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Domus Project















Building step by step of a medieval palace in scale 1:50

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Recent Blog News

  • Costruzione 180: Muri in pietra (5) e catene composte
    In questo post farò un breve riepilogo della situazione per quanto riguarda la muratura della Domus, recuperando alcune foto scattate durante la costruzione e che sono rimaste inutilizzate.In seguito descriverò anche l'inserimento di nuove catene al livello del primo piano.Uno degli elementi che finora si è visto solo di sfuggita e sul quale non ho speso molte parole, è il muro tronco che parte dal fianco laterale destro.Questo accenno di muratura divide in due parti ben distinte il prospetto, delimitando quella che è la facciata che dà sul cortile interno (a sinistra) dalla porzione di muro liscia e senza aperture - tranne per l'arcata del portico - che coincide con l'intercapedine posta tra la Domus e l'edificio adiacente (a destra).Il profilo di questo muro è volutamente irregolare, per mettere in evidenza la struttura a blocchi dei paramenti e la sua composizione interna (ghiaia e cemento). In un primo momento avevo pensato di abbozzare in questo modo anche tutto il lato posteriore della Domus, in quanto su quel lato l'edificio prosegue idealmente e si unisce ad altri corpi abitativi. Infine ho deciso per una chiusura artificiosa ma che rende la sezione verticale più netta e di chiara lettura.Un altro muro che va lentamente crescendo è quello della torre, sia sul versante esterno che su quello interno, dove resta chiaramente distinguibile dal resto della muratura per via del materiale usato (pietre dure invece di ardesia) e della superficie più irregolare.Nonostante il lavoro all'interno del fondaco sia pressoché completato, ho avuto modo di effettuare piccole modifiche e ritocchi là dove i giunti tra le pietre erano rimasti imprecisi. Ad esempio nei punti d'unione del muro con le arcate in mattoni.Per quanto riguarda le catene invece, dopo le prime inserite all'altezza del piano ammezzato, è la volta di collocarne altre due al livello del primo piano.Una di esse corre lungo tutta la facciata, mentre l'altra attraversa l'edificio a metà della sua lunghezza, appunto tra la torre ed il muro tronco.Trattandosi di lunghezze eccessive per una semplice catena, in questo caso realizzerò due catene composte, formate da due segmenti uniti fra loro all'interno della muratura.Il modello di riferimento lo prendo dal "Manuale del recupero di Genova antica", una sorta di bibbia che non mi abbandona mai nella realizzazione del mio progetto.I due segmenti hanno terminazioni ad anello (detti "occhi") nei quali viene inserito un paletto in ferro che ne impedirà lo scorrimento.La prima catena risulterà visibile all'interno del magazzino, attraversando la volta di copertura davanti alla finestra frontale (foto in basso a destra), mentre nel resto del percorso resterà nascosta dalla soletta del pavimento.La seconda (qui sotto) passerà sopra la porta del magazzino ma sarà interamente inglobata dalla muratura, restandone visibile un solo bolzone sul paramento esterno della torre. Anche all'altra estremità infatti, terminerà con un paletto interno per non intralciare la struttura della balconata in legno.E con questo è tutto anche per questa volta. Vi lascio con una vista paoramica del piano nobile, che di nobile non ha ancora molto, mancando il pavimento e gli archetti di contorno... ma già si intravede un elemento che sarà caratteristico di questo livello ed al quale ho già accennato parlando del cortile interno...MATERIALI:ardesia, pietre, filo di ferro, colla biancaSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, martello e incudinePDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos180", "title" : "Costruzione 180: Muri in pietra (5) e catene composte", "permalink" : "" };
    Wednesday 10th of September 2014 07:15:00 AM
  • Costruzione 179: Archetti pensili in pietra (1) - le mensole
    A livello urbano, gli archetti pensili rappresentano a tutt'oggi uno degli elementi medievali più facilmente osservabili passeggiando per la città, insieme all'alternanza di pietra bianca e nera e alle aperture dei portici (laddove ripristinati). Visto che tutto sommato la costruzione sta procedendo in modo abbastanza regolare lungo tutto il perimetro, posso finalmente cimentarmi nella costruzione di questi elementi, caratteristica presente nella facciata della Domus sin dai primissimi studi.In questa prima parte vedremo la posa delle mensole, che non presenta grandi difficoltà se non quella di mantenere distanze regolari tra i pieni e i vuoti sui quali si installeranno gli archetti veri e propri.Le suddette mensole sono ricavate da singoli blocchi di ardesia leggermente smussati sul lato visibile, inseriti all'interno della muratura per almeno 4/5 della loro lunghezza totale.La posa inizia dall'archetto direttamente soprastante la chiave dell'arcata maggiore, allargandosi poi fino alle estremità della facciata. Questo fa sì che venga mantenuta una certa simmetricità rispetto all'arcata stessa, che è poi l'elemento principale di tutto il prospetto.La striscia di archetti continua sul vicolo laterale fino all'incontro con la muratura della torre, lasciando più spazi "pieni" in prossimità dello spigolo.  Qui la mensola è continua e formata da più blocchi affiancati, di cui uno angolare.Dopo una prima posa provvisoria, stabilisco in 22 il numero totale degli archetti: 14 sulla facciata principale e 8 sul vicolo laterale.Una volta fissate le mensole con la colla, inserisco negli spazi corrispondenti allo "sfondato", dei blocchi di uguale larghezza, completando così il perimetro del muro fino a questo livello.A questo punto il muro è pronto per la posa degli archetti veri e propri, cosa che si presenta piuttosto elaborata e pure alquanto noiosa, dovendo riprodurre per ben 22 volte lo stesso pezzo. Se potessi fare copia-incolla con Photoshop...Ma no, che dico! La caratteristica principale del mio progetto è proprio la manualità con cui viene realizzato ogni singolo pezzo... Certo, magari con il primo farò un po' di fatica, forse il secondo non verrà proprio uguale e dovrà essere scartato... ma da un certo punto in poi sono sicuro che andrà sempre meglio.No?MATERIALI:ardesia, colla biancaSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, spatolina, livella, righelloMISURE (in cm):mensola: 0,6 x 0,6 x ±1,5spazio tra le mensole (luce archetti): 1,1altezza dal suolo del portico: 19,5PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos179", "title" : "Costruzione 179: Archetti pensili in pietra (1) - le mensole", "permalink" : "" };
    Thursday 28th of August 2014 06:57:00 AM
  • Costruzione 178: Finestre del magazzino (2) e seconda testa leonina
    L'argomento principale di questo post sono le finestre del magazzino (delle quali ho iniziato ad occuparmi qui), ma accennerò brevemente anche alla seconda testa leonina, realizzata allo stesso modo della prima e collocata all'opposta estremità della facciata.Non che ci sia molto da dire, visto che il procedimento è identico alla precedente. Sempre di leone si tratta, anche se la foggia in cui è scolpito appare distinta. Forse è diversa la provenienza (l'altra veniva da Costantinopoli) o è stata scolpita appositamente da maestranze locali per accompagnare la prima. In città a quell'epoca era attivo un gruppo di artisti pisani, quindi è probabile che questo pezzo sia uscito dalla loro bottega...Comunque sia, adesso il suo sguardo minaccioso si allunga sul vicolo sottostante, lasciando intendere a tutti i passanti che con chi abita in questa casa c'è poco da scherzare.Cosa accade invece svoltando l'angolo del palazzo?Le due finestre del magazzino che si affacciano sul vicolo laterale si stanno arricchendo degli stessi elementi presenti in facciata: le colonnine in marmo e gli architravi.Come ho già detto, non si tratta di vero e proprio marmo ma di pietra artificiale, tagliata e lavorata a mano.Queste due finestre, inizialmente identiche per forma e dimensioni, vengono completate in modo differente per quanto riguarda gli infissi.La prima (quella più vicina allo spigolo) presenta lo stesso telaio a due battenti, che questa volta, vista la precedente esperienza, riesco a montare senza troppi problemi;La seconda, invece, è dotata di battenti esterni, ispirandosi direttamente ad una ricostruzione di Viollet-LeDuc incontrata nel libro "Castles and warfare in the Middle Ages".Si tratta ovviamente di un tipo di infisso pensato in modo specifico per opere militari, con caratteristiche atte alla difesa e all'uso della balestra. (studi dei due modelli di infisso)Che senso ha quindi una struttura del genere all'interno di un palazzo cittadino?Come forse ho già avuto modo di dire, la città di Genova nel medioevo era suddivisa in piccole piazzeforti appartenenti a questa o quella famiglia (o ai cosiddetti "Alberghi", ovvero consorzi di famiglie unite per ragioni politiche e commerciali), che tendevano ad essere in continuo conflitto tra loro, arrivando spesso allo scontro armato per le vie della città. Ogni Albergo quindi tendeva ad avere una struttura architettonica tale da poter essere facilmente difendibile da attacchi esterni.Ora, ipotizzando che dal vicolo laterale della Domus parta un caruggio in direzione di un agglomerato urbano "nemico", è logico che i proprietari vogliano rinforzare le difese di quelle aperture che si affacciano direttamente sulla via. Da qui l'uso di elementi di ingegneria militare.(Detto tra noi, in realtà volevo semplicemente realizzare qualcosa di diverso :D).Ma vediamo nel dettaglio la costruzione della finestra.Il sistema di movimentazione dei battenti è dato dalla rotazione delle traverse superiori, che fuoriescono dai montanti andando a poggiare su apposite guide in ferro immorsate nel muro.Inizialmente parto con l'idea di costruire un unico telaio, ma nella pratica il battente risulterebbe troppo grande e pesante, così decido di seguire in modo più fedele gli studi e taglio in due il telaio, ottenendo uno sportello superiore più piccolo e adatto all'osservazione ed uno inferiore di maggiori dimensioni. Il secondo passo è l'inserimento del tavolato esterno, delle traverse oblique e delle bandelle in ferro, che hanno il compito di rinforzare e sostenere tutto il telaio mobile.Infine è la volta dei sostegni, che vengono inseriti nel muro dopo aver affettuato alcuni fori con Dremel e fresa diamantata.L'aspetto finale della finestra è piuttosto massiccio, e contrasta con la presenza della colonnina, elemento tutto sommato di disturbo ad eventuali azioni guerresche.E' possibile che questi battenti vengano montati solo in caso di reale pericolo, un po' come accade per le strutture in legno dei castelli, approntate in tempi brevissimi quando giunge notizia di un nemico in avvicinamento...Il committente intanto verifica il funzionamento degli infissi e sembra soddisfatto del risultato.Mancano ancora i paletti di sostegno e una mano di vernice, ma come protezione dai dardi nemici è già più che valida...MATERIALI:legno, fil di ferro, colla bianca, colla da contattoSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, lime, cutter, incudine e martelloMISURE (in cm):battente superiore: 2,4 x 1,4battente inferiore: 2,4 x 1,8spessore: 0,3sporgenza traverse: 0,5PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos178", "title" : "Costruzione 178: Finestre del magazzino (2) e seconda testa leonina", "permalink" : "" };
    Monday 11th of August 2014 07:24:00 AM
  • Costruzione 177: Volte del magazzino (1) - centinatura
    Il perimetro del magazzino ha raggiunto da tempo l'altezza idonea per l'inserimento delle volte di copertura, anche se le due finestre della facciata laterale risultano ancora incomplete.Anche gli interni non sono ancora pronti per la chiusura definitiva, ma intanto mi pongo il problema di come realizzare la centinatura per queste volte in mattone, che risultano un po' più complesse rispetto a quelle dei sotterranei.Il vano principale sarà coperto da una lunga volta a botte, sulla quale si innesteranno altre volte più piccole in corrispondenza delle finestre e del portello di carico. Il supporto quindi deve tenere conto di questi incastri per facilitare la giusta disposizione dei mattoncini.L'idea, da subito, è quella di realizzare le centine in cartone sfruttando la curvatura dei rotoli per la carta igienica, tutto sommato simile a quella delle volte. Assemblando un parallelepipedo con del cartone ondulato e un "tramezzo" in cartoncino che raggiunge l'intradosso della volta centrale, ottengo una struttura che ricalca il perimetro esatto del magazzino.Lo stesso faccio poi per ogni nicchia laterale, questa volta soltanto con cartoncino sottile.La superficie curva, come detto, è realizzata con due segmenti tubolari, che vengono adattati alla nuova curvatura ed incollati alla struttura precedente.L'innesto degli spicchi laterali, invece, è quello che mi crea più problemi. Uno dei quattro bracci è realizzato inserendo un altro segmento curvo che combacia con la volta principale. Quest'operazione però si rivela piuttosto complicata e avrebbe bisogno di una preparazione maggiore a livello di disegno. Per semplificarmi le cose e rendere il tutto più pratico, decido di completare gli altri tre con la plastilina.In questo modo riesco a gestire meglio gli incastri, ottenendo una struttura più fedele al profilo delle volte.Quando ho completato il supporto, posso rimuoverlo dalla Domus e procedere alla posa dei mattoni in tutta comodità, usando l'ultima scorta di mattoncini in Das. Questa parte del lavoro infatti, è precedente all'introduzione dei mattoncini in cotto e verrà completata secondo il vecchio metodo.Partendo dalla spina centrale della volta, incollo le prime file di mattoni fino a formare una doppia croce...(...per il resto, ci vuole ancora un po' di pazienza!)MATERIALI:scatola di cartone, rotoli carta igienica, cartoncino, colla da contatto, plastilinaSTRUMENTI:forbici, compasso, matita, righello, spatolinaMISURE (in cm):perimetro interno: 5,9 x 13,4vani finestre: 1,5 x 3,9vano sportello: 1,5 x 3 PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos177", "title" : "Costruzione 177: Volte del magazzino (1) - centinatura", "permalink" : "" };
    Wednesday 16th of July 2014 06:18:00 AM
  • Costruzione 176: Archetti pensili in mattoni
    Ecco il primo uso pratico dei mattoncini realizzati con il nuovo sistema Domus®.Tra il livello del piano terreno / piano ammezzato ed il primo piano, la facciata sarà interamente attraversata da una serie di archetti pensili che avranno una funzione pratica oltre che decorativa. Da quel punto in poi, infatti, il perimetro esterno si estenderà leggermente in aggetto sulla via pubblica, mentre lo spessore delle pareti si andrà riducendo.In questo modo la sezione centrale del muro continuerà a svolgere la sua funzione portante, ma decentrandosi un poco per guadagnare spazio negli ambienti interni.Negli edifici più poveri questo veniva ottenuto anche con mensolature in legno che reggevano facciate a volte in aggetto perfino di un metro, come si vede ancora in molte strutture medievali esistenti in Italia e nei paesi europei. A Genova non è sopravvissuto nessun esempio di questo tipo, in quanto la città si è andata progressivamente "arricchendo", sostituendo quindi le strutture in legno con nuove murature in pietra e mattoni. Queste sono molto più durevoli (sono ancora oggi gli elementi medievali più facili da individuare per chi visita la città) ma permettono un aggetto di minore portata. Inoltre, dal punto di vista legislativo, si è cercato con il tempo di limitare questa prassi costruttiva, che riduce l'apporto di luce e la vivibilità degli spazi pubblici, già di per sé molto angusti.Tutti gli archetti pensili della Domus saranno realizzati in pietra con l'eccezione di quelli sopra l'ingresso secondario, che saranno in tecnica mista pietra/mattone.Gli elementi in pietra sono le mensole, che si immorsano nella muratura per due terzi della loro lunghezza ed hanno una forma leggermente arrotondata nella parte visibile. Le mensole sono collocate a distanza regolare una dall'altra (1cm) e faranno da base per i quattro archetti che adesso andrò a costruire.Gli elementi in mattoni sono, appunto, gli archetti, che hanno una forma vagamente ogivale (anche se in alcuni casi sono a tutto sesto).Per il loro assemblaggio disegno il profilo dell'arco su un cartoncino ed inizio ad incollare i mattoni opportunamente adattati in una forma trapezoidale che mi permetta di creare la giusta curvatura.Non mi preoccupo molto se alcuni mattoni fuoriescono più di altri, perché una volta che la colla sarà asciutta procederò a rifinirli con la carta vetrata e le superfici verranno pareggiate. Almeno, questo è quello che ho sempre fatto con i mattoncini in Das ed inizialmente uso lo stesso metodo con quelli in cotto. Il problema è che una volta pareggiati i mattoni, lo strato di colla tende a risultare troppo visibile all'esterno e risulta difficile da rimuovere, per cui più avanti cercherò di limitare questo sistema, lasciando ai mattoni un aspetto meno levigato.Completati gli archetti, posso posizionarli sulle mensole e comprovare o aggiustare le misure.I realtà gli archetti andrebbero immorsati nella parete in mattoni per parte della loro lunghezza. Io per non complicarmi troppo la vita li "appoggio" soltanto, ma sappiate che se volete essere tecnicamente corretti, le teste dei mattoni vanno alloggiate all'interno del muro di almeno un terzo, un po' come accade per le mensole.Il passo successivo è quello del rinfianco, in cui si inglobano gli archetti nel paramento esterno.A partire dall'attuale livello la facciata di questo tratto di edificio sarà interamente in mattoni, ragione per cui ho optato per sperimentare questa tecnica invece della pietra (che avremo modo di vedere ampiamente su tutto il resto della facciata).Altri archetti in mattoni non ve ne saranno, se non alla sommità della torre. Quando arriverò a costruirle quelli, questi li avrete già dimenticati... Adesso che la struttura esterna è completata, procedo con la riempitura dei giunti. Potrei farlo più avanti, ma una volta che avrò inserito la cornice in pietra potrebbe risultare più difficile ripulire le superfici dal cemento, quindi me ne occupo ora.Purtroppo in questa fase ho fatto male i miei calcoli, realizzando una boiacca troppo spessa e lasciandola asciugare sul muro. Questo ha reso più complicata la ripulitura, obbligandomi a levigare ulteriormente le superfici con l'aggravante che uno degli archetti risulta danneggiato. Inoltre, lo scopo finale risulta vano, giacché i giunti appaiono riempiti solo in parte.Dovrò ripetere l'operazione con una boiacca più liquida e poi procedere al restauro... MATERIALI:ardesia, mattone, colla bianca, cementoSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, lime, pennelloMISURE (in cm):poi le prendo...PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos176", "title" : "Costruzione 176: Archetti pensili in mattoni", "permalink" : "" };
    Wednesday 2nd of July 2014 06:34:00 AM
  • Costruzione 175: Mattoncini in argilla
    Il post in assoluto più visitato di questo blog è sicuramente quello relativo alla fabbricazione dei mattoncini con il Das. Diciamo che, per quanto riguarda i motori di ricerca, è un po' il mio cavallo di battaglia.Nonostante questo, fin dall'inizio la scelta del Das come materiale fu quasi obbligata, non avendo a disposizione le attrezzature necessarie per realizzare i mattoncini in argilla (come avrei voluto).L'uso di questo surrogato ha sempre rappresentato una pecca nella mia continua ricerca di materiali il più possibile vicini a quelli "originali", anche se finora si è dimostrato efficace e di facile applicazione.Da tempo stavo valutando la possibilità di realizzare i mattoncini in modo differente, testando diversi materiali e tecniche. Una delle prove portate a termine (quasi) con successo, è rappresentata appunto dall'uso dell'argilla artistica, di cui acquistai un pacchetto da mezzo chilo.Il metodo tradizionaleLa tecnica in realtà è esattamente la stessa utilizzata con il Das: sulla tavoletta di parquet con mattarello, squadra e spatola. Ciò che cambia sono i tempi di asciugatura (leggermente più lunghi) e, appunto, il materiale usato.I mattoncini in argilla si presentano più lisci e dagli spigoli più netti rispetto a quelli in Das, che assumono un aspetto che definirei "pastoso". In generale, questi assomigliano molto di più a veri mattoni nuovi di fabbrica.Fin qui tutto bene. Poi, non disponendo di un forno adatto, ho voluto verificare la possibilità di utilizzare altri metodi di cottura, in particolare la tecnica con forno a segatura. Il mio (patetico) tentativo, portato a termine utilizzando un vecchio vaso come forno, non ha dato risultati degni di pubblicazione. Inoltre, in questo modo, il colore dei mattoncini veniva eccessivamente alterato dal processo di cottura.Di conseguenza, pensai di impiegare i mattoncini così com'erano, trattandosi comunque di una struttura non pensata per essere esposta alle intemperie.Nelle mie intenzioni, le arcate del fondaco sarebbero state i primi elementi della Domus costituiti da mattoncini in argilla. La resistenza di questi mattoncini crudi era paragonabile a quella dei loro cugini in Das. La prova sul campo, però, ha messo in evidenza il loro punto debole.Probabilmente a causa della superficie così liscia, la colla non fa buona presa, allungando esageratamente i tempi di asciugatura e risultando debole perfino una volta secca. L'arco così composto si disfa troppo facilmente, impedendo il proseguimento dei lavori.Ecco dunque qual era il pregio del Das: la capacità di assorbire l'umidità della colla grazie alla sua porosità facilitava l'assemblaggio dei pezzi rendendo il tutto più resistente in tempi brevissimi!Comunque, diciamo che avendo a disposizione un normale forno per terracotta, questo appena descritto sarebbe il metodo "normale" per ottenere dei buoni mattoncini in cotto.Il metodo DomusGiuseppe Verdi, Don Camillo, Michelangelo Buonarroti e la teoria dei frattali hanno contribuito in egual misura allo sviluppo di questo nuovo metodo per la realizzazione dei mattoncini.Per quanto riguarda i primi due, ne ho già parlato in un recente post. La facilità con cui la scheggia di mattone della chiesa di Roncole si è convertita in vari mattoncini in miniatura, ha messo in moto un meccanismo mentale che trova il suo naturale sbocco nell'elaborazione di questa legge fondamentale della modellistica: "Ogni mattone contiene al suo interno un numero variabile di mattoncini più piccoli, proporzionalmente alla scala di riduzione del modello originale"Questa enunciazione si riallaccia direttamente alla definizione di "frattale", ovvero un "oggetto geometrico che si ripete nella sua forma allo stesso modo su scale diverse, mantenendo lo stesso aspetto anche se visto con una lente d'ingrandimento". E in tutto questo come entra Michelangelo?Semplicemente per via del procedimento con cui otteniamo i mattoncini, cioè per sottrazione di materia. L'azione del levare è quella che ci porta ad estrarre i mattoni dalla materia prima, al contrario del mettere che ha dato come risultato tutti i mattoncini realizzati fino ad ora.Ma vediamo cosa significa questo nella pratica:Prima di tutto, recuperiamo un bel mattone pieno da qualche vecchio edificio in rovina. Basta guardarsi un po' intorno e non sarà difficile trovare case abbandonate o in demolizione (senza per forza andare a togliere materiale dalla casa del vicino, che poi rischia di cadere sporcandoci il giardino).Questa sarà la materia prima per i nostri mattoncini. Prima di poter procedere alla lavorazione, però bisognerà assicurarsi che il materiale sia ben asciutto lasciando il pezzo esposto al sole per qualche giorno o se il tempo è piovoso, scaldandolo su una stufa. In questo modo elimineremo tutta l'umidità in esso contenuta, cosa facilmente rilevabile tramite la notevole diminuzione di peso del mattone.Ora che il materiale è pronto, si può procedere al taglio. Io uso una normale sega per legno, in quanto ho verificato che questo tipo di argilla è piuttosto tenero e questo mi permette di evitare grandi polveroni. Non tutti i mattoni hanno la stessa durezza, comunque, e potrebbero essere necessari altri mezzi più efficaci. I mattoni antichi sono quelli più porosi e che si prestano meglio ai nostri scopi.Le fette così ottenute andranno poi tagliate in strisce, e queste potranno essere segmentate in piccoli parallelepipedi con l'uso delle tenaglie.Ognuno di questi blocchetti, opportunamente sagomato sulla carta vetrata, diventerà UNO dei nostri mattoncini.Eh sì, è un metodo decisamente più lento rispetto a quello della tavola e c'è un notevole spreco di materiale, sia nella fase di taglio che di rifinitura, ma secondo me il risultato vale assolutamente la pena. Adesso non otterremo più delle semplici imitazioni in Das di mattoni da costruzione, ma dei veri mattoni in cotto, ben stagionati, e che per giunta provengono dal riuso di autentici materiali da costruzione. Cosa potremmo chiedere di più?Per quanto riguarda la praticità d'uso, effettivamente i tempi di asciugatura della colla sono un po' più lunghi rispetto al Das, ma una volta che questa è secca le strutture risultano ben resistenti.Come per gli altri mattoncini, con la carteggiatura si possono ottenere diverse forme, utili per la realizzazione di elementi speciali quali archi, volte, ecc.Giusto perché vi facciate un'idea, ecco qui il primo utilizzo pratico dei nuovi mattoncini nella costruzione della Domus:Il resto, lo vedremo strada facendo...MATERIALI:argilla, vecchi mattoni, colla biancaSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, sega MISURE (in cm):In media 0,2 x 0,4 x 0,6PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos175", "title" : "Costruzione 175: Mattoncini in argilla", "permalink" : "" };
    Monday 2nd of June 2014 08:50:00 AM
  • Pietre famose 2: Chiesa di San Michele Arcangelo a Roncole Verdi (Parma)
    E' arrivato il momento di inserire nella muratura della torre un'altra pietruzza di nobili origini.Come già avevo anticipato nel precedente post, questa volta la provenienza è italianissima.Il 1° maggio 2012 mi trovavo a Roncole Verdi insieme ad altri autori per presentare il quarto volume del "Don Camillo a fumetti" (se volete saperne di più vi rimando al sito dell'editore ReNoir). Il luogo era alquanto suggestivo, trattandosi della casa-museo di Giovannino Guareschi, autore della famosa serie di racconti con protagonisti appunto Don Camillo e l'onorevole Peppone.Dopo la presentazione (e un lauto pranzo), fu d'obbligo una visita di gruppo alla tomba del Guareschi, quasi a voler chiedere l'approvazione del maestro per il lavoro che stavamo operando sui suoi personaggi.Per raggiungere il cimitero, che si trova a pochi metri dalla casa e dal ristorante, dovemmo costeggiare la chiesa parrocchiale.Ora, Roncole Verdi non è un vero e proprio paese con un centro ben delineato. Si tratta più che altro di un gruppo di case più o meno sparse in mezzo ai campi ed unite dalla strada che va verso Busseto (in provincia di Parma). Una di queste case, nel 1813 vide nascere un altro personaggio illustre che finì per aggiungere il suo nome a quello della frazione originale ("Le Roncole"). Sì, avete indovinato: sto parlando di Giuseppe Verdi, il celebre compositore.Gruppi di turisti e bandierine tricolori appese ad ogni finestra stavano lì a ricordare quell'evento.Mentre ci avvicinavamo al cimitero, il nostro anfitrione ci raccontava come, durante gli anni dell'infanzia, il maestro frequentasse la parrocchia di San Michele Arcangelo ed apprendesse i primi rudimenti di musica dall'anziano parroco, esercitandosi sull'organo della chiesa. Un luogo insomma, in cui aveva avuto inizio qualcosa di importante. Una sorta di simbolo. E a me piacciono i simboli.L'edificio, interamente in mattoni, è ben conservato, ma come gli uomini che con l'età perdono i capelli, così le vecchie chiese perdono qualche briciola del paramento esterno. Alla base dei muri era possibile trovare piccole schegge di mattone o intonaco, e questo non poteva certo passare inosservato ai miei occhi. Misi in tasca un paio di frammenti e li portai con me con l'intenzione di inserirli nella Domus.In quel momento la costruzione si trovava alla base del piano ammezzato. Uno degli spigoli esterni della torre presentava una strana rientranza, per via di una pietra leggermente irregolare. Per il resto il blocco era perfetto, quindi pensai di riempire il vuoto con un sasso più piccolo o con qualche mattoncino. Poi ricordai i frammenti di Roncole, e con questi creai alcuni mattoncini su misura.L'effetto finale sembra il risultato di un restauro su una struttura antica, in cui le pietre originali sono state integrate con mattoni in cotto. E questa volta sono in cotto per davvero invece che di Das!A posteriori, questo fornirà il precedente per lo sviluppo di una nuova tecnica di realizzazione dei mattoncini... Ma di questo parlerò nel prossimo articolo!MATERIALI:frammenti di mattone, colla bianca, cementoPDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "roncole", "title" : "Pietre famose 2: Chiesa di San Michele Arcangelo a Roncole Verdi (Parma)", "permalink" : "" };
    Sunday 25th of May 2014 07:57:00 AM
  • Costruzione 174: Scala in pietra (5) e solaio dell'ingresso laterale
    In questo post porterò avanti tre diversi elementi che in questa fase della costruzione si intersecano tra loro rendendo difficile un approccio più selettivo. Sto parlando della torre, della rampa in pietra che raggiunge il primo piano e del solaio dell'ingresso laterale.Tanta roba, ma vediamo di affrontarla con ordine:Sulla torre c'è poco da dire: ha continuato a crescere seguendo i muri perimetrali e inglobando al suo interno le barre filettate che le fanno da scheletro, integrate in alcuni punti da strutture in filo metallico. Il paramento esterno è composto dal solito ghiaione raccolto nei giardini pubblici (oltre a qualche pezzo più "nobile" tipo questo), mentre la superficie interna è fatta di ardesia come tutti i muri in pietra della Domus.Al suo interno, la scala raggiunge un pianerottolo intermedio sul quale si apre la porta del magazzino, raggiungibile tramite altri tre piccoli scalini.Girato l'angolo, un'altra rampa che poggia sulle arcate di copertura di quella sottostante, sale verso il primo piano.Questa sarà l'ultima lunga rampa in pietra, in quanto a partire dal piano superiore le scale saranno interamente in legno. Mano a mano che si sale cambiano i materiali e la struttura si alleggerisce. Anche lo spessore delle pareti diminuirà sensibilmente, ma questo lo si noterà prima sui muri perimetrali dell'edificio.La torre per il momento è ancora formata da grossi blocchi e muri piuttosto massicci.Quelli che nella foto qui sopra definisco gli "ultimi scalini" non saranno in realtà proprio gli ultimi. La storia di questo tratto di scala è piuttosto travagliata, in quanto avendo alzato il vano d'ingresso in corso d'opera per poter posizionare l'architrave romano, la rampa dovrà allungarsi superando la muratura d'appoggio.Come risolvere questo problema?Inizialmente, trattandosi di una sporgenza minima, pensavo di lasciare l'ultimo scalino visibile dall'interno dell'ingresso senza nessun tipo di supporto. Una soluzione non elegante ma tutto sommato accettabile (il pezzo risulta comunque immorsato nella parete esterna e poggia sul gradino inferiore).Poi però il numero dei gradini in aggetto è aumentato, e mi sono visto costretto ad intervenire per sostenere il peso della scala. Tagliando il muro sottostante, quindi, ho inserito una doppia mensola in pietra ......che in seguito è diventata tripla.A questo punto il perimetro dell'ingresso laterale era ben definito e ho potuto montare la struttura del solaio, che è stato riadattato alle nuove misure.Fra la terza mensola e i due blocchi che formano la sommità della scala, ho ricavato gli scassi in cui si inseriscono i due travetti più corti del solaio. Gli altri entreranno direttamente nei muri come quelli del fondaco.La particolarità di questo solaio sarà però rappresentata dalla decorazione. Volendo ottenere un effetto un po' più ricco rispetto all'ambiente del fondaco, nasconderò l'intradosso del tavolato con delle strisce di intarsio in legno acquistate in un negozio di bricolage. Il disegno è molto semplice, ma è sufficiente a dare a questo soffitto un aspetto molto più "nobile".Il solaio viene poi verniciato e bloccato definitivamente dalla crescita dei muri. Anche in questo caso il pavimento del piano superiore sarà in piastrelle, probabilmente con lo stesso disegno a scacchi del piano ammezzato. Il peso aggiuntivo non sarà però un problema, essendo la luce da coprire piuttosto limitata.Con questo, salvo successive aggiunte, l'ingresso laterale è terminato.Ah certo, manca ancora la porta d'accesso al fondaco... chissà perché la sto lasciando tanto indietro?Vabbe', per ora all'interno non c'è ancora nulla di valore, ma dovrò occuparmene al più presto!MATERIALI:ardesia, ghiaia, filo metallico, colla bianca, legno, intarsio in legno, colla da contatto, smalto trasparente,STRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, cutter, livella, pennello, Dremel, pazienzaPDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos174", "title" : "Costruzione 174: Scala in pietra (5) e solaio ingresso laterale", "permalink" : "" };
    Saturday 10th of May 2014 06:22:00 AM
  • Costruzione 173: Portone laterale (2) - infissi e completamento muratura
    Abbiamo lasciato la costruzione del portone laterale al momento dell'inserimento delle mensole e del fregio romano che svolge il ruolo di architrave. Ora volgiamo il nostro sguardo all'interno, dove è arrivato il momento di montare il portone vero e proprio.La costruzione dell'infisso inizia dal telaio, formato da montanti e traversi rinforzati diagonalmente da quattro traversi obliqui. I montanti esterni sono prolungati oltre i traversi superiori ed inferiori e arrotondati alle estremità per permetterne la rotazione all'interno delle guide.Un primo tavolato (orizzontale) ricopre la superficie esterna, formando anche la battuta di chiusura, mentre quella interna sarà rifinita da lunghe tavole verticali.Dopo l'asciugatura della colla, le superfici vengono levigate ed eventualmente limate per permettere il corretto movimento delle ante all'interno del vano porta e verificarne la chiusura. Il paramento esterno, come nel caso del portone principale, verrà completato dalla chiodatura. Questa sarà, almeno in parte, semplicemente decorativa, visto che avrà una funzione strutturale soltanto là dove i chiodi coincideranno con i traversi del telaio.Per la realizzazione dei chiodi il procedimento è lo stesso già visto in varie occasioni: bruciatura degli spilli, taglio delle capocchie, inserimento nel portone.Per facilitare quest'ultimo passaggio, realizzo dei piccoli fori a distanze regolari sul tavolato esterno.Ogni chiodo verrà comunque fissato con una goccia di colla e la verniciatura finale eviterà che questi possano staccarsi accidentalmente.Alla chiodatura esterna si aggiunge un piccolo batacchio realizzato in ferro battuto ed inserito nell'anta destra del portone. All'interno, invece, i sistemi di bloccaggio sono rappresentati da un chiavistello scorrevole (la cricca) e da un paletto verticale che si inserirà in un apposito foro realizzato nel pavimento.Questo foro, che mi sarebbe costato tanta fatica fino a poco tempo fa (e probabilmente anche la rottura della pietra), è reso possibile dal recente acquisto da un nuovo set di punte diamantate per il Dremel.Con la verniciatura, la costruzione dell'infisso si può considerare terminata. Torno quindi ad occuparmi dei muri, completando il paramento esterno con un arco di scarico a tutto sesto che coronerà il portone alleggerendo il carico sull'architrave e rappresentando anche un elemento decorativo della facciata.All'interno, blocco definitivamente i montanti del portone con le due asole in pietra e completo la struttura con un altro archetto cieco al cui interno potrei collocare un elemento sacro a "protezione" della casa, come la madonnina dell'ingresso principale. Di questi dettagli però mi occuperò più avanti.Per il momento, in attesa di completare la struttura interna con il solaio in legno e chiudere la facciata al livello degli archetti pensili, questo è l'aspetto dell'ingresso laterale: MATERIALI:legno, spilli, filo di ferro, ardesia, colla bianca, colla da contatto, smalto trasparenteSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, cutter, Dremel con punte diamantate e punte per legno, pennelloMISURE (in cm):luce arco esterno: 2,8architrave: 3,8vano porta interno: 6,4 x 4,1PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos173", "title" : "Costruzione 173: Portone laterale (2) - infissi e completamento muratura", "permalink" : "" };
    Thursday 24th of April 2014 06:57:00 AM
  • Costruzione 172: Solaio del piano nobile (3) - Cassettoni del loggiato
    Mentre il solaio di copertura del fondaco ha una struttura semplice fatta di travi, travetti e tavole, quella del loggiato presenta all'intradosso una decorazione più ricca, volta a valorizzare questo ambiente che ricopre un ruolo non solo pratico, ma anche di rappresentanza. Molti "riti" famigliari, infatti, vengono celebrati sotto il portico, soprattutto nella bella stagione, e una decorazione efficace può fare la differenza con amici e parenti invitati. Nella prima parte abbiamo visto la posa della trave rompitratta, delle mensole in pietra e dei travetti. Adesso è la volta del tavolato, che va a chiudere tutti gli spazi fra i travetti dando già l'illusione che il solaio sia terminato.Questo però non è che l'inizio, visto che la fase più lunga (e se vogliamo anche un po' noiosa) del lavoro sarà il taglio e il montaggio dei pezzi che compongono i cassettoni.Prima di tutto bisogna tagliare gli altri travetti (più piccoli dei precedenti) e collocarli a distanza regolare uno dall'altro (1 cm) fino a formare una griglia quadrata. Ora, all'interno di ogni quadrato dovrà essere inserito un elemento decorativo. Se iniziassi adesso il lavoro, forse opterei per delle tavole quadrate dipinte con elementi floreali, magari usando colori diversi o alternando cassettoni "pieni" e "vuoti".Si dà il caso però, che questa parte del lavoro sia stata progettata fin dall'inizio sulla base di alcuni pezzi acquistati anni fa in un negozio di accessori per bigiotteria. In uno dei primi post del blog accennavo all'acquisto di questi materiali, che per tutto questo tempo sono rimasti in un cassetto in attesa del loro utilizzo.L'idea era quella di inserire un intero rosettone in ogni singolo riquadro, ma all'epoca non avevo bene in mente quale fosse la scala del modello e le dimensioni dei cassettoni si sono rivelate ben diverse. Ogni pezzo infatti copre la superficie di quattro riquadri.Questo inizialmente sembra un problema insormontabile, ma visto il disegno simmetrico dei pezzi e le proporzioni quasi perfette di 1/4, provo a tagliare ogni rosone in quattro parti uguali, da collocarsi in quattro diversi cassettoni, pur mantenendo un unico centro per la composizione del disegno.Ho detto che le proporzioni erano QUASI perfette... difatti, ogni elemento va un po' limato su tutti e quattro i lati prima di poter essere inserito al suo posto. E' questa la parte noiosa del lavoro cui mi riferivo prima. Fortunatamente, trattandosi di un lavoro piuttosto meccanico che non produce troppa polvere, può essere svolto ovunque, e si presta ad essere portato avanti poco per volta (magari anche dopo cena guardando un film).Una volta che la composizione dei pezzi è conclusa, do una bella verniciata con smalto trasparente per proteggere il legno e rinforzare il tutto.Lascio asciugare per un paio di giorni già in posizione, per evitare che il pezzo si deformi e non coincida più con il perimetro murario.In queste foto lo smalto è ancora fresco e manca qualche pezzo di muro che collocherò solo al momento della chiusura, ma l'aspetto del loggiato è già quello definitivo.MATERIALI:legno, elementi metallici, colla da contatto, smalto trasparenteSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, righello, pennelloMISURE (in cm):cassettoni: 1 x 1;sezione travetti: 0,3 x 0,3;sezione travetti piccoli: 0,2 x 0,2;sezione trave rompitratta: 0,7 x 0,7.PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos172", "title" : "Costruzione 172: Solaio del piano nobile (3) - Cassettoni del loggiato", "permalink" : "" };
    Thursday 17th of April 2014 05:10:00 AM
  • Costruzione 171: Solaio del piano nobile (2) - travettatura e tavolato
    Per quanto riguarda il solaio del piano nobile, eravamo rimasti alla travettatura del loggiato, realizzata su mensole in pietra sporgenti dalle pareti parallele alla facciata.Qui a lato potete vedere la griglia completa in controluce.Ora resta da compiere la stessa operazione sul perimetro del fondaco, dove però i travetti verranno immorsati direttamente nei muri senza l'uso delle mensole. Se da una parte, quindi, la resistenza del solaio si vedrà ridotta a causa della loro assenza, dall'altra compenserò riducendo anche la distanza fra i travetti (da 1 cm a 8 mm).Nella travettatura del loggiato, infatti, avevo bisogno di uno spazio maggiore per la decorazione a "cassettoni" (che descriverò in un altro post).I travetti vengono inizialmente posati tra il muro frontale del fondaco e il muro di spina, dopo averlo leggermente rialzato con lastre di ardesia per raggiungere la stessa altezza di quelli perimetrali.Poi, una striscia di nastro adesivo applicata con molta attenzione per non alterare la posizione dei travetti, mi aiuterà a fissare le prime tavole evitando che questi si muovano.A colla asciutta posso rimuovere lo scotch e proseguire la posa del tavolato. Le tavole sono tagliate a distanze regolari, mai superiori agli 8 centimetri, e la giuntura tra una tavola e la successiva coincide sempre con uno dei travetti d'appoggio.Sopra il vano porta dell'accesso esterno al fondaco, il profilo delle pareti crea una rientranza che in un primo momento pensavo di chiudere con un arco in muratura. Poi però ho innalzato le pareti fino al soffitto e a questo punto copro il tutto con il solaio, semplicemente aggiungendo un travetto più corto.Il solaio della zona che va dal muro di spina al limite posteriore della Domus (alla quale manca la parete di fondo) poggerà su una grossa trave sorretta da doppie mensole in pietra, analogamente a quanto fatto per il piano sottostante.  Terminata la travettatura, passo a coprire tutto il piano con le tavole, verificando nel contempo l'orizzontalità delle superfici. L'intera area di fondaco e loggiato, infatti, sarà occupata al primo piano dal grande salone, e dovrà risultare perfettamente uniforme.Dal punto di vista dei materiali qualche differenza tra una zona e l'altra c'è, in quanto il legno delle assi è di diversa qualità. Nel negozio di bricolage in cui mi rifornisco avevano esaurito i listelli da me acquistati tempo prima, e nonostante un nuovo ordine fatto con largo anticipo, il materiale non è arrivato. Sembra che il distributore non sia molto affidabile, e per evitare futuri problemi ho fatto incetta di quanto restava in negozio, anche se a questo punto mi tocca usare legni diversi.Comunque non è un grosso problema, visto che il pavimento del primo piano sarà lastricato con marmi colorati (eh eh) e le tavole resteranno visibili soltanto dal basso.Mentre la struttura del loggiato resterà rimovibile per poter essere decorata nella parte inferiore, il solaio del fondaco può già essere collocato definitivamente, inglobando le teste dei travetti nei muri perimetrali e coprendo lo spazio lasciato dal muro di spina.La superficie interna è stata precedentemente verniciata con smalto per legno, ma mi rendo conto soltanto adesso di non aver scattato nessuna foto dal basso. Lo vedremo più avanti!Le tavole inserite di taglio che appaiono nell'ultima foto non sono un elemento costruttivo canonico, ma mi serviranno da guida per realizzare una soletta uniforme con il cemento, su cui poi andrà posato il pavimento vero e proprio...MATERIALI:legno, colla da contatto, smalto trasparenteSTRUMENTI:pinzette, carta abrasiva, seghetto, cutter, lime, pennello, nastro adesivoMISURE (in cm):trave: 0,8 x 0,8 x 14travetti: 0,3 x 0,3 x 7-9tavole: 0,15 x 0,4 x 8(max)altezza del fondaco (dal pavimento ai travetti): 10,3PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos171", "title" : "Costruzione 171: Solaio del piano nobile (2) - travettatura e tavolato", "permalink" : "" };
    Tuesday 8th of April 2014 06:51:00 AM
  • Costruzione 170: Parapetto in legno (2) e completamento dell'argano
    Torno ad occuparmi dell'argano e del parapetto, elementi di completamento del fondaco.Il parapetto lo lo avevo già dato per finito, ma come spesso succede, si è insinuato pian piano il dubbio che in fondo avrei potuto fare di meglio.Fermo restando che si può sempre fare di meglio e che al secondo tentativo ll'esperienza acquisita facilita il lavoro, in questo caso si tratta soltanto di un piccolo intervento che mantiene quasi inalterata la struttura precedente. Rimuoverò la corda e i gancetti ai quali è fissata, per delimitare anche questo lato del vano scala con una balaustra in legno.Il risultato finale convince decisamente di più e dà uniformità a tutto l'ambiente.La botte è un accessorio per modellismo navale che ho sistemato lì provvisoriamente, a modo di tavolo. Quando il fondaco sarà definitivamente chiuso mi occuperò anche di altri dettagli d'arredo che per il momento ho tralasciato.Per quanto riguarda invece l'argano, è arrivato il momento di realizzare l'ultimo pezzo ancora mancante.Il muro ha ormai ricoperto l'arcata della nicchia all'interno della quale si trova il rocchetto dell'argano, e sulla sua verticale sporge una mensola in pietra sormontata da due aperture.Qui verranno immorsate le travi del braccio con la carrucola sulla quale scorrerà la corda.L'elemento più delicato è rappresentato proprio dalla carrucola, per via delle dimensioni ridottissime.La rotella è realizzata in legno, e viene fissata alla trave con un segmento di spillo (annerito sul fuoco), che ne permetterà il movimento. Le due travi, invece, sono tagliate ad incastro, in modo che il sostegno obliquo, sottoposto al peso del carico, non scorra lungo il braccio orizzontale alterando l'angolo che questo forma con la parete. Per rinforzare maggiormente la struttura, colloco due fasce in ferro attorno alla traversa orizzontaleIl pezzo ora è pronto per essere inserito nella muratura, alla quale verrà fissato definitivamente con una goccia di colla. La corda verrà parzialmente srotolata dal rocchetto e fatta passare attraverso la fessura della carrucola, scorrendo così sulla sua rotella.Per il momento mi limiterò a provare il funzionamento dell'attrezzo con le dita e a bloccare la corda avvolgendola al gancio che ho inserito su un sostegno del rocchetto. In futuro aggiungerò alla sua estremità un peso (magari una botte simile a quella delle prime foto) che possa venire calato fino alla  cantina.Una vista dall'alto del fondaco e del pavimento con i due portelli della botola:E un'ultima immagine ripresa dal lato posteriore della Domus. La balaustra della scala è ancora alla prima versione, ma sono visibili i travetti del solaio in costruzione:MATERIALI:legno, ferro battuto, spillo, colla da contatto, colla biancaSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, cutter MISURE (in cm):PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos170", "title" : "Costruzione 170: Parapetto in legno (2) e completamento dell'argano", "permalink" : "" };
    Wednesday 26th of March 2014 07:10:00 AM
  • Pietre famose 1 - Iglesia de San Pablo (Úbeda)
    Dopo la caduta dell'impero romano, diverse popolazioni barbare si spartirono i suoi vasti territori ormai privi di un controllo centrale. Alcune di queste appartenevano al popolo dei Vandali, che per un breve periodo si stabilirono nel sud della penisola iberica, per poi ritirarsi in Africa e lasciare il posto ai Visigoti. Una teoria vuole che il termine "Andalusia" significhi proprio "terra dei vandali". In realtà sembra che questo non sia corretto, e l'origine del nome è un po' più complessa. Sia come sia, di questi personaggi che tra le altre cose si dedicarono al saccheggio di Roma nel 455 d.C. (da qui il moderno significato di "vandalo"), ne circolano ancora parecchi. Uno di questi si aggira tuttora per le terre andaluse, alla ricerca di pietre per costruire la sua Domus.Insomma, se non avete ancora capito di chi sto parlando, non sarò io a dirvelo. L'idea su cui si basa questa nuova serie di post è l'inserimento all'interno della struttura (principalmente della torre) di pietre per così dire "famose". Ovvero, provenienti da edifici e luoghi storici reali.Tranquilli, non mi permetterei mai di distruggere il patrimonio artistico, e in tal caso non lo scriverei certo sul blog. Cercherò sempre di recuperare minuscoli frammenti di materiale dai depositi ai piedi dei monumenti o comunque da parti già sul punto di cadere alle quali darò solo un piccolo aiutino.Ogni giorno calpestiamo frammenti di storia senza rendercene conto. Ogni pietra accumula in sé memorie che noi non siamo in grado di leggere, se non assemblandole in forme a noi riconoscibili.Allora quelle pietre acquistano un nome e di colpo diventano visibili. In questo senso queste pietre sono "famose", ed ognuna di esse avrà qualcosa da raccontare.Il primo pezzo di questa collezione proviene dalla chiesa di San Pablo di Úbeda (Jaen), uno degli edifici più antichi della città spagnola, che dietro il suo aspetto gotico rinascimentale conserva ancora parte della struttura romanica di epoca visigota.La chiesa ha subito diverse vicissitudini, come tutti gli edifici antichi, convertendosi in moschea sotto la dominazione musulmana e subendo un grave incendio nel 1368 durante scontri civili tra diverse fazioni cristiane.Particolari sono le mensole in pietra che raffigurano Salomè danzante, appartenenti all'edificio primitivo.Ma veniamo all'uso pratico. Dalla piccola pietra, ottenuta su permesso dello stesso Santo durante un breve colloquio (vedi foto a lato), viene successivamente ricavato un blocco di forma regolare con l'uso del seghetto. Si tratta di una calcarenite piuttosto friabile, quindi di facile lavorazione.Il pezzo così modificato viene inserito nel paramento esterno della torre in costruzione, amalgamandosi bene alla muratura nonostante il suo diverso colore.Nella foto sotto, molto più recente, lo si trova in basso a destra. In quello scatto in realtà sono presenti diversi elementi di nobili origini, ma ne parlerò più avanti.Altre pietre famose attendono di essere collocate, e la prossima verrà dall'Italia...MATERIALI:calcarenite dorataMISURE (in cm):1,8 x 0,8 x (1)PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "ubeda", "title" : "Pietre famose 1 - Iglesia de San Pablo (Úbeda)", "permalink" : "" };
    Monday 17th of March 2014 07:47:00 AM
  • Costruzione 169: Il magazzino - muratura e portello di carico
    Abbiamo visto il magazzino per l'ultima volta in occasione del montaggio della finestra, che al momento risulta ancora l'unica terminata.La costruzione da allora è andata avanti su altri fronti, completando il perimetro murario del loggiato e dotando il magazzino di una porticina non accessibile dall'esterno, ma che avrà la funzione di facilitare il movimento delle merci senza per forza passare dal fondaco.La muratura in pietra all'interno del magazzino raggiunge soltanto metà dell'altezza complessiva del locale, fungendo da base per le volte in mattoni (che sono attualmente in costruzione).Sui lati si aprono invece i vani delle porte e delle finestre, coperti da altrettante arcate.Anche gli stipiti della porta d'accesso vanno crescendo, ma quelli li vedremo meglio più avanti. Ora concentriamoci sul portello e sulla struttura in ferro che reggerà la carrucola.Due piccoli fori a metà altezza mi permettono l'inserimento di un paio di occhielli in ferro, nei quali si innestano i bracci di sostegno verticali.Immediatamente sotto l'architrave, invece, si collocano i fori per il bloccaggio dei bracci superiori, uniti ai primi tramite una terminazione ad anello.L'ultimo tratto dei bracci verticali viene poi modellato per alloggiare la barra orizzontale, dotata in seguito di un anello e ritorta ad un'estremità per bloccarne i movimenti.Nell'immagine in basso a destra si può vedere l'effetto (quasi) finale della struttura con la posa provvisoria del solaio, ancora incompleto.Per quanto riguarda l'infisso di chiusura, questa volta non si tratta di una vera e propria porta, ma di un doppio tavolato che verrà bloccato dall'interno con una spranga alloggiata nel muro.Quando il portello non è in uso, sarà sufficiente inserire la spranga nei fori del vano porta per impedire eventuali visite non autorizzate.Il montaggio della carrucola (realizzata con segmenti di fil di ferro ribattuti) ed il fissaggio dell'architrave, segnano infine il completamento del portello di carico.Si tratta solo di un dettaglio, ma rappresenta un altro passo verso la chiusura del piano ammezzato...MATERIALI:ardesia, filo di ferro, colla biancaSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, Dremel, fuoco (per annerire il ferro)MISURE (in cm):ampiezza vano porta (interno): 3; (esterno): 2altezza vano porta: 3,4spessore muro (esterno): 1; (vano interno): 1,4 altezza della soglia dal pavimento del loggiato: 15tavolato: 2 x 4 x 0,2lunghezza spranga: 3,6PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos169", "title" : "Costruzione 169: Il magazzino - muratura e portello di carico", "permalink" : "" };
    Wednesday 5th of March 2014 07:23:00 AM
  • Costruzione 168: Falso loggiato (2) - archetti di scarico e mensole in pietra
    E' arrivato il momento di vedere conclusa la costruzione del muro esterno del fondaco, con la porta di accesso al cortile e il falso loggiato.Per chi avesse bisogno di un veloce ripasso, qui si trova la prima parte del lavoro e qui la costruzione della monofora situata al centro del loggiato stesso. Gli unici elementi ancora mancanti, oltre alla metà superiore delle colonnine, sono gli archetti di scarico.Per procedere alla loro composizione, disegno in dimensioni reali il prospetto del loggiato, che servirà come modello per dare forma ad ogni singolo pezzo.E' molto importante che i tre archetti risultino perfettamente uguali ed allineati orizzontalmente. Una minima asimmetria rovinerebbe l'effetto finale.La tecnica costruttiva da me utilizzata è una semplificazione di quella reale. Nella realtà i cunei che compongono gli archetti dovrebbero risultare più profondi ed essere immorsati per almeno metà della loro lunghezza all'interno del muro. In questo modo svolgerebbero al meglio il loro ruolo di distribuzione del carico e sarebbero più fortemente ancorati alla parete.Mi prendo questa licenza poetica per agevolare un po' il lavoro, anche se l'aspetto esteriore del loggiato non ne risentirà.Una volta tagliati tutti i pezzi ed assemblati gli archetti con la colla, effettuo alcune prove di posizionamento che mi convincono a ridurre l'altezza complessiva del loggiato.Non ho immagini di questa fase del lavoro, ma come si può osservare anche dalla sovrapposizione degli archetti sul disegno a matita, la curvatura dell'arco centrale stona con quella della finestra sottostante. La struttura risulterebbe molto più armoniosa se le due circonferenze avessero lo stesso centro, o per lo meno se l'archetto superiore scendesse fino a combaciare con quello della monofora, coprendo i corsi orizzontali del muro.A questo punto le colonne risulterebbero più basse e non vi sarebbe motivo di realizzarle in due segmenti separati. Le rimuovo per l'ennesima volta e passo a realizzare un unico lungo cilindro in pietra artificiale, che poi taglierò in due parti uguali e al quale aggiungerò due piccoli capitelli dello stesso materiale.Ecco qui le colonne e gli archetti in posizione: Per proseguire la costruzione del muro colloco alcuni conci adeguatamente sagomati nello spazio tra gli archetti, iniziando così il lavoro di rinfianco. A questo punto, però, mi rendo conto che l'abbassamento complessivo del loggiato rimette in gioco un'idea precedentemente scartata: la costruzione di una balconata in legno a livello del piano nobile.Una struttura di questo tipo, per essere stabile, dev'essere saldamente ancorata alla muratura, che andrà quindi progettata appositamente. Nel mio caso avevo rinunciato a costruire la balconata, anche se a malincuore, a causa dello spazio troppo esiguo tra gli archetti del loggiato ed il solaio del primo piano. Questo infatti non mi avrebbe permesso l'installazione delle mensole per le travi di sostegno, che coincidevano con la base degli archetti.Mi riproposi un suo utilizzo per il secondo piano, come si può vedere da questo studio prospettico.Ora però tutto cambia. Forse le travi non avranno la lunghezza di quelle del disegno, ma l'aggetto del balcone è comunque piuttosto limitato e l'altezza è sufficiente ai miei scopi.Rimuovo quindi alcuni conci attorno all'arco della porta laterale per poter inserire i sostegni lungo tutta la facciata del cortile. Le mensole in pietra (sei in totale) saranno equidistanti tra loro e si collocheranno a metà altezza tra gli archetti del loggiato.Con il completamento del rinfianco dei tre archi termina la costruzione del falso loggiato, salvo poi le rifiniture di rito con il cemento e qualche piccola limatura qua e là.Il paramento esterno ora può proseguire e raggiungere finalmente il livello di quello interno. Ciò mi permetterà di procedere al riempimento del muro e ad effettuare alcune prove di posa delle travi per meglio visualizzare la futura balconata...MATERIALI:ardesia, pietra artificiale, colla bianca, listelli di legnoSTRUMENTI:carta, matita, righello, tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, Dremel, livella, tanta pazienzaMISURE (in cm):luce archi: 2,3altezza cunei: 0,6spessore cunei: 0,4altezza complessiva colonne: 4,8mensole: 0,4 x 0,4 x 0,5 (sporgenza esterna)PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos168", "title" : "Costruzione 168: Falso loggiato (2) - archetti di scarico e mensole in pietra", "permalink" : "" };
    Thursday 27th of February 2014 06:26:00 PM
  • Costruzione 167: Ingresso laterale - arcate vano scala e portone (1)
    Dunque... ultimamente mi risulta un po' difficile selezionare le foto per il blog portando avanti ogni volta un singolo elemento della costruzione. Il cantiere è attivo su tutti i fronti e vorrei procedere con un certo ordine.In questo post mi concentrerò sullo sviluppo dell'ingresso laterale, del quale abbiamo visto (ormai parecchio tempo fa) la posa del pavimento, il prolungamento delle scale e la costruzione della porta di accesso al fondaco (ancora senza infisso).Le altre aperture che si affacciano sul vano d'ingresso (come si vede dallo studio qui accanto) sono il portone che dà sul vicolo laterale e le due rampe di scale che conducono rispettivamente verso il magazzino (e poi il piano nobile) e l'ingresso principale.Le arcate in questo caso hanno già l'aspetto definitivo che verrà poi ripreso nella costruzione, mentre il portone all'epoca non era ancora stato studiato nei dettagli e risulta appena abbozzato.Iniziamo quindi dagli archi, che hanno la stessa luce di quelli realizzati finora a copertura della scala, con la differenza che questa volta le due arcate andranno a formare un unico pezzo per coprire le soglie di entrambe le rampe.La moneta da 2 euro utilizzata per tutti i precedenti archi torna doppiamente utile, (forse) per l'ultima volta. Per il momento non la spenderò ancora...Il muro sovrastante i due archi riprende il perimetro della torre e per dare continuità alla struttura verrà realizzato con le stesse pietre del paramento esterno, così come fatto all'interno del fondaco.I giunti tra le pietre verranno poi riempiti con il cemento, ma di questo mi occuperò solo alla fine della posa prima della costruzione del solaio.Ora volgiamo la nostra attenzione alla parete esterna, sulla quale dovrà aprirsi il portone.Questa parte della costruzione la si è vista molto poco finora. Sarà quindi necessario un piccolo ripasso.La foto qui accanto si riferisce alla soglia appena costruita, quando ancora mancava tutto il sottosuolo del vicolo e la scalinata esterna. Alla sua sinistra è visibile una rientranza nel muro, che costituisce il primo elemento di un canale di scolo interno alla parete e che proseguirà fino ai piani superiori.Mano a mano che la costruzione avanza, gli stipiti crescono in altezza e si va delineando il profilo del portone, mentre il canale prosegue il suo percorso all'interno del muro.Raggiunta l'altezza idonea per la posa dell'architrave, la costruzione del portone si ferma temporaneamente. Prima di proseguire voglio avere le idee più chiare sulla forma che dovrà avere la struttura e sull'altezza definitiva della parete. Nel frattempo decido che le ante del portone non saranno munite di gangheri e bandelle, ma ruoteranno sui montanti come quella esterna del fondaco.Dopo aver preso in considerazione diverse tipologie di archi, architravi e portoni, decido di fare un piccolo esperimento, inserendo un elemento di riuso proveniente dall'architettura romana.L'architrave potrebbe essere costituito infatti da un'antica cornice in stile ionico, recuperata durante gli scavi assieme alla colonna in marmo.Per la lavorazione di questo elemento userò le punte diamantate del Dremel su un blocco di pietra artificiale.Visto nel dettaglio, il fregio risulta un po' irregolare in alcuni punti, ma da lontano fa la sua figura. Bisogna anche pensare che è rimasto interrato per più di mille anni...Una volta completata la cornice e posizionata nel muro, mi rendo conto che l'ampiezza del portone è eccessiva per poter essere coperta da un unico blocco. In tutti i casi in cui ho potuto osservare una cornice antica riutilizzata in questo modo erano presenti delle mensole ai lati per ridurre il carico sul pezzo ed evitarne la rottura (ad esempio qui e qui).L'inserimento delle mensole mi costringe ad intervenire nuovamente sugli stipiti, e a riconsiderare l'altezza di tutto il vano d'ingresso. L'arcata superiore del portone dovrà coincidere sulla facciata esterna con gli archetti di scarico e la cornice marcapiano, senza contare il problema della scala in pietra che, allontanandosi il piano superiore, rischia di risultare troppo ripida o di eccedere in lunghezza.Insomma, è tutto collegato ed ogni piccola modifica necessita un adeguamento dell'intera struttura...Le mensole sono realizzate in ardesia e lavorate con lime manuali e Dremel per ottenere una piccola modanatura.Una volta collocate andranno ad arricchire ulteriormente il portone che, nonostante si trovi in un vicolo stretto e presumibilmente poco illuminato, darà ben l'idea della ricchezza della Domus e dei suoi proprietari.Anche a chi, come in questo caso, vi entrerà dall'ingresso secondario.(continua...)MATERIALI:ardesia, pietra artificiale, colla biancaSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, Dremel con punte e disco diamantato, livella a bolla, righello, limeMISURE (in cm):Arcate scalaluce: 2,5Portone ingressoampiezza: 3altezza soglia-architrave: 6,4 altezza scalini: 0,6 (x3)sporgenza mensole: 0,5altezza mensole: 0,6profondità mensole: 0,6altezza architrave: 0,8canale di scolo: 0,6 x 0,6PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos167", "title" : "Costruzione 167: Ingresso laterale - arcate vano scala e portone (1)", "permalink" : "" };
    Thursday 13th of February 2014 12:24:00 PM
  • Construction 45: Stone walls (part 2)
    Once the laying of stones along the perimetral walls is completed, I can start working on the inner structure. Before that, though, it'll be necessary to extend the reinforcing frame to the upper walls and floor.With more wire I connect the ending of the lower segments, cropping up from the vaults, to form a network on the whole surface. Then I prolong the vertical wires placed inside the bearing walls and pillars.More wire gets out from the outer walls to hold the soil over which the public alley will lay.In the meanwhile, the perimeter walls keep growing up, reaching now the third row of stones from the ground-line.From now on the new ashlars will be part of the visible structure of the Domus.On the inside, instead, we're still under the ground level. The floor of the loggia lays two steps higher than the street, and one more step, placed before the main door, will give access to the ground floor ambiances.The twin walls I'm building stone on stone are called "muri a sacco" (double skin walls with a core of rubble masonry). They're composed by two parallel ashlars walls, filled by irregularily shaped stones and mortar.It's an ancient building technique, used commonly all along the Middle Ages. At that time the walls of a house were always load-bearing structures with no iron beams or reinforcing rods.  In this case the inner part of the wall will be filled with concrete and gravel or pebbles picked up on the beach, while the joints between wires (for example at the base of pillars) will be reinforced with glue. The resulting structure should be earthquake-proof.While building the walls, I proceed also with the covering of the cistern vault and the delineating of the main entrance. The wall frame of the floor is still unfinished, but to complete the wall network I still need to close the last basement vault. In turn, it can't be placed permanently until the staircase's vault is finished too!So, the next step will be the finishing of the brick staircase and the door at its top... PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos045-en", "title" : "Construction 45: Stone walls (part 2)", "permalink" : "" };
    Wednesday 12th of February 2014 10:12:00 AM
  • Construction 44: Stone walls (part 1)
    A new stage is starting. The basement closed, now it's time to make the Domus grow on to reach the ground-line.As I told, from now on I'll give up the concrete structures to proceed the construction in a more appropriate way for a medieval house, although I'll keep reinforcing the walls with wire. Not long ago, while I was still working on the cellar vaults, I started placing some blocks to build the stone walls. It was just a test, because I didn't decide how I'd go on. It was at the base of the tower, where on the ground floor will be placed the door that gives access to the staircase and the basement.The tower will be different from the rest of the building, even for the material used.As I still was uncertain about what kind of stone I'd employ for its construction, I took into account the using of concrete bricks like those visible in the guardhouse, which apparently belong to the same structure.Unfortunately the bricks prove to be too friable, and their look is quite far from the real stones used to build genoese medieval towers.But this test was not valid due to another reason: the position of the blocks was incorrect because it coincided with the concrete structure but not with the inner perimeter.I'll try to be clearer: To make the walls grow on in all their thickness, stones had to be aligned with the underlying walls, partially overlapping the vaults (as you can see in the right picture, taken from a Viollet-le-Duc book). That was impossible while I was still working on the cellar, so I postponed the operation to when the vaults were permanently fixed.That is now. In the meantime I finally found the material to build my tower (see here), so nothing can prevent me now from starting the construction.The first stones to be placed are those at the base of the tower, flanked by the slate blocks which will form the rest of the walls (at least in the lower parts of the house).The employment of such carefully squared blocks for an underground (and hidden) wall would be meaningless in a real building, also because of its costs. Probably it would be made using irregularily shaped ashlars with a lot of mortar.I've got no lack of material or problems with costs, so I'll use those "noble" blocks for the whole structure.Actually, I'm using slate as a substitute for the "promontorio" stone, a local kind of grey limestone used in genoese construction. It's harder to work than slate and it doesn't come in bars, so I opted for slate instead.Simoultaneously to the walls, there are other tasks I have to deal with: The completion of the brick staircase (it finally reaches the ground floor with a last stone step), and the closing of the second part of the vaults (except for the one closer to the stairs, temporarily removed).Next step will be the completion of the stone frame along the bearing walls. There will lay the pillars, columns and walls of the upper levels of the Domus.But that is topic for future posts and we'll see it while the construction will slowly go on... PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos044-en", "title" : "Construction 44: Stone walls (part 1)", "permalink" : "" };
    Wednesday 12th of February 2014 07:09:00 AM
  • Costruzione 166: Parapetto in legno e botola dell'argano
    Rieccomi ancora nel fondaco, questa volta per occuparmi della costruzione di due elementi collegati alla pavimentazione del piano ammezzato e rimandati fino ad ora per questioni di praticità.Il primo riguarda la scala in legno che unisce i due livelli del fondaco, che ancora mancava di una ringhiera di protezione.Il secondo invece appartiene alla struttura dell'argano, di cui vedremo il completamento in uno dei prossimi post.Il pavimento in legno del fondaco è stato protetto finora da una pellicola trasparente che ne ha evitato in gran parte l'impolveramento, ma che mi impediva di mettere mano a questi dettagli tutto sommato minori. Ora che le pareti hanno raggiunto il livello del solaio superiore, le grandi cascate di polvere che si riversavano all'interno del fondaco durante la levigatura delle pietre non dovrebbero più ripresentarsi. E' giunto quindi il momento di dare al fondaco un aspetto più abitabile.Per prima cosa, mettiamo in sicurezza la scala.Unendo alcuni listelli di legno, creo un piccolo parapetto che delimiterà una parte dell'apertura sul pavimento del piano ammezzato, evitando cadute accidentali ai più distratti.Il legno è lo stesso usato per i travetti del solaio, mentre i "chiodi" sono in realtà capocchie di spillo annerite sul fuoco, ma non hanno una vera e propria funzione strutturale, essendo il tutto tenuto insieme dalla colla.Un secondo lato sarà delimitato da una semplice corda, fissata al parapetto e ad un secondo paletto tramite elementi metallici (gancetti per orecchini), già utilizzati come sostegno per le torce del loggiato.Giunto in visita al centiere, il committente (che evidentemente non ha altro da fare) sembra apprezzare il lavoro svolto, quindi do questa parte per conclusa e... Come dice? Ah, vorrebbe una corda a modo di corrimano lungo tutta la lunghezza della scala? Sì, in effetti ho già inserito un anello nella parete proprio a questo scopo, ma manca ancora un aggancio al piano inferiore. Vedrò di sistemare la cosa al più presto, non si preoccupi! (E io che speravo non se ne accorgesse!)Ecco. Ora, mentre il signore si guarda un po' intorno, passiamo ad occuparci del secondo elemento di questo post: la botola dell'argano.Inizialmente pensavo di lasciare aperta la porzione di solaio antistante l'argano, delimitandola con un parapetto tipo quello appena visto o con una semplice corda. Poi però mi sono reso conto che si tratterebbe di un grosso spreco di spazio, che può invece essere utilizzato quando l'argano non è in funzione.Ho pensato quindi a due portelli rimovibili dotati di maniglie che, quando chiusi, permettano l'estensione del piano calpestabile a tutta la superficie della botola.Per permettere l'incastro dei portelli nel pavimento, dovevo in primo luogo creare una battuta d'appoggio, scalettando i due lati più lunghi del perimetro. Operazione portata a termine con righello, cutter e tantissima attenzione per non danneggiare la struttura del solaio.Poi, una volta eseguite le opportune misurazioni, passo alla costruzione dei portelli iniziando l'assemblaggio dei telai.Su una prima cornice (che include la battuta delle ante), monto un secondo riquadro (corrispondente alla superficie inferiore delle ante) rinforzato da traverse diagonali.Poi è la volta delle tavole, che decido di disporre perpendicolarmente rispetto al tavolato del pavimento. Questo non solo per rendere più evidente la presenza della botola, ma anche per dare più resistenza alle ante, che verranno aperte appunto in senso longitudinale.A questo scopo, ognuna delle ante sarà dotata di anelli in ferro che ne faciliteranno il sollevamento. Un paio di uomini con buone braccia dovrebbero essere sufficienti per eseguire l'operazione.Per la realizzazione degli anelli, nessuna novità di sorta: il solito filo di ferro arrotolato con le pinze e ribattuto a martello per la forgiatura dei ganci.I fori nel legno invece sono fatti con la punta più piccola del Dremel.Ecco fatto! Ora si può camminare tranquillamente per il fondaco senza temere di cadere ad ogni passo.Vediamo se il signore della casa è soddisfatto o ha qualcosa da ridire..."Bello, bravo!"Grazie, messere."Ma... l'argano non funziona ancora?"Ehm... manca il braccio superiore. Devo montarlo e fissarlo alla muratura."E cosa aspetti?"...MATERIALI:legno, colla da contatto, spago, filo di ferro, gancetti per orecchiniSTRUMENTI:tenaglie, pinze, pinzette, carta abrasiva, seghetto, cutter, righello, Dremel, martelloMISURE (in cm):perimetro botola: 7,6 x 4,4scalettatura battuta: 0,2sezione listelli parapetto: 0,3larghezza parapetto: 2,7PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos166", "title" : "Costruzione 166: Parapetto in legno e botola dell'argano", "permalink" : "" };
    Thursday 23rd of January 2014 05:47:00 AM
  • Construction 43: The black cat (part 1)
    Now that the cellar is definitely closed and the pantry is unreachable, it looks really hard to avoid unwanted guests from approaching my provisions.Since I put the amphoras in their corner, the pantry'd been rushed by rats. They almost succeeded in taking the lid off one of them, pouring out its contents to the floor (although they've been previously glued).Obviously I chased them away, but one of them is especially harassing. Every time I look to the cellar I find him there, plotting in shadows. I took this picture from behind the barred window, where he could not see me:Now, as you can understand, I have better thing to do than guard the pantry to prevent rats from raiding it down. So I decided to remedy in a simple and natural way that suits perfectly in a medieval house: a cat!A huge and hungry cat, who's guarding the construction site even when the builders are not there, keeping away those filthy beasts from the cellar.Finding an animal of the right size it's not a simple task: some of them, at the Domus scale, would look like bears rather than cats...Suddenly, this nice spotted young cat came out from an alley and waving a fresh anchovy in front of him, I managed to bring him to the Domus. Here I realized that the white spots are too visible even in the dark of the cellar, and I know those rats are so smart... so I apported some minor change to my pet using a black marker. And now he's ready for his job. I placed a bowl with milk in a corner, just in case the rodents were too busy raiding someone other's pantry... He doesn't seem to like it much, but he still needs to familiarize with these new surroundings.Here are some other pictures of the cat guarding the cellar... Ah, just for the curious readers: the bowl (ø3mm) is actually a pod from an unspecified wild plant...PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos043-en", "title" : "Construction 43: The black cat (part 1)", "permalink" : "" };
    Saturday 18th of January 2014 03:02:00 PM
  • Construction 42: Brick staircase (4) and closing of the basement
    This is the last post about the making of the basement. More than one year passed since I started my project and now it's time to place the vaults and complete the construction of the cellar, the pantry, the guardhouse and any other structure on that level.Some of the vaults and arches are ready to be permanently assembled. The rest of the ceiling is formed by three separate pieces due to the complexity of its shape. The first step in this stage of the work will be the joining of the vaults in a single piece.It's not a new operation for the reader of this blog, so I'll not explain it again in full details. The only difference is about the first stone arch, already glued to the pillars. Any adjustment there, will must wait until the placement of the vaults.The basement of the Domus is essentially organized in two spaces: one, narrow and longer and the other wider and regular. The first one reach the guardhouse from the staircase and the cistern, while the second is covered by six cross vaults placed on two columns and includes both the cellar and the pantry. In a corner of the room, a barrel vaulted gallery leads to a gate, while at the opposite side (above the pantry) a grated window allow a little daylight to reach the interiors.Another corner is took by the cistern (but it might be an ice house) and by the stairs to the ground floor, both covered by barrel vaults.The cover of the staircase still needs some adjustment to be finished. Here is a problem to solve: the brick arch over the door, built earlier, doesn't match exactly with the vault. It could not happen in a real construction, where the vault is built directly over the walls, but I built it separately to keep working on the staircase, and bricks were differently shaped.Once noticed the problem and analyzed any achievable solutions, I decide to take a "poetic licence", joining pieces directly with Das (luckily the master builder was absent).Before the material completely dry, I remove the vault. The staircase is still unfinished and needs to be polished, grouted and varnished. So the ceiling, although completed, must remain removable for a little while yet.I can place it again when Das is dry to smooth the inside surface of the arch, removing surplus and restoring its shape.I cover the steps with a tinfoil to protect the staircase from dust. The basement is getting dirty once again and I'll have to clean it carefully.When I'll be working on the upper floors it'll be necessary to apply some expedient to avoid dust from entering the cellar, very hard to clean once it's closed.For now I work it out with my vacuum cleaner, big and noisy but effective.At the end of cleaning operations, I'm ready to close the first part of the cellar. The fresh-glued vaults will be placed at a later time, after the stairwell is finished.Where the arches rest on the capitals, a mastic glue will make the structure stronger. I used that glue on concrete structure only till now, because of its solidity. It allowed me to join separate pieces filling empty spaces and giving strenght to the ensemble.So this time there's no way back. The vaults, once glued, will be permanently settled. Last touch: a little more white glue to seal the perimeter. And then, at rest for a couple of days under a 4Kg weight (about 8.8lb).PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos042-en", "title" : "Construction 42: Brick staircase (4) and closing of the basement", "permalink" : "" };
    Sunday 5th of January 2014 05:42:00 AM
  • Costruzione 165: Solaio del piano nobile (1) - perimetro loggia e travettatura
    In questo post inizierò ad occuparmi della costruzione del solaio del piano nobile.Resta ancora molto da fare prima di poter dare per terminato il piano ammezzato, ma il completamento del perimetro murario della loggia e del rinfianco dell'arcata principale mi dà la possibilità di testare in anticipo il posizionamento dei diversi elementi. In questo modo posso verificare le altezze di mensole, travi e travetti perché coincidano con il livello prestabilito del pavimento e con gli archetti pensili che seguiranno il piano lungo la facciata esterna.La trave principale (rompitratta), che divide l'ampio loggiato in due parti uguali, poggia sui muri laterali tramite doppia mensola. Questa è formata da un primo blocco aggettante in pietra, sormontato poi da una seconda mensola in legno di uguale spessore.Di seguito, altre immagini relative al completamento del perimetro murario, scattate a qualche tempo di distanza (dopo la pausa estiva).L'unico tratto di muratura ancora incompleta riguarda un'apertura, diciamo così, di "servizio": uno sportello che metterà in comunicazione il magazzino con il loggiato per la movimentazione delle merci tramite una piccola puleggia. Sulla trave principale poggeranno ortogonalmente tutti i travetti, ad una distanza di circa 1cm uno dall'altro (in scala, una cinquantina di centimetri). Questi andranno ad inserirsi nei muri di facciata, supportati da altrettante mensoline in pietra.Avrei potuto inserire i travetti direttamente nel muro o collocare lungo la parete una trave d'appoggio (dormiente), metodo più spesso usato in area genovese. In questo caso però la presenza delle mensole risulta più scenografica, inoltre avrò modo di sperimentare diverse soluzioni per i solai dei piani superiori, tra cui appunto l'uso dei dormienti.La posa di questi travetti e delle mensole, ovviamente, necessita di un continuo uso della livella per la verifica dell'orizzontalità. Questa è resa più difficile dal fatto che il ripiano su cui poggia attualmente la Domus non è perfettamente orizzontale e se non vi porrò rimedio rischia di crearmi dei problemi.L'intera struttura del solaio è tenuta insieme dalla colla, ma non è ancora fissata ai muri. Questo mi permetterà di rimuoverla per lavorare più agevolmente al completamento degli ambienti e all'intradosso dello stesso solaio, che come vedremo risulterà riccamente decorato...MATERIALI:ardesia, colla bianca, legno, colla da contattoSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, lime, cutterMISURE (in cm):luce loggia: 13,2 x 13,2trave: 15,7 x 0,7 x 0,7travetti: 6,8 x 0,3 x 0,3altezza della trave dal suolo: 18,5distanza fra i travetti: 1PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos165", "title" : "Costruzione 165: Solaio del piano nobile (1) - perimetro loggia e travettatura", "permalink" : "" };
    Saturday 28th of December 2013 07:17:00 AM
  • Costruzione 164: Porte del fondaco (piano ammezzato) (2)
    Dopo aver visto la costruzione dei due accessi al fondaco, concentriamoci su quello esterna e vediamone il completamento con il montaggio degli infissi.L'aspetto esterno della porta appare già quasi completato, mentre all'interno mancano ancora alcuni elementi quali le asole per il bloccaggio delle ante e l'arco sovrastante.Iniziamo con le asole, che vengono posizionate sulla verticale dei due fori già presenti ai lati della soglia e all'interno delle quali si inseriranno i montanti in legno, appositamente arrotondati alle due estremità per agevolarne la rotazione.La costruzione procede in modo discontinuo. Per un certo periodo mi concentro sullo sviluppo di altri elementi, rimandando il montaggio degli infissi ad un secondo momento. A differenza di quanto fatto però con altre porte (inclusa quella che dà sull'ingresso secondario), la presenza delle asole e di questo tipo di infissi non mi permetterà di completare il perimetro murario fino a quando le ante non saranno state posizionate.Questo fa sì che il vano porta resti decisamente indietro rispetto al resto delle strutture, che hanno già raggiunto il livello del solaio.Quando ormai non mi è più possibile rimandarne il completamento, decido finalmente di dedicare qualche ora di lavoro alla costruzione degli infissi.Il telaio è composto dagli stessi listelli usati per i travetti del solaio, ed è ricoperto sul lato esterno da un tavolato orizzontale. All'interno invece resterà visibile la griglia formata da montanti e traverse.Il posizionamento delle tavole, più corte sull'anta destra e leggermente sporgenti su quella sinistra, forma la battuta, che viene poi rifinita con la lima per apparire perfettamente retta e squadrata.Qui di seguito, una verifica previa al posizionamento delle asole mi permette di comprovare la correttezza delle misure e correggere battenti e muratura là dove necessario.A questo punto è la volta degli elementi metallici, che andranno a completare l'aspetto di questo portone. L'anta sinistra verrà decorata esternamente con una fila di chiodi a vista (capocchie di spillo, annerite sulla fiamma come già visto qui), mentre sulla destra collocherò un batacchio a forma di anello, al quale manca ancora il chiodo sottostante.Sul lato interno invece, l'unico sistema di bloccaggio sarà rappresentato da una spranga (detta anche ferromorto) fissata alla parete tramite un anello e che in posizione di chiusura andrà ad inserirsi in un'asola posta sull'anta destra. In questo modo entrambe le ante risulteranno bloccate dall'interno.Adesso che gli infissi sono completati posso finalmente collocare le asole e l'archetto, costruito già da tempo, e procedere con la muratura...MATERIALI:ardesia, legno, colla bianca, colla da contatto, filo di ferro, spilliSTRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, Dremel, lime, cutter, martelloMISURE (in cm):telaio: 6 x 3,3sporgenza montanti: ±0,4spessore travetti: 0,3spessore tavole: 0,1arcoluce: (estradosso 4,7 - intradosso 3,4)altezza intradosso 1,4PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos164", "title" : "Costruzione 164: Porte del fondaco (piano ammezzato) (2)", "permalink" : "" };
    Thursday 19th of December 2013 06:14:00 AM
  • Costruzione 163: Arcate del fondaco e muro di spina
    Completato l'assemblaggio della colonna, è giunto il momento di costruire il muro di spina del fondaco.I due archi in mattoni che faranno da ponte tra la colonna centrale e le due pareti laterali verranno realizzati separatamente per poi essere montati in un unico pezzo, un po' come fatto con archi e volte durante la copertura dei sotterranei.Ecco come si presenta il fondaco prima dell'inizio dei lavori:La base della colonna non è ancora fissata al pavimento e resterà mobile fino al montaggio dell'intero pezzo. Ai lati invece sono già pronti gli scassi nei quali andrà ad inserirsi il muro di spina.Di seguito, l'assemblaggio delle due arcate su un supporto in cartone appositamente realizzato:I due archi vengono poi uniti al centro da una prima fila di mattoni, che ne costituiranno il rinfianco per quasi tutta la loro altezza. L'interno della muratura a sacco viene adeguatamente rinforzato con la colla, così come l'estradosso degli archi, tutto sommato piuttosto fragile.A questo punto (forse un po' tardivamente) mi rendo conto di non avere ancora le idee chiarissime sull'orditura del solaio. In particolare non ho ancora deciso se inserire una trave ortogonale alla facciata oppure posare soltanto una fitta travettatura usando come appoggio lo stesso muro di spina.La prima opzione mi creerebbe qualche problema di stabilità, dato che la mancanza della parete di fondo priverebbe la trave di uno dei suoi punti d'appoggio. Ciò potrebbe risolversi con l'inserimento di una trave più bassa a farle da sostegno, ma questo ridurrebbe la visibilità degli interni e toglierebbe protagonismo alle arcate. Inoltre in questo modo la successiva travettatura risulterebbe parallela alla facciata, riducendo l'effetto scenografico dato dalla prospettiva di chi osserva l'interno dal retro della Domus.Dopo queste considerazioni, quindi, scelgo la seconda ipotesi, non prima però di aver effettuato una prova in cui la trave principale attraversa il muro al centro delle arcate (vedi foto in alto a destra). L'appoggio è fornito da una mensola in pietra inserita a posteriori nel paramento in mattoni.Questa fase verrà rettificata eliminando la parte in aggetto della mensola, di cui resterà visibile un blocco quadrato al centro del muro.Il vertice della muratura viene completato da un corso di blocchi in pietra che oltre a regolarizzarne l'andamento, serviranno da appoggio per i travetti in legno del solaio.Il resto del processo ricalca la stessa sequenza già vista in tutte le strutture in mattoni: carteggiatura, boiaccatura, verniciatura / sporcatura e levigatura.Durante la lavorazione, a causa dell'umidità indotta dalla vernice, una delle arcate si spezza, ma viene successivamente restaurata e rimessa in posizione.Il pezzo così ottenuto è finalmente posizionato tra le due pareti e la colonna centrale, che (adesso sì) è incollata in modo definitivo alla sua base.Nell'ultima immagine appare il fondaco già quasi terminato, arricchito di un elemento (la ringhiera) di cui parlerò più avanti, prima del completamento e della posa del solaio.MATERIALI:ardesia, das, colla bianca, cemento, smalto trasparente, STRUMENTI:tenaglie, pinzette, carta abrasiva, seghetto, brunitoio, livellaMISURE (in cm):muro di spina: lunghezza 13,2 - spessore 1,5 - altezza dall'imposta 3,7;luce arcate: 5,8 (sx), 6 (dx); altezza arcate: 2,8PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos163", "title" : "Costruzione 163: Arcate del fondaco e muro di spina", "permalink" : "" };
    Tuesday 3rd of December 2013 05:36:00 AM
  • Construction 41: Electric lighting
    As I told in the previous post, one of the last improvements made to the basement before the closing of the vaults it's the substitution of the wall torches. Since a while I was thinking about the installation of an electrical system wich allowed me to light the basement as if the torches were really burning.At first it seemed to me a hard work to do, because it would have forced me to operate not only on torches but on concrete walls as well, producing more dust (the jail and the pantry were already finished).Moreover, I needed very small bulbs to keep intact the look of my miniature cellar.It was the middle of December (already Christmas time), an easy time to find colored bulbs with blinking lights at every corner, but that was not what I was looking for. I needed something more discrete and similar to a burning torch.Maybe the lights used to decorate nativity scenes, so peculiar in southern Europe, could do the best on my Domus. After verifying on the internet the existance of many kind of micro-bulbs especifically created for crèches, I've tried to look in a shop where I already bought some items (we'll see it in a later post). They're specialized in artistic miniatures, doll houses and all the stuff you need to build a Nativity scene. It's situated in Granada (Spain) inside the old alcaiceria, the bazaar of the medieval town, which preserves the ancient arabic look, although actually nothing there is older than a century. Here you can find the online shop.I bought 4 neon lights with 4mm bulbs.The storekeeper taught me kindly how to install them, and I was pleased to find that I don't need any timer, reducer or more contraption. Each bulb includes a little resistance and a short cable, so I can directly plug them to the main electrical system through a switch and a terminal block (mammut).Its light is made to imitate torches, so... It couldn't be better than this!The harder work to do was the integration of the bulbs inside the Domus. I want to place the lights immediately above the torches and to do this I need to drill the walls, something not easy to do at this point.Another issue to resolve is the accessibility of the bulbs: I need to remove them in case of failure or desease.I drill the first hole above the torch placed behind the columns. This prove itself to be an easy job, because that wall is the only survivor of the first concrete structure, almost totally removed after testing its low quality.It appears solid, but it's easy to drill and dust comes out on the outside avoiding potential disasters inside the cellar.The hole is wide enough to allow the insertion of a bulb, so I can connect all cables and carry out a first lighting test. I like the effect, even if that bulb raising from the wall is not exactly a fine work.But this reminds me to a tutorial found on the internet when I was looking for crèche's lights. It's a simple way to make wall torches using micro-bulbs like mine. Following this method would mean the replacing of all the torches I already made, but the result could be worthwhile...I will operate this thime on the torches placed on the opposite side of the besement, and the drilling (as I suspected) it's really harder than on the previous wall. Suffice to say that I need to put aside the Dremel and keep working with the "real" drill.When the drill bit comes out from the wall, some bricks fall down on the inside, but fortunally I can avoid greater damages slowing down the rotation speed.What I just can't stop is dust!I put the bulb inside the cup of the old torch (the hole enlarged) and reassemble the new torch, repairing the broken bricks with glue. Here is how it looks. To remove every torch will be necessary to draw the nails from the walls, take out the cup and pull the cable from the outside.The basement will be surrounded on two sides by the subsoil, and the cables will reach the outer surface passing through small pipes to allow their removal. For that reason, the first bulb will finally keep its horizontal position over the old torch. It would be impossible to place there a pipe at the right angle because of the underground river... but it's very soon to talk about it and I'm revealing too much!Here are more pictures: Now the building of the basement is really finished. It's time to close the vaults and start growing up...PDRTJS_settings_5505122 = { "id" : "5505122", "unique_id" : "cos041-en", "title" : "Construction 41: Electric lighting ", "permalink" : "" };
    Monday 2nd of December 2013 04:45:00 AM

Domus Project Stats

Daily Unique PVs Total PVs Unique In Total In Unique Out Total Out
Average 0.0 0.0 0.0 0.0 0.1 0.1
Today 0 0 0 0 0 0
Yesterday 0 0 0 0 0 0
September 15 0 0 0 0 0 0
September 14 0 0 0 0 0 0
September 13 0 0 0 0 0 0
September 12 0 0 0 0 1 1
September 11 0 0 0 0 0 0
September 10 0 0 0 0 0 0
September 09 0 0 0 0 0 0
September 08 0 0 0 0 0 0
Highest 123 1,443 2 2 5 5
Weekly Unique PVs Total PVs Unique In Total In Unique Out Total Out
Average 0.0 0.0 0.2 0.2 1.4 1.4
This Week 0 0 0 0 0 0
Last Week 0 0 0 0 1 1
Week 36 0 0 0 0 3 3
Week 35 0 0 0 0 2 2
Week 34 0 0 0 0 0 0
Week 33 0 0 1 1 3 3
Week 32 0 0 0 0 0 0
Week 31 0 0 1 1 1 1
Week 30 0 0 0 0 2 2
Week 29 0 0 0 0 2 2
Highest 606 2,987 3 4 7 7
Monthly Unique PVs Total PVs Unique In Total In Unique Out Total Out
Average 154.6 356.2 2.5 2.5 2.9 3.0
This Month 0 0 0 0 4 4
Last Month 0 0 2 2 9 9
July 14 0 0 2 2 6 6
June 14 0 0 0 0 0 0
May 14 0 0 4 4 4 4
April 14 1 1 3 3 1 1
March 14 0 0 0 0 0 0
February 14 0 0 6 6 4 5
January 14 0 0 4 4 1 1
December 13 1,545 3,561 4 4 0 0
Highest 2,288 8,937 6 7 12 12
Unique PVs Total PVs Unique In Total In Unique Out Total Out
Overall 26,050 74,922 81 85 79 81