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Domus Project















Building step by step of a medieval palace in scale 1:50

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  • Costruzione 195: Pavimento in cotto del XIV secolo
    Il titolo di questo post potrebbe risultare curioso per chi conosce bene il progetto della Domus. Non è forse già stato detto che la collocazione storica del palazzo è fissata a metà del '300? Perché allora sottolineare ancora che la pavimentazione è del secolo XIV?Beh, per un motivo molto semplice: questa volta non è soltanto il soggetto a corrispondere a quel determinato periodo storico, ma anche gli stessi materiali, che provengono dal recupero di residui edilizi di epoca medievale.Si tratta di un ulteriore passo verso una sorta di "autenticità strutturale" che comunque non ho intenzione di estendere a tutta la struttura e che resterà caratteristica di questo singolo elemento.Mi sto occupando nello specifico della pavimentazione del vano soprastante l'ingresso secondario, e che fa da collegamento tra le scale e i diversi ambienti del piano nobile. Da qui infatti si accede al salone principale, al corridoio che porta verso il cucinino e alla rampa per il secondo piano, ma anche alle stanze che ipoteticamente si svilupperebbero nella parte posteriore dell'edificio oltre la sezione che ho deciso di lasciare aperta.Questa stanza si affaccia sul vicolo laterale con una trifora architravata alla quale sto ancora lavorando.Abbiamo già visto in precedenza la posa del solaio, quindi passo subito alla soletta del pavimento. E' realizzata allo stesso modo di quella del salone, mescolando colla bianca a sabbia. Il composto è difficile da stendere perché leggermente elastico, ma una volta indurito risulta molto resistente.Sono rimasto indeciso per molto tempo sull'aspetto da dare a questa stanza, che avrei potuto pavimentare con piastrelle bianche e nere come l'ingresso sottostante. Infine ho voluto cogliere l'occasione per realizzare qualcosa di diverso e che non aveva ancora trovato posto nella Domus.Bisogna tenere in conto infatti che dal secondo piano in poi i pavimenti non saranno più piastrellati e presenteranno solo il nudo tavolato. Se voglio sbizzarrirmi, devo farlo qui nel piano nobile, quindi perché non fare qualcosa di realmente speciale?Durante una passeggiata sulle alture di Granada, mi imbatto casualmente in alcuni resti ceramici appartenenti probabilmente ad un palazzo ormai scomparso di cui a poca distanza si conservano le fondamenta in un'area recintata.Anche sparsi nei dintorni, però, non è difficile raccogliere pezzi di mattoni, tegole, piastrelle colorate, il tutto senza smuovere un solo centimetro di terra. Il luogo è aperto e accessibile a chiunque, essendo parte del parco periurbano che include le alture che sovrastano la città e l'Alhambra. Spero di non fare un torto a nessuno recuperando qualche scheggia colorata e un bel mattone in terracotta.La mia idea è quella di realizzare una pavimentazione in cotto e olambrillas (o alambrillas). Queste ultime sono piccole piastrelle di ceramica colorata che vengono interposte fra le mattonelle d'argilla, alternando diversi colori e disegni. Le piastrelle ceramiche (chiamate azulejos), spesso decorate da disegni geometrici e ripetitivi, venivano importate già in epoca medievale dai ricchi genovesi per decorare le proprie abitazioni. A Genova prendevano il nome di laggioni, e non è raro vederne ancora oggi nei palazzi e nelle ville cittadini.Le prove di taglio dimostrano che con un po' di attenzione è possibile tagliare la superficie ceramica in piccolissime formelle quadrate senza che lo smalto ne risulti compromesso. La quantità di materiale a me utile è davvero minima, ma non sempre il risultato è pulito e alcuni pezzi vanno purtroppo sprecati. I primi laggioni che ottengo sono neri, e con quelli realizzo varie prove di composizione.Gli esperimenti non includono ancora l'uso del mattone originale, limitandosi ai laggioni alternati a piastrelle ceramiche bianche o in cotto. Il mattone finora usato è più poroso e decisamente più facile da tagliare, mentre quello appena raccolto è decisamente più duro, forse per la composizione del materiale o per una diversa cottura. In fondo apparteneva ad un muro di un palazzo/fortezza e doveva necessariamente essere più resistente.Dopo aver disegnato la solita griglia a matita che mi guiderà nella posa, inizio la composizione vera e propria del pavimento.Ogni piastrella va tagliata e levigata separatamente fino a raggiungere le misure giuste per entrare a far parte del puzzle, e viene fissata alla base con una goccia di colla.Una volta completato l'assemblaggio, una leggera levigatura della superficie elimina gli spigoli sporgenti ed eventuali dislivelli tra le piastrelle. Poi è la volta dei laggioni, che vengono inseriti negli spazi vuoti con le pinzette (stavolta le mie dita sembrano davvero enormi), anch'essi con una punta di colla sul retro.Oltre ai neri, fabbrico anche altri laggioni bianchi, verdi, viola, blu, celesti, cercando di distribuirli secondo uno schema non ripetitivo...... fino a riempire tutti i buchi.Ed ecco terminata la posa. Un autentico pavimento medievale importato dalla Spagna moresca decora adesso la Domus, che si va arricchendo sempre più!Il padrone di casa, infatti, ne approvitta subito per fare due passi...Secondo lui alcune piastrelle traballano e rischiano di rompersi, inoltre vorrebbe che i piedi scivolassero meglio sulla superficie. Stendo quindi uno strato di smalto trasparente che renderà più resistente e brillante il pavimento, con l'unica raccomandazione di lasciarlo asciugare per bene prima di camminarci sopra.Ma oltre ad essere mercante di professione, il nostro committente fa anche orecchie da mercante...MATERIALI:sabbia, frammenti ceramici, mattone, colla bianca, smalto trasparenteSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, spatolina, carta abrasiva, sega, seghetto, Dremel con disco da taglio diamantato, matita, righello, pennelloMISURE (in cm):piastrelle in cotto: 0,9 x 0,9 x 0,15;olambrillas: 0,2 x 0,2 x 0,15;PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos195", "title" : "Costruzione 195: Pavimento in cotto del XIV secolo", "permalink" : "" };
    Thursday 6th of August 2015 11:24:00 AM
  • [ESP] Construcción 47: Pavimento de la entrada principal
    Construido el marco de piedra para la puerta de la cantina y circunscrita el area sobre la cual se situará la entrada, ha llegado el momento de rellenar el extradós de la bóveda y crear el fondo para el suelo de este primer ambiente de la planta baja.En la antigüedad, la operación de relleno de la bóveda se llevaba a cabo con materiales recuperados de la obra u de otro sitio y mezclados con mortero. Como no se trataba de estructuras maestras, se intentaba conseguir que el relleno no representara un peso excesivo para las mismas bóvedas. A menudo se usaban ánforas y cascajos cerámicos que permitían cubrir grandes volúmenes alternando espacios huecos con el material de relleno.En mi caso voy a utilizar una mezcla de cemento y chinos de playa, que al no tener esquinas me permitirán obtener una superficie más lisa y regular.Ahora que puedo proceder con la construcción del suelo, he optado por un clásico diseño de cuadros blancos y negros, dispuestos en diagonal con respecto a las paredes.Las baldosas, hechas de material cerámico, estaban a la venta en una tienda de miniaturas (la misma en la cual había comprado los leds para las antorchas) llena de accesorios para la construcción de casas de muñeca y pesebres. Por el aspecto polvoriento y por el precio en pesetas escrito debajo de la actual etiqueta, puedo adivinar que aquellos azulejos son de por sí unas piezas históricas. Efectivamente, realizando una búsqueda en internet, no encuentro rastro alguno del productor ni del modelo, algo muy extraño para un artículo actualmente a la venta, además producido en los Estados Unidos.La fecha de copyright (1988) podría ser reveladora sobre el tiempo que este sobre de mini-baldosas llevaba estacionando en la tienda...Las proporciones por supuesto no son compatibles con la Domus, pero puedo solucionar el problema cortando las teselas en 4 partes iguales. A la escala de 1:50, cada pieza debería medir unos 25x25 cm.Tras una simple prueba de composición, dibujo con la escuadra y el lápiz un fino retículo sobre el fondo de cemento, ya seco. Éstas guías no se corresponden con las teselas, pero serán muy útiles para colocarlas perfectamente paralelas entre ellas y evitar antiestéticos efectos zigzag.Cortar y pegar las baldosas será un trabajo de paciencia y precisión, que llevaré adelante durante unos días alternándolo a la construcción de otros elementos de la Domus que luego veremos. Terminada la composición, termino los bordes con teselas cortadas en triángulo para seguir el perímetro de los muros y llevo a cabo un pulido superficial, reduciendo así las esquinas y dando al suelo un aspecto casi desgastado.Y por lo menos de momento, doy por terminado el suelo de la entrada... MATERIALES:Baldosas en miniatura, cemento + chinos, cola blancaHERRAMIENTAS:lápiz, escuadra, hilo horizontal, paleta, gancho, pinzas, espátula, tenazas, papel de lijaTAMAÑO (en cm):perímetro entrada 5,7 x 5,7 - baldosas 0,5 x 0,5 x 0,2 PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos047-es", "title" : "[ESP] Construcción 47: Pavimento de la entrada principal", "permalink" : "" };
    Tuesday 4th of August 2015 03:04:00 PM
  • [ESP] Construcción 46: Entrada - finalización de la escalera y jambas de piedra
    Una vez colocados los sillares que constituyen la base de los muros portantes, comienzan a tomar forma los espacios que albergarán los ambientes de la planta baja de la Domus.Uno de éstos es la entrada principal, es decir la habitación en la cual nos encontraríamos una vez superado el primer umbral. En nuestro caso se trata de un pequeño espacio cuadrangular sobre el cual se abren tres pasajes: el portón principal que da acceso a la logia frontal de la casa; una puerta de menor tamaño que se abre sobre la escalera que baja a la cantina y otro arco a través del cual se sube a las escaleras para los pisos superiores.Las últimas dos aberturas se encuentran una al lado de la otra en la pared opuesta a la del portal. Por la izquierda se baja a la cantina, por la derecha se sube al entresuelo y a los ambientes privados de la casa.Esta habitación ha pasado por varios cambios en fase de proyecto. En principio había imaginado un espacio algo más amplio y de mayor impacto visual, destinado a impresionar a los invitados. Luego me di cuenta que mi idea (a la izquierda) traía inspiración principalmente de las entradas de época renacentista de las cuales Génova aún guarda muchos ejemplos. En general las entradas medievales no eran tan amplias y a menudo se abrían directamente sobre escaleras muy empinadas, de difícil acceso pero fáciles de defender en caso de ataque.Su aspecto final (aunque sólo esbozado) tras varios cambios, dictados sobre todo por el desarrollo de las escaleras, es el siguiente:Pero ahora dejemos a un lado la teoría y pasemos a la práctica.He trabajado con anterioridad a la colocación de los sillares en los muros perimetrales y al relleno de algunos intersticios. Ahora dedicaré un poco de tiempo a la construcción de la entrada.Primero queda por completar la bóveda de la escalera y las paredes de ladrillo, que en el último tramo deberán insertarse en la estructura de piedra de la planta baja.A la altura del último escalón, comienzo a poner los sillares que enmarcan la puerta, encajándolos hasta la base de la bóveda con los ladrillos de los muros, que aquí vuelven a estar dispuestos en líneas horizontales. El corte de las piedras debe ser cuidadoso, tratándose de muros que ya pertenecen a los ambientes internos de la casa. Antes de colocar cada pieza tengo que asegurarme que su posición sea la correcta, perfectamente perpendicular al suelo y a las paredes y de forma lo más regular posible.A pesar de eso, consigo trabajar cortando las piezas de forma manual usando el Dremel sólo para las piezas más grandes o para retocar las piedras ya pegadas.Es un detalle importante, ya que la menor cantidad de polvo me permite trabajar en la casa mientras fuera hace frío.Para mantener con más facilidad la horizontalidad de los muros, tengo que construir una estructura de madera que iré perfeccionando con el tiempo y de la cual hablaré en otro post. El hilo blanco que aparece en estas fotos pertenece precisamente a esa estructura y marca el nivel del suelo.La forma de la puerta es muy simple y consiste en una abertura rectangular cerrada en la parte superior por un arquitrave de piedra y acabada con jambas que la enmarcan regularizando su perfil. En su interior colocaré una puerta de madera enquiciada por el lado izquierdo que se abrirá hacia el interior de la entrada.Una vez terminado el marco me doy cuenta que su altura es excesiva, así que voy a rebajarla cortando las jambas y sustituyendo el arquitrave, dañado en las operaciones de despegue. Un desgaste de materiales que el comitente pondrá seguramente a mi cargo.Además les puedo adelantar que no será el último, ya que el montaje de la puerta traerá más problemas...De todos modos, mano a mano que las puerta va tomando forma, sigo también con la construcción de la bóveda, que alcanzada la vertical de los últimos escalones deberá hacer un recodo para situarse de nuevo paralela al suelo.Reciclando el cartón que había usado para construir la bóveda, preparo un soporte curvo que me ayudará en la realización de este último tramo de cobertura.Y por ahora nos quedamos aquí. Apoyo la bóveda en su lugar sin todavía pegarla definitivamente y doy por finalizada esta primera parte de la planta baja.Antes de seguir con las paredes habrá que encargarse del pavimento...PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos046-es", "title" : "[ESP] Construcción 46: Entrada - finalización de la escalera y jambas de piedra", "permalink" : "" };
    Monday 3rd of August 2015 09:38:00 AM
  • [ESP] Construcción 45: Muros de piedra (2)
    Terminada la puesta en obra de la primera hilada de sillares en los muros perimetrales, voy a empezar a encargarme de las estructuras internas. Antes, tengo también que reanudar el entramado metálico de soporte para que pueda seguir su labor de refuerzo tanto en las paredes como en las estructuras horizontales.Con más alambre conecto las piezas que sobresalen entre las bóvedas hasta formar un retículo que cubre toda el área. Luego extiendo también algunas de las armaduras verticales de los futuros muros portantes y de los pilares. Unos alambre sobresalen también hacia los lados para agarrar el subsuelo allá donde construiré las calles públicas.Los muros perimetrales van creciendo en altura, alcanzando con la tercera hilada de sillares el nivel de la calzada.Todas las piezas puestas a partir de este nivel serán visibles en la estructura externa de la Domus.Mientras, en el interior, aún nos encontramos bajo el suelo. De hecho el piso del pórtico se encuentra dos escalones más arriba respecto a la calle. Un tercer escalón, situado delante del umbral, dará acceso a los ambientes de la planta baja.Los dobles muros que poco a poco voy construyendo se llaman "a saco". Se trata de dos paramentos de sillares de forma escuadrada y regular que corren paralelos entre ellos creando un hueco que es rellenado con piezas de mampostería o ladrillos y mortero.Es una técnica de construcción usada desde tiempos muy antiguos y común también en época medieval, cuando todas las paredes que formaban un edificio eran portantes y no existían estructuras de hierro o acero.  En mi caso el relleno será formado por cemento mezclado con gravilla o chinos de playa, mientras en las interconexiones de los alambres (por ejemplo a la base de los pilares) efectuaré auténticas coladas de cola blanca. El resultado debería poder aguantar un terremoto.En esta fase del trabajo me ocupo también del extradós de la bóveda de la cisterna rellenándolo con los mismos materiales, y de enmarcar de la que será la entrada de la casa. El entramado de muros sobre las bóvedas aún no está acabado, pero para poderlo terminar necesito cerrar antes la última bóveda de la cantina. A su vez, la bóveda no puede ser pegada definitivamente hasta que no esté terminada la bóveda de cañón de la escalera. Así que el siguiente paso será terminar la estructura de la escalera y la puerta que comunica la entrada con la cantina.PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos045-es", "title" : "[ESP] Construcción 45: Muros de piedra (2)", "permalink" : "" };
    Sunday 2nd of August 2015 01:19:00 PM
  • [ENG] Construction 61: Paving of the loggia (part 2)
    So, to sum up: in the first part I chose the pattern and the materials to build my stone floor, then I made some test with slate and pattern composition and I drawn a pencil sketch of the main loggia.Once finished the planning stage, is time to start the real construction placing the first stone sheets.I draw a 45° grid with a pencil over the concrete surface, as a guideline for the laying of stones. I'm cutting slate manually using pincers and polishing every single piece with sandpaper.After an initial hesitation I start placing the tiles, but removing some unfitting pieces I realize that the base doesn't hold the glue very good. Concrete is dry and dusty and it's too easy to tear off the tiles.I try to solve the problem spraying glue all over the surface, and the work can goes on without any further hitches.Tiles are all the same size: some are thicker, but that's not a problem: I'll polish all the surface when the laying has finished. That's the reason why I'm completing the floors before the walls grew. The lack of walls will allow me to work comfortably with sandpaper without any corner hampering my hand.We'll see this at a later time. Now let's go back to the making of the floor and the laying of the first white tiles. The assembling of the whole floor has been completed within two working days, but with an interval of one week (my fabulous winter's sundays), dividing the surface approximately in two equal parts.I designed two stone benches along the side walls of the loggia. The floor must be cut following the shape of the benches, still not placed for the reason I explained before. Here is how the floor of the loggia looked at the end of the second working sunday:And the morning after under the sunlight:  MATERIALS:slate, ceramic tiles, vinyl glue, spray glueTOOLS:Pincers, sandpaper, tweezersSIZE:(still to measure)PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos061-en", "title" : "[ENG] Construction 61: Paving of the loggia (part 2)", "permalink" : "" };
    Sunday 2nd of August 2015 11:04:00 AM
  • [ESP] Construcción 44: Muros de piedra (1)
    Por fin se abre una nueva etapa. Terminados los subterráneos, ha llegado para la Domus la hora de crecer en altura y alcanzar el nivel del suelo.Como ya dije, a partir de ahora voy a dejar las estructuras de hormigón armado para seguir la construcción de forma más coherente con la época medieval, aunque mantendré el uso de la armadura metálica interna para dar más resistencia al conjunto.Hace tiempo, cuando aún estaba trabajando en las bóvedas de la cantina, comencé a colocar algunos sillares para que los muros fueran subiendo. Se trataba en realidad de una prueba, ya que no tenía bien claro como iba a seguir. El tramo de muro era el que se encuentra bajo la torre, en la cual se abrirá arriba la puerta de acceso para la escalera que va a la cantina.Dicha torre deberá diferenciarse del resto del edificio también por el material usado, y como todavía no tenía bien claro con cuáles piedras construirla, había considerado la posibilidad de hacerla con sillares de cemento como los que puse en los subterráneos y que también parecen pertenecer a la base de la torre.Sin embargo esos bloques resultan demasiado frágiles, y el aspecto del cemento no recuerda mucho las piedras cortadas usadas en la construcción de las torres genovesas sino por el color gris claro.De todos modos, la prueba no era satisfactoria principalmente por otra razón. La posición de los sillares no era correcta, ya que correspondía a la estructura de hormigón y no a lo que sería el perimetro interno de la torre.Me explicaré mejor: para seguir la construcción de los muros en toda su profundidad, hay que alinear las piedras con las paredes del sótano, sobreponiendose un poco a las bóvedas (como se ve claramente en la sección a la derecha, tomada de un volumen de Viollet-le-Duc). Lo cual era imposible mientras aún estaba trabajando en el interior de la cantina, así que dejé la operación para cuando las bóvedas estuvieran puestas de forma permanente. Es decir ahora.Mientras, encontré también el material adecuado para la construcción de la torre, así que ya no hay impedimento alguno a que la obra siga adelante. Las primeras piedras colocadas son precisamente las que se encuentran a la base de la torre, seguidas por los sillares de pizarra de los cuales estará hecho todo el resto de la estructura (por lo menos en las partes más bajas del edificio).El uso de sillares tan escuadrados y bien cortados para trozos de muro que quedarán escondidos a la vista no tendría mucho sentido en un edificio real, ya que el coste resultaría bastante mayor. Probablemente se pondrían unos bloques más irregulares acompañados por una buena cantidad de mortero.Yo desde ese punto de vista no tengo problemas, siendo la pizarra el material del que tengo más disponibilidad, así que usaré piedra "noble" en toda la estructura.En mi reproducción la pizarra va a sustituir la que en realidad sería piedra "di promontorio", una piedra caliza que los antiguos genoveses cavaban en las rocas cercanas a la ciudad, y que me resultaría más difícil de encontrar en tiras pequeñas y más dura de cortar con mis herramientas.Mientras sigo con los muros, hay otras cosas de las cuales tengo que encargarme: la finalización de la escalera (a la cual añado por fin el último escalón de piedra y que alcanza ahora el nivel de la planta baja), y el cierre de la segunda porción de bóvedas con excepción de la que se encuentra junto a la escalera y que de momento queda apartada.El siguiente paso será terminar el entramado de los muros a lo largo de los ejes portantes del edificio y sobre los cuales apoyarán pilares, columnas, muros y todos los elementos que formarán la estructura de la Domus.Pero de ésto hablaremos más adelante, mano a mano que la construcción sigue su camino...PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos044-es", "title" : "[ESP] Construcción 44: Muros de piedra (1)", "permalink" : "" };
    Saturday 1st of August 2015 10:17:00 AM
  • [ENG] Construction 60: Paving of the loggia (part 1)
    The main loggia, as long as the warehouse on the ground floor, is the widest area I'm going to pave at this level of the Domus. This big square, overlooking the street through the front pointed arch, represents an essential part of the palace. Commercial activity takes place here, but it is also a place where family can gather together. In genoese medieval houses, this was often the only open space (inner courtyards became a common element only in later centuries), so the residents used to celebrate here family events or make parties, enjoying the position to display their wealth to the community.My earliest studies for the pavement set up a subdivision of the area in 4 identical squares, following the wall grid of the basement. The whole ground would be made of slate sheets arranged along diagonal rows around a central cross (initially made with white marble). The purpose of this test, made without cutting the stone, was to visualize the result. I realize this way that I still can improve the composition. Covering the pavement with a uniform pattern would help to highlight even more its wide size. Another possibility could be the placing of sheets with different sizes. It's a common way to pave external areas, but maybe it's not so refined for the main loggia of an aristocratic palace.Now I focus on a two-coloured design, where the tiles are placed following an accurate and repetitive pattern.Two specific pavements come to my mind: the first example alternates dark octagonal tiles to white squared smaller tiles. Very common to see in the palaces of the old town, but not really medieval (in the picture below, the terrace of the Palazzo Rosso - 1671).The second pattern, also made of black and white stone, has been photographed by me inside the Castello D'Albertis, eccentric building from the nineteenth-century which, although not a real medieval castle, displays a mix of gothic elements according to the revival taste of that period.This last example seems more adecuate to pave the loggia. As usual, I make a small test cutting and assembling stones.The main material is obviously slate for the dark parts, while the little squares are filled up with white ceramic tiles (already used for the main entrance). In this circumstance I try to develop a new way to cut slate which allowed me to get many pieces in less time, but I give up after a few attempts with my Dremel tool and the ruler. Slate is too thin and frail and it breaks before the cutting has finished.So I need to cut all the tiles manually, wasting a big amount of time but reaching a clearer shape.Here is the first assembling test: And a pencil sketch of the loggia made before the construction start:PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos060-en", "title" : "[ENG] Construction 60: Paving of the loggia (part 1)", "permalink" : "" };
    Wednesday 29th of July 2015 09:38:00 AM
  • [ENG] Construction 59: The Black Cat (part 5) - Propitiating rite
    It's finally time to write the last chapter of this story.I'm talking about the poor Cagliostro, the black mice closed in a cage inside the building site.As I thought, the spanish monk, friend of the customer's wife is now in Italy. They told me he arrived yesterday night in Genoa on his way back to the homelands of Castile, escorted by a maniple of papal armigers. After a night passed in the Commandery of St.John of Prè, he met his faithful admirer and spent the whole day in spiritual retreat (at least that's what they say)...A few minutes ago a boy came here to deliver a message from the Lady, where she explains in detail the required arrangements to perform in the best possible way the ritual asked by father Samater. Tonight is the right time and it would be impossible to wait further, as it must be done under the full moon.I'll try to satisfy her again, although very reluctantly, but when the moment comes, they'll must go along without me. I don't have the slightest intention to join this superstitious nonsense. In my career as a builder I made dozens of buildings, some big, some small, and it's never been necessary to carry out any propitiating rite, least of all animal sacrifaces. At most I've heard some prayer to the Virgin Mary made by the new lodgers...Anyway, here is what they asked me to prepare:This parchment, made from an old rice-paper lamp and rolled up on a toothpick, carries the latin words of the invocation the monk will read during the rite.They'll need two candles too, and the cat, lightly narcotized with the last cup of milk.After the reading the parchment will be burned up and the cat will be walled up alive inside the Domus. Once dead, his spirit will remain bound eternally to the building, carrying out the role of guardian and protecting it from bad spirits and misfortune.To make the rite effective is essential to spill a drop of blood of the master builder (yes, it's me) and at least one hair of a real black cat.The first ingredient has been poured already when I was cutting stones and accidentally wounded my finger. A drop of blood fell from my right index precisely over the cat, smearing his muzzle.I achieved the second element from one of the famous cats of the Alhambra, who came to rub up against my legs, leaving there some of his long hairs.Nothing's missing now, so before the dark monk arrives I say goodbye to all of you. Tomorrow when I'll be back to work, I hope this story will be permanently over.Here is the text of the rite by Guarnerius Samater, just in case some of you wish to read it with him. "Repello te, spritus nequam; tibi denuntioper Deum verum, ut exeas ac discedas abhoc loco, neque huc unquam redeas; tibiimpero in nomine Illus qui te superavitac devicit in patibulo crucis, cujus virtutein aeternum revinctus fuisti et allegatus.Tibi praecipio ne unquam deinceps omneshabitantes in hoc habitaculo perturbes.Visita quaesumus Domine,habitationem istam, et omensinsidias Inimici ab ea longe repelle;Angeli tui sancti habitent in ea, qui nosin pace custodiant et benedictio tua sitsuper nos semper. Per Christum Dominum nostrum. Amen""I forswear you, evil spiritIn the name of the True GodTo get out and away from this placeAnd to never come back.I command you in the name of whodefeated you and who conquered the Crossand to which power you are eternally wrapped and bound to.I command you to leave foreverany inhabitant of this house.Please Lord visit this homeand remove all the Enemy's pitfalls;Could your holy Angels live in itprotecting us in peace and Your blessing be over us forever.For our Lord Jesus Christ.Amen" I believe I've heard some steps in the alley, they're probably here. Good luck, I'm running off!PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos059-en", "title" : "Construction 59: The Black Cat (part 5) - Propitiating rite", "permalink" : "" };
    Friday 10th of July 2015 10:01:00 PM
  • Costruzione 194: Camino in pietra
    Probabilmente l'elemento più caratteristico del salone della Domus è il grande camino che collocherò addossato alla parete interna della stanza, dietro la quale si trova il cucinino con l'altro caminetto più piccolo. Anticamente la stanza principale della casa prendeva proprio il nome di caminata per via della presenza del camino, diventando quindi il centro vitale dell'abitazione, soprattutto nei mesi freddi durante i quali l'uso di altre parti della casa (come ad esempio il loggiato) doveva essere molto limitato.Dopo aver preso in esame varie opzioni circa il materiale da usare per la mia riproduzione in scala, decido di utilizzare lo stesso marmo grigio già tagliato per il lavello della cucina.I riferimenti visivi sono varie foto trovate in rete. Qui accanto pubblico alcune di quelle che hanno maggiormente influito sul risultato finale del lavoro. La base in ardesia era già stata tagliata da tempo, ma forse in futuro verrà sostituita da un pezzo dello stesso marmo grigio. Me ne occuperò comunque durante la posa del pavimento, ancora incompleto.La struttura del camino sarà composta di varie parti che andranno tagliate e assemblate prima o dopo la lavorazione, a seconda dei casi. I piedritti saranno lavorati separatamente, mentre le mensole, l'architrave e la cornice verranno rifiniti dopo l'assemblaggio per facilitare la corrispondenza delle modanature e degli incastri.Gli studi ai quali mi attengo al momento del taglio sono semplici bozzetti non in scala. Le proporzioni non sono quindi vincolanti ma servono solo a darmi un'idea dell'effetto desiderato.Tenendo conto delle misure della base, procedo al taglio dei vari segmenti e su di essi disegno le linee degli incastri, che nel caso dell'unione mensole-architrave presentano un profilo piuttosto complesso dedotto direttamente dall'osservazione di un antico camino in vendita su internet (e del quale erano visibili online diverse foto dei componenti smontati).Dopo le lunghe operazioni di taglio (effettuate con il disco diamantato del Dremel e poi con alcune frese cilindriche o a punta), posso provare a comporre i pezzi finora ottenuti per verificare che le proporzioni siano corrette.Una volta incollati i primi tre elementi (mensole e architrave) realizzo una prima rastrematura per impostare i due livelli principali sui quali verranno incise successivamente le modanature.I solchi, effettuati con l'aiuto di un listello di marmo usato come guida, saranno i punti di partenza per l'incisione delle curve concave o convesse.Queste vegono realizzate con diverse frese o con l'uso delle lime manuali, il cui uso è comunque piuttosto limitato per la durezza del materiale.Conclusa la lavorazione di questo primo blocco, applico qualche goccia di colla e vi unisco i segmenti della cornice superiore...Poi, nell'attesa che la colla si asciughi, mi dedico alla lavorazione dei piedritti.I due parallelepipedi vengono inizialmente incisi per delimitare le diverse aree. Elimino i vuoti grossolanamente per poi passare alle rifiiture con una punta più precisa.L'elemento più complesso da scolpire è ovviamente la falsa colonna, che decido comunque di lasciare un po' più spessa rispetto ai riferimenti per evitare il rischio di rottura.La parte superiore del piedritto viene poi "foderata" con sottili strisce di marmo verde (serpentino?). E' lo stesso materiale che in parte sto utilizzando per il pavimento, lucidato a specchio su un lato.Questo inizialmente non era previsto, ma rappresenta un arricchimento decorativo che dà una nota di colore al camino, altrimenti interamente grigio.La colla intanto si è solidificata e la cornice adesso è perfettamente unita all'architrave e alle mensole.Passo a rifinire le modanature superiori e poi posso incollare anche i piedritti.Adesso tutti i pezzi sono al loro posto. L'interno del camino si adatta al vano aperto nella parete e che in alto si stringerà convertendosi nella canna fumaria murata.Prima del montaggio definitivo chiuderò le fessure rimaste con un po' di boiacca di cemento, ed il gioco è fatto. Quest'anno l'inverno non farà più così paura...MATERIALI:ardesia, marmo grigio, marmo verde, colla STRUMENTI:tenaglie, pinzette, matita, carta abrasiva, seghetto, righello, Dremel con disco e frese diamantateMISURE (in cm):da verificarePDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos194", "title" : "Costruzione 194: Camino in pietra", "permalink" : "" };
    Wednesday 24th of June 2015 01:25:00 PM
  • [ENG] Construction 58: Vault filling and underground walls
    The illustration to the left, taken from the book "Histoire d'une maison" by Viollet-le-Duc and freely colored by me, reproduces exactly the state of the Domus at this stage of the work. You can see the brick vaults of the basement, completed and framed by the stone walls.After growing the walls till the ground level, the builders are now filling the vaults and preparing the base for the ground floor.This is how the back side of the Domus looked like after completing the wall grid, the walls still empty on the inside:And here, immediately after the filling of the cavity with gravel and cement:This wide square area divided by a cross formed by the underground arches and the stone walls, will be the base for the main loggia. Here will be set the doors of the storehouse and the big pointed arch, a key element of the facade.To fill the vaults I'll use small gravel and the remains of a cement pack that left me unsatisfied due to its low strenght. Its only purpose here will be to serve as a base for the ground floor, so I dare to use it again.When this first pouring is dry, I cover it with a thick coat of cement (now the good one), obtainig a smoother surface over which I can lay the tiles of the floor.To be honest, I'm not doing all this alone. I'm assisted by two workers who finish levelling the surface while I keep the concrete wet spraying water over it. I was concerned about a possible moisture infiltration that would compromise the resistance of the vaults (as the das clay is not water proof), but fortunately nothing happened. I poured over the vaults a coat of glue to reinforce them and this eventually created an addictional protection against moisture.When the two little men will be over with their assignment, we must wait for the concrete to dry and then we'll start working on the floor of the main loggia...MATERIALS:quick-drying cement, gravel, pebbles, slate, vinyl glueTOOLS:palette knife, putty knife, Mario and LuigiSIZE (in cm):inner perimeter of the loggia 13,8 x 13,4 - walls thickness 2,5PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos058-en", "title" : "[ENG] Construction 58: Vault filling and underground walls", "permalink" : "" };
    Monday 22nd of June 2015 06:48:00 PM
  • [ENG] Construction 57: Main door (3) - the studs
    It's now time to verify the effectiveness of my idea to give the door a real "studded" look.While I was searching for something useful inside every drawer (not only mine), I happened to find a box of common head pins. I immediatly realized that those pins could do the trick. Size and shape were perfect, only the color didn't suit: I needed something darker, more similar to the iron parts of my door, these shiny pins would had been a wrong note. I had to make them darker in some way.The use of a marker was discarded (not long-lasting and of uncertain effect with light reflections), so I thought... "Maybe I can burn them!".So here we are. Will it work? Let's make a test...Yes! Here are the first studs just burnt:I make another simple test on a discarded plank to be sure about the final effect. Nailing a cut head into the plank I can see that the wood doesn't split and it looks convincing enough. Now I can go on with the real work.I just need the heads, so there aren't enough pins to finish both shutters. I must buy a new box and the new pins seem harder to darken with fire, but the difference is barely visible.I start placing the studs along three vertical lines, then flanked by two more inner lines on part of the planking. Possibly I'll put more pins to cover all the surface, but I'll try not to overload the door.In the meantime, on the outside face of the small door I place a ring as a knocker (another pin has been placed under the ring after taking these pictures).The main door is now ready to be mounted on its hinges. To be precise, it would be ready if the hinges would had been placed into the wall, but that's not it.I must thicken the wall a few millimeters on the inside for the hinges to fit. The space I planned there is not enough and the hinges need to be well inserted into the stones to be stronger. After this operation I can finally test the functionality of the door and both shutters fit perfectly.As the walls keep growing I'll place the middle and upper hinges, definitively fasten the door in its position. From that moment on it will be impossible to anyone not expressly invited to get inside the Domus.Don't worry, if you introduce yourself as a friend of mine, no door will cut your path!MATERIALS:head pinsTOOLS:tweezers, pincers, fire SIZE (in mm):Lenght of the "studs": 2Heads diameter: 1,5PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos057-eng", "title" : "Construction 57: Main door (3) - the studs", "permalink" : "" };
    Saturday 13th of June 2015 09:07:00 AM
  • [ESP] Construcción 43: El gato negro (1)
    Ahora que el sótano está cerrado y la despensa para mi queda ya inalcanzable, resulta realmente complicado evitar que visitadores indeseados se acerquen a las reservas de alimentos.Desde que coloqué las ánforas en su sitio, se convirtieron en el objetivo principal de las ratas, que en algunas ocasiones casi consiguieron tumbar una de ellas derramando el contenido sobre el suelo (a pesar de que estén cerradas con cola).Por supuesto los eché, pero hay uno que no quiere rendirse y cada vez que miro la cantina lo encuentro ahí moviéndose furtivamente entre las sombras. Pude tomarle esta foto a escondidas desde la ventana:Ahora bien, yo tengo muchas más cosas por hacer que no vigilar la bodega noche y día para protegerla de las ratas, así decidí solucionar el problema con un remedio simple y natural, muy indicado para una domus medieval: ¡un gato!Un gran felino hambriento que vaya vigilando por mi incluso cuando los trabajadores no están y que auyente a los roedores de la cantina. Tras una breve búsqueda me dí cuenta de que es realmente difícil encontrar a un gato del tamaño correcto. Los que ví por ahí, metidos en la Domus podrían parecer osos...Luego, de un callejón salió este gatito blanco y negro, y agitando ante sus narices una anchoa robada en la pescadería de al lado, conseguí que me siguiera hasta los subterráneos. Sin embargo aquí me dí cuenta de que aquellas manchas de pelo blanco le hacían demasiado visible también en la oscuridad, y las ratas son demasiado listas para descuidar de estos detalles. Con un rotulador negro aporté así unos pequeños cambios a mi mascota antes de dejarla a sus deberes. Por si no se presentara ningún roedor, puse en un rincón una taza con un poco de pan y leche. El gatito no parece apreciarla mucho, pero si tuviera que pasar hambre estoy seguro de que me lo agradecerá.Aquí está, en varias fotos que le hice mientras vigilaba atento la bodega...Bueno, para los curiosos: la taza (ø3mm) es en realidad la mitad de una baya encontrada en el campo...PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos043-es", "title" : "Construcción 43: El gato negro (1)", "permalink" : "" };
    Monday 1st of June 2015 09:19:00 PM
  • [ESP] Construcción 42: Escalera de ladrillos (4) y cierre de la cantina
    Lo que vais a leer será el último post dedicado a la construcción de los ambientes subterráneos. Después de un año y medio desde el comienzo de la obra ha llegado el momento de colocar las bóvedas y dar por terminadas la bodega, la despensa, la celda y todo lo que se encuentra en este sótano.Las bóvedas y los arcos que cubren parte de los ambientes están ya montados y listos para ser colocados de forma definitiva. La otra mitad se encuentra todavía dividida en tres partes debido a su forma compleja, y la primera tarea de esta última fase del trabajo será la de juntar las piezas en un único bloque.Es una operación que ya he efectuado con la primera mitad, así que no voy a explicarlo todo en los detalles. El único problema podría estar representado por uno de los arcos de piedra que ya está pegado a los pilares, por lo tanto los posibles retoques tendrán que ser efectuados después del montaje. Los subterráneos de la Domus basicamente están organizados en dos ambientes principales: uno más estrecho y alargado que desde la escalera y la cisterna lleva hasta una abertura lateral rodeando la celda del calabozo; Otro más amplio y regular, cubierto por seis bóvedas de arista que apoyan sobre dos cortas columnas de piedra y que incluye la bodega y la despensa. Al fondo de esta sala se abre un pequeño pasillo enbovedado cerrado por una cancela de hierro, mientras en el lado opuesto, inmediatamente debajo de la bóveda, se encuentra la ventana arqueada y protegida por vallas.Además de estos ambientes, hay otro espacio ocupado por el aljibe (que también podría ser una nevera) y por la escalera que sube a la planta baja, ambos cubiertos por bóvedas de cañón.Precisamente la cubierta de la escalera aún necesita de algún pequeño arreglo antes de ser terminada. De hecho aquí hay un problema: los ladrillos de los que está formado el arco de la puerta, construida en las primeras fases de la obra, no encajan perfectamente con los de la bóveda. Ésto no podría (o no debería) ocurrir en una obra real, donde la bóveda estaría construida directamente en el lugar. Yo, al revés, la he ido construyendo a parte para seguir trabajando de forma más cómoda en la escalera, y evidentemente los nuevos ladrillos tenían un tamaño ligeramente diferente.Una vez detectado el problema y analizadas las posibles soluciones, me tomo una buena "licencia poética" y pego las dos piezas directamente con el das, aprovechando de la temporal ausencia del jefe...Pero antes que el material se seque por completo, vuelvo a remover la bóveda. La escalera aún no está terminada y todavía deberá ser pulida, rellenadas las juntas y barnizada, así que la bóveda, aunque esté lista, deberá quedar removible por un tiempo.La vuelvo a poner en su sitio cuando el das ya está seco y procedo al pulido interno del arco para eliminar las sobras de material y restaurar el perfil del arco.Para proteger la escalera del polvo la forro con un recorte de papel de cocina, presionando un poco para que coja la forma de la escalera y no se mueva. Una vez más estoy ensuciando de polvo las zonas ya terminadas, y me tocará volver a dejarlos bien limpios.Cuando esté trabajando en los pisos superiores tendré que estudiar un sistema para evitar que el polvo se cuele en la cantina, ya que una vez cerrada sería imposible limpiarla bien. Por ahora resuelvo usando la aspiradora eléctrica, aparatosa y ruidosa pero eficaz.Acabadas las operaciones de limpieza, estoy preparado para cerrar la primera mitad del sótano. Las bóvedas recién montadas las instalaré en un segundo momento, tras haber dado el último toque a la escalera.En los puntos de apoyo de los arcos echo un poco de masilla. Hasta ahora sólo la había usado en las estructuras de hormigón por su consistencia, que permite rellenar huecos y dar más resistencia a todo el conjunto.Así que esta vez ya no hay marcha atrás, una vez colocadas las bóvedas, no se pueden volver a despegar.Último toque: un poco de cola blanca para sellar el perímetro de las bóvedas, y luego reposo durante un par de días bajo unos 4 kilos de peso.PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos042-es", "title" : "Construcción 42: Escalera de ladrillos (4) y cierre de la cantina", "permalink" : "" };
    Sunday 31st of May 2015 09:04:00 PM
  • [ESP] Construcción 41: Iluminación eléctrica de la cantina
    Como decía en el anterior post, uno de los primeros cambios aportados a los subterráneos antes del cierre definitivo de las bóvedas, es la sustitución de las antorchas. Desde hace tiempo estaba barajando la posibilidad de realizar una verdadera instalación eléctrica que me permitiera iluminar el interior como si las antorchas estuvieran encendidas.En principio me pareció una tarea muy difícil de realizar, ya que me obligaría a actuar no sólo sobre las antorchas instaladas, sino también sobre las paredes y las estructuras de hormigón, con consiguiente producción de polvo (la prisión y la despensa ya están acabadas y decoradas).Además me harían falta unas bombillas de tamaño muy diminuto para no estropear la estética de los ambientes.Ya era la mitad de diciembre y estábamos en época navideña, así que no era difícil encontrar las típicas bombillitas de colores intermitentes que se suelen colocar en las ventanas y en los balcones. Sin embargo éstas no eran lo que yo quería, necesitaba algo más discreto que pudiera imitar la llama de una antorcha.La iluminación de los belenes, a veces muy bien conseguida, era lo que tenía que mirar. ¡Lástima que yo de este tema no conociera nada de nada!Tras averiguar por internet que existían toda una serie de micro-lámparas y leds expresamente diseñados para los pesebres, decidí echar un vistazo a una tienda en la cual ya había comprado algunos accesorios (que veremos más adelante) y que está especializada en miniaturas artísticas, casas de muñecas y todo lo necesario para el belén. Se encuentra en el interior de la alcaicería de Granada, o sea lo que en època medieval era el bazár de la ciudad. Aún mantiene el aspecto típico de un suq árabe, aunque ya no tiene nada de antiguo, siendo principalmente una atracción para turistas en busca de souvenirs (aquí la página web de la tienda).Convencido por su pequeño tamaño, compré 4 leds de 4mm.El dueño de la tienda me explicó gentilmente como instalarlos, ya que me vio un poco perdido, y fui aliviado al enterarme que no me hacían falta temporizadores, reductores u otros aparatos. Las bombillas, que incluyen una micro-resistencia y un tramo de cable, se conectan directamente a la línea eléctrica a través de una bornera y un simple interruptor, y su luz está estudiada expresamente para imitar la de las antorchas en los belenes. ¿Qué más podía pedir?Lo más complicado era la puesta en obra en la Domus. Quería instalar las lámparas de manera que su luz quedase inmediatamente por encima de las antorchas, y para hacer ésto necesitaba atravesar el muro de cemento.Otro problema estaba representado por el acceso a las bombillas, que deberían ser alcanzables para ser removidas en caso de avería o mal funcionamiento. El primer agujero lo abrí con el Dremel encima de la antorcha que se encuentra tras las dos columnas y no presentó problemas, ya que aquel muro era lo que quedaba de la primera estructura de hormigón, sustituida casi por entero por su baja calidad.A pesar de su consistencia resultó fácil de taladrar y el polvo salió todo al exterior evitando posibles desastres.Una vez verificado que el agujero era suficientemente amplio para permitir el paso de la lámpara, conecté los cables a la toma de la luz y efectué una primera prueba de encendido en la total oscuridad. El efecto general me gustó, aunque la bombilla que sale de la pared no me convencía demasiado.Entonces me acordé de un tutorial encontrado en la red cuando estaba buscando informaciones sobre la iluminación de los pesebres. Es un método simple para construir antorchas de pared usando micro-leds del tipo que yo tenía. Hacerlas de esta forma significaba eliminar las que ya estaban montadas, pero el resultado podía merecer la pena, así que decidí intentarlo...Esta vez me tocaba trabajar en las antorchas puestas en la parte trasera de la cantina, y la perforación de los muros, como sospechaba, era bastante más difícil. Será suficiente decir que en un momento dado aparté el Dremel y seguí trabajando con el taladro de verdad, el que uso para los muros de casa.Al asomar de la broca en el lado interno de la pared, algunos ladrillos cayeron de su sitio, pero por suerte el taladro tiene control de velocidad y eso me permitió evitar daños mayores. El polvo, sin embargo, no pude evitarlo.Debajo de la bombilla inserté la pequeña pieza metálica de la vieja antorcha (a la cual ensanché el agujero central) y volví a montarlo todo, arreglando como pude los desperfectos en la pared. El resultado lo pueden ver a continuación. En un primer momento coloqué también una de las otras antorchas en posición horizontal. Esto porqué, junto con la primera, es la de más difícil alcance desde el exterior.Sin embargo resulta extraño que las dos bombillas estén colocadas de forma diferente, así que al final monté las dos en la misma posición, con la única diferencia que la más lejana del fondo no está agarrada a la pared con cola.En caso de sustitución será necesario remover los soportes, sacar el plato metálico y recuperar la bombilla tirando del cable.En los dos laterales que en el futuro hospedarán el subsuelo de las calles, los cables alcanzarán el borde exterior pasando por tubos de plástico que deberían permitir su extracción sin demasiados problemas. Por esta razón la única bombilla que mantendrá la posición horizontal por encima de la antorcha será la primera.En aquel caso sería imposible insertar un tubo al nivel correcto, ya que por debajo de la calle principal discurrirá... No, bueno, no adelantemos demasiado, por hoy ya es suficiente. Aquí van las últimas fotos: Y ahora ya sí que la construcción del subterráneo está terminada. Es hora de colocar las bóvedas y de empezar a subir...PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos041-es", "title" : "Construcción 41: Iluminación eléctrica de la cantina", "permalink" : "" };
    Friday 29th of May 2015 08:10:00 PM
  • Costruzione 193: Il cucinino (1) - camino e lavabo in marmo
    Come ho già mostrato, al piano nobile della Domus sarà presente un vano di servizio destinato ad uso cucina. Non si tratta della cucina vera e propria, che sarà situata ad un piano più alto, ma di una sorta di anticamera per le vivande destinate ai commensali riuniti nel salone principale.Potrebbe rendersi necessario riscaldare i cibi, lavarli, oppure dare gli ultimi ritocchi alle portate prima di presentarle in sala. Per questo motivo il cucinino è dotato di un camino a legna e di un piccolo lavabo.Il camino si trova in posizione d'angolo, addossato alla parete che separa il vano di servizio dalla stanza principale e che sul lato opposto ospita il grande camino del salone. Nonostante questa vicinanza, le due canne fumarie procederanno ben distinte, per unirsi (forse) in prossimità del solaio.Il camino della cucina è ovviamente di dimensioni nettamente inferiori a quello del salone e non presenta particolari decorazioni se non nella forma leggermente ricurva dell'unico piedritto visibile (sul lato sinistro è la parete in mattoni a fungere da appoggio per l'architrave).Innalzando il tramezzo in mattoni inserisco già uno degli stipiti in pietra della porticina d'accesso per la saletta d'angolo. Uso molti diminutivi per descrivere questi ambienti perché in effetti si tratta di vani piuttosto piccoli. Nonostante questo saranno perfettamente funzionali ai loro scopi e presentano una notevole altezza tra pavimento e solaio, motivo per cui il cucinino sarà diviso in altezza da un soppalco interno accessibile tramite una scala a pioli. Ma per ora non voglio "spoilerare" troppo su quello che sarà l'aspetto definitivo della stanza, perciò torniamo con i piedi per terra (o meglio, sul pavimento in cotto).Raggiunta l'altezza sufficiente, inserisco la mensola destra e l'architrave del camino, che già incomincia ad avere un aspetto più riconoscibile. Anche il muro interno va crescendo poco a poco, in questo caso con i soliti blocchi di ardesia. Questi vengono sostituiti da pietre più dure solo in corrispondenza del perimetro della torre, tramite la quale un'altra porta darà accesso alla cucina sul lato opposto a quella della saletta.Lo spazio libero tra questa seconda porta e la finestra verrà occupato dal lavabo.Come già detto, niente acqua corrente nel XIV secolo, ma solo un ripiano in pietra con un bacile forato al centro per la raccolta dei liquidi, che verranno poi evacuati con l'uso di un secchio, probabilmente dalla stessa finestra. Ora acquista decisamente più senso la presenza del canale di scolo nel vicolo sottostante, vero?La realizzazione del lavabo inizia in sordina come una semplice prova. Volevo testare la possibilità di lavorare il marmo grigio con le nuove mini-frese acquistate per il Dremel, e quando mi sono reso conto che stavo completando il pezzo al primo colpo, la struttura principale era già quasi finita senza che avessi scattato neppure una foto!La naturalezza con cui ho potuto realizzare questo elemento è data probabilmente dal fatto che ne ho sempre visto uno simile a casa mia. L'edificio è stato costruito negli anni '20 quando ancora gli appartamenti erano dotati di lavandino in marmo, cucina in muratura e vasca da bagno in ghisa "di serie".Una volta bagnato il colore si scurisce, e nella foto in alto a destra il lavello è ancora bagnato, creando un effetto molto realistico. Con una pennellata di smalto per unghie potrei rendere rendere quest'effetto permanente.C'è da dire che per una casa medievale il suo aspetto è forse un po' moderno, soprattutto per via della forma squadrata, ma si sa che nella costruzione della Domus sono state usate conoscenze e tecniche all'avanguardia per l'epoca...In corrispondenza con il lavandino, al quale ho poi aggiunto tre "piedini" anch'essi in marmo grigio, la parete presenterà una scaffalatura in pietra (che in queste immagini è ancora del tutto provvisoria). Accanto, il vano finestra permette di ampliare un po' lo spazio utile all'interno della stanza.Il cucinino va prendendo forma lentamente, ma ancora mancano molti elementi, come ad esempio il coperchio della botola, le porte, il muro perimetrale con la finestra... bisogna che i costruttori si diano da fare, altrimenti si va avanti a pade e acqua. Forza, sfaticati!MATERIALI:ardesia, mattoni, marmo grigio, colla biancaSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, Dremel con frese diamantate e disco da taglioMISURE (in cm):lavandino: 2,2 x 1,2 x 0,8;gambe: altezza 0,7; spessore 0,25.PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos193", "title" : "Costruzione 193: Il cucinino (1) - camino e lavabo in marmo", "permalink" : "" };
    Monday 25th of May 2015 09:05:00 AM
  • Costruzione 192: Cornice marcapiano (piano nobile)
    Le domus medievali genovesi, sia in pietra che in mattoni, sono caratterizzate dalla presenza di alcuni elementi comuni. Uno di questi è la cornice marcapiano, che corre sulla facciata esterna in corrispondenza del solaio dei diversi piani.Nella maggior parte dei casi, questo elemento è ormai scomparso alla vista, o per lo meno è poco leggibile. In epoca rinascimentale, infatti, quando la moda edilizia imponeva facciate intonacate e riccamente affrescate, tutti gli elementi in aggetto che potevano essere d'intralcio a questo tipo di decorazione sono stati livellati.Inoltre, spesso la ristrutturazione è stata così radicale che il livello dei piani interni ormai non corrispondeva più alle cornici né tantomeno alle finestre, che furono regolarizzate secondo forme più moderne.In alcuni casi i moderni restauri hanno eliminato gli intonaci le cui decorazioni erano ormai illeggibili, riportando alla luce questi elementi "nascosti".Io mi sono già occupato delle cornici nel caso del piano ammezzato, la cui sporgenza funge contemporaneamente da base per le arcate del portico ed è visibile anche sotto il falso loggiato della facciata interna.Ora che ho completato la schiera di archetti pensili e sto iniziando a lavorare al piano nobile, è il momento di posare la lunga cornice che attraverserà le due facciate esterne per tutta la loro ampiezza (tranne la torre) e che svolgerà anche il ruolo di davanzale in corrispondenza delle finestre colonnate.Il materiale è lo stesso di tutta la muratura, ovvero l'ardesia, che sostituisce nel mio modello il calcare marnoso o "pietra di promontorio" di cui ho già ampiamente parlato. Anche nel caso della facciata in mattoni che dà sul vicolo laterale, la cornice è costituita da listelli in pietra.Qui il bordo esterno sporge di un paio di millimetri ed è arrotondato lungo lo spigolo inferiore.Il resto della cornice ha una modanatura più elaborata, presentando oltre al bordo arrotondato, anche una leggera rastrematura nella parte bassa.I pezzi sono prima tagliati con il seghetto ed affiancati fino a coprire tutta la superficie...Poi, una volta verificate le misure e prefezionati gli incastri, completo la lavorazione del bordo con le lime manuali.A questo punto posso incollare definitivamente tutti i segmenti e completare la cornice.Probabilmente il risultato sarebbe più lineare se la scanalatura fosse stata realizzata direttamente sui pezzi incollati, ma questo comporterebbe anche maggiori difficoltà e rischi per la facciata. Non è raro infatti che lavorando con le lime manuali, "scappi" qualche colpo maldestro. Inoltre in alcuni casi ho dovuto ripetere il pezzo a causa di una scheggiatura dell'ardesia, e questo mi obbligherebbe ad effettuare difficili sostituzioni di parti già incollate.Comunque, il completamento della posa si conclude senza problemi ed apre il campo alla realizzazione delle finestre, ancora in parte in fase di studio.In queste ultime foto si può vedere la cornice già finita e qualche prova di muratura a fasce dicrome sull'angolo esterno, oltre ad un accenno di stipiti per il posizionamento delle finestre.MATERIALI:ardesia, colla biancaSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, morsettoMISURE (in cm):PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos192", "title" : "Costruzione 192: Cornice marcapiano (piano nobile)", "permalink" : "" };
    Wednesday 6th of May 2015 09:30:00 AM
  • [ENG] Construction 56: Main door (2) - Hinges and bolts
    Second chapter dedicated to the construction of the front door. While in the first part I worked on the wooden frame, now it's time to add all the iron parts to complete this element of the entrance.Following the same method tested in the making of the cellar door and other iron works, I set up the pieces to put on the door: 6 hinges, each composed by a hook (walled in the jamb) and a bar with a looped end, 2 shorter hinges for the little door, 2 bolts to lock both the main and the little door , a vertical bolt to lock the right shutter and many U shaped hooks to fasten the sliding parts.At a second time I'll check for the need to insert another vertical bolt to lock the shutter to the lintel, or a wooden bolt crossing the door from one jamb to the other as a further safety measure.Of course this is not a castle's door, but due to the peculiar organization of the city in private enclaves and the belligerency of the rival clans, it's not a bad idea to be cautious...This time I'll use vinyl glue to fix the hinges, trying to avoid bad looking smears. Unfortunately I don't succeed completely and this glue proves not to work well with iron. For the moment I go through this way, then I'll try to replace it with a stronger glue (now I'm using a contact glue), cleaning at the same time the surface of the door.Now the little door has taken place inside the left shutter and can be open independently from the main door. The bolt also is working good, sliding through the three rings inserted by force in the soft wood with a drop of glue.On the smaller door, a little metal plate imitates a keyhole. This is just a visual suggestion because the small size doesn't allow me to go beyond. On the outside, though, it presents a little slot where a micro-key could get in... (we'll see it in the next chapter).I'd like to make that key before the final delivery to the customer, a long time in the future... By now the door is almost finished, only the studs are missing. But that's another post!MATERIALS:rusty wire, a metal foil (part of the buckle of an old key chain, vinyl glueTOOLS:anvil, hammer, tweezers, pincers, clampsSIZE (in cm):main door's hinges: 2,4 (including the looped ends), little door's hinges: 2, small bolt: 2, big bolt: 3, keyhole plate: 1,1 x 0,5PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos056-en", "title" : "Construction 56: Main door (II) - Hinges and bolts", "permalink" : "" };
    Thursday 30th of April 2015 08:44:00 PM
  • Pietre famose 3/4: Genova
    Ed eccomi pronto ad inserire nella muratura della Domus qualche altra pietruzza di nobile provenienza.Dopo Ubeda e Roncole Verdi, è la volta di Genova, che finalmente apporta alla Domus un po' di materiale "autentico". Così come una bambolina voodoo va sempre accompagnata da un oggetto appartenente alla "vittima", anche la Domus in miniatura contiene al suo interno un pezzo del soggetto originale...Il primo dei due inserti di questo post è speciale per almeno due motivi: proviene da una struttura antica già esistente all'epoca in cui è ipotizzata la costruzione della Domus, ovvero la metà del XIV secolo. Inoltre, rappresenta il materiale reale con il quale sarebbe costruito l'intero edificio se fosse storicamente esistito. Si tratta della famosa pietra di promontorio che veniva estratta dalle cave situate su Capo di Faro (sulla cui punta, unico pezzo superstite di tutto il promontorio, sorge ancora la lanterna).Rispetto all'ardesia che ho usato per la costruzione del mio modello, questo calcare presenta una fondamentale differenza cromatica: non ha infatti i riflessi bluastri che mi dà l'ardesia quando la luce non è quella calda solare (anche se dalla foto qui accanto sembrerebbe il contrario). D'altra parte, però, l'ardesia è decisamente più facile da tagliare e lavorare anche in piccola scala.La pietra è stata raccolta a breve distanza dalla chiesa dei Santi Cosma e Damiano, una delle più antiche di Genova. Dietro il coro della chiesa vi è un antico passaggio voltato il cui muro in pietra va lentamente perdendo pezzi e che qualche vicino usa come posteggio coperto per la propria moto. E' stato sufficiente passare un paio di volte da quelle parti aguzzando la vista a caccia di un frammento già staccato... Non lo dico solo per difendermi da eventuali denunce, ma perché le cose sono andate proprio così!Ecco qua sotto il vicolo in uno scatto ripreso da Google street view.La seconda pietra proviene invece da un'area che si trova sempre in provincia di Genova ma che non ha nulla a che vedere con la città in sé: il monte Caucaso, un'altura dell'appennino ligure sulla cui cima sorge un piccolo rifugio al quale mi sono recato in una recente escursione.Il sentiero per raggiungerlo attraversa uno splendido bosco di faggi, che in quella giornata piovosa di tarda estate offriva uno spettacolo degno della migliore ambientazione fantasy. Mentre scrutavo tra gli alberi immersi nella nebbia, convinto che da un momento all'altro sarebbe spuntato un elfo dei boschi o qualche altro essere fatato, ho raccolto dal sentiero una pietra dalla forma piatta e regolare, pensando che avrebbe potuto apportare un tocco magico alla mia costruzione...Entrambe le pietre sono state tagliate ed inserite nel paramento esterno della torre. Quella cittadina, dalla quale ho ricavato diversi blocchi, è stata collocata proprio sopra al paletto della catena e delimita l'angolo sinistro del perimetro. Per gli spigoli della torre infatti sono sempre alla ricerca di pietre che presentino spigoli netti a 90° e superfici regolari.La pietra del Caucaso, di colore decisamente diverso, è inserita in posizione più interna, direttamente a contatto con le altre. Oltre alla provenienza geograficamente simile, questa è la ragione principale per cui ho deciso di accorpare queste due pietre in un unico post.Successivamente ho collocato altri pezzi delle stesse pietre in posizioni più elevate, avendo ancora a disposizione diversi frammenti dalla forma assai appetibile per le ragioni sopra esposte.Uno prosegue lo spigolo laterale, creando così una porzione di torre interamente genovese. Gli altri blocchi "caucasici" invece, grazie alla loro forma piatta e sottile, faranno da soglia al portoncino che si aprirà poco più in alto al centro della torre.Queste strutture comunque sono ancora in costruzione, quindi le rivedremo in dettaglio più avanti...Visto che siamo in tema, però, vorrei aggiungere a questo post un'immagine che non ha direttamente a che vedere con la Domus, ma che in qualche modo è ispirata ad essa. Si tratta di una pagina a fumetti che ho realizzato recentemente per Smack! Fiera del Fumetto di Genova che si svolgerà al porto antico i prossimi 25 e 26 aprile (dopodomani, quindi).Buona lettura e... alla prossima pietra!PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "pietre-ge", "title" : "Pietre famose 3/4: Genova", "permalink" : "" };
    Thursday 23rd of April 2015 10:25:00 PM
  • Construction 55: Main door (1) - wooden framework
    I've been studying for a while different solutions for the main door. Its construction was not imminent (the floor was still unfinished), but I wanted to figure out how it could look like, just remembering the troubles found assembling the first door.This one must have a stronger and more refined appearance, as it is the main door of the Domus and not a common door or a service passage.The width of the opening drives me since the first moment to draw a double-leaf door, with a practical smaller door cut out into one of the shutters, where a person can easily get in without opening the bigger door every single time. Of course it proves to be practical for the residents and not for me. As usual, I'm messing up things losing myself on minimal details!While the cellar door was a simple shutter with a wooden frame on a side, this time I'll need a double layer. The planks will be aligned horizontally on the outside and nailed (glued) to the inside layer, where battens are aligned vertically, as shown in one of my reference books (Manuale del recupero di Genova antica).The small door will open on the left shutter (looking from the outside) and the structure will be hanged to the wall with iron hinges.  A last detail will be represented by the visible studs on the outer battens. The use of button head rivet was a common solution at that time, so I'll need some little spikes with rounded top or something useful to give to achieve that effect...Anyway, let's start the construction of the door from the early stage: that is the plank cut. I will use a different kind of wood, tested for the first time when I made the first cistern wooden door.This operation is carried out using the cutter, with a new blade to obtain a more precise incision. Not every plank gets a perfect shape, or "not every donut gets a hole" as we say in Italy (Non tutte le ciambelle riescono col buco). Fortunately I'm not short of raw material and when I reach a good number of pieces I can select the best ones and cut them to the right size.Now I can assemble the shutters starting from the right one. The left part, harder to build due to the little door, is made at a second time, when I reached some more practice.The width of the horizontal battens is higher at the bottom of the door and it decreases in the upper part (another detail found on my manuals). Assembling the planks we must consider the "stop" between shutters, a little step where the door leaf lay in close position. It's not easy to explain with my english, but it's clearily visible in the pictures below.This way the shutters will match without leaving open splits.So I would say the carpenter's work is over (for now). Next time will be the turn of the blacksmith...MATERIALS:wood, vinyl glueTOOLS:cutter, palette knife, clampsSIZE (in cm):right shutter: 6,6 x 2 x 0,4left shutter: 6,6 x 2,3 x 0,4little door: 3,4 x 1,5PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos055-en", "title" : "Construction 55: Main door (1) - wooden framework", "permalink" : "" };
    Monday 20th of April 2015 08:52:00 AM
  • Costruzione 191: Pavimento in marmi policromi (prima parte)
    Dunque, sarebbe ora di iniziare a parlare del pavimento del salone principale (la cosiddetta "caminata"), che copre per superficie oltre metà del piano nobile.Nel momento in cui scrivo, la pavimentazione non è ancora conclusa e manca ancora tutta l'ultima fase - piuttosto delicata - di rivoltamento e fissaggio. Sì, perché anche in questo caso, come per l'acciottolato del portico, ho deciso di realizzare il pavimento a parte ed inserirlo all'interno della Domus soltanto in un secondo momento.Questo è dovuto al fatto che i materiali usati hanno spessori diversi e necessitano quindi di essere collocati su un supporto cedevole (plastilina, in questo caso) che permetta di livellarne in seguito la superficie.Ma andiamo con ordine.Prima di tutto vorrei spendere due parole sulla scelta del soggetto, che come al solito è forse un po' eccessivo per un'abitazione privata, ma che volevo molto ricco, trattandosi del principale ambiente di rappresentanza e ricevimento degli ospiti.Già dal pavimento dovrà essere ben chiaro agli invitati quale sia lo status sociale ed economico della famiglia, e a questo proposito il committente non bada a spese.Volendo realizzare un disegno più complesso della solita scacchiera, presi inizialmente in considerazione alcuni pavimenti marmorei ad intarsio di epoca medievale, chiamati oggi di stile "cosmatesco".In questo caso i limiti alle mie ambizioni sono posti non soltanto dalle dimensioni, ma anche dalla scarsa varietà di colori di cui dispongo, per cui ho realizzato alcune prove di taglio, verificando che non mi era possibile  lavorare il marmo bianco sotto una certa scala senza causarne la rottura (o meglio, lo sbriciolamento).I materiali selezionati per la composizione del pavimento sono strisce di marmo molto sottili (da 1 a 3 mm di spessore) levigate a specchio su un lato, recuperate dagli scarti di un marmista nei pressi del cimitero di Staglieno, a Genova.Dopo aver deciso di semplificare il modello, mi sono imbattuto in questa immagine che rappresenta una melusina, essere mitologico medievale. Al di là della scena, ciò che mi ha subito colpito è la pavimentazione delle stanze. In particolare quella di destra, realizzata con tre dei 4/5 colori a mia disposizione.Ecco qui alcune prove di composizione realizzate prima della posa vera e propria:Sfortunatamente la scarsa quantità di alcuni di essi non mi permetteva di coprire l'intero pavimento con quella trama precisa, ma introducendo qualche variazione cromatica e magari bordeggiando tutte le pareti con un "passepartout" verde (il colore più abbondante) avrei potuto farcela...Il lavoro effettivo inizia con la stesura di un sottile strato di plastilina sulla stessa tavoletta usata in passato per la costruzione dei mattoncini di Das. Su questa base incido con un punteruolo il perimetro del salone e le linee guida per la posa delle piastrelle, precedentemente disegnate su un foglio per stabilire le dimensioni reali dei pezzi, leggermente ridotti rispetto alle prime prove.Una volta pronta la superficie d'appoggio, trasferisco questi primi pezzi sul letto di plastilina ed incomincio il taglio delle tessere successive, alternando i riquadri principali ai triangoli chiari e scuri.Come si può vedere dalle seguenti foto, i margini dei triangoli chiari non risultano netti, a causa della granulosità del materiale. I pezzi neri, al contrario, risultano più duri al taglio ma mantengono un profilo molto più preciso.Ovviamente mi accompagna nel lavoro il Dremel con il disco diamantato, senza il quale mi sarebbe impossibile lavorare a questo elemento della Domus. La carta vetrata infatti, con il marmo ha ben poca utilità.Il lavoro prosegue in questo modo fino a quando un eccessivo uso del Dremel mi causa un fastidioso formicolio al braccio destro, facendomi temere ben altri problemi. Il sintomo, provocato evidentemente dalle vibrazioni del motore sul braccio in tensione per diverse ore consecutive, scompare con qualche giorno di riposo.La pausa forzata mi permette di accorgermi che, proseguendo taglio e posa in questo modo, finirò il marmo arancione prima del previsto, complice lo spreco di diverse tessere tagliate di dimensioni inferiori al dovuto.Si impone un'altra modifica al progetto.Approfittando della grande quantità di pezzi verdi (finora inutilizzati), decido di alternare ai riquadri arancioni altri di quel colore.Tutto sommato preferivo la composizione a tre colori, ma se voglio dare al pavimento del salone un aspetto uniforme, a questo punto la scelta è obbligata. Avanti con i riquadri arancioni e verdi, quindi!Senza contare che questa non sarà neppure l'ultima modifica: anche i triangoli bianchi rischiano di essere troppo pochi per coprire tutto il salone. Dovrò limitare il loro uso ad alcuni settori centrali del pavimento, utilizzando per tutto il resto della superficie i loro omologhi gialli. Eppure ero convinto di avere abbastanza pezzi bianchi, ma non avevo considerato che una parte di essi presenta le due facce opache, e quindi rovinerebbe l'effetto lucido del pavimento...Superato anche questo scoglio, credo di poter procedere fino in fondo senza ulteriori intoppi... ma come ho detto all'inizio, questo è un lavoro ancora in progress, quindi per vederne la fine dovrete pazientare ancora un po'... MATERIALI:marmi colorati, plastilinaSTRUMENTI:Dremel + disco diamantato, tenaglie, pinzette, matita, righello, punteruoloMISURE (in cm):riquadri interni arancioni e verdi: 1,2riquadri composti da riquadro interno + 4 triangoli: 1,7PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos191", "title" : "Costruzione 191: Pavimento in marmi policromi (prima parte)", "permalink" : "" };
    Friday 3rd of April 2015 11:26:00 PM
  • Costruzione 190: Balconata lignea (2) - pavimento del primo piano
    A che punto eravamo rimasti con la balconata in legno? Beh, lo potete vedere qui, ma riassumendo: ho posizionato le travi orizzontali e i travetti di sostegno, preparando la base di supporto per il pavimento del balcone.Adesso posso collocare anche i travetti longitudinali, unendo così tutti i pezzi in un'unica struttura.Questi travetti sono quattro ed attraversano la balconata per tutta la sua lunghezza, unendosi alla testa di altri travetti posti perpendicolarmente a formare l'angolo di 90° con la facciata adiacente.Come già detto, mi limiterò ad accennare il resto della balconata, "sezionando" i volumi nel momento in cui iniziano ad allontanarsi dalla facciata della Domus.Il primo travetto ad essere collocato è quello più esterno, che è di maggiori dimensioni e servirà da appoggio per le travi verticali. Seguono poi gli altri tre a distanze regolari uno dall'altro, due adiacenti ai bordi del corridoio e uno centrale. Sopra a questa sorta di "binari" paralleli verranno incollate le assi del pavimento, ovviamente di nuovo perpendicolari alla facciata.Prima però dedico un po' di tempo anche al perimetro murario, completando le soglie delle due aperture che si affacceranno sulla balconata. Si tratta di due arcate a sesto acuto non dotate di infissi, in quanto a questo piano la balconata sarà interamente chiusa da paratie di legno. Al limite potranno essere collocati all'interno dei tendaggi per isolare gli ambienti da eventuali spifferi.La posa del tavolato conclude le operazioni per la pavimentazione della balconata, che non sarà dotata di soletta o piastrellatura per limitarne il peso.Anche in questo caso, la struttura d'angolo è messa in risalto dalla posa delle assi, le cui teste si alternano con quelle dell'altro tratto di corridoio formando un disegno a zig-zagL'ultima tavoletta di legno chiude l'angolo interno tra le due pareti, completando così il piano di calpestio del balcone.Ora, prima di potermi occupare delle strutture verticali dovrò aspettare che le pareti raggiungano una certa altezza, e ho come l'impressione che l'attesa non sarà breve...MATERIALI:listelli di legno, ardesia, colla bianca (per la pietra), colla da contatto (per il legno)STRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, cutter, righello, livella, morsettiMISURE (in cm):lunghezza balconata: 16,8assi: 2,3 x 0,4 x 0,1sezione trave esterna: 0,4 x 0,4sezione travetti: 0,3 x 0,3PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos190", "title" : "Costruzione 190: Balconata lignea (2) - pavimento del primo piano", "permalink" : "" };
    Tuesday 10th of March 2015 10:41:00 AM
  • Construction 54: Stone bench
    Just a few lines this time to show a future piece of furniture made for the main entrance.It's a simple stone bench formed by three small blocks of slate, hand-worked with files. The pieces are then wedged in with a drop of vinyl glue.The bench is thought to be placed against the wall between the main door and the staircase. It may be useful to the guests while they're waiting for the master of the house to go down or to be received on the upper level...I have no pictures of the making as it took only a few minutes to be built, following a sudden inspiration.This brainstorm, almost a mystic vision, came to me when I was just awaken and included a small vaulted recess in  the opposite wall (a sort of built-in shelf).I push back the building of this second element till the walls grow  higher enough. For the moment I put the bench against the wall, and it's so small and lightweight that it tumbles down at every little movement...MATERIALS:Slate, vinyl glueTOOLS:Pincers, metal files (flat, rounded and squared)SIZE:Seat: 15 x 7 x 2mmLegs: 8 x 5 x 2mm PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos054-en", "title" : "Construction 54: Stone bench", "permalink" : "" };
    Thursday 5th of March 2015 11:46:00 AM
  • Construction 53: Main entrance threshold
    Now that the cobblestone floor is finished, let's go back to the main entrance.A first row of stone is placed all along the perimeter, framing up this way the checkerboard pattern of the floor.Now it's necessary to set the threshold and the doorstep. The difference in height between the floor and the street level is covered by three steps: two from the street to the loggia and one more to get into the house.In these studies you can see various sketches of the entrance and some of its elements, among which the main door and the doorstep are clearly visible.Basing on these drawings and the measuring I made on the structure, I can start cutting the stones in the appropriate shape and sizes to make them fit perfectly.The first assembly test is made without glue to confirm the precision of the cut and give the finishing touches with files and sandpaper. Then comes the final laying.Stone after stone the entrance is taking form and the parts of the treshold where the main door will be mounted are slowly springing up.To avoid the mistakes I made in the making of the first door, I'll have to insert the hinges into the jambs before the construction of the wall. Then will be possible to place the door and the walls will raise around it, blocking definitively the hinges. In this part of the perimeter is clearly outlined the threshold, built inside the front wall. It presents a step on the outside (4mm high - 20cm in full scale), while on the inside there is a 2mm step used as a jamb for the door.MATERIALS:Slate, vinyl glueTOOLS:Pincers, hacksaw, files and sandpaperSIZE (in cm):Outside step: width 4,6 - height 0,4 - depth 1,1Inside step: width 4,6 - depth 0,7 - difference in height from the outer step: 0,2Door width: 3,5 PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos053-en", "title" : "Construction 53: Main entrance threshold", "permalink" : "" };
    Tuesday 3rd of March 2015 10:49:00 AM
  • Construction 52: Cobblestone floor
    The cobblestones ("rissêu" in genoese dialect) it's an old paving technique used to decorate outer floors with colored cobbles.It's commonly used in Liguria since XIV-XV century, mainly in the parvis of churches or religious buildings, but also in public and private architecture. Prevalent colors are black and white, but there are many examples chromatically more varied. Take a look here and feast your eyes with some pictures.As it is quite a rich flooring, it could be placed before the main entrance to characterize the noble area of the house with a purely decorative touch, separating it from the commercial zone.Of course I'm talking about "my" Domus. The real medieval houses  were probably not equipped with such elements. The use of "rissêu" spread mainly in the following centuries. However, it could be an explicit and unordinary request of the customer. If he has the cash and he's determined to spend some more genovinos... As I said previously, in the building of the Domus we will not spare expense.Once decided for this technique to floor the small loggia, I must select the design of the decoration I'm going to compose. It could be merely decorative or it may represent something especial, as a sort of signature for the entire work.This second chance lures me more: I could draw my monogram with cobbles (made crossing W and M) and maybe also the date (2011).In the picture on the left you can see two modern examples of these compositions.After these observations, I realize a series of rough sketches to think things through and set the amount of black and white cobbles I'm going to use.Actually, I have to sift through the little stones picked up on the beach, selecting the appropriate ones.The challenge is harder than expected, because there are a few fully black or white stones. Furthermore, the size is varied and especially the white pieces presents different shades of white: from pure white to gray-white or slightly yellow...Anyway, in a few hours of selection with tweezers and magnifying glass, I manage to collect two little piles of cobbles for my mosaic. The third sketched subject is my favourite, the one with the date in roman numbers and the initials on white background. The white square is placed inside a bigger one, at first thought to be formed by slate sheets but now converted to cobblestones (the black stones outnumber the white ones). Now I need to develop a different method from the real making of cobblestone floors that will allow me to compose the mosaic off-site and place it once finished.The original method illustrated in the picture would force me to work inside the narrow space of the Domus. In addition to this, the small cobbles would hardly grip to the concrete base. I start making a temporary base with clay, drawing the guidelines for the laying of cobbles. The bigger stones will be inserted deeper down the clay, obtaining a regular planking level..In mosaic art this technique would take the name of "double indirect method". The tiles are placed to form the desired shape over a temporary medium (clay, adhesive paper...) to be covered afterward with gauzes and a water-soluble glue. Then the clay is removed and the mosaic can be placed in its final position. When the mortar is dry, the gauzes can be carefully removed using lukewarm water and the joints are filled with cement.In my case the temporary medium is colored modelling clay. It has the advantage to keep moldable for a long time (it doesn't dry like natural clay).A simple layer of gauze is placed over the clay, and the stones are glued one by one to form the mosaic.The gauze will remain glued to every single stone, avoiding the risk of losing parts of the floor.I start the laying from the corners, marking this way the inner square. As the cobbles present very different shapes, it results impossible to me to obtain a regular composition like in the real cobblestone floors. Some are flat and placed vertically, some others are rounded... I take care that none of the stones will result too visible breaking the homogeinity of the surface.Once this sort of frame is finished I start composing the date. The initials (W & M) are made with yellow cobbles, also found on the beach, but in a limited number.Now it's time to fill in the inner square with white stones. Once again the shapes are varied, but the final effect seems not so bad.  When the glue is dry I can finally remove the modelling clay, finding this task easier than i thought, and cut away the surplus of gauze along the border.The first stage of the floor-making is done. Now I need to prepare the ground where it will be layed.I cover the filling of the vault with a thin layer of cement, also partially spread on the back side of the mosaic, and proceed with the placing.These are critical moments: It's necessary to work quickly but without soiling the rest of the structures and avoiding the wire leaning out from the walls. Actually it already had the opportunity to taste my flesh...Moreover, the floor must result perfectly horizontal and at the same level of the stone step.It has not been caught on pictures, but after this operation I can test that the grip is still not adequate and I fix the issue with another layer of glue. Then I press gently with my putty knife and leave to dry.The day after, the resistance of the floor can be test (not walking on it, obviously) and a final layer of cement is used to fill the joints. The cobblestone mosaic is now finished. The last touch is a slight polishing with Dremel and sandpaper to give the floor a "consumed" effect, making it even more regular.Some blade of grass would be the final touch now, but maybe I'm pretending too much... MATERIALS:beach gravel, gauze, modelling clay, cement, vinyl glue, paper sheets, rulerTOOLS:tweezers, punch, putty knife, brush, Dremel, sandpaper SIZES (in cm):perimeter 5,7 x 5,7 - cobbles ± 0,2PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos052-en", "title" : "Construction 52: Cobblestone floor", "permalink" : "" };
    Thursday 26th of February 2015 12:21:00 PM
  • Costruzione 189: Pavimento del piano nobile (3) - saletta d'angolo
    Ecco svelato un altro ambiente del primo piano e la sua corrispondente pavimentazione.Questa volta si tratta di una saletta le cui due finestre si apriranno sull'angolo tra la facciata ed il vicolo laterale. In un certo senso sarà un'estensione del salone principale, dal quale verrà separata da una semplice cortina invece che da un infisso. Una porticina più piccola darà invece accesso al cucinino.Non è un ambiente molto ampio, ed il suo utilizzo potrebbe essere semplicemente quello di facilitare la preparazione delle portate prima dell'ingresso in sala, oppure quello di disporre di uno spazio più raccolto per incontri privati... quella che oggi chiameremmo "sala da té".In realtà la decisione di realizzare questo spazio intermedio tra il cucinino e il salone nasce dall'esigenza di mantenere l'aspetto "nobile" dei finestroni d'angolo, che sarebbero poco consoni ad un ambiente di servizio come la cucina (che inizialmente avrebbe dovuto occupare tutta l'area soprastante il magazzino).Il primo problema nasce quando mi rendo conto che il tramezzo che divide le due stanze, non potendo invadere lo spazio della botola, va ad interferire con la finestra laterale. Questo mi porta a ridurre le dimensioni delle due finestre, per mantenere la vista d'angolo il più possibile equilibrata. Ma delle finestre parlerem più avanti....Per quanto riguarda il pavimento, decido anche qui per una via di mezzo tra la pavimentazione in cotto del cucinino e quella in marmi policromi del salone: comporrò una semplice scacchiera in marmo e ardesia, con quadrati pià ampi rispetto a quelli dei due ingressi e disposti ortogonalmente alle pareti.Sulla stessa base in cemento che ricopre le volte del magazzino, traccio le linee guida a matita ed inizio a posare le prime piastrelle, tagliate con il seghetto manuale (quelle in ardesia) e con il disco diamantato del Dremel (quelle in marmo).Poi mi rendo conto che l'attuale pavimento risulterebbe a un livello più basso rispetto a quello del salone, obbligandomi a collocare uno scalino tra i due ambienti. Rimuovo quindi tutti i pezzi (ancora non incollati) e realizzo una nuova soletta in cemento sulla quale riprendo la posa, questa volta fissando definitivamete ogni singolo pezzo con una goccia di colla vinilica.A posa ultimata inserisco anche lo scalino sull'uscio del cucinino. Qui la differenza di livello rimane evidente, ma trattandosi di un ambiente diverso chiuso da una porta, non rappresenta un problema. Certo, bisognerà fare attenzione a dove si mettono i piedi, soprattutto quando portando i vassoi con il cibo...Per finire il lavoro, do una leggera passata alla superficie con la carta abrasiva a grana fine ed invito il committente a testare il pavimento con i suoi stessi piedi.Interpretando i suoi grugniti come un segnale positivo (ormai ho imparato a riconoscere le sue espressioni e distinguo i mugugni d'approvazione da quelli di protesta), direi che posso ritenermi soddisfatto. "Se non c'è altro, messere, io per oggi avrei finito..."MATERIALI:ardesia, marmo bianco, colla vinilicaSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, Dremel, paletta, matita, righello, spatolaMISURE (in cm):piastrelle: 1 x 1 x 0,2perimetro: 6,4 x 4,7PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos189", "title" : "Costruzione 189: Pavimento del piano nobile (3) - saletta d'angolo", "permalink" : "" };
    Tuesday 17th of February 2015 12:01:00 PM

Domus Project Stats

Daily Unique PVs Total PVs Unique In Total In Unique Out Total Out
Average 0.0 0.0 0.1 0.1 0.0 0.0
Today 0 0 0 0 0 0
Yesterday 0 0 1 1 0 0
August 31 0 0 0 0 0 0
August 30 0 0 0 0 0 0
August 29 0 0 0 0 0 0
August 28 0 0 0 0 0 0
August 27 0 0 0 0 0 0
August 26 0 0 0 0 0 0
August 25 0 0 0 0 0 0
August 24 0 0 0 0 0 0
Highest 123 1,443 2 2 8 9
Weekly Unique PVs Total PVs Unique In Total In Unique Out Total Out
Average 0.0 0.0 0.2 0.2 0.1 0.1
This Week 0 0 1 1 0 0
Last Week 0 0 0 0 0 0
Week 34 0 0 0 0 0 0
Week 33 0 0 0 0 0 0
Week 32 0 0 0 0 0 0
Week 31 0 0 0 0 0 0
Week 30 0 0 0 0 1 1
Week 29 0 0 1 1 0 0
Week 28 0 0 0 0 0 0
Week 27 0 0 0 0 0 0
Highest 606 2,987 3 4 9 10
Monthly Unique PVs Total PVs Unique In Total In Unique Out Total Out
Average 0.0 0.0 1.4 1.4 2.2 2.5
This Month 0 0 1 1 0 0
Last Month 0 0 0 0 1 1
July 15 0 0 0 0 0 0
June 15 0 0 1 1 0 0
May 15 0 0 1 1 0 0
April 15 0 0 4 4 3 5
March 15 0 0 2 2 9 10
February 15 0 0 0 0 0 0
January 15 0 0 4 4 6 6
December 14 0 0 1 1 3 3
Highest 2,288 8,937 6 7 12 12
Unique PVs Total PVs Unique In Total In Unique Out Total Out
Overall 26,050 74,922 103 107 116 122