Costruzione 143: Volta a padiglione (1)", "permalink" : "" };
Monday 18th of February 2013 05:11:00 PM - Construcción 39: Ventana con rejas (2)
En la primera parte he mostrado la apertura de una ventana en el muro de la cantina. Ahora es el momento de completar su construcción. Primero será necesario realizar las rejas que la cerrarán. Me pongo a trabajar con el alambre como ya hice en otras ocasiones, aunque esta vez voy acoplando las dos técnicas usadas hasta ahora. En la cancela monté las barras enrollando horizontales sobre verticales, sin dar ni un golpe. En la prisión, por contrario, entrelacé las barras hasta formar una cuadrícula regular para luego golpearla con el martillo. Ahora moldearé primero todas las barras verticales creando un aro en su centro que seguidamente golpearè con el martillo. Luego insertaré la barra horizontal y recortaré las otras para ajustarlas a la apertura. La estructura obtenida no es muy estable y la posición de las barras se altera a cada mínimo movimiento. Soluciono el problema echándoles un poco de cola spray y dejándolas secar. Ahora puedo abrir en el muro una serie de agujeros correspondientes con las barras y colocar la reja en su sitio. El pequeño arco de ladrillos que cerrará la ventana aún no ha sido barnizado. Ya que va a coincidir en altura con las bóvedas, decido juntarlo a éstas para que no se note demasiado el corte entre las dos piezas. Así que el paso siguiente será su unión a las bóvedas de la cantina y su barnizado. Otra serie de agujeros acogerá las extremidades superiores de la reja. Ahí va una serie de fotos hechas durante una prueba de montaje. Hay más detalles que tendré que arreglar antes del cierre de las bóvedas, pero creo que ya la construcción de la ventana se pueda considerar terminada. PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos039-es", "title" : "Construcción 39: Ventana con rejas (2)", "permalink" : "" };
Saturday 16th of February 2013 05:59:00 AM - Costruzione 142: Volta a crociera ogivale (2) - le vele
Come ho già scritto nel primo post dedicato alla volta di copertura del loggiato, il mio modo di procedere è piuttosto intuitivo, senza troppe misurazioni e calcoli preventivi. Questo a volte comporta qualche piccolo problema e mi obbliga ad andare per tentativi, adattando di volta in volta gli elementi già costruiti per ottenere il risultato desiderato. Questo caso non fa eccezione. Le vele (ovvero i triangoli che compongono la superficie della volta) poggiano per due lati sopra l'estradosso delle costole, mentre il terzo lato si inserisce sulla rispettiva arcata. Le mie costole però risultano troppo alte e di conseguenza mi vedo costretto a "rivestire" le arcate laterali con una seconda fila di cunei. Adesso che anche il perimetro del loggiato ha raggiunto l'altezza ottimale, è ora di iniziare la costruzione delle vele. Dopo diversi tentativi (falliti) di usare come supporto dei triangoli di cartoncino sagomato, ripiego sulla plastilina, adattando vari ritagli di materiale fino a formare una superficie d'appoggio uniforme e resistente. Per il momento lavoro soltanto su tre vele, in quanto la quarta arcata perimetrale è incompleta e si presenterà leggermente diversa dalle altre. Inizialmente ritaglio le piccole scaglie di ardesia e le appoggio semplicemente alla plastilina senza l'uso di colla. Lo spessore dei pezzi è così ridotto che incollarli tra i giunti risulterebbe complicato e creerebbe certamente sbavature sul lato interno della volta. Anche incollare l'intero estradosso, però, si rivela alquanto arduo. Al minimo movimento l'intera composizione si altera, causando danni rimediabili solo pulendo i pezzi uno ad uno e ricominciando da capo. Alla fine ne esco vincitore, ma solo perché così era scritto nel libro del destino. Una volta rimossa la plastilina, unisco le tre vele e la costole in un unico pezzo, distribuendo abbondante colla sull'estradosso, questa volta senza troppi problemi. Nel frattempo, porto avanti la costruzione del muro frontale dell'ingresso. Su questo andrà ad inserirsi la quarta arcata perimetrale, parzialmente in aggetto per compensare il fatto che l'intera facciata si trova in posizione più arretrata rispetto ai pilastri. In questo modo, la superficie coperta dalla volta è perfettamente quadrata e centrata rispetto alle arcate laterali. Inoltre, adesso il pezzo presenta una resistenza molto maggiore che mi permette di lavorare sulle costole smussando gli spigoli con il rullo abrasivo del Dremel. La costruzione del quarto spicchio e la rifinitura con il cemento completano la struttura della volta, che per il momento rimane appoggiata alle arcate in attesa della chiusura definitiva del loggiato. MATERIALI: ardesia, colla bianca, colla da contatto, boiacca di cemento STRUMENTI: tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, Dremel, plastilina, pennello, spugnetta MISURE (in cm): PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos142", "title" : "Costruzione 142: Volta a crociera ogivale (2) - le vele", "permalink" : "" };
Monday 4th of February 2013 05:39:00 AM - Construction 39: Barred window (part 2)
In the first part I handled the opening of a new window on the basement wall. Now it's time to complete that window, providing the iron bars and placing the arch. I start working with wire for the third time, but now joining the different methods I used in the past. I've built the gate wrapping horizontal bars around the others, without beating. In the guardhouse on the other hand, I crossed the bars wedging them each other and then I've beaten the grating with a hammer. Now the vertical bars, previously wrought in shape of a ring, will support the only horizontal bar. The so obtained structure though is not very stable. Vertical bars are changing their angle at every movement, so I'll reinforce it with a spray of glue. Now I can drill the wall at a regular distance where I'll introduce the lower railing. The small brick arch that will form the top of the window has not been varnished yet, but I decide to join it to the ceiling, as it's just the extension of one of the cross vaults. Another set of drill holes will receive the upper side of the railings. I can verify the effect placing the whole ceiling on the walls. Some more details will be fixed before the closing of the basement, but now I can say with certain knowledge that the barred window is finally done! PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos039-en", "title" : "Construction 39: Barred window (part 2)", "permalink" : "" };
Sunday 3rd of February 2013 05:11:00 PM - Construcción 38: La despensa
Hace un año exacto, en unos puestos de Navidad, compraba unos accesorios que sabía me servirían para decorar el interior de la Domus. Algunos de ellos ya los usé, por ejemplo los toneles para el vino. Otros aún esperan su momento encerrados en las bolsitas. Entre éstos se encuentran una serie de ánforas de terracotta que había seleccionado con mucha atención entre las que estaban espuestas. De hecho, la mayoría de las miniaturas a la venta presentaban medidas incompatibles con los de la Domus, siendo ésta realizada a escala de 1:50. Todo es mucho más pequeño de lo que parece en las fotos, y quien ha tenido la oportunidad de verla en vivo ha quedado sorprendido por su reducido tamaño. Pero a lo que iba, he seleccionado algunas ánforas de diferentes formas con la idea de crear un rincón despensa en el sótano. Aquí, lejos de la luz y de las temperaturas externas, se pueden almacenar los alimentos de la casa u otros productos destinados al comercio (no olvidemos que nos encontramos en una ciudad de mar y que los dueños seguramente llevan alguna actividad comercial y quizás posean sus propios navíos). Tras haber elegido cual sería en rincón más adecuado, hice algunas pruebas y cogido por el entusiasmo disparé varias fotos. Ahí van las mejores: Como ya dije sólo se trata de pruebas y la estructura de la cantina todavía aparece incompleta, pero la luz era realmente irrepetible y decidí publicarlas igualmente. Pero ahora vayamos a ver la efectiva construcción de la despensa. Primero hay que crear las tapaderas para las ánforas, y opto por el uso de materiales distintos para los dos diferentes modelos. Los jarrones grandes serán cerradas por tapaderas redondas hechas con el Das, usando recortes de material seco, mientras las ánforas pequeñas tendrán verdaderos tapones de corcho. Luego, con el cañamo ya usado para la celda, cubro la porción de suelo en la que pondré las ánforas, esta vez colocadas en la clásica disposición que se usaba antiguamente en los barcos para ahorrar espacio. El trabajo parece ya terminado, pero en realidad lo más difícil comienza ahora. Dentro de la Domus mingún elemento puede quedar suelto, ya que en caso de golpes o transportes, una vez que la estructura esté cerrada, sería imposible remediar a cualquier desperfecto. Así que las ánforas deberán ser pegadas una a una, cuidando que la cola quede oculta. Los principales puntos de observación para ver la despensa son el tercer arco de la pared de fondo y el túnel subterráneo. Sin embargo, ese rincón será parcialmente visible también desde otras aperturas, incluída la ventana con rejas. Tras haberlas apartado sin alterar su posición, vuelvo a colocar las jarras echando gotas de cola en las partes menos visibles y limpiando los excesos. Para asegurarme que la composición quede bien fija echo también un poco de cola spray, obteniendo un accidental efecto telaraña. Su duración es muy limitada, pero resulta interesante y me da tiempo de hacer algunas fotos. A estas alturas ya creo que la obra esté terminada y estoy a punto de dedicarme a otro elemento, pero un movimiento fugaz llama mi atención hacia las ánforas... Me acerco a la puerta lateral para echar un vistazo al interior, y ésto es lo que veo: Debería imaginarlo. ¿Cómo podría pasar desapercibida una despensa tan rica en un edificio aún sin terminar? De algún modo tendré que solucionar todo ésto. Si por lo menos hubiera algún gato por aquí... PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos038-es", "title" : "Construcción 38: La despensa", "permalink" : "" };
Sunday 3rd of February 2013 04:53:00 PM - Construction 38: The pantry
Exactly one year ago I bought some miniatures in a Christmas market to decorate the basement of the Domus. I already used some of them, like the wine barrels. Others are waiting inside their bags. There is a set of clay amphoras, minutely selected among many others on the stand, but the most things for sale in the market were too big for the Domus. It is built in 1:50 scale, so all is very small (more than what it looks on pictures). Back to the point: I've chosen some amphoras in different shapes thinking I could use them to decorate a corner of the cellar. Here, far from the light and from temperature leaps, the lodgers may store their food or other perishable merchandise (don't forget we're in a harbour town, the owner of the Domus surely has a business here, perhaps a merchant fleet). Once I choose the right corner, I make some preliminary test with the amphoras. Here you can see a short selection: As I said, it's only a test and the basement still looks incomplete, but light were so good that I decided to post them anyway. Now let's see the final construction of the pantry. First of all, I need to make the lids for the amphoras and I choose to make them in two different materials: Rounded clay for the big jars and cork for the smaller ones. Then, using the same hemp of the guardhouse, I make a straw mattress to lean on my amphoras. Now I lay them in a snap-fit arrangement to save space, like the romans did in the ancient times on their ships. The work seems finished, but now begins the hardest task. Nothing inside the Domus could remain unfastened because, in case of movements or relocation it would be impossible to fix any damage when it will be closed. So the amphoras will be glued each other and to the ground, avoiding glue to be seen from the outside. The main points of view to watch the pantry are the third arch on the back side of the house and the tunnel on the left side. It will be partially visible though from others openings, including the barred window. I remove the jars paying attention not to alter their position, then I replace them applying glue on the points of contact and removing every smudge. Now, just to ensure that the composition is fixed, I use a spray glue over the jars, obtaining an accidental spider web effect. Unfortunately it's not a long-lasting effect, but I had the time to capture it on pictures. Now, when I finally think the work is done and it's time to dedicate myself to other parts of the Domus, a fleeting movement behind the jars catch my eye. I get closer to the side arch to watch inside and this is what I see: I should have imagined it. How could it go unnoticed such a well-provided pantry in an unfinished building? I'll have to find a solution to this. If only there was a cat nearby... PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos038-en", "title" : "Construction 38: The pantry", "permalink" : "" };
Sunday 3rd of February 2013 06:11:00 AM - Costruzione 141: Falso loggiato (1)
{JFBCGraph image=http://wernermaresta.com/domusgallery/m141.jpg} Torniamo ad occuparci un po' del prospetto laterale, sfiorato un paio di post fa con la descrizione dell'argano in legno. Dopo la sostituzione degli archetti in mattoni con altrettanti archi in pietra ed il riposizionamento della cornice, posso iniziare la posa degli elementi decorativi soprastanti. L'aspetto finale di questa parte della muratura è stata descritta qui, e ricalca il falso loggiato presente sul prospetto laterale della cattedrale di San Lorenzo (foto a lato), con la differenza che l'intera struttura si troverà sospesa sopra gli archetti pensili e sarà presente un'unica finestra centrale. Al di sopra della porta laterale del fondaco la cornice si interrompe, lasciando spazio ad una serie di orifizi. Questi serviranno per l'eventuale inserimento di travi di sostegno per la scala esterna. Non so se arriverò mai a costruire realmente questa struttura che prevederebbe la presenza di un'ulteriore base d'appoggio... ma non mettiamo limiti alla fantasia! Dopo la prima fila di pietre, che mettono ben in risalto la sporgenza della cornice, inizio la lavorazione delle colonne, partendo dalla base. Questa è formata da un piccolo plinto sormontato da un unico toro cilindrico. Il materiale usato è la pietra artificiale, alla quale ho deciso di affidarmi per la realizzazione degli elementi più piccoli e delicati. Dopo la posa delle basi e l'innalzamento del muro, mi rendo conto però di una discrepanza tra il modello originale e la mia ricostruzione: nel loggiato superiore, infatti, le colonne non poggiano direttamente sulla cornice, ma è presente un ulteriore corso di pietre che crea uno scalino intermedio tra quest'ultima e il fondo della loggia. Per rimediare a questo problema sono costretto a rimuovere alcuni pezzi per evitare che i giunti verticali del nuovo corso (aggiunto ex-novo davanti al precedente) coincidano con gli spigoli del loggiato. Alla quarta fila successiva alla cornice la struttura inizia a prendere forma, e approfittando di una colonnina realizzata inizialmente per le finestre del fondaco, provo ad immaginarne l'aspetto finale. Mancano ancora un sacco di elementi, tra cui ovviamente la finestra centrale, ma per il momento sono costretto a fermarmi qui per proseguire la costruzione su altri fronti, in modo che lo sviluppo in verticale della Domus avvenga in modo uniforme. Intanto do una passata con il cemento per riempire i giunti e quelle fastidiose fessure attorno agli archetti pensili... MATERIALI: ardesia, pietra artificiale, colla bianca, cemento STRUMENTI: tenaglie, pinzette, carta abrasiva, lime, seghetto, livella, Dremel con disco diamantato, pennello, spugnetta MISURE (in cm): (da verificare) PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos141", "title" : "Costruzione 141: Falso loggiato (1)", "permalink" : "" };
Saturday 19th of January 2013 09:22:00 AM - Domus by Gvarnerivs: Visioni da un passato futuro
Sulla base di quanto costruito finora e del progetto più o meno abbozzato, ho provato ad immaginare quale sarebbe l'aspetto della Domus agli occhi dei passanti. Per farlo, ovviamente, mi sono calato nei panni di padre Gvarnerivs... Quanto segue, invece, è il frutto di una notte insonne e di un principio di nerdismo acuto. Questa patologia, che nei casi più gravi può portare anche alla morte, se curata in tempo può recedere fino a scomparire del tutto. In questo caso i sintomi, pur se evidenti, risultano chiaramente leggibili solo da chi ha avuto modo di osservare da vicino il virus Assassin's Creed (di ceppo 2). Speriamo in una pronta guarigione... TECNICA: disegno digitale su tavoletta grafica Wacom Cintiq 12wx, Adobe Photoshop CS3. PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "gvarnerivs01", "title" : "Domus by Gvarnerivs: Visioni da un passato futuro", "permalink" : "" };
Friday 11th of January 2013 06:15:00 AM - Costruzione 140: Finestre dell'ingresso (2) e nicchia votiva
Nel primo post dedicato alle finestre dell'ingresso mi sono occupato principalmente della costruzione della prima apertura (sul muro perimetrale). In questo nuovo capitolo affronterò il completamento di entrambe le finestre e di un elemento aggiuntivo che, come già accaduto in passato, non era previsto dal progetto (se vado avanti così, dubito che riuscirò mai a concludere il lavoro...). La foratura del davanzale procede in modo decisamente più "pulito" rispetto alla precedente, a riprova del fatto che un minimo di esperienza si sta accumulando. Anche l'inserimento delle grate mi crea meno grattacapi. Immediatamente sopra l'arcata di scarico del portone principale, inizio la costruzione del nuovo elemento cui accennavo prima: una piccola apertura nella quale inserirò la madonna in legno pensata inizialmente per la nicchia del muro laterale. Mi sembra ifatti che la posizione più elevata e centrale rispetto all'ingresso sia più indicata per una figura sacra di questo tipo. Avevo detto che la struttura della seconda finestra sarebbe stata analoga a quella della prima. Smentisco subito quest'affermazione, già che esternamente presenta una seppur piccola differenza: l'architrave non è più incassato tra i piedritti come nel primo caso, ma vi è appoggiato sopra, mantenendo comunque le stesse proporzioni quadrate dell'altra apertura. Il fissaggio definitivo degli architravi (limati in corrispondenza delle grate per permetterne l'inserimento), mi dà la profondità che dovranno avere le arcate di copertura delle finestre, il cui assemblaggio viene effettuato su strisce di cartone sagomato e senza troppe misurazioni. Una volta incollati i cunei tra loro rifinirò il profilo degli archi con le lime e con il Dremel, deformandoli se necessario finché la colla non sarà del tutto asciutta (in genere, nelle prime ore successive all'asciugatura, la colla mantiene un minimo di elasticità che può tornare molto utile). Contemporaneamente, ritaglio i pezzi necessari alla costruzione del piccolo archetto ogivale della nicchia. Visti i miei mezzi limitati, approfitterò di un tondello di ardesia risultato da una prova di taglio di un marmista, scavandolo all'interno con la lima circolare e poi tagliandolo in due per ottenere l'arco acuto. Il suo spessore è leggermente inferiore del muro da riempire, ma userò dei listelli più sottili per colmare lo spazio rimasto vuoto. Il completamento di tutti gli archi e la parziale copertura della scala, rendono ora possibile l'innalzamento dei muri perimetrali fino a alla base d'imposta della volta, che a differenza di quella del loggiato esterno, sarà in mattoni. A questo punto avrei voluto pubblicare una foto della nicchia con alloggiata al suo interno la statuetta in legno, ma mi accorgo solo adesso che quello scatto manca. Al momento non ho la possibilità di aggiungerlo, ma vedrò di inserirlo in un prossimo post dedicato all'ingresso (magari l'ultimo prima della sua chiusura definitiva). In compenso, allego alcuni scatti delle finestre effettuati con diverse illuminazioni, naturali e non. MATERIALI: ardesia, fil di ferro, colla bianca STRUMENTI: tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, lime, cartoncino MISURE (in cm): da verificare PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos140", "title" : "Costruzione 140: Finestre dell'ingresso (2) e nicchia votiva", "permalink" : "" };
Friday 4th of January 2013 01:29:00 PM - Construcción 37: Escalera de ladrillos (3) y cierre de la cisterna
Mientras en algunos rincones del sótano ya estoy acabando la decoración, en otras partes la construcción aún no está terminada y tendré que echarle manos antes de poder cerrar definitivamente el embovedado. Uno de los elementos incompletos son las escaleras, que aún faltan de unos escalones y de la bóveda de ladrillos. Primero hay que prolongar un poco las paredes que sostendrán la bóveda que voy a construir, cuidando mantenerlas paralelas a la pendiente de la rampa. Para crear la cimbra de soporte voy cortando un trozo de cartón cilíndrico (parte de un rollo de papel igienico) y tras haberlo humedecido, lo coloco entre las dos paredes, de manera que se ajuste a la anchura de la escalera. Cuando ya está seco lo aparto y le voy construyendo encima mi bóveda de cañón, como ya hice para el túnel subterráneo. Los ladrillos son ligeramente más grandes de los que usé para el arco de acceso, así que no encajan perfectamente. Remediaré a ésto más adelante, por ahora me limito a verificar las juntas entre los muros y la bóveda (que deberá ser ajustada lijando un poco los bordes) y paso a trabajar en la cisterna. Lo primero que haré será pegar definitivamente la puerta, que hasta ahora sólo estaba apoyada. Esta puerta no podrá ser abierta como la de la prisión. Durante mucho tiempo estuve pensando si dejar algún objeto en el hueco de la cisterna: una moneda, un mensaje, un cofre lleno de oro... algo que pudiera ser encontrado por los mini-arqueólogos del futuro... Sin embargo la indecision es demasiada, y al final vuelvo a poner la bóveda y lo cierro todo con cola, dejando la cisterna misteriosamente vacía (a parte del polvo que le ha caído en estas últimas semanas). En realidad una idea para incluir un "cuerpo extraño" en el interior de la Domus la tendría, pero ya hablaré de eso en otro artículo. Ahora la cisterna está terminada y la escalera tiene su bóveda de ladrillos, aunque todavía no alcanza su completa extensión. Tras el barnizado no queda que volver a colocar las bóvedas y rematar los últimos detalles, como hice para los demás muros del sótano. Encima de la puertecita de hierro coloco una pequeña anilla que podrá servir de soporte para bajar el cubo del agua hasta el fondo de la cisterna. Coloco también de forma definitiva (o eso es lo que creo) la antorcha en la pared. Vuelvo a repasar con la mirada toda la superficie de la cantina, luego levanto una vez más el embovedado y le meto manos a la despensa... PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos037-es", "title" : "Construcción 37: Escalera de ladrillos (3) y cierre de la cisterna", "permalink" : "" };
Thursday 3rd of January 2013 06:01:00 AM - Construction 37: Brick staircase (part 3) and closing of the cistern
I've been working on the decoration of the basement, but some parts of the structure still look incomplete. One of those parts is the staircase: It's still missing some brick steps and the whole barrel vault. I'll have to put a hand on it before to place the ceiling. As a first task, I need to complete the walls which the vault will be placed on, taking care to keep them parallel to the flight of stairs. Then I cut a bowed carton (from a roll of toilet paper) and I place it, dampened, between the walls, so it will adjust to the width of the staircase. When it's dry, I take it away and start constructing my barrel vault over it as I previously did with the corridor vault. The bricks are slightly wider than the ones I used for the arch, so they don't match perfectly. I don't care about it now, just verify the correspondence between the walls and the vault (have to refine the intradox) and swicth to work on the cistern. Here I glue the iron door in its opening. This one, unlike the guardhouse door, will be fixed. For a long time I flirted with the idea of putting some object inside the cistern hole: A coin, a message, a treasure chest... something that future mini-archaeologists could find digging the ruins of the Domus. Finally, the indecision was stronger than me, so I glued the vault leaving the cistern misteriously empty (except for the dust fell down during the past few weeks). Actually I have an idea to insert a "foreign body" inside the Domus, but I'll talk about it in another post. Now the cistern is completed and the staircase looks fine with its partially built vault. After the barnishing, all I have to do is to restore the vaults and give the finishing touches to the joints. An iron ring over the door could be useful to lower the bucket inside the cistern. The wall torch too, still removable, is now definitively glued to the wall (or at least that's what I think). I take a look to the basement, then I lift once again the vaults of the cellar and start working on a new item: It's time to fill up the pantry... PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos037-en", "title" : "Construction 37: Brick staircase (part 3) and closing of the cistern", "permalink" : "" };
Thursday 27th of December 2012 02:43:00 PM - Costruzione 139: Argano in legno (1)
Come avevo scritto in un vecchio post in cui esponevo lo sviluppo del prospetto laterale, il fondaco sarà dotato di un argano per lo spostamento delle merci tra sotterranei, piano terreno e piano ammezzato. In un primo momento l'argano doveva essere collocato al piano terreno, ma lo spazio esiguo tra il muro e la botola mi convinse a spostare tutto al piano superiore, portandomi così a realizzare i beccatelli (poi modificati) e la struttura in aggetto del piano ammezzato. Avendo già costruito le scanalature necessarie alla rotazione dell'argano, decisi di rimuovere in blocco quella porzione di muro per ricollocarla sul piano ammezzato quando la costruzione fosse giunta all'altezza prevista. Per il momento mi concentrerò sugli interni, mentre del prospetto esterno tratterò in un altro post. Una volta raggiunto il livello del piano ammezzato, lo spostamento in aggetto della parete permette al pavimento di guadagnare quel mezzo metro in più (un centimetro, in scala) che renderà più agevole l'utilizzo dell'argano. La nicchia nel muro verrà successivamente ridotta in ampiezza per far sì che la finestra risulti centrale rispetto all'arcata che la coprirà. Anche la costruzione del rocchetto cilindrico e delle mensole che lo sostengono, inizia all'epoca della costruzione del piano terreno e viene poi sospesa in attesa del momento più opportuno. Ottengo il cilindro levigando un perno in legno e forandolo alle due estremità. Nei fori inserisco ad incastro due segmenti di uno stuzzicadenti, che fungeranno da perni di rotazione. Le mensole di sostegno sono ricavate invece dallo stesso legno usato per le travi del solaio. Gli stuzzicadenti più comuni che si trovano in commercio qui in Spagna, sono ad una sola punta e presentano una particolare lavorazione a scanalature all'estremità posteriore. Mi sono sempre chiesto come avrei potuto sfruttare questa cosa nella costruzione della Domus (senza però arrivare a questi estremi). Ora, avendo la necessità di realizzare le leve per il mio argano, ho pensato immediatamente ai "palillos de dientes" e ne ho acquistato una scatola. Me ne serviranno solo otto, da inserire in altrettanti fori praticati sul cilindro principale. La posizione delle leve è misurata accuratamente perché queste possano ruotare all'interno delle scanalature del muro senza incontrare resistenza. Il passo successivo è la verniciatura e l'inserimento della corda (un tratto di spago sottile e senza sfilacciature venduto appositamente per la realizzazione di collanine). Per fissarlo al rocchetto, apro un altro foro al centro del cilindro nel quale inserisco un'estremità dello spago con una goccia di colla. Il resto della corda è avvolta sul cilindro e bloccata temporaneamente con un pezzo di nastro adesivo. Fatto questo, la prima parte dell'argano è completata e può essere inserita definitivamente nel muro del fondaco, che prosegue con un blocco sul quale continuano le scanalature verticali. A questo punto la costruzione dell'argano deve nuovamente interrompersi fino a che non sarà possibile inserire nel muro il braccio con la carrucola che completerà la struttura... MATERIALI: ardesia, legno, stuzzicadenti, spago, colla bianca STRUMENTI: tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, Dremel con punta per legno, lima circolare MISURE (in cm): larghezza totale: 4 cilindro: 2,2 x 0,7 (ø) mensole: 2,5 x 0,5 x 1 leve: 2,9 x 0,25 (ø) sporgenza delle mensole: 1,6 sporgenza massima: 2,2 PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos139", "title" : "Costruzione 139: Argano in legno (1)", "permalink" : "" };
Friday 14th of December 2012 11:13:00 AM - Construcción 36: Celda subterránea (2)
En la primera parte hemos dejado la celda subterránea casi terminada, con las rejas y la puerta de hierro ya instaladas y unas anillas clavadas en la pared. Es el momento de rematarla con los últimos detalles antes de cerrar las bóvedas. Primero me gustaría realizar un lecho de paja que servirá a los prisioneros para tumbarse y para recoger sangre y otras porquerías que podrían estropear mi precioso suelo. Para hacerlo usaré una madeja de cáñamo encontrada en una zona de obras. Tras haberla limpiado muy bien (ha quedado a la intemperie durante un tiempo y estaba llena de polvo), aparto los hilos más gruesos que resultarían fuera de escala, y la voy cortando con unas tijeras. Unos simples tijeretazos y ya se va pareciendo más a un montón de paja. Ahora la coloco sobre un soporte provisional (en este caso un cartón) y la voy mojando con un poco de cola spray que he comprado aposta para este trabajo. Dejo secar unos minutos, luego la retiro del cartón y la presiono ligeramente con los dedos, aplastándola de manera uniforme. Mi lecho de paja ya está listo para ser colocado dentro de la celda. Ahora pulverizaré el suelo con un poco más de cola, para que la paja se quede bien fija. Ya sí puedo colocar el lecho, presionándo suavemente con una pequeña espátula y añadiendo unos hilos más en los rincones para cubrir toda la superficie. En una esquina coloco un pequeño cubo de madera, comprado junto con otros accesorios para maquetas navales. ¡Y ya tenemos water! En el centro de la bóveda coloco una anilla de hierro parecida a las que ya puse en la pared, y a través de ésta inserto una cadena que quedará colgando a media altura. Será útil para inmovilizar los prisioneros menos colaborativos y convencerlos con métodos más eficaces. Además dejaré en el suelo una cadena corta con dos anillas en les extremidades que servirá para atar los tobillos de los cautivos. El interior de la celda ya se presenta mucho más acogedor. Tan sólo faltan las bóvedas, que tendré que retocar para que encajen perfectamente con la estructura. De momento, puedo colocarlas de forma provisional para comprobar el efecto final. Se me olvidaba un último detalle: para que se vea que esta prisión no es un elemento de adorno y se usa con regularidad, voy a decorar las paredes con unos graffiti, supuestamente dejados por algún prisionero durante su larga estancia en este lugar... Muy bien, ya creo que no falte nada más (a parte los invitados, claro). PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos036-es", "title" : "Construcción 36: Celda subterránea (2)", "permalink" : "" };
Monday 10th of December 2012 05:59:00 AM
Domus Project Stats
| Daily | Unique PVs | Total PVs | Unique In | Total In | Unique Out | Total Out |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Average | 60.5 | 210.3 | 0.0 | 0.0 | 0.0 | 0.0 |
| Today | 50 | 130 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Yesterday | 58 | 158 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| May 23 | 57 | 258 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| May 22 | 65 | 319 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| May 21 | 60 | 134 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| May 20 | 85 | 206 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| May 19 | 56 | 158 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| May 18 | 47 | 225 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| May 17 | 71 | 353 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| May 16 | 56 | 162 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Highest | 118 | 1,443 | 2 | 2 | 3 | 4 |
| Weekly | Unique PVs | Total PVs | Unique In | Total In | Unique Out | Total Out |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Average | 303.7 | 841.8 | 0.5 | 0.5 | 0.1 | 0.1 |
| This Week | 375 | 1,205 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Last Week | 430 | 1,514 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Week 19 | 378 | 1,027 | 1 | 1 | 0 | 0 |
| Week 18 | 375 | 839 | 1 | 1 | 0 | 0 |
| Week 17 | 365 | 925 | 1 | 1 | 0 | 0 |
| Week 16 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Week 15 | 340 | 885 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Week 14 | 349 | 855 | 1 | 1 | 1 | 1 |
| Week 13 | 425 | 1,168 | 1 | 1 | 0 | 0 |
| Week 12 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Highest | 606 | 2,987 | 3 | 4 | 4 | 5 |
| Monthly | Unique PVs | Total PVs | Unique In | Total In | Unique Out | Total Out |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Average | 1,062.4 | 3,242.4 | 2.6 | 2.8 | 1.9 | 2.0 |
| This Month | 1,436 | 4,308 | 2 | 2 | 0 | 0 |
| Last Month | 1,601 | 4,110 | 3 | 3 | 1 | 1 |
| March 13 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| February 13 | 1,716 | 4,611 | 4 | 4 | 7 | 7 |
| January 13 | 1,425 | 3,905 | 5 | 5 | 6 | 7 |
| December 12 | 1,826 | 5,649 | 3 | 3 | 3 | 3 |
| November 12 | 2,288 | 8,937 | 6 | 7 | 1 | 1 |
| October 12 | 332 | 904 | 3 | 4 | 1 | 1 |
| September 12 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| August 12 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Highest | 2,288 | 8,937 | 6 | 7 | 7 | 7 |
| Unique PVs | Total PVs | Unique In | Total In | Unique Out | Total Out | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Overall | 10,624 | 32,424 | 26 | 28 | 19 | 20 |

